Alla CGD di Crespellano un altro omicidio sul lavoro, USB: fermiamo questa statistica di guerra

Bologna -

La dinamica dell'infortunio che lunedì pomeriggio ha tolto la vita ad Agostino Medina, quarantatreenne operaio di Torre del Greco residente a Crespellano, andrà chiarita ma una cosa è certa: siamo davanti all'ennesimo omicidio sul lavoro. Agostino era dipendente della C.G.D. azienda metalmeccanica di Crespellano, nel Bolognese, e stava guidando un muletto che si è ribaltato, rimanendo così schiacciato dal pesante stampo che trasportava.

È una statistica di guerra quella che racconta i numeri crescenti degli omicidi sul lavoro in questo paese. Anche la ricca Emilia Romagna non è terra felice per chi lavora: precarietà, ritmi, carichi di lavoro estenuanti, orari sempre più flessibili e la corsa sfrenata alla massima produttività che sacrifica il diritto alla salute e le norme di sicurezza sono le vere cause dei cosiddetti "infortuni sul lavoro".

Non è sufficiente il rispetto formale della legislazione sulla sicurezza per evitare gli infortuni: garantire la sicurezza del lavoro significa avere occupazione stabile, certezza dei diritti, salari dignitosi ed il rispetto dei limiti umani alla fatica fisica.

Tutta la legislazione degli ultimi vent'anni  ha invece scardinato le tutele e i diritti sociali, lasciando i lavoratori in balia di imprese che mettono al primo posto profitti e produttività. Il rischio non può essere il mestiere di chi lavora.

Siamo vicino al dolore dei familiari e dei cari di Agostino.

USB Lavoro Privato Bologna

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