Piaggio, USB: c’è poco da esultare

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Letti i giornali, crediamo sia doveroso fare una riflessione su Piaggio. I sindacati confederali esultano e i giornalisti con loro, per la stabilizzazione dei ultimi 127 Ptv rimasti nel sito di Pontedera. Forse però si dovrebbe guardate il quadro generale. Siamo estremamente contenti per la trasformazione di questi lavoratori e di queste lavoratrici, c'è da dire però che sono già a tempo indeterminato per 7 mesi l'anno e che sono in questa situazione di precarietà da più di 10 anni.

Inoltre forse sarebbe opportuno chiarire che questa vittoria non è certo merito della triade che ha chiesto e ha avuto garanzie da parte di Piaggio solo di finire le trasformazioni nei tre anni di vigenza dell'accordo, ma di un decreto del governo che l'azienda userà per svecchiare la platea dei dipendenti e che soprattutto vedrà l'uscita di circa 300 dipendenti per l'entrata di 127.

Come Unione Sindacale di Base ci sembra che ci sia poco da esultare, piuttosto ci sarebbe da rammaricarsi per la continua e costante perdita di posti di lavoro che da diversi anni a questa parte c'è dentro lo stabilimento di Pontedera e in tutto il territorio della Valdera, dove l'indotto Piaggio è ormai ridotto a piccoli numeri. Dopo più di un anno di trattativa i sindacati collaborativi, perché questo sono, esultano per una falsa vittoria.

Come USB crediamo che portare avanti questa trattativa, che prevede la completa esigibilità del contratto nazionale sia un attacco ai diritti fondamentali dei lavoratori e delle lavoratrici. Crediamo che questa trattativa debba essere interrotta, siamo chiamati ad individuare e rivendicare i bisogni reali, dobbiamo parlare di un aumento salariale reale e non di welfare aziendale, vogliamo parlare di sicurezza nei luoghi di lavoro, vogliamo parlare di tempi di lavoro, come si sta in fabbrica non può deciderlo il padrone insieme a chi nell'ultimo contratto a svenduto i diritti dei lavoratori portando un netto peggioramento complessivo delle condizioni di lavoro. Vogliamo la difesa della salute e della pensione pubblica e non meccanismi di ladrocinio come cometa o metasalute.

Le innovazioni della fabbrica 4.0 che iniziamo a vedere in Piaggio, visto che sono anche finanziate della regione, devono portare un beneficio anche ai lavoratori e non solo all'azienda. Si deve parlare di riduzione di orario a parità di salario, non è più possibile saturare gli impianti per un periodo di sette mesi l'anno per poi tenere con i soldi pubblici gli operai a casa per tre mesi consecutivi, non è dignitoso per chi lavora ed è una perdita troppo onerosa per chi da anni si vede i salari bloccati.

Non si può pretendere di lavorare di sabato nei picchi produttivi, per poi recuperare nei mesi di fermo invernale per aggirare il decreto dignità, se non sarà possibile prendere per i mesi di picco produttivo i contratti a termine o se saranno cambiamenti gli ammortizzatori sociali.

I lavoratori e le lavoratrici sono chiamati a capire che i sindacati confederali sono diventati parte integrante dell'impresa, per migliorare la nostra condizione dobbiamo togliere la cancrena che ormai si è creata in Piaggio, dobbiamo smettere di delegare a chi non è più una controparte e riprendere in mano una trattativa che ci porti reali miglioramenti.



RSU USB PIAGGIO

COORDINAMENTO USB PIAGGIO

UNIONE SINDACALE DI BASE