SIGLATO POSITIVO ACCORDO NELLA VERTENZA GLS PIACENZA

Percorso di stabilizzazione per precari e condizioni contrattuali di miglior favore

Al termine di una lunga trattativa in sede istituzionale nella serata del 22 settembre abbiamo raggiunto un'intesa complessiva sull'insediamento della Gls nel territorio piacentino.
L'intesa, sottoscritta da tutte le organizzazioni sindacali presenti nell'attuale Hub di Piacenza USB-SI COBAS-ADL, ha assunto i contenuti dell'accordo conquistato dalla nostra organizzazione il giorno precedente, costruendo così le condizioni per la soluzione complessiva che ci eravamo prefissati.
In primo luogo c'è la conferma dell'impegno concreto ad un investimento aggiuntivo della Gls sul territorio nel tempo definito di sei settimane.
Entro tale termine e comunque prima dell'apertura del nuovo Hub le parti si incontreranno nuovamente per definire il quadro occupazionale dello stesso.
È bene sottolineare che tale nuovo investimento, per dichiarazione esplicita dell'azienda, rappresenta a tutti gli effetti un potenziamento della presenza sul territorio che comporterà l'arrivo di ulteriori linee di smistamento a Piacenza.
Ciò consentirà di dare una risposta occupazionale, in tempi e modalità che sono state demandate al prossimo incontro del 5 ottobre, all'insieme dei lavoratori che con contratti a termine hanno operato nel vecchio insediamento.
Oltre ai lavoratori precari è previsto, ed è sempre materia di discussione del 5 ottobre, che la restante occupazione necessaria alla piena funzionalità del nuovo investimento verrà dal trasferimento di parte dell'attuale organico di Gls Piacenza.
Si è ottenuto inoltre il mantenimento dell'attuale organizzazione del lavoro e delle condizioni contrattuali e normative individuali e collettive di miglior favore.
Il giudizio sull'intesa è più che positivo.
Si conquista un punto di principio che  riguarda direttamente il diritto dei lavoratori precari a un percorso di stabilizzazione, attenuando così  il potere unilaterale dell'impresa nella gestione delle assunzioni.
Un punto di sostanza quindi in totale controtendenza rispetto al potere unilaterale delle imprese nel mercato del lavoro che la legislazione oggi consente loro.
Infine l'azienda si è impegnata a dare un aiuto concreto alla famiglia di Abd Elsalam oggi senza più reddito.
L'accordo è stato vissuto dai lavoratori come una vittoria vera nei confronti di una società che attraverso le imprese appaltatrici ha sempre evitato l'assunzione diretta delle sue responsabilità rispetto alle condizioni di lavoro negli stabilimenti.

I lavoratori in forza, i precari e i licenziati che hanno sostenuto le lotte hanno così trovato un terreno comune, quell'unità che ha consentito di conquistare una prima risposta positiva a tutti i contenziosi aperti. Come sempre accade,  si tratta oggi di pretendere la concreta applicazione degli accordi.
Occorrerà aprire una riflessione profonda sugli insegnamenti che questa vertenza esemplare ci consegna. La forza straordinaria, la lucidità e  la passione politica con cui i lavoratori migranti hanno sostenuto questa lotta riporta il sindacalismo di classe su un terreno concreto che parla il linguaggio dei diritti, della volontà di affermare la propria soggettività, i propri bisogni negati.

Non possiamo e non vogliamo festeggiare perché Abd Elsalam non è più tra noi. Vittima di un capitale che macina uomini e diritti in nome del profitto di pochi. Sulla sua strada ha questa volta incontrato lavoratori pronti a tutto pur di riaffermare la primazia dell'uomo.
Linfa vitale per chiunque voglia ricostruire diversi rapporti di forza sul  piano generale in un panorama politico e sociale spesso desolante.
Forti di questa consapevolezza assumiamo per intero la necessita di proseguire e rafforzare la battaglia per i diritti e la dignità del lavoro. A partire dallo sciopero generale del 21 ottobre.