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            <title>Rss Feed lavoroprivato.usb.it</title>
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            <description>Le ultime notizie di lavoroprivato.usb.it</description>
            <language>it-it</language>
            
                <copyright>Unione Sindacale di Base</copyright>
            
            <pubDate>Fri, 28 Aug 2026 16:26:25 +0200</pubDate>
            <lastBuildDate>Fri, 28 Aug 2026 16:26:25 +0200</lastBuildDate>
            
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                        <pubDate>Thu, 27 Aug 2026 19:35:56 +0200</pubDate>
                        <title>Terzo anniversario della strage di Brandizzo</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Il terzo anniversario della strage di Brandizzo cade alla vigilia dell’apertura del processo, con l’udienza preliminare fissata per il 30 settembre prossimo presso il Palazzo di Giustizia di Ivrea.</p>
<p class="text-justify">Alle 23.49 del 30 agosto 2023, Michael Zanera, Giuseppe Sorvillo, Giuseppe Saverio Lombardo, Giuseppe Aversa e Kevin Laganà, dipendenti dell’impresa appaltatrice Sigifer, vengono travolti da un treno in piena corsa mentre lavorano sul binario sul quale devono sostituire un tratto di rotaia. Muoiono tutti, orribilmente, sul colpo.</p>
<p class="text-justify"><strong>In quei mesi stava prendendo forma quella che, nei mesi successivi, sarebbe diventata la più grande mobilitazione dei ferrovieri della manutenzione infrastrutture di RFI degli ultimi trent’anni.</strong></p>
<p class="text-justify">Quei lavoratori rivendicavano innanzitutto effettive garanzie per la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, in un settore segnato da una cronica crisi organizzativa: gravissime carenze di personale e di adeguate figure professionali, insieme al crescente ricorso alle imprese private attraverso gli appalti ordinari e quelli legati al PNRR.</p>
<p class="text-justify"><strong>L’innesco della grande mobilitazione fu l’accordo nazionale di riorganizzazione della manutenzione infrastrutture di RFI, firmato il 10 gennaio 2024, che avrebbe ulteriormente peggiorato le condizioni di lavoro e l’efficacia del sistema manutentivo. Una mobilitazione che, a distanza di due anni, è ancora pienamente in corso.</strong></p>
<p class="text-justify">A confermare l’attualità di questa crisi organizzativa è anche la lunga lista di incidenti gravi, gravissimi e mortali nei cantieri di RFI e durante il servizio ferroviario: una sequenza che continua a registrare decine di casi ogni anno.</p>
<p class="text-justify">Le indagini della Procura di Ivrea sulla strage di Brandizzo hanno evidenziato gravi irregolarità nella gestione dei processi manutentivi di RFI. Sono state formulate imputazioni per omicidio colposo plurimo e disastro ferroviario, con la richiesta di rinvio a giudizio per le società RFI, Sigifer e CLF e per ventuno persone, tra cui Giampiero Strisciuglio, all’epoca amministratore delegato di RFI e oggi amministratore delegato del Gruppo FSI.</p>
<p class="text-justify">Nel frattempo, è di questi giorni la notizia dell’apertura, da parte della Procura di Ivrea, di un nuovo fascicolo d’inchiesta sulla strage, con undici indagati, tra cui nuovamente l’ad Strisciuglio, per il mancato aggiornamento dei sistemi organizzativi relativi alle lavorazioni sui binari di RFI.</p>
<p class="text-justify"><strong>È questo il contesto nel quale ci accingiamo a ricordare il III anniversario della strage di Brandizzo. Un contesto segnato anche dal paradosso di una lista di imputati nella quale compare il lavoratore Antonio Massa, preposto di RFI nelle attività che sfociarono nella strage, licenziato in tronco dallo stesso Giampiero Strisciuglio, suo coimputato, mentre quest’ultimo viene promosso ai vertici del Gruppo FSI.</strong></p>
<p class="text-justify">Come nei due anni precedenti, il prossimo 30 agosto saremo nella piazza della stazione di Brandizzo per ricordare i cinque lavoratori uccisi, ma soprattutto per rappresentare quella parte della storia che continua a riguardare decine di migliaia di lavoratrici e lavoratori delle ferrovie, sottoposti alle più bieche pretese degli apparati manageriali e imprenditoriali che governano il sistema ferroviario del Paese. Pretese che si manifestano anche in questi ultimi giorni, con la scelta di far viaggiare treni regionali privi del sistema di estinzione incendi.</p>
<p class="text-justify"><strong>Non dimenticare la strage di Brandizzo, come tutte le altre stragi che hanno funestato l’Italia, significa schierarsi senza ambiguità per la verità, la giustizia e la sicurezza di tutti.</strong></p>
<p class="text-justify"><strong>Significa denunciare senza indugi gli interessi lucrativi degli apparati manageriali e imprenditoriali quando vengono anteposti al bene comune. Significa costruire la forza organizzativa dei lavoratori e dei cittadini per un fronte popolare di opposizione alla violenza dei poteri politici ed economici e per affermare condizioni di vita e di lavoro realmente rispettose della salute, della sicurezza e della piena dignità della persona</strong>.</p>
<p class="text-justify"><em>Unione Sindacale di Base Lavoro Privato/Coordinamento Nazionale Ferrovieri</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 18 Aug 2026 16:31:48 +0200</pubDate>
                        <title>13 settembre 2026 sciopero del trasporto aereo; aeroporti di Firenze e Pisa</title>
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		                        		https://lavoroprivato.usb.it/leggi-notizia/13-settembre-2026-sciopero-del-trasporto-aereo-aeroporti-di-firenze-e-pisa-1639-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-center">&nbsp;</p>
<p class="text-center"><em><strong>CONTRO TOSCANA AEROPORTI, GH TOSCANA E CONSULTA.&nbsp;</strong></em></p>
<p class="text-center"><em><strong>UNA VERTENZA INEDITA NEL COMPARTO AEREO TOSCANO LANCIATA DA USB Lavoro Privato PER UN’AZIONE SINDACALE “COMPATTA” CHE RIUNISCA GESTORE E HANDLERS.&nbsp;</strong></em></p>
<p><strong>LE RAGIONI DELLO SCIOPERO:</strong></p><ul> 	<li class="text-justify"><strong><u>DISPARITÀ ECONOMICA TRA GESTORE E HANDLERS</u></strong></li> </ul><p class="text-justify">Toscana Aeroporti SpA ha dichiarato di aver registrato ricavi totali consolidati del primo semestre 2026 pari a €76,3 milioni. Alla fine di luglio 2026, il management del gestore aeroportuale ha proceduto alla distribuzione del dividendo (relativo all’esercizio 2025) per un ammontare di €7 milioni. <strong>Fa impressione confrontare questi numeri</strong> con quelli delle società di <em>handling</em> GH Toscana Srl e Consulta SpA. Negli ultimi bilanci disponibili al pubblico (2024) si evince che il fatturato di GH Toscana è di €24,8 milioni con un utile netto di €43,9 mila, mentre il fatturato di Consulta è di €10,1 milioni con un utile netto pari a €105,3 mila. Da questo parallelo si conclude che GH Toscana e Consulta, al pari di tutti gli <em>handlers</em>, fanno leva sulla compressione del costo del lavoro per competere in un mercato sempre più concorrenziale.<strong> </strong>Per questo<strong> USB sostiene la necessità di una riforma completa del trasporto aereo</strong>: è urgente un intervento politico pubblico, esplicito e coraggioso.</p><ul> 	<li class="text-justify"><strong><u>CATTIVE CONDIZIONI LAVORATIVE E SALARIALI</u></strong></li> </ul><p class="text-justify">«Chi carica e scarica i bagagli dalle stive, chi guida e assiste l’aereomobile a terra, chi accoglie i passeggeri al check-in e al gate: <strong>i lavoratori e le lavoratrici dell’handling </strong>tengono in piedi uno dei sistemi di trasporto più redditizi al mondo. Eppure <strong>vivono nell’insicurezza, non godono delle migliori tutele in termini di salute e sicurezza, guadagnano stipendi al limite della povertà, sono vittime di forte stress lavoro-correlato e patiscono le conseguenze del caldo estremo</strong>» — dichiara Lorenzo Robin Frosini, RLS presso GH Toscana e membro del Coordinamento regionale USB trasporto aereo-Toscana.</p><ul> 	<li class="text-justify"><strong><u>INADEGUATI INVESTIMENTI IN INFRASTRUTTURE E MEZZI</u></strong></li> </ul><p class="text-justify">Per Paola Marchi, rappresentante del Coordinamento regionale USB trasporto aereo-Toscana, «<strong>le carenze delle infrastrutture nelle aerostazioni di Firenze e Pisa sono gravi</strong>. È palese l’inadeguatezza degli interventi messi in atto nelle aree Airside, nelle zone imbarchi e ai varchi di sicurezza. <strong>È intollerabile la vetustà del parco mezzi</strong> attraverso cui lavoratori e lavoratrici ogni giorno e notte operano procedure complesse. Gli unici investimenti infrastrutturali? L’implementazione di postazioni <em>self bag drop</em> per il check-in automatico, pericolosamente avvenuta senza alcuna comunicazione, silenziando la <strong>minaccia dei livelli occupazionali</strong>».</p><ul> 	<li class="text-justify"><strong><u>ESTERNALIZZAZIONI SELVAGGE E APPALTI DISASTROSI</u></strong></li> </ul><p class="text-justify">«Scarsi investimenti sulla formazione del personale, eccessivo utilizzo del part-time, carenze nell’organizzazione del lavoro. <strong>L’esternalizzazione dei servizi di handling ha reso i piazzali di Firenze e Pisa caotici e insicuri</strong>». Per Vania Meloni, portavoce del Coordinamento regionale USB trasporto aereo-Toscana, «oggi assistiamo alle <strong>rovinose conseguenze di una liberalizzazione selvaggia</strong>: il <em>dumping</em> non è più solo un rischio potenziale, e il<em> pooling</em> dei mezzi non assicura i più alti standard di <em>safety</em> e <em>security</em>. Per non parlare delle lavoratrici e dei lavoratori in appalto a cui viene applicato il CCNL Vigilanza Privata e Servizi Fiduciari, notoriamente povero; o dell'appalto dei passeggeri a mobilità ridotta, il cui personale viene retribuito con il CCNL Cooperative Sociali pur operando su mezzi aeroportuali complessi».&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><em>USB Lavoro Privato, settore Trasporto Aereo</em></p>
<p class="text-justify"><strong><em>*Volantino e locandina sciopero in allegato</em></strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 12 Aug 2026 15:15:14 +0200</pubDate>
                        <title>SEA S.P.A - LICENZIATI DUE LAVORATORI CON OLTRE 25 ANNI DI ANZIANITÀ DI SERVIZIO: UN ATTACCO INACCETTABILE</title>
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                        <description>Dipendenti SEA e iscritti USB licenziati. SEA punisce chi rivendica i propri diritti?</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<div class="WordSection1"><p class="text-justify">Nella notte tra il 2 e 3 agosto SEA ha effettuato un’ispezione che si è rivelata una caccia alle streghe contro due lavoratori, aggrediti verbalmente con una cattiveria e ferocia mai viste prima.</p>
<h4 class="text-justify"><strong>Il giorno successivo i due dipendenti sono stati raggiunti da una sospensione cautelare, seguita da una contestazione disciplinare e il giorno 6 agosto è arrivata la lettera di licenziamento senza preavviso.</strong></h4>
<p class="text-justify">Anche se tentassimo di metterci nei panni dell’azienda, la sanzione comminata ai due lavoratori risulta manifestamente sproporzionata sia sulla base delle accuse mosse (infondate e non dimostrate), sia sulla base dei precedenti. Altri dipendenti SEA, contestati di mancanze ben più gravi, non hanno ricevuto neanche un richiamo o sono stati sanzionati con multe e, al massimo, sospensioni di breve durata, senza mai alcuna sospensione cautelativa.</p>
<p class="text-justify"><strong>Da cosa nasce, quindi, questo accanimento? </strong>Forse dal fatto che i due dipendenti avevano deciso di portare avanti un ricorso con USB per il riconoscimento dei tempi di cambio tuta e per il corretto riconoscimento del danno per il lavaggio DPI, poiché non hanno accettato di sottoscrivere la conciliazione a seguito dell’accordo sindacale sottoscritto da tutte le altre OO.SS.?</p>
<p class="text-justify"><strong>Quello che è accaduto non può essere qualificato come una normale misura disciplinare. Per noi si tratta di un attacco feroce contro due lavoratori. </strong>Due lavoratori con una vita di lavoro alle spalle sono stati “trattati come persone da punire” e sottoposti a un procedimento che riteniamo sproporzionato e persecutorio. Gli stessi lavoratori che in questi oltre 25 anni di servizio hanno svolto le loro attività in modo professionale, risolvendo problemi su problemi e in alcuni casi anche lavorando senza le attrezzature idonee.</p>
<p class="text-justify">Se mai SEA avesse deciso di licenziarne due per educare tutti gli altri e dare un chiaro messaggio politico a USB, sindacato conflittuale sui posti di lavoro, nelle piazze e nei tribunali, noi risponderemo che non accetteremo che chi rivendica i propri diritti venga isolato, sospeso e licenziato. Non accetteremo in silenzio che l’azienda possa, prima, creare le condizioni che impediscono o rendono più difficile a un lavoratore svolgere la propria attività e, successivamente, utilizzare quella stessa situazione come motivo per giustificare il licenziamento. Questa vicenda non riguarda soltanto due lavoratori. Riguarda tutti i lavoratori di Malpensa e il diritto di ciascuno di loro a lavorare senza intimidazioni, pressioni o ritorsioni. <strong>Perché se passa l’idea che chi rivendica un diritto può essere messo sotto pressione, sospeso e licenziato, il problema è di tutti noi e di tutti i lavoratori.</strong></p></div><p class="text-justify">L’azione punitiva contro i nostri iscritti è stata portata avanti nel pieno del periodo estivo, quando per i lavoratori degli aeroporti non è possibile mobilitarsi con lo sciopero, in linea con la codardia delle modalità di verifica del lavoro svolto dai due dipendenti e delle intimidazioni che hanno preceduto il provvedimento di licenziamento. Anche una denuncia e richiesta di intervento da parte del Comune di Milano, primo azionista di SEA, è resa impossibile dal periodo di ferie.</p>
<p class="text-justify">L’intera USB esprime oggi la massima solidarietà ai due lavoratori e alle loro famiglie, confermando che seguirà il percorso di impugnazione del licenziamento con i propri legali, ma non si limiterà a questo.</p>
<p class="text-justify">Per quanto il periodo impedisca le azioni di protesta, SEA e questa dirigenza non possono e non devono dormire sonni tranquilli.</p>
<p class="text-justify">L’estate servirà a pianificare le azioni sindacali in tutela dei diritti dei nostri due iscritti, compagni di lotta, e di ogni singolo lavoratore che spaventano tanto SEA.</p>
<p class="text-justify">Perché il conflitto non va in ferie.</p>
<p class="text-justify"><strong>USB chiede il reintegro dei due lavoratori licenziati ingiustamente!</strong></p>
<p class="text-justify">Forse è arrivato il momento di chiedersi se non sia la stessa dirigenza SEA a dover essere messa sotto esame per le scelte compiute in questi anni: abbassare il costo del lavoro a discapito dei salari, dividere i lavoratori con almeno cinque trattamenti contrattuali diversi a parità di mansioni, privatizzare ed esternalizzare attività e riducendo, in alcuni reparti, il personale all’osso, indebolire la dimensione sociale e collettiva del lavoro distruggendo il CRAL dei lavoratori passando per l’associazione “Noi Sea”, chiudendo per sempre le mense interaziendali (se gli stipendi fossero in linea con l’inflazione e l’aumento del costo della vita oggi i lavoratori non sarebbero costretti a preferire un misero ticket restaurant che permetta di fare la spesa o la benzina e arrivare a fine mese), per poi vantarsi, anche di fronte alla proprietà, di dare un premio di produzione ai propri dipendenti di circa 1.700,00 euro/anno a fronte di un utile netto nel 2025 di 190,6 milioni di euro. Adesso però si è superato il limite, non si gioca con la vita dei lavoratori e delle loro famiglie dopo oltre 25 anni di attività svolta in modo professionale.</p>
<p class="text-justify"><strong>CHI SEMINA VENTO, RACCOGLIERÀ TEMPESTA</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 12 Aug 2026 01:54:14 +0200</pubDate>
                        <title>Aeroporto di Firenze: giovedì 13 agosto 2026. Ore 10:00 conferenza stampa</title>
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                        <description>Il Coordinamento regionale USB Lavoro privato, trasporto aereo-Toscana invita i giornalisti e le giornaliste alla conferenza stampa del 13 agosto 2026 che si terrà all’esterno dell’area partenze dell’Aeroporto “Amerigo Vespucci” di Firenze.</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Questa sarà l’occasione per presentare la mobilitazione a cui i lavoratori e le lavoratrici degli aeroporti di Pisa e Firenze daranno forma a partire da settembre 2026.</p>
<p class="text-justify"><strong>Caldo estremo, cattive condizioni lavorative, rischio dumping, mancate garanzie di redditi dignitosi </strong>sono le cause più evidenti della protesta, al netto del fallimento delle relazioni industriali con le rispettive aziende.</p>
<p class="text-justify">La vertenza che sarà presentata durante la conferenza stampa di giovedì 13 agosto è una <strong>novità nel settore del trasporto aereo</strong>.</p>
<p class="text-justify">Nonostante il settore aereo italiano si articoli in una filiera estremamente frammentata, l’azione sindacale che colpirà gli aeroporti di Firenze e Pisa riguarderà sia il gestore aeroportuale Toscana Aeroporti SpA, che le aziende che forniscono in appalto i servizi di assistenza a terra GH Toscana Srl e Consulta SpA.</p>
<p class="text-justify">Il Coordinamento regionale USB trasporto aereo-Toscana ritiene necessario agire attraverso uno sciopero compatto per denunciare gli <strong>effetti negativi dell’esternalizzazione</strong> dei servizi di assistenza a terra.</p>
<p class="text-justify"><em>Unione Sindacale di Base — Lavoro Privato — Firenze-Pisa</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sun, 09 Aug 2026 17:12:35 +0200</pubDate>
                        <title>Rinnovo CCNL Attività Ferroviarie: FILT, FIT e UILT parlano ai lavoratori, ma rassicurano il padronato.</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Le cosiddette <em>&quot;Linee di indirizzo per la stagione dei rinnovi contrattuali 2027-2029&quot;</em> diffuse da FILT CGIL, FIT CISL e UILTRASPORTI rappresentano un esercizio di evidente ambiguità politica e sindacale.</p>
<p class="text-justify">Da una parte si parla di salari dignitosi, diritti, sicurezza e tutela del lavoro; dall'altra si afferma che il contratto dovrà sostenere la competitività delle imprese e accompagnarne le strategie industriali. <strong>È una contraddizione di fondo: quando gli interessi del profitto entrano nel contratto, i diritti dei lavoratori finiscono inevitabilmente in secondo piano.</strong></p>
<p class="text-justify">Le stesse organizzazioni che oggi dichiarano di voler difendere il potere d'acquisto continuano infatti a sostenere un modello contrattuale che, negli ultimi decenni, ha prodotto un progressivo impoverimento delle retribuzioni. <strong>Difendono il mantenimento dei contratti triennali e confermano il ricorso all'indice IPCA, che continua a non recuperare integralmente l'inflazione reale sopportata dalle famiglie dei lavoratori.</strong></p>
<p class="text-justify">Ancora più paradossale è il richiamo alla rappresentanza certificata e alla diffusione delle RSU, quando nel Gruppo FS il rinnovo delle rappresentanze sindacali è fermo da anni. A ciò si aggiunge la proposta di far pagare ai lavoratori non iscritti il costo della contrattazione, trasformando un diritto collettivo in una prestazione da acquistare.</p>
<p class="text-justify">Questa impostazione conferma una visione del sindacato sempre più orientata alla compatibilità con le esigenze delle imprese e sempre meno alla difesa degli interessi dei lavoratori.</p>
<p class="text-center"><strong>USB continua invece a sostenere una linea completamente diversa.</strong></p>
<p><strong>Il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale deve avere come unico obiettivo il recupero del potere d'acquisto, il miglioramento delle condizioni di lavoro, la riduzione dell'orario, la sicurezza e la piena tutela della dignità di chi lavora, senza subordinare questi diritti alle logiche della produttività e della competitività aziendale.</strong></p>
<p>In un contesto economico e sociale sempre più difficile, è necessario ricostruire un sindacalismo realmente conflittuale e indipendente, capace di rappresentare esclusivamente gli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori, senza mediazioni con le logiche del profitto. È questo l'impegno che USB porta avanti ogni giorno nei luoghi di lavoro e che continuerà a sostenere nella prossima stagione contrattuale.</p>
<p class="text-center"><strong>Avanti con l'organizzazione dei lavoratori e con la lotta per la dignità nel lavoro e nell'esistenza sociale.</strong></p>
<p>Per consultare e scaricare il nostro documento programmatico per i rinnovi contrattuali ambito ferroviario&nbsp;<a href="https://trasporti.usb.it/fileadmin/archivio/trasporti/Immagini/documento_programmatico_CCNL_della_Mobilit%C3%A0Area_Contrattuale_Attivit%C3%A0_Ferroviarie.pdf" target="_blank" rel="noreferrer">Clicca QUI</a></p>
<p><em>USB Lavoro Privato Attività Ferroviarie</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 07 Aug 2026 17:53:20 +0200</pubDate>
                        <title>USB LP attività ferroviarie lancia la sfida: consegnata la piattaforma per il rinnovo del CCNL</title>
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		                        		https://lavoroprivato.usb.it/leggi-notizia/usb-lp-attivita-ferroviarie-lancia-la-sfida-consegnata-la-piattaforma-per-il-rinnovo-del-ccnl-1760-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">La piattaforma nasce dal confronto diretto con lavoratrici e lavoratori di Trenitalia, Mercitalia e RFI. Non è un documento calato dall'alto: è costruita dal basso, per riportare centralità ai lavoratori e contrastare l'erosione degli spazi di agibilità sindacale (RSU, RLS, diritto di assemblea ex art. 20 Statuto dei Lavoratori).</p>
<p class="text-justify">I nodi strutturali del Gruppo FS</p><ul> 	<li class="text-justify">Modelli organizzativi tarati sulla compressione dei costi: carichi di lavoro crescenti, organici insufficienti, professionalità non riconosciute</li> 	<li class="text-justify">Nastri lavorativi allungati, riposi ridotti, straordinario e notturno in aumento</li> 	<li class="text-justify">Esternalizzazioni che frammentano il perimetro produttivo e indeboliscono contratto e tutele</li> </ul><p class="text-justify">Sicurezza: non un capitolo a parte, ma il cuore del problema<br /> Infortuni e aggressioni non sono eventi isolati ma spie di un sistema che va cambiato alla radice. La sicurezza deve essere organizzazione del lavoro, non adempimento normativo — passa da salari adeguati, turni corretti, riduzione d'orario, riposi rispettati.</p>
<p class="text-justify">Le rivendicazioni chiave</p><ul> 	<li class="text-justify">Riconoscimento della natura usurante del lavoro ferroviario</li> 	<li class="text-justify">Pensione a 35 anni di contributi o 60 di età</li> 	<li class="text-justify">Opposizione netta alla spesa militare che sottrae risorse a sanità, scuola, trasporto pubblico</li> 	<li class="text-justify">Solidarietà esplicita al popolo palestinese</li> 	<li class="text-justify">Mobilità come diritto della persona, non merce: le FSI devono tornare ente pubblico sotto controllo di cittadini e lavoratori</li> </ul><p class="text-justify">Il quadro economico<br /> Inflazione, aumento energia e materie prime, assenza di meccanismi automatici di adeguamento salariale: trent'anni di compressione salariale che hanno allontanato i lavoratori italiani dalla media europea. Il rinnovo del CCNL non può essere un semplice adeguamento — deve essere un'inversione di rotta.</p>
<p class="text-justify"><br /> Il rinnovo contrattuale è il terreno su cui si gioca il cambio di paradigma: qualità del lavoro, sicurezza, dignità professionale, redistribuzione della ricchezza. Senza questo salto, le criticità sono destinate ad aggravarsi — con conseguenze dirette su sicurezza del servizio e vita dei lavoratori.</p>
<p class="text-justify"><em>*in allegato:Documento Programmatico per il Rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro della Mobilità/Area Contrattuale Attività Ferroviarie - Contratto Aziendale di Gruppo FSI&nbsp;(CCNL 2027–2029)</em></p>
<p class="text-justify"><em>USB Lavoro Privato, Attività Ferroviarie</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 06 Aug 2026 00:36:45 +0200</pubDate>
                        <title>Sicurezza sul lavoro: il governo costruisce lo scudo per le imprese</title>
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		                        		https://lavoroprivato.usb.it/leggi-notizia/sicurezza-sul-lavoro-il-governo-costruisce-lo-scudo-per-le-imprese-0041-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify"><strong>Mentre i lavoratori continuano a morire, diventa più difficile accertare le responsabilità aziendali</strong></p>
<p class="text-justify">Il Governo sceglie ancora una volta da che parte stare. E non è quella di chi ogni giorno entra in fabbrica, in un cantiere, in un deposito, su un autobus, su un treno o lungo una linea ferroviaria senza sapere se tornerà a casa.</p>
<p class="text-justify">Con il disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri sulla responsabilità delle imprese, l’esecutivo interviene sul decreto legislativo 231 del 2001 rendendo più difficile dimostrare la responsabilità aziendale per i reati commessi nell’interesse o a vantaggio dell’impresa.</p>
<p class="text-justify">Non basterà più accertare che l’azienda abbia tratto un beneficio dall’illecito. L’accusa dovrà individuare e dimostrare anche la specifica carenza del modello organizzativo adottato dall’impresa.</p>
<p class="text-justify"><strong>Una scelta tutt’altro che neutrale.</strong></p>
<p class="text-justify">In un sistema produttivo fondato sempre più su appalti, subappalti, esternalizzazioni e catene societarie nelle quali responsabilità e controlli vengono continuamente frammentati, aumentare gli oneri a carico di chi indaga significa offrire nuove vie d’uscita alle imprese committenti e ai grandi gruppi economici.</p>
<p class="text-justify">Il rischio è che l’adozione formale di procedure, protocolli e modelli organizzativi diventi uno scudo dietro cui nascondere ciò che avviene realmente nei luoghi di lavoro.</p>
<p class="text-justify">Un modello può essere perfetto sulla carta e completamente disatteso nella pratica. Può prevedere controlli che nessuno effettua, procedure che nessuno rispetta e sistemi di vigilanza incapaci di impedire turni insostenibili, formazione insufficiente, manutenzioni rinviate, lavoro nero, sfruttamento e violazioni delle norme di sicurezza.</p>
<p class="text-justify">Ancora più grave è che i modelli costruiti sulla base delle linee guida elaborate dalle stesse associazioni imprenditoriali possano essere considerati, in partenza, adeguati. In questo modo, il controllato rischia di diventare anche colui che stabilisce i criteri attraverso i quali valutare l’efficacia del controllo.</p>
<p class="text-justify">A completare il quadro vi è la possibilità per l’impresa di evitare la condanna modificando successivamente il proprio modello organizzativo, riparando le conseguenze dell’illecito e restituendo il profitto ottenuto.</p>
<p class="text-justify">La prevenzione rischia così di essere sostituita dalla riparazione successiva: prima si risparmia sulla sicurezza, si riducono i controlli o si chiudono gli occhi lungo la catena degli appalti; poi, quando il sistema viene scoperto, si correggono le carte e si restituisce quanto indebitamente guadagnato.</p>
<p class="text-justify">Ma una vita spezzata non si restituisce. Un lavoratore mutilato non può essere risarcito con l’aggiornamento tardivo di un protocollo aziendale. Una strage non può essere cancellata approvando, dopo i fatti, un nuovo modello organizzativo.</p>
<p class="text-justify">Le tragedie di Brandizzo, del cantiere Esselunga di Firenze e le tante morti quotidiane nei luoghi di lavoro dimostrano che il problema italiano non è un eccesso di responsabilità delle imprese, ma l’insufficienza dei controlli, la debolezza delle sanzioni e un’organizzazione del lavoro che subordina sistematicamente la sicurezza ai tempi, ai costi e al profitto.</p>
<p class="text-justify"><strong>Non siamo di fronte a una riforma tecnica. Siamo davanti a una precisa scelta politica, rivendicata apertamente dal Governo come risposta alle richieste di Confindustria.</strong></p>
<p class="text-justify">Prima vengono le esigenze di chi produce profitto. Dopo, <strong>molto dopo,</strong> la vita e la salute di chi quel profitto lo rende possibile con il proprio lavoro.</p>
<p class="text-justify">USB ritiene inaccettabile qualsiasi intervento che possa indebolire la responsabilità delle imprese committenti e appaltatrici nei casi di infortuni, sfruttamento, caporalato, evasione contributiva e violazione delle norme poste a tutela dei lavoratori.</p>
<p class="text-justify">Chiediamo che il Parlamento respinga ogni forma di scudo e rafforzi, al contrario, la responsabilità lungo tutta la catena degli appalti, i poteri degli organi ispettivi, le strutture pubbliche di controllo e le tutele per i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.</p>
<p class="text-justify">La sicurezza non è un adempimento burocratico e non può essere affidata all’autocertificazione delle imprese.</p>
<p class="text-justify"><strong>Chi decide l’organizzazione del lavoro, impone i tempi, controlla gli appalti e incassa i profitti deve rispondere pienamente anche delle conseguenze delle proprie scelte.</strong></p>
<p class="text-justify"><em>Coordinamento Nazionale USB Lavoro Privato, settore TPL </em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sat, 01 Aug 2026 13:13:39 +0200</pubDate>
                        <title> TPL Calabria, metodo opaco e discriminatorio: USB Lavoro Privato esclusa dal confronto</title>
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		                        		https://lavoroprivato.usb.it/leggi-notizia/tpl-calabria-metodo-opaco-e-discriminatorio-usb-lavoro-privato-esclusa-dal-confronto-1321-1-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">USB Lavoro Privato – Trasporto Pubblico Locale denuncia il metodo opaco e discriminatorio con cui la Regione Calabria sta conducendo l’esame della proposta di legge sulla nuova disciplina del trasporto pubblico locale.</p>
<p class="text-justify">Il 27 luglio la Quarta Commissione del Consiglio regionale ha convocato per il 3 agosto istituzioni, aziende, associazioni e numerose organizzazioni sindacali, escludendo USB Lavoro Privato, Confederazione rappresentativa a livello nazionale e presente anche presso il CNEL. Tre giorni dopo ha invece esteso l’invito a una sigla dalla presenza limitata territorialmente e settorialmente.</p>
<p class="text-justify">Non contestiamo il diritto di altri a partecipare, ma la discrezionalità con cui la Regione sceglie gli interlocutori: così il confronto rischia di ridursi a una pratica di amichettismo politico e sindacale.</p>
<p class="text-justify">A conti fatti, però, è stato un bene non essere stati convocati, perché altrimenti saremmo stati chiamati a ratificare un percorso già avviato e a offrire copertura formale a decisioni già orientate.</p>
<p class="text-justify">Nel merito, la proposta di legge non è una semplice riorganizzazione amministrativa.</p>
<p class="text-justify">La legge istituisce AMCAL, una società per azioni interamente pubblica, alla quale vengono accentrate la programmazione operativa, la scelta delle modalità di affidamento, la costruzione dei lotti, le procedure di gara, la stipula dei contratti e il controllo dei servizi.</p>
<p class="text-justify">Dietro la forma pubblica dell’Agenzia emerge però con chiarezza l’indirizzo politico della riforma: partenariato pubblico-privato, investimenti privati, affidamenti mediante finanza di progetto, articolazione del servizio in lotti e autorizzazione di servizi a libero mercato.</p>
<p class="text-justify">Si costruisce così una regia pubblica non per realizzare un gestore regionale pubblico, ma per organizzare il mercato e predisporre gli affidamenti agli operatori.</p>
<p class="text-justify">La Regione sceglie quindi di mantenere in mano programmazione e controllo, lasciando al mercato l’esercizio dei servizi. Il pubblico finanzia e garantisce i ricavi; il privato ricerca il profitto, con il rischio che i costi vengano scaricati sui lavoratori e sulla qualità del servizio.</p>
<p class="text-justify"><strong>Questa impostazione è ancora più grave alla luce di quanto sta accadendo a livello nazionale.</strong></p>
<p class="text-justify">Il Governo intende trasformare il Fondo nazionale TPL in una compartecipazione regionale all’IRPEF, con il rischio di una decurtazione di circa 240 milioni, della perdita del vincolo di destinazione e di una crescente incertezza nella distribuzione delle risorse tra Regioni e Comuni<strong>.</strong></p>
<p class="text-justify">La proposta calabrese continua però a fondare il finanziamento dei contratti di servizio proprio sul Fondo nazionale, sulle risorse regionali e su quelle degli enti locali. Per il 2027 e il 2028 vengono confermati soltanto 38,6 milioni annui di risorse autonome regionali, già iscritti in bilancio, senza nuovi stanziamenti capaci di proteggere il sistema dalla possibile riduzione delle risorse statali.</p>
<p class="text-justify"><strong>Nello stesso testo, persino il perseguimento dei livelli ottimali delle prestazioni viene subordinato alla formula “compatibilmente con le disponibilità di bilancio”.<br /> Il diritto alla mobilità viene quindi proclamato, ma i servizi saranno garantiti solo nei limiti delle risorse disponibili.</strong></p>
<p class="text-justify">In questo scenario, l’apertura al mercato non è una soluzione. È il meccanismo attraverso cui la scarsità di finanziamenti rischia di tradursi in riduzione delle percorrenze, aumento delle tariffe, peggioramento dei turni, compressione degli organici, subaffidamenti e abbandono delle aree interne e dei collegamenti meno redditizi.</p>
<p class="text-justify"><strong>USB non avallerà questo processo.</strong><br /> Chiediamo la sospensione dell’iter e l’apertura di un confronto reale, con tempi adeguati e criteri trasparenti di partecipazione. Rivendichiamo un gestore unico regionale interamente pubblico, capace di integrare ferro e gomma, tutelare l’occupazione, garantire uniformità contrattuale e assicurare il diritto alla mobilità in tutto il territorio calabrese.</p>
<p class="text-justify"><strong>Il trasporto pubblico locale non è un mercato da organizzare né uno spazio da distribuire tra interessi politici, aziendali e sindacali selezionati. È un servizio essenziale, finanziato con risorse collettive, che deve essere sottratto alle logiche del profitto e governato nell’interesse dei lavoratori, degli utenti e dei territori.</strong></p>
<p class="text-justify"><br /> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<em>USB Lavoro Privato – Trasporto Pubblico Locale Calabria</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 31 Jul 2026 20:29:52 +0200</pubDate>
                        <title>Federalismo fiscale: il governo mette a rischio il finanziamento del TPL e il diritto alla mobilità</title>
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		                        		https://lavoroprivato.usb.it/leggi-notizia/federalismo-fiscale-il-governo-mette-a-rischio-il-finanziamento-del-tpl-e-il-diritto-alla-mobilita-2043-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify"><strong>La trasformazione del Fondo nazionale trasporti in compartecipazione regionale all'IRPEF non è un tecnicismo contabile: rischia di smantellare uno degli ultimi strumenti nazionali di finanziamento del trasporto pubblico locale, lasciando Regioni, Comuni, aziende e lavoratori in una condizione di crescente incertezza.</strong></p>
<p class="text-justify">Il decreto attuativo sul federalismo fiscale, che il Governo intende approvare in tempi strettissimi nonostante la mancata intesa con Regioni ed enti locali, assorbe l'attuale Fondo nazionale trasporti in una quota della compartecipazione regionale all'IRPEF. Un passaggio tutt'altro che neutrale.</p>
<p class="text-justify">Nella nuova quantificazione mancherebbero circa 240 milioni di euro stanziati per il rinnovo del contratto nazionale degli autoferrotranvieri: risorse che rischiano di restare affidate a interventi occasionali invece di essere consolidate stabilmente. Ma i costi del contratto sono permanenti, e senza una copertura altrettanto stabile il conto rischia ancora una volta di ricadere sui lavoratori, attraverso aumento della produttività, tagli agli organici, turni peggiori, esternalizzazioni e compressione dei salari.</p>
<p class="text-justify">Trasformato in compartecipazione IRPEF, il finanziamento del TPL perderebbe riconoscibilità e vincolo di destinazione, finendo nel bilancio generale delle Regioni in competizione con sanità, politiche sociali e istruzione. Il diritto alla mobilità non sarebbe più garantito da un fondo nazionale specifico, ma dipenderebbe dalle condizioni finanziarie e dalle scelte politiche di ciascuna Regione.</p>
<p class="text-justify">Per i Comuni, già oggi alle prese con trasferimenti regionali in ritardo, il rischio è una trattativa permanente con le Regioni per ottenere le risorse necessarie ai servizi urbani: una condizione che può tradursi in ritardi nei pagamenti alle aziende, crisi di liquidità, riduzione delle corse, mancata manutenzione dei mezzi e nuove crisi occupazionali.</p>
<p class="text-justify">È un copione che USB Lavoro Privato conosce bene: prima si riducono o si rendono incerte le risorse pubbliche, poi si accusano le aziende — soprattutto quelle pubbliche — di essere inefficienti, infine si presentano privatizzazioni e affidamenti al ribasso come unica soluzione possibile.</p>
<p class="text-justify">Il TPL non può essere finanziato in base alla capacità fiscale dei singoli territori: si allargherebbe il divario tra Regioni ricche e povere, tra grandi aree urbane e aree interne, tra Nord e Mezzogiorno. In territori come la Calabria — popolazione dispersa, numerose aree interne, una domanda di mobilità che non si misura solo con ricavi e numero di passeggeri — gli effetti di una compartecipazione IRPEF priva di un adeguato fondo perequativo sarebbero devastanti.</p>
<p class="text-justify">Il risultato sarebbe un TPL sempre più diseguale: più servizi dove esistono già maggiore capacità fiscale e domanda pagante, meno corse e collegamenti nei territori più fragili. A pagare sarebbero ancora una volta lavoratori e utenti: per i primi riduzione degli organici, blocco delle assunzioni e nuove difficoltà nei rinnovi contrattuali; per i secondi meno corse, tariffe più alte, mezzi più vecchi e abbandono delle aree interne.</p>
<p class="text-justify"><strong>Il Coordinamento USB lavoro Privato, settore TPL&nbsp; ritiene inaccettabile che una riforma di questa portata venga approvata in piena estate, senza aver prima definito quante risorse saranno garantite, come saranno distribuite e quali vincoli ne impediranno un uso improprio. Rivendichiamo:</strong></p><ul> 	<li class="text-justify">il mantenimento di un finanziamento nazionale strutturale e vincolato al trasporto pubblico locale;</li> 	<li class="text-justify">il consolidamento dei 240 milioni per il rinnovo contrattuale;</li> 	<li class="text-justify">l'adeguamento automatico delle risorse a inflazione, costi energetici e rinnovi del CCNL;</li> 	<li class="text-justify">il riconoscimento del TPL come servizio essenziale su tutto il territorio nazionale;</li> 	<li class="text-justify">un sistema perequativo che copra integralmente i fabbisogni delle Regioni con minore capacità fiscale;</li> 	<li class="text-justify">una quota certa e vincolata da trasferire ai Comuni;</li> 	<li class="text-justify">una clausola di salvaguardia contro qualsiasi riduzione delle risorse attuali;</li> 	<li class="text-justify">piena trasparenza sull'uso dei fondi e sul rispetto dei livelli di servizio, dell'occupazione e del contratto nazionale.</li> </ul><p class="text-justify">Il diritto alla mobilità non può dipendere dal codice di avviamento postale, dal reddito prodotto in una Regione o dalla capacità di un Comune di negoziare risorse con la propria amministrazione regionale. Il trasporto pubblico locale è un servizio essenziale, uno strumento di coesione territoriale e sociale, una componente delle politiche ambientali e un diritto che deve essere garantito dallo Stato.</p>
<p class="text-justify"><strong>Il Governo fermi questa accelerazione e apra un vero confronto con Regioni, Comuni, lavoratori e organizzazioni sindacali. Senza vincoli e senza garanzie, la fiscalizzazione del Fondo nazionale trasporti rischia di trasformare il federalismo fiscale nella regionalizzazione delle disuguaglianze e nella liquidazione del diritto universale alla mobilità.</strong></p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><em>Coordinamento Nazionale USB Lavoro Privato, settore TPL</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 31 Jul 2026 12:26:19 +0200</pubDate>
                        <title>Sciopero alla Bcube Appalto Ducati Comparto 2 di Valsamoggia. 2 ore di sciopero in uscita nella giornata di oggi 31 luglio 2026: non possiamo accettare che si scarichino sui lavoratori le conseguenze di difficoltà produttive di cui non sono responsabili.</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://lavoroprivato.usb.it/leggi-notizia/sciopero-alla-bcube-appalto-ducati-comparto-2-di-valsamoggia-2-ore-di-sciopero-in-uscita-nella-giornata-di-oggi-31-luglio-2026-non-possiamo-accettare-che-si-scarichino-sui-lavoratori-le-conseguenze-di-difficolta-produttive-di-cui-non-sono-responsabili-1227.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Poco più di un mese fa alle elezioni RSU Bcube Comparto 2 di Valsamoggia, che si occupa in appalto di assemblaggio, manutenzione e spedizione delle moto prodotte da Ducati, la lista USB Lavoro Privato ha ottenuto la maggioranza assoluta della rappresentanza sindacale.</p>
<p>Da allora è iniziata una trattativa con la Direzione di Bcube per riconoscere ai lavoratori del Comparto 2 un Premio di Risultato, così come concordato con la precedente RSU. In data 24&nbsp;luglio&nbsp;l'azienda aveva confermato in un primo momento la disponibilità a mantenere gli impegni presi, facendo una proposta che la RSU, i lavoratori e le Organizzazioni Sindacali avevano giudicato insufficiente, pur manifestando la volontà di proseguire la trattativa.</p>
<p>&nbsp;Ma nella giornata di&nbsp;ieri&nbsp;Bcube, a distanza di pochi giorni, ha cambiato totalmente idea, comunicando l’indisponibilità a riconoscere il Premio di Risultato, rimandando la trattativa a settembre, quando ci troveremo ad affrontare una discussione complicata sullo stato dell'appalto, dovute alla situazione produttiva del committente Ducati. Una decisione grave e inaccettabile non solo perché Bcube ha deciso di non rispettare gli accordi sindacali presi con la precedente RSU ma anche perché si rimangia la parola a distanza di pochi giorni, scaricando totalmente sui lavoratori le conseguenze delle problematiche che si sono create sull'appalto, di cui i lavoratori del Comparto 2 non hanno nessuna responsabilità.</p>
<p>Ancora una volta sono i lavoratori degli appalti a pagare le conseguenze peggiori di grandi imprese che da un lato non disdegnano spese faraoniche, come il caso del rinnovo del contratto da parte di Ducati di 12 milioni di euro al pilota Marquez, per cui si trovano facilmente le risorse senza battere ciglio, dall'altro si disinteressano delle condizioni lavorative dei lavoratori che lavorano nei loro appalti, calpestando, come avviene ormai in maniera sempre più frequente anche nel territorio di Bologna, il principio della responsabilità sociale dell'impresa, lasciando i lavoratori senza salario aziendale e mettendoli in cassa integrazione.</p>
<p>Per queste ragioni&nbsp;oggi&nbsp;i lavoratori del Comparto 2 di Bcube incroceranno le braccia nelle ultime 2 ore del turno con l'obiettivo di rimettere al centro dell'iniziativa sindacale il salario e i diritti di chi contribuisce in maniera determinante ad aumentare la ricchezza delle grandi filiere produttive come quella della Ducati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>RSU USB BCUBE COMPARTO 2 APPALTO DUCATI</p>
<p>USB LAVORO PRIVATO BOLOGNA</p>
<p>Per info Federico Serra&nbsp;<a href="callto:334" target="250" class="8255" onclick="window.top.Com_Zimbra_Phone.unsetOnbeforeunload()" rel="noreferrer">334 250 8255</a></p>]]></content:encoded>
			
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                        <guid isPermaLink="false">news-156288</guid>
                        <pubDate>Fri, 31 Jul 2026 09:18:18 +0200</pubDate>
                        <title>SAXA GRESTONE: NOVE ANNI DI PROMESSE TRADITE. ORA SERVONO VERITÀ, TRASPARENZA E LAVORO.</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Frosinone, 30 luglio 2026 – Si è svolto oggi presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy il tavolo convocato a seguito della liquidazione giudiziale del Gruppo Saxa. Il Ministero ha ribadito la volontà di individuare un nuovo soggetto industriale in grado di garantire la continuità produttiva e la salvaguardia di tutti i posti di lavoro.</p>
<p>USB prende atto di questo impegno, ma dopo quasi nove anni di cassa integrazione non sono più sufficienti le dichiarazioni di intenti.</p>
<p>Oltre 200 lavoratrici e lavoratori continuano a vivere con un reddito insufficiente, mentre chiedono una sola cosa: tornare a lavorare. A questi lavoratori fu chiesto di rinunciare all'incentivo all'esodo previsto da Ideal Standard, perché venne garantita la continuità occupazionale. Oggi, dopo quasi un decennio, quella promessa non è stata mantenuta e centinaia di famiglie continuano a pagarne il prezzo.</p>
<p>In tutto questo tempo USB è stata esclusa dai tavoli istituzionali, pur denunciando fin dall'inizio le criticità del progetto industriale. Ancora più grave è il fatto che la RSU risulti scaduta da circa nove anni, privando i lavoratori del diritto di rinnovare democraticamente la propria rappresentanza.</p>
<p>USB non si è limitata alla denuncia politica. Abbiamo presentato due esposti alla Procura della Repubblica chiedendo di fare piena luce sulla vicenda. Il primo riguarda l'utilizzo delle ingenti risorse destinate al progetto: circa 10 milioni di euro di Invitalia, circa 12 milioni della Regione Lazio e circa 10 milioni lasciati da Ideal Standard, destinati anche agli incentivi all'esodo e alla bonifica di coperture in amianto. Oggi riteniamo doveroso capire come siano state utilizzate queste risorse, considerato che il progetto è fallito e che, da quanto risulta a USB, alcune coperture contenenti amianto sarebbero ancora presenti.</p>
<p>Il secondo esposto riguarda presunti sversamenti di materiali sul terreno ed è stato trasmesso, oltre che alla Procura, anche ad ARPA Lazio, al Comune di Roccasecca e ai Carabinieri Forestali, affinché vengano effettuati tutti gli accertamenti del caso.</p>
<p>USB non emette sentenze e rispetta il lavoro della magistratura, ma ritiene che, quando sono in gioco decine di milioni di euro, risorse pubbliche e il futuro di oltre 200 lavoratori, trasparenza e verità siano un dovere.</p>
<p>Per USB esiste una sola priorità: salvare tutti i posti di lavoro, riportare la produzione negli stabilimenti e restituire dignità ai lavoratori che da quasi nove anni attendono risposte concrete.</p>
<p>Basta promesse. È arrivato il momento della verità, della trasparenza e del lavoro.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 29 Jul 2026 10:04:37 +0200</pubDate>
                        <title>STMicroelectronics:   il denaro pubblico deve garantire occupazione, salario  e sviluppo dei nostri stabilimenti.</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p><em>Fonte immagine:&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/STMicroelectronics#/media/File:ST_logo_2020_blue_V.svg" target="_blank" rel="noreferrer">https://it.wikipedia.org/wiki/STMicroelectronics#/media/File:ST_logo_2020_blue_V.svg</a></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Durante il tavolo del 28 luglio al MIMIT, STMicroelectronics ha illustrato un aggiornamento del progetto di ristrutturazione che interesserà Agrate, Catania e l’implementazione della missione di Castelletto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel corso dell’incontro, l’azienda ha indicato la necessità di avviare, a partire da settembre 2026, un confronto finalizzato a raggiungere un accordo sindacale che convalidi l’intero progetto di ristrutturazione, compresi gli aspetti occupazionali, i percorsi formativi e le politiche incentivanti.</p>
<p>Sollecitata sul tema la direzione STM ha confermato che il perimetro occupazionale nei numeri resta invariato, questo per l’intera delegazione sindacale, comprende anche il personale attualmente in somministrazione.</p>
<p>Il piano aziendale è di complessivi 12 miliardi di euro, provenienti da fondi UE e da finanziamenti aziendali degli azionisti pubblici, una somma che copre le spese già sostenute e quelle future fino al 2034.</p>
<p>Una ristrutturazione che conferma scelte che non condividiamo, come la chiusura di EWS e AG200, e un cronoprogramma condizionato sia dai fondi pubblici destinati agli investimenti sui 12 pollici ad Agrate, sia dalla realizzazione della fornitura di acqua industriale per Catania.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La ristrutturazione stessa del sito di Agrate comporta dei vuoti di lavoro e una riconfigurazione delle competenze richieste. In merito, STM ha posticipato ai primi mesi del 2029 la chiusura di AG8 ed EWS, prevedendo percorsi di reskilling e upskilling per il personale ricollocabile.</p>
<p>Di fronte a un percorso di questa portata, non possiamo sciogliere le nostre riserve e condividiamo la proposta di un processo fondato su verifiche puntuali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>STM è un esempio concreto della fase di trasformazione industriale e tecnologica in corso. Per questo chiediamo alla politica e all’azienda un cambio di direzione, che preveda la riduzione dell’orario di lavoro senza perdita di salario e l’introduzione di un salario di transizione in grado di garantire piena tutela a tutti i lavoratori, compresi quelli impiegati da anni in staff leasing.</p>
<p>Senza impegni chiari, verificabili e vincolanti da parte dell'azienda e del Governo, non ci sarebbero le condizioni per la sottoscrizione di un accordo quadro. I finanziamenti pubblici devono servire a creare buona occupazione e sviluppo industriale, non a scaricare sui lavoratori il costo della transizione tecnologica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Lavoro Privato</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 24 Jul 2026 09:31:41 +0200</pubDate>
                        <title>SAXA GRESTONE S.p.A.: I LAVORATORI TORNANO IN PIAZZA. BASTA SILENZI, SERVONO VERITÀ E RESPONSABILITÀ</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina, 23 luglio 2026, si è svolto il presidio organizzato da USB Lavoro Privato insieme ai lavoratori della Saxa Grestone S.p.A. davanti allo stabilimento di Roccasecca e, successivamente, sotto il Palazzo Comunale.La partecipazione dei lavoratori è stata importante e dimostra che, dopo circa nove anni di cassa integrazione e con oltre 200 lavoratori ancora senza una prospettiva concreta, la vertenza è tutt'altro che conclusa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Davanti alla fabbrica è stata denunciata una situazione che desta forte preoccupazione. Da settimane si assiste a un continuo via vai di mezzi pesanti che trasportano all'esterno dello stabilimento materiali prodotti. USB chiede che venga accertato dagli organi competenti se tali produzioni siano state realizzate nel pieno rispetto dei permessi e delle autorizzazioni previste dalla normativa vigente. È necessario fare piena luce su questa vicenda, nell'interesse dei lavoratori e della collettività.</p>
<p>USB ha inoltre sollecitato la Procura della Repubblica e ARPA Lazio a dare immediato seguito agli esposti presentati dalla nostra Organizzazione Sindacale, effettuando gli accertamenti richiesti sia sulla gestione dello stabilimento sia sulle gravi questioni ambientali denunciate, affinché venga fatta piena luce sui fatti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il presidio si è poi spostato davanti al Comune di Roccasecca, dove abbiamo chiesto all'Amministrazione comunale di assumere un ruolo attivo e di sostenere le richieste avanzate nell'esposto relativo alla vicenda ambientale, oltre a farsi portavoce delle preoccupazioni di un territorio ormai sempre più colpito dalla desertificazione industriale.</p>
<p>Abbiamo invitato il Sindaco e la maggioranza ad uscire dal Palazzo Comunale per confrontarsi con i lavoratori e con le loro famiglie, ma la maggioranza ha scelto di non incontrare chi da nove anni vive nell'incertezza del proprio futuro occupazionale, voltando le spalle a una protesta composta ma determinata. USB continuerà a battersi affinché emergano tutte le responsabilità, sia sul piano industriale che su quello dell'utilizzo delle risorse pubbliche destinate al rilancio dello stabilimento. I lavoratori hanno diritto alla verità e meritano rispetto, non promesse.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Infine, guardiamo con estrema preoccupazione al tavolo convocato per il 30 luglio al MIMIT. Se non produrrà decisioni concrete e immediate, rischierà di essere l'ennesima presa in giro nei confronti di oltre 200 lavoratori che da nove anni vivono tra cassa integrazione, promesse mai mantenute e continui rinvii. I lavoratori non accetteranno altri annunci o altre passerelle istituzionali: è arrivato il momento che ciascuno si assuma fino in fondo le proprie responsabilità e dia risposte vere sul futuro dello stabilimento e dell'occupazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Lavoro Privato – Federazione di Frosinone</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 23 Jul 2026 10:06:55 +0200</pubDate>
                        <title>Bari: USB Coordinamento Rai contesta l&#039;introduzione della procedura &quot;Tracciamento movimentazioni materiale di Teca&quot;</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://lavoroprivato.usb.it/leggi-notizia/bari-usb-coordinamento-rai-contesta-lintroduzione-della-procedura-tracciamento-movimentazioni-materiale-di-teca-1010.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Siamo costretti a contestare l'introduzione della procedura in oggetto, la cui adozione mostra un importante difetto nel metodo: non è stata infatti preceduta da una discussione tra tutti i reparti interessati. Diversamente, allargare il confronto sia alla Produzione che alla Redazione, avrebbe evitato le criticità sul merito esposte di seguito. Al personale di Produzione e Redazione viene imposto di assumersi la responsabilità delle sorti dei supporti analogici da digitalizzare, un bene aziendale, con tanto di firma apposta su modulo dedicato, sia in presenza di personale addetto alle Teche sia al di fuori degli orari di presenza del suddetto personale. Ebbene, premesso che la responsabilità del bene in questione è già contemplata in quanto dipendenti Rai, questa si esaurisce per i tecnici con la sola fase di digitalizzazione e eventuale invio del materiale audiovisivo, mentre per il personale di redazione con la movimentazione dei supporti su richiesta dei redattori o da parte dei redattori stessi. Per come viene illustrata, la procedura presentata diverse criticità: Non è chiaro in base a quale criterio il &quot;richiedente&quot; possa essere individuato nel Tecnico della Produzione o nell' Assistente di Redazione, non è chiaro chi debba custodire il modulo da firmare, così come non è chiaro lo scenario con l'avvicendamento nel tempo e nello spazio di personale, soprattutto nel caso in cui &quot;le lavorazioni terminassero oltre l'orario di funzionamento dell'UƯicio Teche&quot;.</p>
<p>Inoltre non sembrano esserci le condizioni aƯinché il singolo tecnico o il personale di redazione possa assumersi la responsabilità della custodia di un bene che transita e giace, in attesa di essere lavorato, in aree comuni accessibili anche a personale esterno, senza una formale e puntuale procedura di consegna, senza la possibilità di custodirlo in aree ad accesso esclusivo o tracciato, tenuto conto, inoltre, che non è per nulla contemplata la figura dell'operaio che periodicamente movimenta i supporti. L'iniziativa quindi sembra voler mettere in atto un artificioso e scomposto rimedio a evidenti falle organizzative e realizzare un trasferimento di responsabilità su personale che di sicuro non attiva il recupero dei nastri, che non è nelle condizioni di seguire tutta la filiera, che è già impegnato nella realizzazione dei contenuti da trasmettere e che COLLABORA in specifiche fasi con l'UƯicio Teche, il quale resta il gestore primario del bene aziendale in questione. Chiediamo quindi che si ritiri la procedura e rimaniamo disponibili ad un reale confronto sul tema, con l'obiettivo di esplorare l'eventuale problematica che la procedura, al momento non applicabile, punta a risolvere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Bari, 10 Aprile 2026 USB – Coordinamento Rai</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 20 Jul 2026 10:24:14 +0200</pubDate>
                        <title>Leroy Merlin Porta di Roma: continua la mobilitazione USB, lo sciopero del 18 luglio conferma la protesta dei lavoratori</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 18 luglio 2026, le lavoratrici e i lavoratori di Leroy Merlin Porta di Roma, con il sostegno di USB Lavoro Privato, hanno scioperato nelle ultime due ore di ogni turno, dando continuità alla mobilitazione avviata il 4 e l'11 luglio e confermando che la protesta proseguirà ogni sabato fino a quando non verranno accolte le istanze del personale.</p>
<p>Lo sciopero ha avuto effetti concreti sull’organizzazione del lavoro, pur in un contesto in cui l’azienda ha cercato di contenere l’impatto ricorrendo a soluzioni interne. A differenza delle precedenti giornate, non risultano interventi di supporto da altri punti vendita, ma si è registrata la presenza dei capi settore in barriera casse, compreso il direttore, che sembra si sia visto costretto a rientrare anticipatamente dalle ferie per coprire le assenze. Un segnale evidente della tensione organizzativa che la protesta continua a generare.</p>
<p>USB denuncia inoltre la formazione improvvisata impartita ai lavoratori a tempo determinato, chiamati a sostituire i colleghi in sciopero in attività che per anni erano loro precluse, come la gestione dei resi o il ritiro degli ordini. Una “formazione d'emergenza” che però non risponde a criteri di sicurezza né di competenza, ma serve solo a tamponare le assenze e a svilire l’azione sindacale. Questa pratica conferma quanto l’azienda sia disposta a forzare le regole pur di indebolire la protesta, invece di affrontare le cause reali del malessere.</p>
<p>La giornata di sabato ha visto anche nuove adesioni inattese di lavoratrici e lavoratori che finora erano rimasti in secondo piano, ieri hanno scelto di unirsi alla mobilitazione, segno che la protesta sta ampliando la propria base e che la consapevolezza delle condizioni di lavoro sta crescendo. USB considera questo un passaggio importante, che rafforza la legittimità della lotta e la sua continuità, e non si esclude che la protesta possa estendersi anche ad altri punti vendita e/o con altre modalità.</p>
<p>Si segnala inoltre un episodio che ha generato disagio e confusione tra il personale: alcuni lavoratori hanno trovato sull’applicativo aziendale di gestione delle timbrature un giustificativo errato, indicato come “sciopero intera giornata” anziché per le sole ore di adesione. Nel tentativo di correggere l’errore, i lavoratori sono stati rimbalzati tra più referenti, senza ottenere una risposta immediata. USB chiede che la direzione garantisca la corretta registrazione delle ore di sciopero e che non si verifichino penalizzazioni indebite in busta paga sulle quali monitoreremo strettamente.</p>
<p>La mobilitazione USB prosegue con determinazione. Le lavoratrici e i lavoratori di Leroy Merlin Porta di Roma continueranno a scioperare ogni sabato, fino a quando non verranno aperti spazi di confronto reale e trasparente sulle condizioni di lavoro, sui carichi, sulla gestione del part-time e sul rispetto della dignità professionale.<br /> &nbsp;</p>
<p>USB Lavoro Privato – Commercio Roma</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 13 Jul 2026 16:07:37 +0200</pubDate>
                        <title>CONTRIBUTI SELETTIVI AL CINEMA: LA QUALITÀ DELLE OPERE DEVE PARTIRE DALLA QUALITÀ DEL LAVORO</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>La Direzione generale Cinema e Audiovisivo ha pubblicato le graduatorie complete dei progetti di produzione della II sessione 2025 dei contributi selettivi, relativi a lungometraggi, opere prime e seconde, documentari, cortometraggi, animazione, film di particolare qualità artistica e opere televisive e web legate all’identità culturale italiana.</p>
<p>Si tratta di un nuovo passaggio che conferma quanto il cinema e l’audiovisivo italiani dipendano, in modo strutturale, dal sostegno pubblico.</p>
<p>Come USB Cinema non contestiamo la necessità di finanziare la produzione culturale. Al contrario, riteniamo che il cinema sia un settore strategico, che debba essere sostenuto, difeso e rilanciato. Ma proprio perché parliamo di risorse pubbliche, occorre porre una questione non più rinviabile:&nbsp;quali condizioni di lavoro vengono garantite dentro le produzioni finanziate? Non può esistere qualità culturale senza qualità del lavoro. Ogni film, documentario, cortometraggio, opera tv, web o animazione nasce dal lavoro concreto di maestranze, troupe, tecnici, lavoratori della post-produzione, figure digitali, personale amministrativo, logistica, servizi, appalti e subappalti.</p>
<p>Eppure, troppo spesso, il dibattito pubblico sul cinema parla di fondi, festival, autori, piattaforme e risultati industriali, ma dimentica chi materialmente rende possibile ogni opera. Per noi ogni progetto sostenuto con risorse pubbliche deve garantire condizioni precise: applicazione del contratto collettivo corretto, regolarità contributiva e retributiva, pagamento puntuale delle maestranze, rispetto degli orari e dei riposi, sicurezza sui luoghi di lavoro, tutela delle professionalità, contrasto alle false partite IVA e trasparenza su appalti e subappalti. La qualità artistica non può essere separata dalla qualità sociale della produzione. Chiediamo al Ministero della Cultura e alla Direzione generale Cinema e Audiovisivo di introdurre nei bandi e nelle procedure di assegnazione&nbsp;criteri sociali chiari,&nbsp;verificabili e pubblici.</p>
<p>Chi riceve risorse pubbliche deve dichiarare&nbsp;quale contratto applica, come garantisce la&nbsp;sicurezza, quali imprese coinvolge nella filiera, come paga i lavoratori e quali strumenti adotta per evitare precarietà, dumping e abusi. I contributi selettivi, proprio perché orientati a sostenere opere di particolare valore culturale, devono diventare anche uno strumento per innalzare la qualità del lavoro nel settore.</p>
<p>USB Cinema avvierà una mappatura delle produzioni finanziate, dei beneficiari e delle condizioni occupazionali collegate, raccogliendo segnalazioni dalle maestranze e dai lavoratori della filiera. Il cinema italiano non ha bisogno solo di fondi. Ha bisogno di&nbsp;diritti, contratti rinnovati, salari dignitosi, sicurezza&nbsp;e riconoscimento delle&nbsp;professionalità. Se un’opera è finanziata con risorse pubbliche, pubblico deve essere anche l’impegno a garantire lavoro regolare e dignitoso.</p>
<p>USB Cinema e Audiovisivo</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 13 Jul 2026 15:40:41 +0200</pubDate>
                        <title>𝗧𝗢𝗥𝗜𝗡𝗢 𝗖𝗔𝗦𝗘𝗟𝗟𝗘 – 𝗜𝗟 𝟮𝟱 𝗟𝗨𝗚𝗟𝗜𝗢 𝗦𝗖𝗜𝗢𝗣𝗘𝗥𝗢 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗦𝗘𝗖𝗨𝗥𝗜𝗧𝗬 𝗔𝗘𝗥𝗢𝗣𝗢𝗥𝗧𝗨𝗔𝗟𝗘</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Proclamiamo per il prossimo 25 luglio la prima azione di #sciopero dei lavoratori della #security aeroportuale dello scalo di Torino Caselle.<br /> <br /> Sarà uno sciopero di sole quattro ore, non perché questa sia la misura della protesta dei lavoratori, ma perché è la Legge 146/1990 a comprimere il diritto di sciopero nei servizi essenziali. Nel trasporto aereo, infatti, la normativa impone che la prima azione di sciopero sia limitata a quattro ore e venga effettuata al di fuori delle fasce orarie di maggiore traffico passeggeri, riducendone inevitabilmente l'efficacia.<br /> <br /> Una vera e propria “legge bavaglio”, che limita la possibilità dei lavoratori di esercitare uno dei diritti fondamentali riconosciuti dalla Costituzione. Una normativa che l’Organizzazione Sindacale #USB ha già contestato davanti al Comitato Europeo dei Diritti Sociali (CEDS), ottenendo una pronuncia che ha condannato l'Italia, evidenziando la necessità di rivedere una disciplina che comprime in modo eccessivo il diritto di sciopero.<br /> <br /> Nonostante questi vincoli, invitiamo tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori ad aderire con la massima partecipazione allo sciopero del 25 luglio.<br /> <br /> Tutti i Lavoratori impiegati nel servizio di security aeroportuale, con il rispetto dei contingenti minimi che dovranno essere concordati in tempo utile e secondo le prescrizioni di legge, tra la nostra Organizzazione Sindacale e la Società,<br /> <br /> 𝗣𝗢𝗧𝗥𝗔𝗡𝗡𝗢 𝗔𝗦𝗧𝗘𝗡𝗘𝗥𝗦𝗜 𝗗𝗔𝗟 𝗟𝗔𝗩𝗢𝗥𝗢:<br /> - 𝗗𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗼𝗿𝗲 𝟭𝟰:𝟬𝟬 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗼𝗿𝗲 𝟭𝟳:𝟱𝟵 𝗱𝗲𝗹 𝟮𝟱 𝗹𝘂𝗴𝗹𝗶𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟲<br /> <br /> Se le aziende coinvolte e, soprattutto, #sagat continueranno a mantenere la posizione espressa in Prefettura, rifiutando qualsiasi intervento sul costo dei parcheggi e sulla revisione delle griglie dei turni di sicurezza, che da anni impediscono alla società appaltatrice di garantire occupazione stabile e contratti a tempo pieno, seguirà immediatamente una seconda proclamazione di sciopero, questa volta per l’intero turno di lavoro.<br /> <br /> La mobilitazione proseguirà fino a quando non saranno affrontate concretamente le criticità che da troppo tempo ricadono esclusivamente sui lavoratori, mentre si continua a ignorare la necessità di garantire condizioni di lavoro dignitose e un servizio aeroportuale realmente sostenibile.<br /> <br /> USB UNIONE SINDACALE DI BASE – LAVORO PRIVATO<br /> ALI VIGILANZA - USB</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sat, 11 Jul 2026 13:04:48 +0200</pubDate>
                        <title>Umbria Jazz 26 - l&#039;eccellenza italiana fondata sullo sfruttamento - sciopero immediato</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-center"><strong>Le lavoratrici e i lavoratori di UJ26 questa sera, 11 luglio 2026, incrociano le braccia.</strong></p>
<p class="text-justify">Dietro la retorica dell'eccellenza, della qualità e dell'immagine vincente si nasconde una realtà fatta di salari che non garantiscono una vita dignitosa a chi, ogni giorno, rende possibile lo svolgimento dell'evento. Non accettiamo più che il valore prodotto dal nostro lavoro venga celebrato nelle campagne promozionali mentre chi serve ai tavoli, allestisce gli spazi, accoglie il pubblico e garantisce la riuscita di una manifestazione complessa viene retribuito in modo inadeguato rispetto al costo della vita e all'impegno richiesto.</p>
<p class="text-center"><strong>Per questo proclamiamo lo sciopero immediato.</strong></p>
<p><strong>Rivendichiamo:</strong></p><ul> 	<li>un aumento salariale che garantisca retribuzioni dignitose;</li> 	<li>il pieno rispetto dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori;</li> 	<li>trasparenza sulle condizioni economiche e organizzative del lavoro;</li> 	<li>il riconoscimento della professionalità di tutto il personale;</li> 	<li>l'apertura immediata di un confronto serio sulle nostre richieste.</li> </ul><p class="text-justify">Respingiamo qualsiasi tentativo di scaricare sui dipendenti i costi dell'attività: senza il loro lavoro non esiste alcuna eccellenza, nessun evento di successo, nessun marchio da promuovere.</p>
<p class="text-justify">Invitiamo tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori a partecipare allo sciopero e a sostenere questa mobilitazione. Chiediamo al pubblico, agli artisti e alla cittadinanza di esprimere solidarietà verso chi chiede semplicemente ciò che dovrebbe essere già garantito: un salario dignitoso e condizioni di lavoro rispettose. Non per concessione, ma per diritto.</p>
<p class="text-center"><strong>Presidio oggi, 11 luglio ore 17:00 – Piazza Italia, Perugia</strong></p>
<p><em>Federazione Regionale Umbria</em><br /> &nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 10 Jul 2026 09:09:53 +0200</pubDate>
                        <title>Umbria Jazz: dietro il palco, lavoro povero e promesse tradite</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Mentre Umbria Jazz accoglie per gli ultimi giorni migliaia di spettatori e celebra ancora una volta l'eccellenza culturale e turistica del nostro Paese, c'è chi quel festival lo rende possibile lavorando per ore in condizioni che continuano a sollevare gravi interrogativi sul rispetto dei diritti e della dignità del lavoro.</p>
<p>I lavoratori impiegati nei servizi del festival denunciano di essere stati reclutati con la promessa di una retribuzione di 8 euro netti all'ora, salvo poi ritrovarsi in busta paga una paga di 8 euro lordi, con una differenza economica sostanziale che incide pesantemente su salari già insufficienti. Una situazione che, se confermata, rappresenta un fatto inaccettabile e che richiede immediati chiarimenti da parte delle aziende coinvolte e degli organizzatori.</p>
<p>Non è più tollerabile che i grandi eventi, sostenuti anche da importanti risorse pubbliche e capaci di generare un significativo indotto economico, continuino a poggiare su lavoro precario, sottopagato e privo di adeguate tutele. Dietro la retorica dell'eccellenza e della valorizzazione del territorio si nasconde troppo spesso un modello fondato sulla compressione del costo del lavoro e sull'assenza di controlli efficaci.</p>
<p>Il turismo e il settore degli eventi continuano a essere presentati come motori di sviluppo e occupazione. Ma di quale occupazione stiamo parlando? Lavoro stagionale senza prospettive, salari insufficienti, cambi di condizioni all'ultimo momento, appalti e subappalti che scaricano ogni rischio sui lavoratori. Non basta creare posti di lavoro: occorre garantire che siano posti di lavoro dignitosi.</p>
<p>USB chiede che venga fatta immediatamente piena luce su quanto denunciato dai lavoratori di Umbria Jazz, che siano verificati i contratti applicati, le retribuzioni effettivamente corrisposte e il rispetto della normativa sul lavoro. Chiediamo inoltre che gli enti pubblici e gli organizzatori dei grandi eventi assumano un ruolo attivo nel garantire clausole sociali, controlli rigorosi e il pieno rispetto dei contratti collettivi lungo tutta la filiera degli appalti.</p>
<p>Non può esistere cultura di qualità costruita sullo sfruttamento del lavoro. Non può esistere un festival di prestigio se chi monta i palchi, accoglie il pubblico, serve ai tavoli o garantisce i servizi essenziali è costretto ad accettare condizioni che mortificano il proprio lavoro e la propria dignità.</p>
<p>Pronti e pronte a mobilitarci al fianco di chi lavora, schiavi mai!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Coordinamento nazionale cercasi schiavo USB- lavoro privato&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 08 Jul 2026 10:25:57 +0200</pubDate>
                        <title>Kappa FuturFestival: quando un&#039;ora di lavoro vale meno di una birra</title>
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                        <description>Torino Oggi del 7/7/2026 di Daniele Caponnetto</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi anni&nbsp;Torino&nbsp;ha costruito una parte importante della propria identità sulla capacità di ospitare grandi eventi internazionali. Concerti, festival e manifestazioni culturali richiamano centinaia di migliaia di persone e producono ricadute economiche che vengono giustamente celebrate da istituzioni e organizzatori. Il&nbsp;Kappa FuturFestival&nbsp;ne rappresenta uno degli esempi più significativi: oltre 125.000 partecipanti provenienti da 152 Paesi e decine di milioni di euro di impatto economico sul territorio. È un successo che appartiene alla città.</p>
<p>Dietro ogni palco, ogni ingresso, ogni area VIP e ogni servizio perfettamente funzionante esiste un esercito di lavoratrici e lavoratori di cui quasi nessuno parla. Hostess, steward, addetti all'accoglienza, operatori della sicurezza, personale logistico&nbsp;e dei servizi garantiscono che migliaia di persone possano vivere il festival in condizioni di ordine e sicurezza. Senza il loro lavoro nessun grande evento potrebbe svolgersi.</p>
<p>Eppure, sono proprio loro a rappresentare&nbsp;l'anello più debole dell'intera filiera.</p>
<p>Se l'annuncio di selezione pubblicato nei giorni precedenti al festival, che prevedeva una retribuzione di&nbsp;circa 6,50 euro lordi l'ora&nbsp;per hostess e steward, corrisponde alle condizioni effettivamente offerte, il problema non riguarda soltanto quella singola selezione. Riguarda un intero modello economico che continua a considerare il costo del lavoro come la principale voce sulla quale comprimere i margini.</p>
<p>Non è una questione di legalità. È una questione di dignità del lavoro.</p>
<p>I contratti collettivi applicati nei&nbsp;servizi di accoglienza, negli eventi, nella&nbsp;vigilanza privata&nbsp;e nei&nbsp;servizi fiduciari&nbsp;consentono&nbsp;oggi&nbsp;retribuzioni che, pur essendo formalmente legittime, risultano sempre più lontane dal costo reale della vita. È la fotografia della&nbsp;povertà contrattuale: contratti nazionali che esistono, ma che non garantiscono un salario dignitoso.</p>
<p>C'è però un'immagine che racconta questa realtà meglio di qualsiasi statistica.</p>
<p>All'interno del festival una birra Tuborg viene venduta a&nbsp;8 euro. Nello stesso evento, secondo l'annuncio di selezione, la paga prevista per hostess e steward era di&nbsp;6,50 euro lordi all'ora.</p>
<p><em>Questo significa che chi lavora per rendere possibile il festival, dopo un'ora di lavoro, non guadagna nemmeno quanto costa una birra venduta all'interno della manifestazione.</em></p>
<p>Questa è la rappresentazione del valore che&nbsp;oggi&nbsp;viene attribuito al lavoro.</p>
<p>Se una consumazione vale più di un'ora di lavoro di chi controlla gli accessi, gestisce migliaia di persone, fornisce assistenza al pubblico e contribuisce alla sicurezza dell'evento, significa che qualcosa nel modello di distribuzione della ricchezza non funziona.</p>
<p>Il problema nasce anche dalla struttura stessa degli&nbsp;appalti.</p>
<p>Chi organizza il festival affida numerosi servizi a società esterne. Queste, a loro volta, possono ricorrere ad altre imprese specializzate oppure ad&nbsp;agenzie di somministrazione&nbsp;per reperire il personale necessario. Così prende forma una lunga filiera composta da organizzatore, appaltatori, fornitori e intermediari.</p>
<p>Ogni passaggio trattiene una quota del valore economico prodotto. Ogni passaggio riduce il margine disponibile per chi, materialmente, svolge il lavoro.</p>
<p>Alla fine della catena resta il lavoratore: l'unico che garantisce concretamente il servizio, ma anche quello che percepisce la quota più bassa della ricchezza generata.</p>
<p>È un meccanismo che come USB denunciamo da anni nei grandi eventi, nella vigilanza privata, nei servizi fiduciari, nella logistica e in molti altri settori.</p>
<p>Più lunga diventa la catena degli&nbsp;appalti&nbsp;e delle&nbsp;esternalizzazioni, più il lavoro perde valore.</p>
<p>Il paradosso è evidente. Da una parte si celebrano eventi che producono decine di milioni di euro di ricadute economiche, attirano turismo internazionale e valorizzano il territorio.</p>
<p>Dall'altra continuano a esistere lavoratrici e lavoratori che, pur operando all'interno di eventi economicamente ricchissimi, percepiscono compensi che li collocano nella fascia dei&nbsp;lavoratori poveri.</p>
<p>Il successo di un grande evento non dovrebbe essere misurato soltanto dal numero dei biglietti venduti, dalle presenze internazionali o dall'impatto economico. Dovrebbe essere misurato anche dalla qualità del lavoro che lo rende possibile.</p>
<p>Chi organizza manifestazioni che generano ricchezza deve assumersi anche una responsabilità sociale, pretendendo condizioni economiche e contrattuali più dignitose lungo tutta la filiera.</p>
<p>Le istituzioni, quando sostengono o promuovono questi eventi, dovrebbero introdurre clausole sociali che impediscano una competizione costruita esclusivamente sul ribasso del costo del lavoro.</p>
<p>E’ altrettanto urgente aprire il confronto sul rinnovo dei contratti nazionali della vigilanza privata, dei servizi fiduciari e dei servizi di accoglienza, ormai incapaci di garantire retribuzioni adeguate al costo della vita. Le parti chiamate a discutere il rinnovo del CCNL sono giunte già al 7° incontro senza aver prodotto un vero avanzamento sulla negoziazione. Si discutono grandi temi, senza mai centrare gli obbiettivi: salario, orario di lavoro, tutela nei cambi d’appalto, sicurezza degli operatori.</p>
<p>Il vero successo di un festival non si misura soltanto dal numero di spettatori o dai milioni di euro prodotti. Si misura anche dal valore riconosciuto a chi quel successo lo costruisce ogni giorno con il proprio lavoro. E in un evento capace di generare decine di milioni di euro di ricchezza non può essere normale che un'ora di lavoro valga meno di una birra.</p>
<p><strong>Torino, 7/7/2026, fonte: Daniele Caponnetto, Torino Oggi</strong></p>
<p><br /> USB Unione Sindacale di Base - Lavoro Privato<br /> Vigilanza Privata e Servizi di Sicurezza</p>
<p>Torino&nbsp;Oggi&nbsp;del&nbsp;7/7/2026&nbsp;di Daniele Caponnetto</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 06 Jul 2026 11:34:25 +0200</pubDate>
                        <title>CERCASI SCHIAVI - Per servizi educativi, di assistenza e cura </title>
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		                        		https://lavoroprivato.usb.it/leggi-notizia/cercasi-schiavi-per-servizi-educativi-di-assistenza-e-cura-1135.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Con la chiusura delle scuole migliaia di educatrici ed educatori, OEPAC e ASACOM, che ogni giorno garantiscono il diritto allo studio degli alunni con disabilità vengono abbandonati a causa del part time ciclico verticale: un contratto che resta in piedi, ma senza stipendio e senza alcuna tutela economica.</p>
<p>Su questa condizione di ricatto sociale prosperano associazioni, cooperative ed enti del terzo settore che, consapevoli della disperazione di questi lavoratori, propongono nei centri estivi e nei servizi diurni paghe da fame, finte partite IVA, false collaborazioni e, nei casi più gravi, lavoro nero.</p>
<p>Uno sfruttamento indegno di un Paese civile, ignorato da Governo, Regioni e Comuni, nonostante le ripetute denunce di USB. È necessario intervenire subito con misure strutturali: ammortizzatori sociali e percorsi di formazione-lavoro retribuiti per garantire continuità di reddito e dignità a chi svolge un lavoro essenziale.</p>
<p>Non si può continuare a chiedere cura, professionalità e responsabilità a chi viene trattato come manodopera usa e getta.</p>
<p>ORGANIZZIAMOCI PER DIFENDERE LAVORO E DIGNITÀ</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 25 Jun 2026 10:07:10 +0200</pubDate>
                        <title>CRISI DEL CINEMA IN PUGLIA: EMERGENZA OCCUPAZIONALE E CULTURALE. USB CINEMA CONVOCATA IL 02/07/2026 ALLE ORE 13.00 IN VI^ COMMISSIONE CONSILIARE DELLA REGIONE PUGLIA. </title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>CRISI DEL CINEMA IN PUGLIA: EMERGENZA OCCUPAZIONALE E CULTURALE.</p>
<p>USB CINEMA CONVOCATA IL 02/07/2026 ALLE ORE 13.00 IN VI^ COMMISSIONE CONSILIARE DELLA REGIONE PUGLIA.</p>
<p>Taranto, 25/06/2026 – La crisi dell'industria cinematografica e audiovisiva in Puglia entra ufficialmente nell'agenda politica regionale. L'Unione Sindacale di Base (USB) Cinema e Audiovisivo annuncia di essere stata convocata in Sesta Commissione Consiliare della Regione Puglia per discutere la drammatica situazione lavorativa delle maestranze locali e tracciare le linee guida per un rilancio necessario del comparto cinematografico regionale.</p>
<p>Durante l’audizione verranno esposti i risultati della recente indagine statistica curata da USB Cinema (aggiornata a maggio 2026). I dati raccolti su un campione di professionisti pugliesi (operanti in reparti chiave come produzione, regia, trucco, scenografia, fotografia ed elettricisti e macchinisti) fotografano un settore letteralmente in ginocchio, minacciato da una vera e propria desertificazione occupazionale e culturale.</p>
<p>I dati del collasso: un lavoratore su tre a &quot;zero giornate&quot; nel 2026</p>
<p>Il dossier che USB presenterà alla Commissione evidenzia cifre allarmanti che certificano il crollo verticale dei contratti sul territorio negli ultimi tre anni:</p><ul> 	<li> 	<p><br> 	Disoccupazione dilagante: Ben il 75,6% dei professionisti cinematografici intervistati dichiara di non stare lavorando al momento. Tra questi, il 48,4% è fermo da almeno 3 mesi, mentre ben il 26,6% subisce un blocco totale delle attività che supera i 12 mesi.</p> 	</li> 	<li> 	<p>Azzeramento dei contratti: Il calo delle giornate lavorative in Puglia è vertiginoso. Se nel 2024 la quota di chi registrava zero giornate era del 19,2%, nel 2026 la percentuale di lavoratori rimasti totalmente a secco di contratti sul territorio regionale è schizzata al 35,9%.</p> 	</li> 	<li> 	<p>Perdita dell'anno contributivo: Se nel 2024 e 2025 circa un quinto dei lavoratori (20,5%) riusciva a superare la soglia minima delle 90 giornate contributive totali per maturare l'anno pensionistico, nel 2026 ci è riuscito appena il 6,4% del campione.</p> 	</li> 	<li> 	<p>Vulnerabilità economica: La discontinuità strutturale del settore non trova un paracadute adeguato. Solo il 32,1% ha potuto usufruire della NASPI nel 2026, mentre l’88,5% non ha accesso ad alcun altro ammortizzatore sociale o strumento di sostegno al reddito.</p> 	</li> 	<li> 	<p>Fuga dal settore: A causa di questa crisi, pur di sopravvivere, il 59% delle maestranze ha dovuto svolgere lavoretti secondari (ristorazione, commercio, turismo) , e il 67% sta valutando seriamente di abbandonare definitivamente il mondo del cinema.</p> 	<p>L'indagine di USB solleva anche un grave problema legato alle tutele e al clima sui set. Il 100% degli intervistati dichiara che l'industria del cinema pugliese non gode di buona salute, e il 97,4% giudica del tutto insufficienti gli attuali strumenti finanziari messi in campo dalla Regione.</p> 	<p>A ciò si aggiunge un forte deficit democratico e sindacale: il 63,8% dei lavoratori non si sente tutelato quando lavora con società di produzione locali, e ben l'87% denuncia l'esistenza del fenomeno del <em>blacklisting informale</em>, confermando che chi si espone per far valere i propri diritti viene sistematicamente penalizzato o escluso dalle chiamate successive.</p> 	<p>Le richieste di USB al tavolo regionale</p> 	<p>Di fronte a questo scenario d'emergenza, aggravato a livello nazionale anche dal taglio del Tax Credit governative, USB Cinema chiederà alla Regione Puglia e alla Fondazione Apulia Film Commission un intervento immediato, strutturato e di ampie vedute, presentando proposte concrete formulate con le lavoratrici e i lavoratori coinvolti.</p> 	<p>Nella stessa giornata USB Cinema convoca la prima assemblea regionale delle maestranze e delle lavoratrici e lavoratori troupe pugliesi.</p> 	<p>L’appuntamento è alle ore 18.00 nella sede di USB Confederazione Puglia in Via Papa Giovanni Paolo I', 6/F.</p> 	<p>Contatti per la stampa:</p> 	</li> 	<li> 	<p>Luigi Piepoli (Referente delegato USB Cinema Puglia) – Cell: 3930000964 | Email: gigipiepoli@gmail.com</p> 	</li> </ul>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 25 Jun 2026 09:09:23 +0200</pubDate>
                        <title>Incontro Occhiuto-Uber: la Regione Calabria svende il territorio a chi ignora le regole fiscali </title>
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		                        		https://lavoroprivato.usb.it/leggi-notizia/incontro-occhiuto-uber-la-regione-calabria-svende-il-territorio-a-chi-ignora-le-regole-fiscali-0921-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">USB Lavoro Privato-Taxi esprime la propria preoccupazione e sdegno per la partecipazione all’incontro presso l’American Chamber of commerce in Italy a Roma tra il Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, e i vertici di Uber, ma soprattutto sulle affermazioni che ha rilasciato.</p>
<p class="text-justify">È inaccettabile che il massimo rappresentante delle istituzioni calabresi decida di “applaudire” una multinazionale nota a livello globale per le sue politiche aggressive e, soprattutto, per una prassi consolidata di elusione fiscale.&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Forse al Presidente Occhiuto sarebbe utile un interprete per comprendere a pieno concetti come “<strong>Disregard”</strong></p>
<p class="text-justify">(ignorare le regole) “<strong>Legislative Capture”</strong> (dinamica con la quale prende il controllo del processo decisionale) “<strong>Too big to ban”</strong> (obbligare la politica a inseguire l’azienda per regolarizzare le sue azioni) per giungere alla sintesi, <strong>“Lawbreaking as lawmaking”</strong> (infrangere la legge per creare la legge). Concetti che potrebbe trovare pienamente esposti nei famosi UBERFILES pubblicati nel 2022 dai quali emergevano una serie di esempi concreti sull’utilizzo di questi concetti.&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Ecco perché ci sembra assurdo e sconfortante che mentre i lavoratori del comparto taxi operano quotidianamente nel pieno rispetto delle norme, versando tra l’altro regolarmente le tasse allo Stato e sostenendo a proprie spese i costi del servizio pubblico, il Presidente Occhiuto fa briefing con un interlocutore i cui bilanci, ampiamente documentati anche da inchieste internazionali, sono definiti “astrusi” rispetto alla mole di fatturato &nbsp;e ai profitti dichiarati.iii Ci chiediamo: quali sono le priorità del Governo regionale? La Calabria sta vivendo una crisi sistemica drammatica. La sanità è al collasso, il trasporto pubblico locale intercomunale è un servizio fantasma che isola le comunità e la situazione sociale, tra precariato e povertà dilagante, richiede risposte urgenti e concrete.&nbsp;<br /> Invece di concentrarsi sul rafforzamento dei servizi pubblici essenziali e sulla tutela dei lavoratori locali, il Presidente Occhiuto preferisce inseguire una visione miope, orientata esclusivamente a una concezione &quot;turistica&quot; della regione:&nbsp;una Calabria ridotta a parco giochi per multinazionali, dove le regole si piegano agli interessi dei grandi player digitali a scapito delle reali esigenze del territorio e del tessuto economico del territorio.&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Promuovere Uber in Calabria non significa innovare, ma significa importare un modello di frazionamento dell’utenza che penalizza sia i lavoratori del servizio taxi che l’utenza che si rivolge a questo SERVIZIO PUBBLICO ESSENZIALE. &nbsp;</p>
<p class="text-justify"><strong>Un drenaggio di risorse e un attacco alle regole di cui la Calabria non ha sicuramente la necessità.&nbsp;</strong><br /> USB Taxi chiede chiarezza immediata su quali siano stati i passaggi presentati nell’incontro e vogliamo verificare fino in fondo la piena e corretta applicazione della normativa vigente. Sentir parlare Tony West di volere un “quadro normativo” chiaro e flessibile di innovazione e liberalizzazioni per generare nuova occupazione, ci sembra come mettere una volpe a guardia del pollaio. Si tratta di capire se il “contadino” è complice della volpe o invece se intende difendere gli interessi della “fattoria”. Il territorio calabrese non ha bisogno di scorciatoie che bypassano il rispetto delle regole sia fiscali che quelle volte alla tutela dei lavoratori, ma di un sistema di trasporti pubblico, efficiente e dignitoso e rivolto a tutti, universale con tariffa amministrata e non con algoritmi orientati dal censo.&nbsp;<br /> Il presidente Occhiuto la smetta di cercare &quot;sponsor&quot; stranieri per nascondere i propri fallimenti e torni a occuparsi dei problemi reali dei cittadini.&nbsp;<br /> &nbsp;<br /> <strong>Quando l’ingiustizia diventa “legge”ribellarsi è un dovere.&nbsp;</strong></p>
<p class="text-justify"><em>USB Lavoro Privato -TAXI&nbsp;</em></p><table class="contenttable"> 	<tbody> 		<tr> 			<td style="height:0px; width:24px">&nbsp;</td> 		</tr> 		<tr> 			<td>&nbsp;</td> 			<td>&nbsp;</td> 		</tr> 	</tbody> </table><div><div><p>&nbsp;</p></div></div>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 24 Jun 2026 16:26:09 +0200</pubDate>
                        <title>Rinnovo CCNL Autoferrotranvieri 2027 – 2029; USB presenta la piattaforma contrattuale e chiede l’apertura immediata del tavolo negoziale. </title>
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		                        		https://lavoroprivato.usb.it/leggi-notizia/rinnovo-ccnl-autoferrotranvieri-2027-2029-usb-presenta-la-piattaforma-contrattuale-e-chiede-lapertura-immediata-del-tavolo-negoziale-1629-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Il Coordinamento Nazionale TPL, USB Lavoro Privato, ha trasmesso oggi a mezzo PEC, la propria proposta di rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro degli Autoferrotranvieri e degli Internavigatori per il triennio 2027-2029. La piattaforma è stata inviata alle associazioni datoriali del settore – ASSTRA, ANAV e AGENS – nonché alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e al Ministero del Lavoro e parti sociali.</p>
<p class="text-justify">Venerdì 12 giugno 2026, a Roma, i delegati USB del Trasporto Pubblico Locale provenienti da ogni regione d'Italia si sono riuniti in assemblea nazionale per discutere e votare la nuova piattaforma; il risultato è stato netto: approvazione all'unanimità. Una piattaforma costruita con e dai lavoratori del settore, traducendo in richieste concrete ciò che ogni giorno conducenti, operatori e addetti vivono su strada, in deposito, a bordo.</p>
<p class="text-justify">Il contratto attualmente in vigore scade il 31 dicembre 2026; USB LP ritiene indispensabile avviare il confronto negoziale con congruo anticipo, per scongiurare i ritardi e i vuoti contrattuali che hanno già colpito i lavoratori nelle precedenti tornate.</p>
<p class="text-justify">Negli ultimi tre anni l'inflazione ha eroso in misura dura il potere d'acquisto dei lavoratori, a ciò si aggiunge la scelta politica guerrafondaia del governo Meloni: ogni miliardo destinato agli armamenti è un miliardo sottratto ai salari, ai servizi pubblici, ai trasporti, alla sanità, all'istruzione.</p>
<p class="text-justify"><strong>La proposta di USB LP non si limita ad affrontare la questione economica e clausole normative, con determinazione si inserisce in un quadro più ampio rivendicando:</strong></p><ul> 	<li class="text-justify"><strong>la gestione pubblica del servizio come regola e non come eccezione;</strong></li> 	<li class="text-justify"><strong>il diritto alla mobilità come diritto fondamentale della persona, non come merce soggetta alle logiche di mercato;</strong></li> 	<li class="text-justify"><strong>il ricorso alla concorrenza e all'esternalizzazione come misura eccezionale, da motivare e circoscrivere.</strong></li> </ul><p class="text-justify">Una piattaforma contrattuale che affronta con decisione: aumenti retributivi congrui rispetto all'erosione del potere d'acquisto degli ultimi anni; introduzione di un meccanismo economico di adeguamento automatico dei salari al costo della vita, una nuova scala mobile capace di difendere stabilmente il potere d'acquisto delle retribuzioni; rafforzamento delle norme su malattia, malattie professionali e lavori usuranti; tutele concrete per il personale inidoneo; regolamentazione stringente delle esternalizzazioni e dei sub-affidamenti; potenziamento dei diritti sindacali e dell'agibilità delle RSU; misure efficaci contro le aggressioni al personale e per la sicurezza sul lavoro</p>
<p class="text-justify">Ai sensi dell'art. 3, comma 2 del CCNL 28 novembre 2015, USB LP ha richiesto formalmente l'apertura del tavolo negoziale per il rinnovo del CCNL Autoferrotranvieri-Internavigatori 2027-2029..</p>
<p class="text-justify"><strong>Il trasporto pubblico locale è un servizio pubblico essenziale: le lavoratrici e i lavoratori che lo tengono in piedi meritano un contratto all'altezza, firmato in tempo, senza compromessi al ribasso.</strong></p>
<p><em>USB Lavoro Privato, Coordinamento Nazionale settore TPL </em></p>
<p><em>*<u><strong> Piattaforma inviata&nbsp;e sua sintesi - parti qualificanti - in allegato</strong></u></em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 19 Jun 2026 16:49:16 +0200</pubDate>
                        <title>Sentenza storica del Tribunale di Roma: COTRAL condannata. Bocciato l&#039;accordo OO.SS. firmatarie sulle ferie</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://lavoroprivato.usb.it/leggi-notizia/sentenza-storica-del-tribunale-di-roma-cotral-condannata-bocciato-laccordo-ooss-firmatarie-sulle-ferie-1655-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Con sentenza n. 7116/2026 (RG 16484/2025, pubblicata il 17 giugno 2026), il Tribunale di Roma – Sezione Lavoro ha condannato COTRAL S.p.A. al pagamento in favore di 6 conducenti, riconoscendogli tutte le indennità nella retribuzione delle ferie, specificando le mansioni da includere: turni avvicendati, lavoro notturno e domenicale, indennità di nastro, presenza, ristrutturazione, agente unico, premio mancati sinistri, diaria e aggio autisti.</p>
<p class="text-justify">Il giudice richiama la giurisprudenza costante della Corte di Giustizia UE (art. 7 Direttiva 2003/88/CE): durante le ferie il lavoratore deve trovarsi in una condizione economica paragonabile a quella dei periodi di lavoro, perché qualsiasi decurtazione anche solo potenzialmente dissuasiva rispetto al godimento delle ferie è incompatibile con il diritto dell'Unione.</p>
<p class="text-justify">La sentenza non si limita ad accogliere il ricorso: boccia espressamente l'accordo nazionale firmato il 10 maggio 2022 dalle OO.SS. firmatarie del CCNL autoferrotranvieri, che ha introdotto un'indennità ferie forfettaria di soli € 8,00 giornalieri dal 01 luglio 20222. Il Tribunale lo definisce testualmente una <strong>&quot;misura forfettaria non correlata alle effettive componenti della retribuzione individuale&quot;, inidonea a garantire il mantenimento della retribuzione ordinaria.</strong></p>
<p class="text-justify"><strong>Per essere chiari l’accordo, anziché applicare un principio di diritto ormai consolidato, lo ha penalizzato scaricando sui singoli lavoratori l'onere di rivolgersi al giudice per ottenere ciò che la contrattazione avrebbe dovuto già garantire.</strong></p>
<p class="text-justify">Non è un caso isolato. Si tratta dell'ennesima sentenza, dopo numerose pronunce di legittimità e di merito in tutta Italia, che conferma il principio della retribuzione feriale piena. USB Lavoro Privato ha promosso e sta promuovendo numerose cause su questo terreno, con esito largamente favorevole ai lavoratori.</p>
<p class="text-justify"><strong>Una contraddizione che non è nuova.</strong> La logica con cui le confederazioni firmatarie hanno negoziato questo accordo ricorda da vicino un'altra vicenda: quella della legge 146/90 sul diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali, su cui il Comitato Europeo dei Diritti Sociali (CEDS), a seguito di ricorso USB, ha già censurato non solo il legislatore e la Commissione di Garanzia, ma l'intero sistema di relazioni industriali che ha costruito e progressivamente irrigidito quelle restrizioni — con il concorso esplicito o implicito di CGIL, CISL e UIL.</p>
<p class="text-justify"><strong>Due vicende diverse, una stessa dinamica: diritti costituzionali, non comprimibili dalla contrattazione, che le confederazioni firmatarie mediano al ribasso — salvo essere smentite, di volta in volta, da un giudice o da un organo di garanzia internazionale.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>USB Lavoro Privato, Coordinamento Nazionale settore TPL</em></p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <guid isPermaLink="false">news-155859</guid>
                        <pubDate>Tue, 16 Jun 2026 14:15:49 +0200</pubDate>
                        <title>RSU IIT: basta numeri in libertà, investimenti sul Personale subito</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://lavoroprivato.usb.it/leggi-notizia/rsu-iit-basta-numeri-in-liberta-investimenti-sul-personale-subito-1420.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Giovedì 11 giugno si è svolta l'Assemblea del Personale Dipendente di IIT che ha discusso l'ultima proposta di rinnovo economico presentata dalla Fondazione che prevede un ritocco della paga base irrisorio rispetto alla piattaforma presentata dalla RSU e dalle OO.SS. maggiormente rappresentative.</p>
<p>L'Assemblea si è espressa in modo univoco: la proposta è stata considerata del tutto insufficiente al fine del recupero salariale che ha visto un incremento dei minimi tabellari negli ultimi 7 anni di appena il 2,2% a fronte di una perdita del potere di acquisto, nei medesimi 7 anni, di almeno il 20%.</p>
<p>Le Lavoratrici e i Lavoratori non sono più disponibili a tollerare la doppia narrazione che la Fondazione porta avanti oramai da troppi anni: a microfoni accesi assistiamo al racconto di un Istituto che gode di ottima salute, tanto da essere indenne anche al taglio strutturale del finanziamento dello Stato da 100 a 85 milioni annuali; a microfoni spenti, invece, la richiesta del Personale di vedere riconosciuta in pieno la rivalutazione economica del proprio salario è giudicata &quot;insostenibile&quot;.</p>
<p>Non è più rinviabile un confronto diretto tra RSU, OO.SS. e gli Organi di Governo della Fondazione: Comitato Esecutivo e Presidente.</p>
<p>Le modalità di confronto portate avanti fino ad oggi, infatti, sono state del tutto infruttuose: a fronte del riuscitissimo sciopero del 24 marzo che ha portato in piazza 400 lavoratori, IIT con l’ultima proposta ha stanziato appena 100mila € di budget in più da “investire” sul personale.</p>
<p>È una cifra inaccettabile considerando che, dalla sua nascita, IIT ha fatto registrare sistematicamente cospicui avanzi di bilancio (per il 2025 4,8 milioni di €, per il 2024 10,3 milioni) e, a oggi, il Personale Dipendente pesa sul finanziamento statale per appena 35 milioni su 85 complessivi, quindi ben al di sotto della media degli istituti pubblici di riferimento (CNR e Università, dove per altro la giornata lavorativa non è di 40 ore settimanali).</p>
<p>Sulla base di questi numeri, rivendichiamo che lo spazio economico per una rivalutazione dei salari adeguata ai tempi e alle professionalità di Lavoratrici e Lavoratori esista e vada finalmente mobilitato.</p>
<p>Chiediamo pertanto al Presidente, e ai membri del Comitato Esecutivo di rendersi disponibili a calendarizzare a strettissimo giro un incontro da tenersi non oltre martedì 30 giugno.</p>
<p>Lo stato di agitazione continua, Lavoratrici e Lavoratori sono determinati a far valere le proprie ragioni in tutte le sedi opportune!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>RSU IIT<br /> FLC-CGIL<br /> USB Lavoro Privato</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 15 Jun 2026 16:50:47 +0200</pubDate>
                        <title>ELECTROLUX, USB AL MIMIT: PRENDIAMO ATTO DEL CAMBIO DI TONO DELL’AZIENDA, MA NON CI FIDIAMO. FUORI DAL TAVOLO ESUBERI E CHIUSURE</title>
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		                        		https://lavoroprivato.usb.it/leggi-notizia/electrolux-usb-al-mimit-prendiamo-atto-del-cambio-di-tono-dellazienda-ma-non-ci-fidiamo-fuori-dal-tavolo-esuberi-e-chiusure-1652.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolto&nbsp;oggi&nbsp;al MIMIT il tavolo ministeriale sulla crisi Electrolux, alla presenza del Ministro Urso, delle Regioni, dei Comuni coinvolti e delle organizzazioni sindacali, dopo la presentazione del drammatico piano annunciato dalla multinazionale.</p>
<p>L’incontro si è aperto nel solco del precedente confronto, con il Ministro che ha illustrato le iniziative assunte dal Governo in ambito europeo per ricercare strumenti di salvaguardia del settore dell’elettrodomestico,&nbsp;oggi&nbsp;investito da una competizione internazionale pesantissima, in particolare da Paesi come la Cina, fondata su un divario profondo nei costi dell’energia, del lavoro e delle condizioni produttive.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Ministro ha richiamato i temi posti alla Commissione europea, dalla revisione del CBAM al sistema ETS, fino all’Industrial Act, ribadendo la disponibilità ad avviare confronti tecnici solo a partire da un passo indietro dell’azienda sul piano presentato, giudicato ancora una volta irricevibile e inaccettabile. È stata inoltre ribadita la richiesta a Electrolux di non procedere ad azioni unilaterali o forzature di alcun tipo.</p>
<p>Rispetto al tavolo precedente, l’azienda, per voce del proprio amministratore delegato, ha parzialmente modificato il tono della propria posizione, dichiarandosi disponibile a proseguire il confronto con l’obiettivo di individuare misure alternative. Electrolux ha tuttavia confermato la gravità del contesto di mercato, sostenendo che le condizioni generali continuano a remare contro l’azienda, e ha posto al centro della discussione europea in corso la necessità di strumenti a sostegno dei nuovi prodotti, misure per minimizzare l’impatto dei costi fissi e soluzioni urgenti per ridurre un gap competitivo che continua a crescere.</p>
<p>Come USB abbiamo preso atto delle dichiarazioni dell’azienda, che segnano un cambio di tono rispetto alla rigidità iniziale. Ma lo abbiamo detto con altrettanta chiarezza al tavolo: non ci fidiamo.</p>
<p>Non ci fidiamo perché Electrolux, negli ultimi anni, ha già prodotto accordi, piani di riorganizzazione e percorsi di fuoriuscita, spesso presentati come strumenti necessari per evitare scenari peggiori. Scelte che USB ha contrastato e non condiviso.&nbsp;Oggi&nbsp;l’azienda torna al tavolo raccontando ancora una volta la necessità di intervenire sul perimetro occupazionale, senza assumersi fino in fondo la responsabilità di avere disatteso gli impegni e le tutele che avrebbero dovuto accompagnare le precedenti ristrutturazioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per USB qualsiasi discussione deve partire da un presupposto netto: esuberi e chiusure di stabilimenti devono essere tolti dal tavolo. Non può esistere un confronto serio se resta anche solo sullo sfondo l’idea che a pagare la crisi siano ancora una volta lavoratrici, lavoratori e territori.</p>
<p>Abbiamo inoltre chiesto al Governo e al Ministero di esercitare un ruolo più assertivo nella definizione di un piano alternativo. È finito il tempo in cui le politiche industriali e di settore vengono lasciate alle aziende private, perché sappiamo bene come va a finire: le imprese arrivano ai tavoli istituzionali portando richieste, vincoli, urgenze e condizioni, mentre i lavoratori vengono chiamati a pagare il conto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Serve invece che questa vertenza diventi il punto di partenza per una discussione più ampia sugli strumenti straordinari necessari a difendere il settore del bianco, dentro un quadro di complessità elevatissimo che non può essere governato solo dal mercato o dalle convenienze delle multinazionali.</p>
<p>L’elettrodomestico deve essere riconosciuto come settore strategico per il Paese. Servono politiche industriali, investimenti, vincoli occupazionali, difesa delle produzioni, tutela dell’indotto, sostegno all’innovazione, alla ricerca e allo sviluppo di nuovi prodotti. Qualsiasi intervento pubblico deve essere legato a condizioni precise: mantenimento dell’occupazione, salvaguardia dei siti, investimenti reali e permanenza delle competenze in Italia.</p>
<p>Al tavolo, il Ministro ha risposto direttamente alle sollecitazioni poste, sostenendo che il Governo è pronto a intervenire anche con strumenti di carattere ordinario e straordinario. Con il Ministero si è inoltre concordato l’avvio di un percorso strutturato, fatto di tavoli tecnici e politici, da calendarizzare già a partire dalla prossima settimana.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per USB questa disponibilità deve ora tradursi in atti concreti, verificabili e vincolanti. I prossimi tavoli dovranno servire a costruire una reale alternativa al piano dell’azienda, non a gestire esuberi, chiusure o riduzioni del perimetro industriale.</p>
<p>La crisi Electrolux non può essere affrontata come una normale trattativa aziendale. Qui è in discussione il futuro di un pezzo importante dell’industria italiana. Per questo continueremo a chiedere il ritiro del piano, nessuna chiusura, nessun esubero, nessuna azione unilaterale e l’apertura di una vera discussione su un piano industriale alternativo, costruito dentro una regia pubblica forte.</p>
<p>USB non accompagnerà un percorso di riduzione progressiva della capacità produttiva del Paese. Le lavoratrici e i lavoratori hanno già pagato troppo. Ora tocca all’azienda e al Governo assumersi le proprie responsabilità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Lavoro Privato – Categoria Operaia dell’Industria Nazionale</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:38:05 +0200</pubDate>
                        <title>Regione Lazio - Bene Così: il fondo 2026 non è stato toccato, ora il consiglio cancelli le norme contestate</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p><em>Immagine originale da Wikimedia Commons, qua il link alla fonte originale:</em>&nbsp;<a href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/85/Sede_Regione_Lazio.jpg/330px-Sede_Regione_Lazio.jpg" target="_blank" rel="noreferrer">https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/85/Sede_Regione_Lazio.jpg/330px-Sede_Regione_Lazio.jpg</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come richiesto da Usb, non è avvenuto alcun prelievo dal fondo del salario accessorio del personale 2026, così come invece prevede la legge di stabilità regionale per recuperare le somme prelevate dal bilancio regionale e illegalmente spese tra il 2007 e il 2011.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Prendiamo atto che il fondo provvisorio del personale del comparto del 2026 non presenta alcuna decurtazione (All.1). E’ sicuramente un risultato importante, ascrivibile all’azione di USB che aveva chiesto l’intervento del Governo e poi della Corte dei Conti. Adesso però il Consiglio regionale del Lazio provveda a modificare la normativa contestata”. Così il Coordinatore USB Regione Lazio, Domenico Farina, in vista della delegazione trattante del comparto, convocata per il prossimo 22 luglio (All.2), per discutere dell’ipotesi di accordo di contrattazione decentrata integrativa della Giunta regionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB aveva chiesto al Governo di impugnare innanzi alla Corte costituzionale l’articolo 22, commi 82 e 83, della legge regionale del Lazio 2025 (Legge di stabilità regionale 2026), con cui si autorizzano gli uffici del personale di Giunta e Consiglio a recuperare dal fondo del salario accessorio del personale del comparto somme illegalmente spese tra il 2007 e il 2011 prelevate dal bilancio regionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Appreso della mancata impugnativa da parte del Governo, USB aveva inoltre presentato alla Corte dei Conti del Lazio una richiesta di sollevare in via incidentale la questione di legittimità costituzionale, confidando nel contempo sulle previsioni dalla direttiva del presidente del Consiglio dei ministri del 23 ottobre 2023, che permette di evitare l’impugnazione, a condizione che le regioni si impegnino a modificare le leggi non conformi nel più breve tempo possibile, per evitare effetti contrari alla Costituzione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB ribadisce: tali norme, che autorizzano il recupero di somme indebitamente erogate ai dipendenti regionali attraverso riassorbimento sul fondo del salario accessorio, travalicano le competenze statali e violano i principi costituzionali di legalità, uguaglianza e riparto di competenze tra Stato e Regioni.</p>
<p>Pertanto, USB, chiede che il Consiglio regionale provveda a cancellarle dall’ordinamento, togliendo così tale spada di Damocle ingiustamente posta sulla testa dei lavoratori.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sat, 13 Jun 2026 20:30:13 +0200</pubDate>
                        <title>Grande partecipazione all&#039;assemblea nazionale del Trasporto Pubblico Locale dei Delegati USB</title>
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		                        		https://lavoroprivato.usb.it/leggi-notizia/grande-partecipazione-allassemblea-nazionale-del-trasporto-pubblico-locale-dei-delegati-usb-2039-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify"><strong>Roma, 12 giugno 2026. Sono venuti da tutte le regioni d'Italia i Delegati USB del Trasporto Pubblico Locale per partecipare all'assemblea nazionale organizzata per presentare la piattaforma di rinnovo contrattuale nazionale di settore 2027/2029.</strong></p>
<p class="text-justify">La piattaforma, votata all'unanimità dai Delegati USB, nasce in un momento in cui il paese è attraversato da una&nbsp;crisi strutturale e politica che i lavoratori del Trasporto Pubblico Locale vivono ogni giorno, quella della compressione dei salari e del peggioramento delle condizioni di lavoro.</p>
<p class="text-justify">Negli ultimi tre anni l’inflazione ha eroso in misura strutturale il potere d’acquisto dei salari, mentre guerre e genocidi in corso continuano a scaricare sui bilanci familiari dei lavoratori costi che non dipendono dalle loro scelte ma dalle scelte politiche del governo Meloni, in cui ogni miliardo speso in armamenti è un miliardo sottratto ai salari, ai servizi pubblici essenziali, ai trasporti, alla sanità ed all'istruzione.&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Il Trasporto Pubblico Locale è un servizio essenziale, di interesse economico generale, e la sua gestione deve essere orientata all’universalità ed alla coesione, non al profitto, e questa piattaforma contrattuale è la traduzione di questo principio proiettato nella vita quotidiana di tutti gli addetti al settore che, ognuno attraverso la propria specifica mansione, garantiscono ogni giorno la mobilità di milioni di cittadini.</p>
<p class="text-justify"><strong>Si articola su queste basi la piattaforma contrattuale 2027/2029 nata oggi e sintetizzata attorno a sei obiettivi irrinunciabili:&nbsp;</strong></p>
<p class="text-justify"><strong>- Recupero salariale reale;<br /> - Riduzione dell'orario di lavoro;<br /> - Sicurezza come priorità non negoziabile;<br /> - Contrasto al dumping contrattuale;<br /> - Piano straordinario di assunzioni stabili;<br /> - Democrazia sui luoghi di lavoro.</strong></p>
<p class="text-center"><strong>Una proposta politica concreta, tecnicamente fondata, coerente con l’obiettivo di raggiungere migliori condizioni di&nbsp;contrattazione nel settore del Trasporto Pubblico Locale.</strong></p>
<p class="text-center">&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><em>USB Lavoro Privato, Coordinamento Nazionale settore TPL</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 12 Jun 2026 10:02:51 +0200</pubDate>
                        <title>SCHOTT ITALVETRO: L&#039;AZIENDA ATTACCA I DIRITTI, I LAVORATORI RISPONDONO CON LO SCIOPERO</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Fonte immagine: Wikipedia, qua il link all'immagine originale -&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Schott_AG#/media/File:Schott_AG_Logo_2022.svg" target="_blank" rel="noreferrer">https://it.wikipedia.org/wiki/Schott_AG#/media/File:Schott_AG_Logo_2022.svg</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB esprime il proprio pieno sostegno allo sciopero proclamato dalle RSU di Schott Italvetro contro la decisione unilaterale dell'azienda di eliminare la ROL del venerdì, un istituto consolidato e applicato da anni all'interno dello stabilimento. Ancora una volta assistiamo a una scelta imposta dall'alto, senza accordi sindacali, senza un confronto reale con i rappresentanti dei lavoratori e senza alcun rispetto delle relazioni industriali. Un metodo inaccettabile che scarica sui lavoratori il peso delle scelte aziendali e mette in discussione diritti e condizioni che nel tempo sono diventati parte integrante dell'organizzazione del lavoro. La questione non riguarda soltanto la ROL del venerdì. È in gioco un principio fondamentale: nessuna azienda può pensare di modificare unilateralmente condizioni consolidate senza un percorso di confronto e senza il consenso delle lavoratrici e dei lavoratori. La decisione di Schott Italvetro rappresenta un grave precedente. Se passa il principio che un'azienda può cancellare unilateralmente un diritto consolidato, domani nessuna conquista collettiva sarà più al sicuro. Per questo la risposta delle lavoratrici e dei lavoratori è necessaria e merita il sostegno di tutto il mondo del lavoro. USB ritiene giusta e legittima la mobilitazione avviata dalle RSU e condivide la richiesta di ripristino immediato della ROL del venerdì e di riapertura di un tavolo di confronto serio sulle condizioni di lavoro, sulla sicurezza e sul rispetto degli accordi e delle prassi consolidate. Di fronte all'arroganza aziendale, la risposta non può che essere la solidarietà e la mobilitazione collettiva. Nessun diritto è stato regalato, ogni conquista è frutto delle lotte dei lavoratori e delle lavoratrici. USB sarà al fianco di chi oggi difende non solo una ROL, ma il rispetto della dignità del lavoro e dei diritti conquistati negli anni. La ROL non si tocca. I diritti non si cancellano con una comunicazione aziendale.</p>
<p>Coordinamento USB Schott Italvetro USB Industria Nazionale – Categoria Operaia</p>]]></content:encoded>
			
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