Ampio e diffuso il protagonismo, delle lavoratrici e lavoratori autoferrotranvieri, nelle giornate di mobilitazione del 2 e 3 dicembre

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Lo sciopero generale, proclamato da tutto il sindacalismo di base, ha visto una eccezionale partecipazione nel settore del Trasporto Pubblico Locale che ha rasentato il totale blocco del servizio nelle città di Trieste, Bolzano, Milano, Bologna, Roma, Napoli, Bari e Palermo.

La regione Umbria ha visto rientrare nei depositi il 70% del servizio programmato, circa l’80% del servizio della città di Venezia è stato sospeso, mentre a Vicenza hanno incrociato le braccia circa il 50% dei lavorator@ così come a Modena, Livorno, Fermo, Cosenza, Reggio Calabria.

Una giornata di astensione al lavoro che ha interessato Regioni e Comuni di tutto il paese, coinvolto lavoratrici e lavoratori di quell’innumerevole quantità di piccole e medie aziende del settore frutto delle scellerate politiche che hanno prodotto appalti, subappalti, subaffidamenti, precarizzato in modo spaventoso il lavoro e impoverito drasticamente i salari; salari spesso non retribuiti, spesso retribuiti a comodo e volontà delle aziende creando enormi difficoltà ad una quantità incalcolabile di famiglie.

Per questo è necessario che un servizio pubblico essenziale come il TPL torni ovunque nella gestione diretta delle istituzioni; che si lavori per l’internalizzazione e stabilizzazione di tutte le maestranze e di tutte le mansioni relativamente alla pulizia, allo spostamento ed al rifornimento dei mezzi, gestite esternamente non rispettando ne capitolati ne diritti dei lavorator@; lavorator@ che si sono riconosciu@ nella grande manifestazione della giornata di sabato 3 dicembre per protestare contro le misure messe in campo dal governo Meloni con la legge di bilancio 2022 che rappresenta un nulla di fatto contro il carovita e l’impoverimento della popolazione, mentre fiumi di soldi pubblici vengono indirizzati alle grandi aziende e per finanziare le politiche di guerra.

Continua con determinazione la mobilitazione del settore per:

  • la cancellazione degli aumenti delle tariffe dei servizi ed energia, congelamento e calmiere dei prezzi dei beni primari e dei combustibili;
  • il blocco delle spese militari e dell’invio di armi in Ucraina, nonché investimenti economici per tutti i servizi pubblici essenziali;
  • il superamento dei penalizzanti salari d'ingresso garantendo l'applicazione contrattuale di primo e secondo livello ai neo assunti;
  • la necessità di modificare l'ossessionante e vizioso criterio che, inneggiando al risparmio, vede bruciare fior di soldi pubblici attraverso appalti e subappalti ad aziende che offrono servizi di scarsa qualità e lavoro sottopagato;
  • la sicurezza dei lavoratori e del servizio, introduzione del reato di omicidio sul lavoro;
  • il salario minimo per legge di 10 euro l’ora contro la pratica dei contratti atipici e precariato;
  • il libero esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali;
  • una legge sulla rappresentanza che superi il monopolio costruito sulle complicità tra le OO.SS. e le associazioni datoriali di categoria.