CONTRATTO SANITA' PRIVATA: USB, PER I LAVORATORI UN NUOVO CAPESTRO DA RESPINGERE

Roma -

Questa volta tocca ai lavoratori della sanità privata pagare l’alto prezzo della crisi attraverso il rinnovo del contratto. Cgil, Cisl e Uil hanno firmato con l’AIOP il biennio economico 2006-2007 dopo oltre 4 anni di ritardo, stabilendo però la decorrenza del contratto dal mese di settembre 2010 e rinviando alla contrattazione decentrata regionale l’eventuale pagamento “una tantum” del periodo dal 2006 al 2010.

 

“L’ennesimo attacco ai diritti contrattuali dei lavoratori - dichiara Maria Teresa Pascucci dell’USB Lavoro Privato - l’ennesimo regalo ai padroni, che nella sanità privata gestiscono risorse pubbliche senza rischio di impresa, e in alcune regioni con tariffe analoghe al servizio pubblico”.

 

“Seguendo la linea indicata da Marchionne – prosegue l’esponente sindacale – anche in questo caso sono state riscritte le regole contrattuali a beneficio delle imprese e contro i lavoratori, sacrificando il diritto ad oltre 4 anni di arretrati alla crisi economica e finanziaria lamentata dai padroni della sanità privata. Cgil, Cisl e Uil hanno di fatto accordato lo smantellamento del contratto collettivo, consentendo una pesante aggressione al salario e ai diritti, soprattutto nelle regioni che subiscono i piani di rientro dai deficit”.

 

Conclude Pascucci: “I lavoratori della sanità privata lavorano già in condizioni di grande difficoltà, spesso con contratti precari, con orari di lavoro massacranti, senza strumenti idonei, con inquadramenti inferiori alle mansioni, con scarsa sicurezza e bassi salari. Invitiamo tutti i lavoratori della sanità privata ad organizzarsi con USB per respingere un nuovo contratto a perdere”.