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            <title>Rss Feed lavoroprivato.usb.it</title>
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            <description>Le ultime notizie di lavoroprivato.usb.it</description>
            <language>it-it</language>
            
                <copyright>Unione Sindacale di Base</copyright>
            
            <pubDate>Thu, 12 Mar 2026 11:37:04 +0100</pubDate>
            <lastBuildDate>Thu, 12 Mar 2026 11:37:04 +0100</lastBuildDate>
            
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                        <pubDate>Fri, 27 Feb 2026 21:29:03 +0100</pubDate>
                        <title>Tram deragliato a Milano: sicurezza, salute e dignità del lavoro non possono essere variabili secondarie</title>
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		                        		https://lavoroprivato.usb.it/leggi-notizia/tram-deragliato-a-milano-sicurezza-salute-e-dignita-del-lavoro-non-possono-essere-variabili-secondarie-2135-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">In merito al drammatico incidente avvenuto a Milano, che ha causato due morti e decine di feriti, esprimiamo il nostro più profondo cordoglio alle famiglie delle vittime e la nostra vicinanza a tutte le persone coinvolte.</p>
<p class="text-justify">Sulle cause del deragliamento sarà necessario attendere l’esito delle indagini. Tuttavia, al di là delle responsabilità che verranno accertate, una questione deve essere affrontata con chiarezza e senza ipocrisie: autisti e macchinisti del trasporto pubblico devono poter lavorare esclusivamente in condizioni di salute ottimali, <strong>sempre.</strong></p>
<p class="text-justify">Chi conduce un mezzo pubblico non ha tra le mani soltanto un volante o una cloche: ha la responsabilità della propria vita e di quella di centinaia, talvolta migliaia di passeggeri ogni giorno. Sui mezzi pubblici viaggiano i nostri figli, le nostre madri, i nostri padri, studenti e lavoratori. La sicurezza collettiva non può essere subordinata a logiche di produttività o di risparmio.</p>
<p class="text-justify"><strong>Le parti datoriali, con l’avallo di CGIL, CISL, UIL, UGL e FAISA CISAL, devono smetterla di criminalizzare i lavoratori che restano a casa perché ammalati. È inaccettabile che chi segnala un malessere venga trattato come un problema organizzativo, subisca pressioni o rischi decurtazioni salariali. Non si può pretendere che chi svolge una mansione ad altissima responsabilità, peraltro sottopagata a causa di rinnovi contrattuali inadeguati, si presenti in servizio anche con sintomi che potrebbero comprometterne lucidità e riflessi.</strong></p>
<p class="text-justify">Troppo spesso, quando accade una tragedia, il primo bersaglio è il conducente. Si punta il dito sull’anello più esposto, mentre si dimenticano turnazioni massacranti, carenze di personale, pressioni organizzative e un sistema che scarica sui lavoratori ogni criticità. E solo dopo, a tragedia avvenuta, si torna a parlare di possibili malori, stress, condizioni psicofisiche.</p>
<p class="text-center"><strong>È tardi, sempre troppo tardi</strong>.</p>
<p class="text-justify">La sicurezza nel trasporto pubblico locale non può essere affrontata solo dopo gli incidenti. Servono investimenti concreti e strutturali: organici adeguati, turni sostenibili, tutela piena del diritto alla malattia senza penalizzazioni economiche o disciplinari, rinnovi contrattuali che restituiscano dignità salariale a chi ogni giorno garantisce un servizio essenziale.</p>
<p class="text-center"><strong>La salute dei lavoratori è un presidio di sicurezza per l’intera collettività;</strong></p>
<p class="text-center"><strong>ignorarlo significa mettere a rischio tutti.</strong></p>
<p class="text-justify">L’USB, nel rinnovare il proprio cordoglio per le vittime di Milano, chiede un cambio di paradigma immediato: la sicurezza del servizio passa prima di tutto dal rispetto, dalla tutela e dalla valorizzazione di chi quel servizio lo svolge ogni giorno.</p>
<p class="text-justify"><em>Coordinamento Nazionale&nbsp; USB Lavoro Privato, settore TPL</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 27 Feb 2026 10:42:16 +0100</pubDate>
                        <title>Sicurezza sul lavoro, USB: grave l’immobilismo del Governo sulla Commissione Interpelli.</title>
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		                        		https://lavoroprivato.usb.it/leggi-notizia/sicurezza-sul-lavoro-usb-grave-limmobilismo-del-governo-sulla-commissione-interpelli-1053-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">L’Unione Sindacale di Base – Lavoro Privato denuncia il perdurante immobilismo del Governo sulla mancata ricostituzione della Commissione per gli interpelli prevista dall’art. 12 del Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81.</p>
<p class="text-justify">Nel dicembre 2024 USB ha presentato un interpello per ottenere il riconoscimento delle corrette tutele per il personale agente di stazione che opera in postazioni complesse, con utilizzo continuativo di monitor multipli, sistemi di controllo e attività di monitoraggio con responsabilità diretta sulla sicurezza di utenti e terzi.</p>
<p class="text-justify"><strong>A seguito delle modifiche introdotte dalla Legge 13 dicembre 2024, n. 203, l’iter è stato sospeso per la ricostituzione della Commissione; ad oggi, però, nulla è cambiato.</strong></p>
<p class="text-justify">La mancata operatività della Commissione impedisce alle organizzazioni sindacali di ottenere risposte ufficiali su questioni decisive per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, bloccando di fatto uno strumento fondamentale di tutela. Nel frattempo, i lavoratori restano privi del pieno riconoscimento delle misure ergonomiche e preventive previste per chi opera ai videoterminali, con rischi concreti per la salute e per la sicurezza dell’utenza.</p>
<p class="text-justify">USB chiede l’immediata ricostituzione della Commissione, più controlli nei luoghi di lavoro e il rafforzamento dei poteri degli RLS.</p>
<p class="text-justify">La sicurezza non può attendere la burocrazia: la salute delle lavoratrici e dei lavoratori è un diritto che va garantito subito.</p>
<p class="text-justify"><em>USB Lavoro Privato</em></p>
<p class="text-justify"><em>* in allegato la nota inviata al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali ed alla Presidenza del Consiglio dei Ministri</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 23 Feb 2026 17:25:42 +0100</pubDate>
                        <title>UNITÀ DI RETE REGIONE LAZIO: UN FALLIMENTO ANNUNCIATO</title>
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		                        		https://lavoroprivato.usb.it/leggi-notizia/unita-di-rete-regione-lazio-un-fallimento-annunciato-1732.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Già il 3 gennaio ci eravamo espressi in maniera negativa nei confronti dell’Unità di Rete che era in partenza: vale a dire la riorganizzazione del Trasporto Pubblico Locale della Regione Lazio in bacini da affidare tramite gara, sottraendo un ulteriore 10% del servizio all’azienda Cotral.<br /> Come avevamo previsto l’aumento della gestione privata, peraltro ancora parziale perché non tutti i bacini sono partiti, si sta concretizzando in un arretramento dei diritti: sia dei lavoratori che dell’utenza, con la compressione del diritto alla mobilità.<br /> Tanto che la Regione Lazio è dovuta tornare indietro sull’affidamento dei nuovi lotti, posticipando le assegnazioni al mese di luglio 2026.&nbsp;<br /> L’avvio del nuovo sistema nei lotti 3 e 5 ha infatti scatenato l’ira degli utenti, dei comitati nonché dei sindaci dei vari Comuni per le corse saltate, la difficoltà nell’individuare i nuovi operatori e la scarsa informazione.&nbsp;</p>
<p>Questa riorganizzazione sta inoltre avendo una pesante ricaduta sui lavoratori di Cotral, creando forti malumori. Ci sono molte corse tagliate, specialmente il sabato, che probabilmente si tradurrà in congedi d’ufficio; le nuove turnazioni sono al limite del rispetto della normativa 561/06 e ci sono forti preoccupazioni sul mantenimento dei livelli occupazionali soprattutto riguardo interinali e tempi determinati.</p>
<p><br /> PRIVATIZZARE NON È LA SOLUZIONE! SERVONO RISORSE, A PARTIRE DALL’INCREMENTO DEL FONDO NAZIONALE TRASPORTI PER GARANTIRE UN TRASPORTO LOCALE CHE SIA REALMENTE PUBBLICO, EFFICIENTE E UNIVERSALE!&nbsp;</p>
<p><br /> Roma, 23 febbraio 2026<br /> USB Lavoro Privato &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; ORSA TPL Lazio</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 20 Feb 2026 10:05:33 +0100</pubDate>
                        <title>Ama igiene ambientale Roma: a termini operatori lasciati soli tra insicurezza, rischi sanitari e mezzi inadeguati</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://lavoroprivato.usb.it/leggi-notizia/ama-igiene-ambientale-roma-a-termini-operatori-lasciati-soli-tra-insicurezza-rischi-sanitari-e-mezzi-inadeguati-1007.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>USB denuncia le <strong>gravi e quotidiane problematiche</strong> che coinvolgono gli <strong>operatori dell’igiene ambientale</strong> impegnati nell’area del centro di Roma, con particolare riferimento al quadrante che comprende la Stazione Termini.</p>
<p>Si tratta di una delle aree a più alta concentrazione di flussi turistici e pendolari dell’intera città, caratterizzata da traffico costante, condizioni operative complesse e dalla presenza strutturale di persone senza fissa dimora. In questo contesto gli operatori sono chiamati quotidianamente a <strong>intervenire in situazioni di estremo degrado</strong>: lavaggio di aree contaminate da urina, bonifiche improvvisate in condizioni igienico-sanitarie critiche.</p>
<p>Non parliamo di episodi isolati, ma di una condizione ordinaria di lavoro che espone i lavoratori a rischi biologici, stress psicofisico e pericoli per l’incolumità personale.</p>
<p>A questo quadro si aggiungono le <strong>interferenze continue durante le operazioni di servizio</strong>, le minacce e perfino aggressioni verbali e fisiche.</p>
<p>La paura e la tensione sono ormai elementi strutturali dell’attività lavorativa in queste zone. È inaccettabile che chi garantisce un servizio pubblico essenziale sia lasciato solo di fronte a rischi concreti.</p>
<p>Gravissima è inoltre la questione dei mezzi. Il servizio del ritiro Porta a Porta viene frequentemente effettuato con mezzi privi del sistema di compattazione. Gli operatori sono costretti a movimentare manualmente i rifiuti, spingendoli in avanti con pale o arrampicandosi all’interno dei cassoni. Il tutto non può che comportare evidenti rischi per la sicurezza.</p>
<p>Queste modalità operative configurano <strong>criticità rilevanti sotto il profilo della prevenzione infortuni e della responsabilità datoriale</strong>.</p>
<p>Denunciamo, inoltre, che l’adattamento forzato a queste condizioni viene di fatto imposto ai lavoratori neoassunti con contratto di apprendistato, quindi in una condizione di maggiore ricattabilità occupazionale.</p>
<p>Per porre fine a questa condizione e garantire adeguate condizioni di lavoro, <strong>come USB abbiamo richiesto un sollecito incontro con la Società AMA e con l’Amministrazione capitolina</strong> per affrontare in modo strutturale la situazione.</p>
<p>È necessaria, e non rimandabile, <strong>l’attivazione di un tavolo di confronto con entrambi i soggetti per garantire interventi mirati nelle aree più critiche</strong>, con la previsione di più operatori ed attrezzature e mezzi idonei alle operazioni richieste, a tutela dell’incolumità degli operatori.</p>
<p>In un’ottica di adeguamento del servizio, non può essere trascurata la sostituzione immediata delle macchine inadeguate e l’introduzione di veicoli dotati di sistemi di compattazione idonei, nel rispetto delle normative in materia di salute e sicurezza sul lavoro.</p>
<p>Non è più tollerabile che il decoro della città venga garantito scaricando i costi in termini di sicurezza e salute su chi lavora. <strong>Come USB continueremo a vigilare e denunciare pubblicamente queste condizioni</strong> e, in assenza di risposte concrete e immediate, valuteremo ogni idonea iniziativa di mobilitazione necessaria a tutela dei lavoratori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>USB Lavoro Privato – AMA</strong></em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 13 Feb 2026 09:26:17 +0100</pubDate>
                        <title>Giù le mani dai lavoratori della Fenice: USB respinge le accuse di “Nonnismo” e difende il prestigio del teatro</title>
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		                        		https://lavoroprivato.usb.it/leggi-notizia/giu-le-mani-dai-lavoratori-della-fenica-usb-respinge-le-accuse-di-nonnismo-e-difende-il-prestigio-del-teatro-0930.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Venezia,&nbsp;12 Febbraio 2026&nbsp;– L’Organizzazione Sindacale USB Lavoro Privato Venezia esprime profondo sdegno e ferma condanna in merito alle recenti dichiarazioni rilasciate dal Sindaco e dal Sovrintendente del Gran Teatro La Fenice, i quali hanno rivolto pesanti e generiche accuse di “nonnismo” nei confronti delle maestranze e del personale del Teatro.</p>
<p>È inaccettabile che i vertici istituzionali e aziendali, invece di valorizzare il capitale umano che rende grande Venezia nel mondo, scelgano la via della delegittimazione e dell’offesa gratuita. Parlare di “nonnismo” significa gettare un’ombra di fango su una comunità di professionisti che opera quotidianamente con un rigore morale e una trasparenza esemplari.</p>
<p>Professionalità e Orgoglio Nazionale: il Gran Teatro La Fenice non è solo un edificio, ma il frutto del lavoro instancabile di donne e uomini dotati di altissime qualifiche artistiche e tecniche. Sono questi lavoratori che, con il loro sacrificio e la loro dedizione, hanno reso, stanno rendendo e renderanno la Fenice un simbolo di eccellenza e un vanto per l’intero Paese.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&quot;Attaccare i lavoratori etichettandoli con termini degradanti è un atto di sciacallaggio comunicativo che mira a nascondere le criticità gestionali, scaricando le responsabilità su chi, con onestà e competenza, garantisce il sipario alzato ogni sera.&quot;&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Noi rigettiamo ogni accusa di presunte condotte scorrette: la professionalità dei lavoratori della Fenice è certificata dalla qualità artistica riconosciuta a livello mondiale, non da narrazioni tossiche volte a creare divisioni interne.&nbsp;La Fenice appartiene alla città e a chi la fa vivere con il proprio talento. Non permetteremo a nessuno, men che meno a chi dovrebbe rappresentarne la massima tutela, di infangare la storia e il presente di questo Teatro.</p>
<p>USB continuerà a vigilare affinché il valore artistico e contrattuale di ogni singolo dipendente sia tutelato contro ogni tentativo di svalutazione, e&nbsp;sarà presente anche quest'anno al rinnovo delle elezioni RSU che ci saranno il mese prossimo; i nostri delegati nelle ultime due sessioni USB sono sempre stati presenti portando avanti i nostri valori , che sono quelli di condivisione delle lotte per migliorare la vita lavorativa di tutti i lavoratori e lavoratrici.&nbsp; Noi siamo USB per questo: siamo il sindacato dell' Unione delle lotte al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per l'esecutivo USB LAVORO PRIVATO VENEZIA</p>
<p>Alberto Cancian</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 06 Feb 2026 12:26:54 +0100</pubDate>
                        <title>Vueling: Procedura Licenziamenti. A poche ore dal baratro nessuna trasparenza sulla trattativa 6 febbraio presso il Ministero del Lavoro</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://lavoroprivato.usb.it/leggi-notizia/vueling-procedura-licenziamenti-a-poche-ore-dal-baratro-nessuna-trasparenza-sulla-trattativa-6-febbraio-presso-il-ministero-del-lavoro-1231.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Proseguirà oggi 6 febbraio, presso il Ministero del Lavoro, la trattativa per gli assistenti di volo per &nbsp;i dipendenti della Vueling impiegati nello scalo di Fiumicino e soggetti alla procedura di licenziamento collettivo 223/91, attivata dall’azienda e giunta quasi al suo termine.</p>
<p>Si rischiano 84 licenziamenti perché l’azienda è rimasta chiusa ad ogni richiesta di applicare ammortizzatori sociali conservativi e attività a rotazione sullo scalo di Firenze, al momento non interessato da esuberi.</p>
<p>In queste ore sta circolando un documento “manifestazione adesione condizionata all’incentivo all’esodo”, di cui non è ben chiara la provenienza e chi lo suggerisca, reso pubblico da fonti anonime.</p>
<p>E' inammissibile che tali offerte siano veicolate senza che sia stata discussa una soluzione da presentare ai lavoratori anche con un’eventuale per un incentivo all’uscita con la non opposizione al licenziamento. I lavoratori hanno il diritto attendere il verbale di chiusura della procedura per decidere la propria posizione.</p>
<p>In ogni caso resta la possibilità di impugnare il licenziamento collettivo, a maggior ragione se vi saranno modalità non chiare oppure soluzioni che non siano offerte trasparenti a tutti i dipendenti o che non si tenga conto delle liste anzianità nel caso di trasferimenti presso un altro scalo.</p>
<p>USB chiede alle sigle al tavolo di non sottoscrivere i licenziamenti avventurandosi nell’accettazione della non opposizione, lasciando all’azienda l’onere di proporre le disponibilità ad una via pattizia transattiva azienda lavoratore che ovviamente deve essere proposta a tutti e valutata da ciascuno a valle della chiusura della procedura di licenziamento.</p>
<p>Ancora una volta il sindacato convocato ai tavoli non riesce a fermare i licenziamenti lasciando le famiglie con una buona uscita che si consumerà rapidamente, senza garanzie per il futuro e nel trasporto aereo vedremo l’ennesima mattanza di lavoratori. Vi terremo informati degli scenari, in attesa di comprendere cosa comporterà in termini di dignità per i dipendenti questo tavolo in corso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Lavoro Privato TA</p>
<p>Fiumicino, 6 febbraio 2026&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 05 Feb 2026 13:11:11 +0100</pubDate>
                        <title>Rinnovo CCNL Igiene Ambientale: basta svendere i diritti dei lavoratori e i loro salari!</title>
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		                        		https://lavoroprivato.usb.it/leggi-notizia/rinnovo-ccnl-igiene-ambientale-basta-svendere-i-diritti-dei-lavoratori-e-i-loro-salari-1317.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Cgil, Cisl, Uil e Fiadel sciolgono la riserva sul rinnovo contrattuale d’Igiene Ambientale, millantando il consenso plebiscitario dei 110mila addetti del settore. A noi è chiara la realtà dei fatti però: la stragrande maggioranza dei posti di lavoro non ha visto nemmeno l’ombra delle assemblee per le consultazioni delle lavoratrici e dei lavoratori per il rinnovo del CCNL 2024/2026.</p>
<p>Con la minaccia di Assoambiente di sospendere i permessi sindacali nazionali se non si fosse approvato l’accordo di settore del 9 dicembre 2025, le segreterie nazionali di Cgil, Cisl, Uil e Fiadel hanno scelto di sottrarsi al confronto con i lavoratori per non mettere a repentaglio le loro aspettative retribuite.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si consuma l’ennesima svendita del diritto dei lavoratori a un salario dignitoso:</p>
<p>al costo di miseri 130 euro netti parametrati al 3° livello spalmati in due anni con l’ultima trance dicembre 2027, ci troviamo davanti una nuova classificazione del personale al ribasso che gli farà risparmiare a regime circa 150 euro tra il 4° e il 3° livello e 60 euro tra il 3° e il 2° livello, per l’abbassamento dei livelli a parità di mansioni.</p>
<p>Inoltre, regalano un’ulteriore compressione del diritto di sciopero con aumento di franchigie e servizi minimi garantiti e una cambiale in bianco sulla cosiddetta seconda fase contrattuale che i lavoratori si ritroveranno sul nuovo CCNL senza che nessuno richieda il loro parere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cgil, Cisl, Uil e Fiadel difendono i loro permessi sindacali e le loro posizioni nei C.d.A dei fondi integrativi piuttosto che incrementare le agibilità dei rappresentanti alla sicurezza mentre aumentano gli infortuni e i morti sul lavoro.</p>
<p>Togliamo la delega ai sindacati che antepongono i loro privilegi agli interessi dei lavoratori: Usb è per la partecipazione ai tavoli di trattativa nazionale di tutte le rappresentanze scelte dai lavoratori!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Unione Sindacale di Base – Igiene Ambientale</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 04 Feb 2026 16:30:56 +0100</pubDate>
                        <title>Chiusura negozi Hamleys in Italia. USB: il lavoro non è un gioco!</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://lavoroprivato.usb.it/leggi-notizia/chiusura-negozi-hamleys-in-italia-usb-il-lavoro-non-e-un-gioco-1632.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Da martedì 3 febbraio 2026 i negozi Hamleys in Italia hanno abbassato le serrande. Una decisione improvvisa, comunicata ai lavoratori e alle lavoratrici nel fine settimana dal gruppo Giochi Preziosi, che controlla il marchio nel nostro Paese.</p>
<p>La società fa sapere che è stata disposta la chiusura degli esercizi commerciali di Hamleys per fronteggiare una situazione di temporanea difficoltà economico-finanziaria e che si intende accedere a uno strumento di regolazione della crisi.</p>
<p>Una doccia fredda.</p>
<p>Un fulmine a ciel sereno che ha lasciato decine di persone in balia di dubbi, paure e totale assenza di garanzie occupazionali. Nessuna chiarezza sul futuro, nessuna prospettiva concreta, nessuna tutela reale per chi ogni giorno ha garantito professionalità, impegno e qualità del servizio, con il forte sospetto che siano state attivate tardivamente le procedure previste.</p>
<p><u>USB considera inaccettabile che si giochi con la vita delle persone in questo modo.</u></p>
<p>Non resteremo inermi davanti a scelte aziendali calate dall’alto e comunicate con tempi indegni. Pretendiamo trasparenza immediata, un confronto vero e soluzioni che salvaguardino i posti di lavoro.</p>
<p>Come organizzazione sindacale ci attiveremo da subito per fare piena luce su quanto sta accadendo e per mettere in campo ogni strumento utile alla difesa delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti. Nessuno deve essere lasciato solo.</p>
<p><u>USB c’è, e non farà un passo indietro.</u></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>USB Commercio</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 19 Jan 2026 21:13:52 +0100</pubDate>
                        <title>tremendo incidente alta velocità Malaga – Madrid: Maledetti i padroni del vapore!</title>
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		                        		https://lavoroprivato.usb.it/leggi-notizia/tremendo-incidente-alta-velocita-malaga-madrid-maledetti-i-padroni-del-vapore-2120-1-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify"><strong>I ferrovieri di USB esprimono massima vicinanza ai loro colleghi spagnoli e cordoglio per le numerose vittime del tremendo incidente avvenuto nella serata di ieri sulla tratta alta velocità Malaga – Madrid.</strong></p>
<p class="text-justify">Stante l’attuale scarsità di informazioni sulle cause del disastroso incidente , rileviamo che quello che deragliando &nbsp;ha &nbsp;invaso il binario opposto, &nbsp;è della società Iryo, il maggiore operatore ferroviario privato sulla rete spagnola, partecipato al 51% dalla società di trasporto italiana Trenitalia; cosa di cui, al momento non si fa menzione nei notiziari nazionali. Quella di omettere dati (per altro di pubblico dominio) rilevanti, ai fini di una, deontologicamente, corretta e esaustiva informazione, sembra diventata una abitudine, ormai caratteristica, del sistema informativo italico, anche pubblico.</p>
<p class="text-justify">Non vogliamo certo insinuare correlazioni tra il suddetto dato e il disastro ferroviario di ieri, ma evidenziare quanto l’interesse delle grandi imprese operatrici del settore sia ritenuta prevalente rispetto al fondamentale diritto pubblico a una corretta informazione.</p>
<p class="text-justify"><strong>Ci preme altresì tornare sulla denuncia delle nefaste logiche di privatizzazione che hanno interessato il trasporto ferroviario europeo nel corso dell’ultimo ventennio, contro cui i ferrovieri sono mobilitati da tempo, e che negli ultimi anni hanno avuto in Italia un significativo salto di qualità, giungendo a ottenere addirittura, recenti, modifiche (peggiorative) della legge nazionale sulle norme di primo soccorso ai lavoratori sui treni.</strong></p>
<p class="text-justify">Logiche padronal/manageriali speculative che hanno puntato sulla banalizzazione della professione ferroviaria per giungere allo smantellamento degli assetti contrattuali (e di legge) a garanzia di particolari tutele per i lavoratori del settore, esponendo così questi a grave usura della salute per le assurde turnazioni di servizio, all’incremento dei rischi per la sicurezza e l’incolumità fisica per la riduzione sistematica degli addetti e relativo incremento degli orari e dei carichi di lavoro, e mettendo in discussione la stessa sicurezza del trasporto ferroviario. Di tutto ciò abbiamo tragica evidenza nell’Italia ferroviaria della strage di Viareggio, il 29 giugno 2009, e di Brandizzo, il 30 agosto 2023, solo per citare due picchi di assoluta gravità, tra cui si collocano una miriade di incidenti gravi, gravissimi e mortali che hanno interessato, e continuano a interessare, lavoratori e viaggiatori nel nostro Paese.</p>
<p class="text-justify">Così, mentre le alte sfere politiche europee blaterano di innovazione tecnologica capace di far viaggiare i treni a tutta velocità, in tutta puntualità e sicurezza, sui binari, le garanzie di tutela per viaggiatori e lavoratori delle ferrovie, sono sacrificate dalle più bieche pretese di profitto privato, applicate ai sistemi di manutenzione delle infrastrutture come dei treni, alle condizioni di lavoro nel settore come al trattamento di speculazione commerciale degli ambiti di pertinenza ferroviaria: le stesse pretese che, mutatis mutandis, stanno, attualmente, forzando le sorti del mondo verso i più nefasti esiti.</p>
<p class="text-justify">In attesa di maggiori informazioni sul disastro ferroviario di ieri, ribadiamo la nostra determinazione a rafforzare l’opposizione dei ferrovieri, italiani e europei tutti, verso i moderni padroni del vapore, mettendo a disposizione la nostra organizzazione per la costruzione di percorsi di denuncia legale ma, soprattutto, di lotta per una ferrovia e un mondo Beni Comuni di ogni comunità popolare in tutti Paesi.</p>
<p class="text-center"><strong>Nessuno resti indifferente! Nessuno resti impunito!</strong></p>
<p class="text-justify"><em>USB Coordinamento Nazionale ferrovieri rfi</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 16 Jan 2026 21:04:31 +0100</pubDate>
                        <title>Trasporto Pubblico Locale:  incerta la sostenibilità della copertura economica per il settore; il 21 gennaio le Associazioni datoriali  convocate dal Ministro dei Trasporti</title>
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		                        		https://lavoroprivato.usb.it/leggi-notizia/trasporto-pubblico-locale-incerta-la-sostenibilita-della-copertura-economica-per-il-settore-il-21-gennaio-le-associazioni-datoriali-convocate-dal-ministro-dei-trasporti-2121-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Le associazioni datoriali mettono subito le mani avanti ed invitano le aziende a sospendere il pagamento di quanto previsto dal rinnovo del CCNL scaricando, ancora una volta, il peso delle inadempienze del Governo, l’incapacità delle stesse Associazioni datoriali e l’ingordigia delle aziende verso i propri profitti sulle spalle degli addetti al settore.</p>
<p class="text-justify">Si tenta di aggredire ulteriormente i livelli salariali di un contratto nazionale che ha previsto un aumento salariale pari a circa il 6%, a fronte di un reale aumento del costo della vita stimato intorno al 19% negli ultimi anni.</p>
<p><strong>Il governo continua a finanziare la propria politica guerrafondaia mentre le famiglie fanno i conti con la continua perdita netta di potere d’acquisto;</strong> bollette, affitti, carburanti e beni di prima necessità continuano a crescere, ai lavoratori viene chiesto di “attendere coperture”, di “avere pazienza” e persino di rinunciare a quanto previsto dagli accordi come dimostra l’invito delle associazioni datoriali alle aziende di disattendere l’erogazione di quanto stabilito nel dicembre 2024, questo senza tener conto che alcune voci fondamentali della retribuzione sono ferme da oltre 50 anni,&nbsp; completamente slegate dall’attuale organizzazione del lavoro, dalle responsabilità crescenti, dai carichi operativi sempre più pesanti e dalle reali condizioni oggettive con cui oggi operano gli Autoferrotranvieri.</p>
<p class="text-justify">Le aziende continuano a chiedere flessibilità, disponibilità, produttività, senza però riconoscere economicamente il lavoro svolto, senza riconoscere i turni più gravosi e festivi; ricorrono sempre più spesso allo strumento del sub appalto penalizzando in modo drastico il salario già scarno delle lavoratrici e lavoratori.</p>
<p>La realtà è che le difficolta del settore nascono per la completa assenza di un piano nazionale di mobilità fondato sulle reali esigenze dei cittadini, dalle scelte scellerate delle politiche dei vari governi che si sono succeduti che hanno svenduto, <em>e continuano a farlo</em>, il patrimonio pubblico a privati senza scrupolo alcuno; hanno trasformato un servizio pubblico essenziale in un vero e proprio “bancomat” a proprio uso e consumo. Come se non bastasse, si giustifica tutto con lo spettro della guerra; una guerra che non appartiene ai cittadini, alle lavoratrici e lavoratori che per essa non vogliono assolutamente contribuire.</p>
<p class="text-center"><strong>NON UN SOLO EURO PER LA LORO GUERRA!</strong></p>
<p class="text-justify"><strong>Che sia chiaro: se sul tavolo del 21 gennaio presso il Ministero dei Trasporti si è in cerca di far&nbsp; &quot;pagare il conto&quot; a qualcuno per la situazione attuale del settore, i responsabili sono tutti intorno a quel tavolo.</strong></p>
<p class="text-center"><strong>I servizi pubblici essenziali vanno restituiti alla gestione pubblica;</strong></p>
<p class="text-center"><strong>OCCORRONO: risorse vere, stabili e strutturali, rinnovi contrattuali reali e condivisi dagli addetti al settore.</strong></p>
<p class="text-justify"><strong>È il momento di rimettere al centro il salario, la dignità, la sicurezza e le condizioni di lavoro, perché se non c’è tutela dei lavoratori non può esistere alcun servizio pubblico efficiente.</strong></p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><em>Coordinamento Nazionale, USB Lavoro Privato – settore Tpl</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 09 Dec 2025 21:02:43 +0100</pubDate>
                        <title>SO.GE.PU. Città di Castello, Perugia; nuovo contratto di secondo livello per i lavoratori dell’igiene ambientale: non possiamo che esprimere la nostra contrarietà</title>
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		                        		https://lavoroprivato.usb.it/leggi-notizia/sogepu-citta-di-castello-perugia-nuovo-contratto-di-secondo-livello-per-i-lavoratori-delligiene-ambientale-non-possiamo-che-esprimere-la-nostra-contrarieta-2106-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Sono mesi che USB lavoro privato, già firmataria di accordi di secondo livello nella società SO.GE.PU., sta chiedendo incontri per la definizione del nuovo contratto di secondo livello;&nbsp;<strong>l’azienda lo concede… ma a giochi fatti</strong>!</p>
<p class="text-justify">Infatti, dopo ripetuti incontri con i sindacati “compiacenti”, spianata la strada ad una loro mediazione di comodo, <em>che ad oggi risulta essere l’ennesima “Bastonata” per i lavoratori,</em> arriva la convocazione per lunedì 15 dicembre.</p>
<p class="text-justify">Quello che trapela è che sul tavolo troveremo un accordo che mira a cedere nuovamente produttività in cambio di pochi centesimi; buoni pasto, che hanno la consistenza di buoni colazione, indennità non riconosciute in modo imparziale a tutti i lavoratori pur trovandosi essi a svolgere le stesse mansioni…<strong><em>insomma, figli e figliastri.</em></strong></p>
<p class="text-justify">Politica aziendale decisamente fallimentare, quella della società <strong>SO.GE.PU</strong>., palesemente incapace di affrontare le problematiche che i lavoratori incontrano tutti i giorni sulla propria pelle; carichi di lavoro massacranti e ripetitivi, sempre maggiore esposizione a malattie alle quali, <em>invece di trovare una risposta</em>, si pretende di arginare il problema con irrisori premi sulla presenza.</p>
<p class="text-justify"><strong>Una politica fallimentare</strong> comprovata fin dalla scelta di esternalizzare parte del servizio pubblico attraverso la creazione di <strong>SOG.ECO. S.r.l</strong>.; una volgare privatizzazione che, con il consueto obbiettivo di risparmiare sul costo del lavoro, costruisce un nuovo bacino di lavoratori ulteriormente penalizzati nel salario e nei diritti.</p>
<p class="text-center"><strong>NO al lavoro povero</strong></p>
<p class="text-center"><strong>NO al contratto di secondo livello che non affronta le reali esigenze dei lavoratori </strong></p>
<p class="text-center"><strong>No alle disuguaglianze; stesso lavoro stesso salario</strong></p>
<p class="text-center"><strong>LA TRATTATIVA DEGLI ACCORDI DI SECONDO LIVELLO&nbsp;</strong><strong>DEVE TORNARE ALLE RSU.</strong></p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><em>USB Lavoro Privato, Federazione Regionale Umbria&nbsp; </em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 19 Nov 2025 09:54:07 +0100</pubDate>
                        <title>Ottima partecipazione all&#039;assemblea nazionale dei Delegati, USB Lavoro Privato, del trasporto pubblico locale.</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://lavoroprivato.usb.it/leggi-notizia/ottima-partecipazione-allassemblea-nazionale-dei-delegati-usb-lavoro-privato-del-trasporto-pubblico-locale-1007-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify"><strong>Hanno partecipato da tutta Italia i delegati USB del tpl all'assemblea nazionale di settore, svolta ieri 18 novembre a Roma, in vista dello sciopero generale del 28 novembre prossimo e della manifestazione nazionale di sabato 29 con appuntamento alle ore 14 a Porta&nbsp; S. Paolo - Roma </strong></p>
<p class="text-justify">La grande partecipazione ha prodotto interventi di ottima qualità, in cui i Delegati hanno condiviso le esperienze legate alle iniziative del 22 settembre, del 3 ottobre e del 4 ottobre scorso, dove il settore del trasporto pubblico locale ha contribuito non poco, sia in termini di adesioni agli scioperi che di partecipazione alle piazze contro il genocidio palestinese.</p>
<p class="text-justify">È emersa tra i Delegati del settore la voglia di sottolineare la necessità di rappresentare un malcontento che, in vista delle prossime iniziative del 28 e 29 novembre, debba continuare a vederci protagonisti contro una manovra finanziaria di guerra, quella del governo Meloni, che ancora una volta aumenta le spese militari e taglia la spesa sociale, con ricadute enormi sui salari, ancora tra i più bassi d'Europa, sul potere d'acquisto, sui servizi e sui diritti.</p>
<p class="text-justify"><strong>Gli attacchi che quotidianamente subiscono i lavoratori del trasporto pubblico locale da parte del ministro Matteo Salvini e del governo sul diritto di esercizio di sciopero, che minano ulteriormente la sicurezza e la dignità di una categoria sempre meno numerosa, sono l'emblema di un momento storico in cui la nostra Organizzazione Sindacale sta rappresentando l'unica vera opposizione alle politiche reazionarie del mondo occidentale.</strong></p>
<p class="text-justify">I trasporti, tra l'altro, sono il settore che subisce più tagli dalla manovra finanziaria del governo, oltre 500 milioni di euro in meno che mettono a rischio il miglioramento dei servizi anche nelle principali realtà territoriali italiane.</p>
<p class="text-justify">Nella discussione di ieri si è affrontato anche il tema della riorganizzazione del settore, necessaria per rilanciare una nuova classe dirigente sindacale capace di affrontare le sfide dell'imminente futuro, contro ogni forma di privatizzazione del settore, contro l'aumento dell'orario di lavoro per un miglioramento dei salari, con stipendi di almeno 2.000 euro di paga base; una rivendicazione forte e condivisa alla base della piattaforma su cui l'Unione Sindacale di Base ha lanciato lo sciopero generale del 28 novembre e la manifestazione nazionale del giorno 29.</p>
<p class="text-center"><strong>È determinata la volontà degli autoferrotranvieri;<br /> Abbassate le armi ed alzate i salari!</strong></p>
<p class="text-center">Abbiamo già bloccato tutto, siamo pronti a bloccare tutto di nuovo!</p>
<p><em>Coordinamento Nazionale USB Lavoro Privato, settore TPL</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sun, 09 Nov 2025 14:28:41 +0100</pubDate>
                        <title>Roma 18 Novembre 2025 - Assemblea Nazionale settore TPL; Salario, diritti, rappresentanza, dignità: gli Autoferrotranvieri chiedono quello che meritano!</title>
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		                        		https://lavoroprivato.usb.it/leggi-notizia/18-novembre-2025-roma-assemblea-nazionale-settore-tpl-salario-diritti-rappresentanza-dignita-gli-autoferrotranvieri-chiedono-quello-che-meritano-1433-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Il Coordinamento Nazionale settore TPL, dell’Unione Sindacale di Base Lavoro Privato, convoca per martedì 18 novembre 2025, dalle ore 9.00 alle 17.00, l’Assemblea Nazionale dei delegati e degli iscritti Autoferrotranvieri a Roma, in via Grotta di Gregna 4.</p>
<p class="text-justify"><strong>Un appuntamento decisivo per un settore che da anni subisce una strategia concertata da parte di un vero e proprio cartello di associazioni datoriali e sindacati complici, impegnati a firmare contratti collettivi al ribasso, svuotati di diritti e incapaci di rispondere ai bisogni reali di chi ogni giorno garantisce il diritto alla mobilità pubblica.</strong></p>
<p class="text-justify">L’ultimo rinnovo del CCNL Autoferro, ancora una volta gestito attraverso accordi blindati “nelle stanze del potere”, ha rappresentato l’ennesimo tentativo di ridurre tutto a un esercizio contabile: <strong>assenza di risorse, compromessi al ribasso, nessuna partecipazione reale dei lavoratori.</strong></p>
<p class="text-center"><strong>Per noi, il contratto non è una formalità nè un atto amministrativo:</strong></p>
<p class="text-justify">deve essere un contratto vero, completamente finanziato, fondato sulla partecipazione dal basso e costruito sulla voce diretta dei lavoratori, non sulle intese di vertice tra chi tutela interessi lontani dal mondo reale del trasporto pubblico.</p>
<p class="text-justify">È tempo di ribaltare la logica che domina da anni; <strong>basta tagli alla sicurezza, basta ritmi insostenibili, basta precarietà mascherata da efficienza.</strong></p>
<p class="text-justify"><strong>Il settore ha bisogno di diritti, tutele, organizzazione e rappresentatività autentica, non di passerelle né di accordi confezionati in assenza di confronto.</strong></p>
<p class="text-justify">Ribadiamo la necessità che venga riconosciuto finalmente il valore sociale, economico e umano del lavoro autoferrotranviario, oggi più che mai essenziale per la qualità della vita delle comunità e per la mobilità pubblica del Paese.</p>
<p class="text-justify">L’Assemblea Nazionale del 18 novembre sarà il luogo dove condividere la piattaforma rivendicativa e il percorso di mobilitazione per un nuovo modello di contratto nazionale, centrato sulla dignità del lavoro e sulla forza di chi ogni giorno fa muovere il Paese; un appuntamento fondamentale e propedeutico allo Sciopero Generale Nazionale del 28 novembre 2025 e alla grande manifestazione nazionale prevista a Roma il 29 novembre 2025.</p>
<p class="text-center"><strong>Un percorso di lotta che rimette al centro la dignità, la voce e la forza dei lavoratori:</strong></p>
<p class="text-center"><strong>Roma, 18 novembre: la parola torna ai lavoratori.</strong></p>
<p class="text-justify"><em>* locandine e volantino in allegato</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 03 Nov 2025 15:39:02 +0100</pubDate>
                        <title>U.s.b. si costituisce parte civile nel processo contro la ditta 3elle di Acate</title>
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		                        		https://lavoroprivato.usb.it/leggi-notizia/usb-si-costituisce-parte-civile-nel-processo-contro-la-ditta-3elle-di-acate-1539.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2024 all’interno dell’azienda 3Elle di Acate di proprietà dei Longo si è verificato un grave incidente sul lavoro che ha visto coinvolto un lavoratore nostro iscritto.</p>
<p>Non è la prima volta che questo accade in quell’azienda. La stessa azienda dove ha lavorato Daouda Diane, il mediatore culturale che, in un video, aveva denunciato le condizioni drammatiche in cui vivevano e lavoravano i migranti prima di scomparire nel nulla.</p>
<p>USB ha posto la battaglia sulla sicurezza nei luoghi di lavoro al primo posto del proprio intervento anche promuovendo una legge di iniziativa popolare per introdurre per legge il reato di omicidio sul lavoro e lesioni gravi e gravissime.</p>
<p>Nella nostra provincia abbiamo promosso campagne sulla sicurezza sul lavoro rivolte anche ai lavoratori migranti, organizzato su questo importante argomento decine di corsi di formazione e abbiamo distribuito migliaia di giubbotti catarifrangenti ai lavoratori migranti che si recano al lavoro in bici percorrendo strade di campagna non illuminate in mezzo alle serre.</p>
<p>Abbiamo quindi deciso di costituirci parte civile nel processo contro la 3ELLE di Acate (Ragusa) essendo nostro scopo statutario quello di tutelare e garantire le condizioni di sicurezza in ogni posto di lavoro.</p>
<p>Oltre a difendere il nostro iscritto abbiamo voluto intraprendere questo percorso legale per dare un segnale a tutti gli imprenditori: la sicurezza nei luoghi di lavoro non è un optional e ogni incidente sul lavoro deve essere punito.</p>
<p>L’azienda in questione deve non solo risarcire i danni fisici permanenti cagionati al nostro iscritto ma pagare, come previsto dal codice penale, per le mancanze riscontrate dagli ispettori.</p>
<p>Ogni azienda che non rispetta le regole sulla sicurezza dovrebbe essere additata da tutta la comunità come un esempio negativo da non seguire.</p>
<p>USB Ragusa</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 28 Oct 2025 18:21:55 +0100</pubDate>
                        <title>Settore Assicurativo. CCNL ANIA: una piattaforma di rinnovo deludente che guarda alle esigenze delle imprese del settore assicurativo e poco alle lavoratrici ed ai lavoratori.</title>
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		                        		https://lavoroprivato.usb.it/leggi-notizia/settore-assicurativo-ccnl-ania-una-piattaforma-di-rinnovo-deludente-che-guarda-alle-esigenze-delle-imprese-del-settore-assicurativo-e-poco-alle-lavoratrici-ed-ai-lavoratori-1824.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Non c'è nulla di più sbagliato a livello sindacale, quando si vanno a rinnovare i CCNL, di fare finta che nulla sia accaduto prima.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>È quello che purtroppo abbiamo riscontrato nella piattaforma per il rinnovo del CCNL ANIA che le Organizzazioni Sindacali firmatarie stanno presentando, in questi giorni, nelle assemblee del settore assicurativo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Innanzitutto, ricordiamo che il CCNL è scaduto il 31/12/2024 e il ritardo nella presentazione della piattaforma ha già generato una vacanza contrattuale di 10 mesi, come già avvenuto nel triennio 2020-22, che era stata compensata da un'erogazione una tantum di 2000 euro (di cui 600 euro in welfare) che nemmeno si era avvicinata a recuperare il reale potere d'acquisto delle retribuzioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel triennio di vigenza 2022-24 si ottenne un aumento di 200 euro lorde in 3 trance (di cui l'ultima erogata a dicembre 2024), per un recupero complessivo pari al 9%, a fronte di un’inflazione certificata pari a circa il 18% nel triennio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una perdita di potere d'acquisto certificata, che conferma l'inefficacia del modello contrattuale basato sull'IPCA NEI, depurato dei costi dell'energia importata, che in questi anni ha fatto la differenza nell'erosione del potere d'acquisto delle retribuzioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Esiste un altro indice per calcolare l'inflazione, il FOI (indice dei prezzi al consumo per i lavoratori dipendenti), con un paniere molto più vicino alla realtà, seguendo il quale la richiesta economica dovrebbe essere complessivamente superiore ai 330 euro richiesti, se si vuole realmente recuperare il potere d'acquisto reale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Di conseguenza, la richiesta di aumento di 330 euro in 3 anni, anche qualora lo si ottenesse per intero, non basterebbe a recuperare nemmeno minimamente quanto perso negli anni precedenti, in un contesto di aumento considerevole della redditività e dell'utile netto delle imprese del settore negli ultimi anni, di cui il Gruppo Unipol ne è un esempio lampante. Insignificante la richiesta di riduzione d'orario di 1 ora su base settimanale, senza nemmeno indicare la parità di salario, a maggior ragione con il ricorso sempre più massiccio all'IA nei processi produttivi aziendali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non si tratta di una riduzione d'orario di lavoro in realtà, ma di un'articolazione dell'orario che non porta alcun beneficio reale alla conciliazione del tempo di lavoro e tempo di vita, a differenza di una proposta che vada nella direzione delle 32 ore a parità di salario su base settimanale, che porterebbe benefici anche in termini di produttività e calo dell'assenteismo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lodevoli sicuramente le richieste di introdurre miglioramenti sul tema dei diritti civili o nel caso della Polizza Nat. Insufficienti le proposte per migliorare la condizione nei Contact Center. Ma vengono elusi temi cruciali quali:</p>
<p>- rivisitazione degli inquadramenti con le dovute integrazioni dei profili e dei percorsi di crescita (stante l’evoluzione del settore assicurativo);</p>
<p>- contrasto alle diverse esternalizzazioni già esistenti nel settore assicurativo e garanzie di mantenimento/estensione della forza lavoro addetta al settore;</p>
<p>- esigibilità dello strumento Smart Working, demandato alla sola contrattazione di secondo livello che nel Gruppo Unipol si traduce nella decisione aziendale di mancata possibilità di utilizzo;</p>
<p>- contrasto della precarietà del lavoro, con misure già presenti nel CCNL largamente insufficienti e a fronte delle novità peggiorative del quadro normativo introdotte dal governo Meloni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una piattaforma in sostanza insufficiente per invertire il paradigma nel settore, tutta interna alla logica chiusa delle relazioni sindacali che ha come scopo quello di salvaguardare rendite di posizione, consolidate negli anni, a scapito degli interessi delle lavoratrici ed i lavoratori, che meriterebbero molta più attenzione, in quanto rappresentano la vera colonna portante del settore assicurativo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Lavoro Privato-Settore Assicurativo</p>
<p>RSA USB GRUPPO UNIPOL</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sat, 25 Oct 2025 16:02:00 +0200</pubDate>
                        <title>Rinnovo CCNL 2024/2026 Autoferrotranvieri: un accordo frettoloso per fermare la protesta dei lavoratori</title>
                        <link>
                        	
                        			
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">L’Unione Sindacale di Base Lavoro Privato denuncia con forza il carattere puramente politico e strumentale del rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro Autoferrotranvieri 2024-2026, siglato in tutta fretta da governo, associazioni datoriali (Asstra, Anav, Agens) e dai sindacati confederali CGIL, CISL, UIL, UGL e FAISA, <strong>con l’unico obiettivo di disinnescare lo sciopero nazionale indetto da USB L.P., proclamato per la giornata del 13 dicembre 2024, in quanto rifletteva il forte malcontento dei lavoratori del trasporto pubblico locale.</strong></p>
<p class="text-justify"><strong>Dietro la propaganda di un “accordo storico” si nasconde una realtà ben diversa: coperture economiche insufficienti, promesse non mantenute e un contratto che rischia di pesare ancora di più sui lavoratori.</strong></p>
<p class="text-justify">Lo ammettono le stesse controparti datoriali: in una lettera inviata il <strong>22 ottobre 2025</strong> ai ministri Salvini, Rixi e Giorgetti, Agens, Anav e Asstra hanno dichiarato che <strong><em>«la copertura prevista si discosta significativamente dal costo complessivo del rinnovo del contratto»,</em></strong> evidenziando un gap che <strong>«non è assorbibile dal sistema produttivo del settore»</strong>.</p>
<p class="text-justify">Nonostante la consapevolezza dell’inaffidabilità degli impegni presi dal Ministro Salvini e dal Governo tutto, si è scelto di sottoscrivere un contratto privo delle necessarie garanzie finanziarie lasciando l’intera categoria di un servizio pubblico essenziale, come quello del trasporto pubblico locale, in una situazione di perenne incertezza.</p>
<p class="text-justify">Il governo, dal canto suo, ha dirottato le maggiori entrate derivanti dall’allineamento delle accise sul Fondo per la delega fiscale, sottraendo risorse destinate a coprire i costi del rinnovo contrattuale.</p>
<p class="text-justify"><strong>Il risultato è un contratto che, a fronte di un fabbisogno stimato in 270 milioni per il 2025, 370 per il 2026 e oltre 500 milioni annui dal 2027, dispone di coperture tra gli 80 e i 180 milioni.</strong></p>
<p class="text-center"><strong>Una differenza abissale</strong></p>
<p class="text-center"><strong>che renderà impossibile qualsiasi reale miglioramento salariale o normativo.</strong></p>
<p class="text-justify">Torniamo oggi con forza a denunciare la complicità delle sigle sindacali che ancora una volta hanno preferito firmare <strong>un accordo vuoto</strong> pur di mantenere un ruolo politico nei tavoli negoziali, tradendo gli interessi di oltre 110.000 lavoratori del trasporto pubblico locale, <strong>i cui salari e diritti restano fermi da anni.</strong></p>
<p class="text-justify">Un’operazione che nulla ha a che vedere con la tutela del lavoro, ma molto con la gestione del consenso e la volontà di spegnere sul nascere la vasta mobilitazione sostenuta da USB lavoro Privato.</p>
<p class="text-justify">Il rinnovo del CCNL non può ridursi a un atto formale o a un esercizio di equilibrio nei conti pubblici:&nbsp;<strong>deve essere un contratto reale, pienamente finanziato, costruito dal basso attraverso la partecipazione diretta dei lavoratori e non con accordi di vertice siglati nelle stanze del potere.</strong></p>
<p class="text-justify"><strong>È necessario rilanciare la mobilitazione del settore affinché venga riconosciuto finalmente il valore sociale, economico e umano del lavoro svolto ogni giorno da chi garantisce il diritto alla mobilità pubblica.</strong></p>
<p class="text-justify">Questi i presupposti con i quali il Coordinamento<strong> Nazionale, USB Lavoro Privato settore TPL</strong>, nel confermare la propria contrarietà alla<strong> “farsa” di questo rinnovo contrattuale,</strong> convoca per il giorno;</p>
<p class="text-center"><strong>martedì 18 novembre 2025</strong></p>
<p class="text-center"><strong>un’assemblea nazionale dei delegati e degli iscritti presso la sede Nazionale di Roma;</strong></p>
<p class="text-justify">un appuntamento di organizzazione del settore ma anche di analisi della delicata fase di <strong>“economia di guerra” </strong>imposta nel paese per la quale la nostra O.S. ha lanciato una specifica piattaforma ed uno <strong>sciopero generale per la giornata del 28 novembre 2025.</strong></p>
<p class="text-justify"><strong>Una piattaforma e una mobilitazione di sciopero generale, che contrappone la questione salariale e sociale ai piani guerrafondai del Governo ponendo con forza l’esigenza di garantire l’adeguato potere d’acquisto delle retribuzioni.</strong></p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><em>Coordinamento Nazionale USB Lavoro Privato, settore TPL</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 15 Oct 2025 18:41:09 +0200</pubDate>
                        <title>Busitalia Umbria: basta penalizzare la generalità dei lavoratori “per curare gli orticelli sindacali”</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Da anni siamo costretti a denunciare la società Busitalia Umbria presso gli organi competenti a seguito del mancato rispetto, dell’orario massimo giornaliero e per mancati riposi; un comportamento decisamente illegittimo che si manifesta in particolar modo per i lavoratori dei servizi extraurbani dell’intera regione.&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Già dai primi di settembre, durante la riunione del bacino 3, venne portata avanti dalla CGIL la necessità di regolarizzare la media dell’orario lavorativo nel deposito di Piediluco caricando un turno in più sull’urbano di Terni.</p>
<p class="text-justify"><strong>La nostra posizione in merito, durante la stessa riunione, fu subito favorevole, pur sottolineando la necessità di dover intervenire nelle stesse modalità anche per gli altri depositi extraurbani dell’intera regione, tenendo conto che tutti i depositi risultano lavorare sopra la medialavorativa.</strong></p>
<p class="text-justify">Questa situazione, tutt’oggi, sta facendo i conti con la completa indifferenza di tutte le sigle sindacali che appaiano, invece, molto impegnate a trattative private con l’azienda senza nulla condividere con le RSU; una modalità del “fare sindacato” che conferma che, per queste OO.SS., esistono lavoratori di serie A e lavoratori di serie B, oppure, o meglio dire, lavoratori con la tessera giusta e lavoratori con la tessera sbagliata.</p>
<p class="text-justify"><strong>USB Lavoro Privato rifiuta e denuncia questo ennesimo comportamento che penalizza la generalità dei lavoratori e che mira a curare il “proprio orticello” se pur riportando miseri risultati per i propri iscritti.</strong></p>
<p class="text-justify">Chiediamo che quanto fatto nel deposito di Piediluco, sia immediatamente operativo in tutti i depositi extraurbani dell’Umbria; vogliamo che le medie turni siano riportate ai 390 minuti di lavoro in modo che si possano aumentare i turni negli urbani principali migliorando le condizioni di lavoro di tutti gli operatori di esercizio.</p>
<p class="text-justify">Inoltre riteniamo indispensabile rilanciare quanto discusso in sede di RSU ormai da anni, ovvero la necessità di modificare l’organizzazione del lavoro nei turni urbani principali, Perugia, Terni, Foligno e Spoleto; i turni di verifica devono tornare ad essere misti, <strong><em>(guida</em></strong><em>-<strong>verifica…i famosi turni di minor aggravio e/o per ricaduta)</strong></em> permettendo ai lavoratori anziani <strong><em>(parametri 175 /183)</em></strong> di spezzare il loro turno di guida ottenendo anche il miglioramento di tutti i turni degli urbani principali.</p>
<p class="text-justify"><strong>Una proposta a costo zero per l’azienda, che spezzerebbe l’attuale sistema clientelare attorno alle verifiche ma, soprattutto, riuscendo finalmente a sgravare il lavoro a chi da decenni è in prima linea.</strong></p>
<p class="text-center"><strong>Su questi obbiettivi, USB Lavoro Privato al fianco dei lavoratori, non farà un solo passo indietro!</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Lavoro Privato,&nbsp;<em>Federazione Regionale Umbria </em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <guid isPermaLink="false">news-153559</guid>
                        <pubDate>Fri, 26 Sep 2025 18:07:53 +0200</pubDate>
                        <title>Autoferrotranvieri per Gaza</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://lavoroprivato.usb.it/leggi-notizia/autoferrotranvieri-per-gaza-1814-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-center">&nbsp;</p>
<p class="text-center"><strong><em>Verso la manifestazione nazionale del 4 ottobre&nbsp;</em></strong><strong><em>a Roma</em></strong></p>
<p class="text-center"><strong><em>Porta San Paolo ore 14:30</em></strong></p>
<p class="text-justify">Israele continua imperterrito a compiere il genocidio del popolo palestinese con una brutalità inverosimile non rinunciando ad attaccare impunemente la missione umanitaria in acque internazionali della Global Sumud Fotillia in spregio ad ogni norma.</p>
<p class="text-justify">Dopo l’enorme riuscita dello sciopero generale di lunedì 22 settembre, per il quale hanno risposto in tantissimi paralizzando il Paese alla parola d’ordine <strong>“blocchiamo tutto”, </strong>Israele ha portato a termine il suo nuovo attacco con l’obiettivo di bloccare la fotilla; alcune imbarcazioni sono state danneggiate e l’obiettivo era compromettere la missione umanitaria, inoltre le imbarcazioni battevano bandiera italiana, inglese e polacca, quindi si tratta di fatto di un atto di guerra in piena regola anche nei confronti del nostro Paese.</p>
<p class="text-justify"><strong>Se la situazione dovesse precipitare, proclameremo un nuovo sciopero generale e questa volta lo faremo senza preavviso anche nei servizi pubblici essenziali;</strong> Governo ed istituzioni sono formalmente informate, compresa la Commissione di Garanzia.&nbsp;&nbsp;</p>
<p class="text-center"><strong>La parola d’ordine Blocchiamo tutto è sempre più una necessità; tornerà a propagarsi in tutto il Paese.</strong></p>
<p class="text-justify">Anche altre OO.SS. dormienti sembrano scuotersi dal loro torpore. Dopo la partecipazione di massa alla mobilitazione del 22 settembre proclamata dall’Unione Sindacale di Base che ha saputo interpretare con lungimiranza il pensiero e lo stato d’animo dei cittadini, degli studenti, delle lavoratrici e lavoratori tutti difronte al genocidio del popolo palestinese, dopo che l'intervento della segretaria confederale Lara Ghiglione è stato accolto da forti fischi e interrotto più volte dai cori dei manifestanti a Montecitorio<em>, in solidarietà con la popolazione di Gaza convocata dopo l'attacco subito nella notte dalla flotilla,</em> anche la CGIL sembra assumersi l’impegno di uno sciopero generale senza preavviso nel caso che la Global Sumud Fotilla venisse bloccata <em>(meglio tardi che mai!).</em></p>
<p class="text-center"><strong>Intanto USB ha Proclamato lo stato di agitazione permanente e l’occupazione di cento piazz</strong><strong>e per Gaza.</strong></p>
<p class="text-justify">A partire da oggi venerdì 26 settembre accampamenti permanenti in ogni città nelle grandi piazze; a Roma piazza dei Cinquecento, da dove è partito lo sciopero generale, a Genova nei pressi del valico 3, dove sono stati raccolti gli aiuti; Ogni territorio individuerà la sua piazza.</p>
<p class="text-center"><strong>FAREMO DELL'ITALIA UNA GRANDE PIAZZA PER LA PALESTINA&nbsp;</strong></p>
<p><strong><em>Per tutte e tutti, appuntamento alla manifestazione nazionale&nbsp;</em></strong><strong><em>4 ottobre a Roma- Porta San Paolo ore 14:30</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em><a href="https://www.gofundme.com/f/cassa-di-resistenza-dei-lavoratori-contro-il-massacro-a-gaza" target="_blank" rel="noreferrer">*Sostieni la cassa di resistenza dei lavoratori contro il genocidio – leggi qui-</a></em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>USB Lavoro Privato, Coordinamento Nazionale settore TPL</em></p>
<p><em>Roma 26 settembre 2025</em></p>]]></content:encoded>
			
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			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-153511</guid>
                        <pubDate>Tue, 23 Sep 2025 11:05:07 +0200</pubDate>
                        <title>Gaza chiama! La società civile tutta risponde. Insieme ad USB milioni nelle piazze per la Palestina; circa 2000 a Perugia </title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://lavoroprivato.usb.it/leggi-notizia/gaza-chiama-la-societa-civile-tutta-risponde-insieme-ad-usb-milioni-nelle-piazze-per-la-palestina-circa-2000-a-perugia-1111-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><strong>Nella sola città di Perugia,&nbsp;circa duemila tra cittadini, studenti, lavoratrici e lavoratori si sono identificati nel grido “BLOCCHIAMO TUTTO”.</strong></p>
<p class="text-justify">La spinta dei portuali di Genova, le mobilitazioni in tutti i porti, negli aeroporti e nelle ferrovie del paese per impedire il traffico delle armi verso lo stato genocida di Israele, l’impegno quotidiano degli studenti, dalle medie alle università, ha visto rilanciare ed amplificare &nbsp;la proclamazione dello sciopero generale dell’Unione Sindacale di Base, portando in piazza milioni di lavoratori e cittadini con le parole d’ordine <strong>“Blocchiamo tutto” e tutto il paese, ieri 22 settembre 2025, si è bloccato.</strong></p>
<p class="text-justify">Perugia non è rimasta in silenzio; la piazza di Fontivegge chiamata dagli studenti di Cambiare rotta ed OSA al fianco di USB, ha visto affluire da tutta l’Umbria migliaia di cittadini e lavoratori tanto da non contenere il presidio; gli studenti hanno poi scelto di raggiungere il deposito di Busitalia in via Cortonese bloccando le uscite degli autobus, tenendo conto che in Umbria, per la famosa legge antisciopero 146/90, il Trasporto Pubblico Locale non poteva aderire allo sciopero.</p>
<p class="text-justify">Una grande giornata che per tutte le realtà presenti nella piazza è solo un inizio; già da domani sono aperti i confronti nei coordinamenti e comitati per non fare un solo passo indietro e tornare con azioni di lotta a sostenere il popolo palestinese, per isolare e fermare Israele, per costringere il governo Meloni a smetterla di foraggiare di armi e munizioni l’esercito israeliano.</p>
<p class="text-center"><strong>TORNEREMO A BLOCCARE TUTTO</strong></p>
<p class="text-center"><strong>NON USCIRA’ UN CHIODO!</strong></p>
<p class="text-center">&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><em>USB Lavoro Privato, Federazione Regione Umbria</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 08 Sep 2025 15:34:25 +0200</pubDate>
                        <title>Il genocidio del popolo palestinese  va fermato immediatamente! Se bloccano la fotilla, blocchiamo tutto.</title>
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		                        		https://lavoroprivato.usb.it/leggi-notizia/il-genocidio-del-popolo-palestinese-va-fermato-immediatamente-1538-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Il Coordinamento Nazionale USB Lavoro Privato, settore Trasporto Pubblico Locale, raccoglie e rilancia l’ampia mobilitazione al fianco del popolo palestinese e il pieno sostegno ai partecipanti alla Global Sumud Flotilla; una missione marittima che ha mobilitato oltre 300 persone e 50 navi provenienti da 44 nazioni.</p>
<p class="text-justify">A partire dal porto di Genova, si è prodotta in questi giorni una corsa entusiasmante di solidarietà con il popolo palestinese, tantissima gente ha sentito la necessità di dare il proprio contributo e lo ha fatto stringendosi attorno ai portuali di Genova con grande umanità e speranza.</p>
<p class="text-justify">Negli ultimi anni, è stata avviata una rete di collegamento tra i lavoratori portuali di vari paesi, non solo del Mediterraneo, per creare un Coordinamento internazionale concentrato<strong> </strong>sulla solidarietà e sull'internazionalismo, affrontando la problematica della privatizzazione delle banchine, <strong>che ha ridotto i diritti dei lavoratori e facilitato l'uso dei porti per il traffico di armi; </strong>un impegno, quello di bloccare il traffico di armi verso Israele e tutti i teatri di guerra, praticato anche dai delegati e lavoratori dell’Unione Sindacale di Base della logistica, del trasporto ferroviario ed aereo che puntualmente si sono mobilitati pur minacciati di licenziamento e/o provvedimenti disciplinari.<strong> &nbsp;</strong>&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Dai porti agli aeroporti, dalle ferrovie alla logistica, dalla ricerca alla scuola sono migliaia i lavoratori e lavoratrici chiamati a farsi complici delle azioni militari e della logica di guerra: dal carico e scarico e trasporto di armamenti fino al coinvolgimento sempre maggiore in ricerche legate a progetti di guerra e aggressione.</p>
<p class="text-justify">Un importante incontro si terrà a Genova il 26 e 27 settembre, con delegazioni provenienti da molti paesi, come Germania e Svezia; l'obiettivo principale sarà organizzare una mobilitazione internazionale contro la guerra, seguendo lo slogan <strong>“non lavoro per la guerra”.</strong></p>
<p class="text-justify"><strong>Una mobilitazione ampia che trasmette un messaggio di grande importanza:</strong> <strong>i lavoratori hanno la capacità di opporsi in modo efficace alla guerra e possono farlo ancora più efficacemente unendosi a livello internazionale.</strong></p>
<p class="text-justify">In questo quadro dove i governi impongono una economia di guerra fregandosene dei servizi pubblici essenziali, salari e stato sociale, gli autoferrotranvieri non rimangono a guardare; è inequivocabile e determinato il rifiuto dei lavoratori di sostenere il costo della crisi e delle guerre volute dalla classe dirigente, non accetteranno di pagare le conseguenze della crisi economica, né diventeranno vittime nelle guerre combattute per i profitti delle grandi aziende.</p>
<p class="text-justify"><strong>I lavoratori autoferrotranvieri sono solidali con la&nbsp;</strong><strong>Global Sumud Flotilla;</strong></p>
<p class="text-center"><strong>SE BLOCCANO LA FLOTILLA</strong></p>
<p class="text-center"><strong>BLOCCHIAMO TUTTO</strong></p>
<p class="text-center">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p><em>Coordinamento Nazionale USB Lavoro Privato, settore TPL</em></p>
<p><em>Roma, 08 settembre 2025</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 13 Aug 2025 17:23:13 +0200</pubDate>
                        <title>Campania TPL: la società Romeo Gestioni S.p.A,. in modo strumentale, aggredisce le libertà sindacali dei lavoratori.  </title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://lavoroprivato.usb.it/leggi-notizia/campania-tpl-la-societa-romeo-gestioni-spa-in-modo-strumentale-aggredisce-le-liberta-sindacali-dei-lavoratori-1730-1.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Da ieri la Romeo Gestioni S.p.A., invece di occuparsi dei servizi che dovrebbe garantire, ha pensato bene di spedire email ai lavoratori di Napoli e provincia – iscritti e non alla USB – per comunicare la sospensione dei contributi e dei permessi sindacali dovuti alla nostra organizzazione a Roma.</p>
<p class="text-justify">Una decisione “giustificata” richiamando la Delibera del 6 agosto 2025, della Commissione di Garanzia sugli Scioperi, relativa ad una vertenza romana per la quale i lavoratori della società Romeo Gestioni S.p.A. non c’entrano nulla.</p>
<p class="text-justify"><strong>Perché il Direttore Operativo Pasquale Tatarella coinvolge lavoratori campani in una disputa romana? </strong></p>
<p class="text-justify"><strong>A dar manforte all’azienda è la UIL Trasporti Campania, attraverso un comunicato sottoscritto da Federico Mancini e Giuseppe Mancini nel quale si afferma “La Commissione di Garanzia sugli Scioperi ha sanzionato l’USB Lavoro Privato per uno sciopero nel settore pulizie/multiservizi effettuato senza il rispetto delle regole di legge”.</strong></p>
<p class="text-center"><strong>NULLA DI PIU FALSO!</strong></p>
<p class="text-justify">È l’ennesima, squallida, intimidazione contro chi, in Campania, con la USB Lavoro Privato, ha già strappato vittorie importanti; non è la prima volta che questa azienda, spesso citata nelle cronache per vicende poco edificanti, si fa notare per attacchi ai lavoratori piuttosto che per la qualità dei servizi.</p>
<p class="text-justify">Parlano chiaro, <strong>proprio nella città di Napoli</strong>, le sconfitte della “Romeo Gestioni S.p.A.” sia davanti all’Ispettorato del lavoro che ai tribunali dove le condotte antisindacali emergono punto per punto.</p>
<p class="text-justify">Invitiamo i lavoratori a non cadere nelle provocazioni; la Commissione potrà anche avere posizioni sempre più restrittive sullo sciopero, altre OO.SS. potranno vestirsi di giallo o di ciò che vogliono pur di screditare l’Unione Sindacale di Base Lavoro Privato, ma noi continueremo a batterci.</p>
<p class="text-justify">La società Romeo Gestioni S.p.A è consapevole che con l’inizio della nuova stagione, il conflitto sindacale si allargherà a tutti i suoi cantieri; e non saranno le innumerevoli tentativi di intimidazione a fermare la giusta mobilitazione delle lavoratrici e lavoratori.</p>
<p class="text-justify">Come più volte abbiamo affermato, per questa Organizzazione Sindacale, l’unica forma di lotta resta lo sciopero che, se pur a &quot;malincuore”, è sempre stato proclamato nel rispetto delle normative e leggi applicate al settore che ricordiamo essere le più restrittive e repressive d’Europa.</p>
<p class="text-justify"><strong>È per questo motivo che nel mese di settembre, come Organizzazione Sindacale, saremo sotto le finestre degli uffici della “<em>Commissione Antisciopero”</em> a Roma per protestare contro le continue azioni repressive e illegittime che oltre a fare i conti con le opportune sedi legali dovranno confrontarsi con tutte le lavoratrici e lavoratori ai quali si tenta continuamente di privare il loro sacrosanto esercizio del diritto di sciopero.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>USB Lavoro Privato, Federazione Regionale Campania</em></p>
<p><em>Napoli, 13 agosto 2025</em></p>]]></content:encoded>
			
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			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-153209</guid>
                        <pubDate>Fri, 08 Aug 2025 17:31:13 +0200</pubDate>
                        <title>La Commissione di Garanzia colpisce illegittimamente i sindacati del settore  trasporti di Napoli</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://lavoroprivato.usb.it/leggi-notizia/la-commissione-di-garanzia-colpisce-illegittimamente-i-sindacati-del-settore-trasporti-di-napoli-1746-1.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Per fare massima chiarezza, evidenziamo che USB Lavoro Privato aveva proclamato regolarmente uno sciopero per la giornata di domenica 30 marzo 2025, raggiungendo adesioni altissime tra il personale interessato, come seconda azione di una vertenza già avviata con un precedente sciopero di 4 ore.</p>
<p class="text-center"><strong>Le nostre richieste erano chiare e legittime tanto quanto la mobilitazione di sciopero</strong></p>
<p class="text-justify">1. pieno riconoscimento del rinnovo contrattuale per i lavoratori che, a seguito di selezioni interne, siano stati assegnati a mansioni con parametri più bassi di quelli precedentemente rivestiti;</p>
<p class="text-justify">2. potenziamento delle misure di prevenzione contro le aggressioni al personale;</p>
<p class="text-justify">3. miglioramento degli ambienti e delle condizioni di lavoro.</p>
<p class="text-justify"><strong>Se nei precedenti giorni ci sono stati presunti comportamenti illegittimi da parte di singoli lavoratori, questi vanno accertati dagli organi preposti e non certo dalla Commissione di Garanzia, che non ha né il ruolo né la competenza per giudicarli.</strong><br /> Per questa Organizzazione Sindacale, l’unica forma di lotta resta lo sciopero che, se pur a &quot;malincuore&quot;,&nbsp; proclamato nel rispetto delle normative di legge applicate al settore, <strong>che ricordiamo essere le più restrittive e repressive d’Europa in termini di preavviso, franchigie e durata.</strong></p>
<p class="text-center"><strong>È inaccettabile che si criminalizzi la difesa della salute e della dignità dei lavoratori, attribuendo ai sindacati responsabilità per assenze individuali e legittime.<br /> Questo provvedimento è ingiusto e pericoloso: mira a intimidire chi lotta e a limitare il diritto di sciopero sancito dalla Costituzione.</strong></p>
<p class="text-justify">USB si opporrà in tutte le sedi a questa sanzione e continuerà a battersi per i diritti di chi lavora e per un trasporto pubblico sicuro e di qualità per tutti.</p>
<p class="text-justify"><em>Coordinamento Nazionale, USB Lavoro Privato settore&nbsp; TPL</em></p>]]></content:encoded>
			
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			</item>
                
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                        <pubDate>Fri, 08 Aug 2025 09:34:51 +0200</pubDate>
                        <title>AVIO: Licenziato delegato USB, un episodio di evidente repressione sindacale</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://lavoroprivato.usb.it/leggi-notizia/avio-licenziato-delegato-usb-un-episodio-di-evidente-repressione-sindacale-0938-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Giovedì 7 agosto, AVIO ha licenziato Alessandro, un delegato USB da poco eletto RSU: un episodio di evidente repressione sindacale.</p>
<p>Il provvedimento ha fatto seguito a un’accesa discussione nata all’interno dell’RSU, quando l’USB ha espresso la necessità di convocare un’assemblea dei lavoratori - dopo anni in cui sono state pressoché assenti nello stabilimento - proposta che ha trovato l’opposizione strenua della componente CGIL della RSU, del tutto contraria all’utilizzo dei più essenziali strumenti di democrazia sul luogo di lavoro.</p>
<p>Stessa componente che, chiamata dall’azienda a riportare quanto accaduto durante la riunione, ha reso dichiarazioni a nostro avviso “gonfiate” con il preciso intento di sabotare con ogni mezzo l’azione di USB, un regalo all’azienda che non aspettava altro che un pretesto per portare avanti il proprio attacco intimidatorio e divisivo, che mira a scardinare i principi stessi della rappresentanza e della dialettica sindacale, e che va respinto con forza.</p>
<p>Il licenziamento di Alessandro arriva dopo il risultato ottenuto alle ultime elezioni RSU, in cui l'USB ha conquistato 5 delegati, tra cui 1 RLS e il successo dei due ultimi scioperi che hanno bloccato la produzione.</p>
<p>La RSU USB è evidentemente una presenza scomoda per chi, per anni, ha gestito indisturbato lo stabilimento e non deve essere considerato un caso che questo licenziamento arrivi nel pieno di una fase in cui USB ha sollevato e denunciato pubblicamente numerose criticità legate al salario, alla sicurezza, alle condizioni igienico-sanitarie e alla gestione degli ambienti di lavoro.</p>
<p>Criticità che hanno portato alle verifiche e ai controlli da parte dell’ASL, che sono oggi in corso presso l’impianto.</p>
<p>Se i dirigenti AVIO, con questo licenziamento, sperano di fermare le rivendicazioni dei lavoratori, si sbagliano di grosso.</p>
<p>Non a caso hanno aspettato agosto, con i reparti vuoti per ferie, per comminare il provvedimento più duro e ingiusto nei confronti di Alessandro, un segnale rivolto a tutti i lavoratori: &quot;non alzate la testa&quot;.</p>
<p>Siamo convinti che il licenziamento non abbia fondamento e che sia pretestuoso.</p>
<p>Pertanto, non accetteremo silenziosamente questo attacco alla democrazia sindacale e ai diritti fondamentali dei lavoratori.</p>
<p>USB continuerà a difendere con determinazione il delegato colpito in tutte le sedi legali, a mobilitare i lavoratori alla ripresa delle attività e a informare l’opinione pubblica e le istituzioni.</p>
<p>Questa ingiustizia non deve passare. TOCCA UNO, TOCCA TUTTI!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB - Coordinamento RSU Avio</p>
<p>USB – Coordinamento Lavoro Privato Categoria Operaia</p>
<p>USB – Coordinamento Frosinone</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sun, 27 Jul 2025 14:56:19 +0200</pubDate>
                        <title>Non lavoriamo per la guerra: il 5 agosto i portuali di Genova scioperano!</title>
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		                        		https://lavoroprivato.usb.it/leggi-notizia/non-lavoriamo-per-la-guerra-il-5-agosto-i-portuali-di-genova-scioperano-1459.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Genova si prepara a una giornata di sciopero contro la logistica di guerra. L’Unione Sindacale di Base Porto di Genova ha proclamato 24 ore di astensione dal lavoro per martedì 5 agosto 2025 al terminal PSA-GP, dopo aver ricevuto segnalazioni sul trasporto di materiale bellico all’interno di tre container della compagnia Evergreen, imbarcati sulla nave COSCO Pisces. La conferma è arrivata dai portuali del Pireo, in Grecia, nell’ambito di quella rete di solidarietà internazionale che da mesi si oppone al traffico di armi nei porti del Mediterraneo.</p>
<p>USB chiarisce che queste operazioni non rientrano tra i servizi essenziali tutelati dalla legge 146/1990, che garantisce solo le funzioni legate ai diritti fondamentali come salute, istruzione e comunicazione. Al contrario, la stessa normativa riconosce la legittimità dello sciopero quando è finalizzato a difendere l’ordine costituzionale e la sicurezza collettiva. Fermare la logistica di guerra non è quindi solo una scelta politica e morale, ma anche un diritto pienamente esercitabile.</p>
<p>La protesta si svolgerà a partire dalle ore 22:00 del 4 agosto fino alle 21:59 del giorno successivo, con un’astensione di otto ore consecutive per il personale amministrativo e turnista. Saranno comunque garantiti i servizi minimi previsti dal contratto e dalla legge. La proclamazione potrebbe subire variazioni in base alla programmazione della nave, ma il messaggio dei portuali è chiaro: non lavoreremo per la guerra.</p>
<p>Questa non è un’azione isolata. Negli ultimi mesi USB ha moltiplicato le iniziative per spezzare la catena logistica che alimenta conflitti e massacri. A giugno i lavoratori hanno incrociato le braccia all’aeroporto di Brescia Montichiari per bloccare un carico di armi, e a luglio il presidio davanti al Comune di Genova ha rilanciato la richiesta di dichiarare i porti liguri off limits per le spedizioni belliche. La mobilitazione è parte di un fronte internazionale che unisce i portuali di Francia, Grecia, Germania e Nord Africa: insieme, hanno già impedito il transito di navi e aerei carichi di armamenti destinati ai teatri di guerra.</p>
<p>La battaglia si combatte anche sul piano legale. Dopo che la Commissione di Garanzia ha tentato di limitare il diritto di sciopero, USB ha ribadito che considerare le armi un servizio essenziale è un’idea inaccettabile e contraria ai principi costituzionali. Da qui nasce la campagna “Il lavoro ripudia la guerra”, che rivendica un principio semplice: i porti italiani non devono diventare basi logistiche per i conflitti, ma restare luoghi al servizio delle comunità.</p>
<p>Lo sciopero del 5 agosto sarà un altro tassello di questa lotta e apre la strada a un obiettivo più ambizioso: l’assemblea internazionale dei portuali che si terrà a Genova il 25 settembre, preludio a un grande sciopero europeo previsto per l’autunno. “Non intendiamo essere complici della guerra – afferma USB –. Il porto è un bene comune, non una piattaforma militare”.</p>
<p><strong>Genova, 26 luglio 2025</strong></p>
<p><strong>Unione Sindacale di Base Porto di Genova</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sun, 27 Jul 2025 14:56:19 +0200</pubDate>
                        <title>Non lavoriamo per la guerra: il 5 agosto i portuali di Genova scioperano!</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Genova si prepara a una giornata di sciopero contro la logistica di guerra. L’Unione Sindacale di Base Porto di Genova ha proclamato 24 ore di astensione dal lavoro per martedì 5 agosto 2025 al terminal PSA-GP, dopo aver ricevuto segnalazioni sul trasporto di materiale bellico all’interno di tre container della compagnia Evergreen, imbarcati sulla nave COSCO Pisces. La conferma è arrivata dai portuali del Pireo, in Grecia, nell’ambito di quella rete di solidarietà internazionale che da mesi si oppone al traffico di armi nei porti del Mediterraneo.</p>
<p>USB chiarisce che queste operazioni non rientrano tra i servizi essenziali tutelati dalla legge 146/1990, che garantisce solo le funzioni legate ai diritti fondamentali come salute, istruzione e comunicazione. Al contrario, la stessa normativa riconosce la legittimità dello sciopero quando è finalizzato a difendere l’ordine costituzionale e la sicurezza collettiva. Fermare la logistica di guerra non è quindi solo una scelta politica e morale, ma anche un diritto pienamente esercitabile.</p>
<p>La protesta si svolgerà a partire dalle ore 22:00 del 4 agosto fino alle 21:59 del giorno successivo, con un’astensione di otto ore consecutive per il personale amministrativo e turnista. Saranno comunque garantiti i servizi minimi previsti dal contratto e dalla legge. La proclamazione potrebbe subire variazioni in base alla programmazione della nave, ma il messaggio dei portuali è chiaro: non lavoreremo per la guerra.</p>
<p>Questa non è un’azione isolata. Negli ultimi mesi USB ha moltiplicato le iniziative per spezzare la catena logistica che alimenta conflitti e massacri. A giugno i lavoratori hanno incrociato le braccia all’aeroporto di Brescia Montichiari per bloccare un carico di armi, e a luglio il presidio davanti al Comune di Genova ha rilanciato la richiesta di dichiarare i porti liguri off limits per le spedizioni belliche. La mobilitazione è parte di un fronte internazionale che unisce i portuali di Francia, Grecia, Germania e Nord Africa: insieme, hanno già impedito il transito di navi e aerei carichi di armamenti destinati ai teatri di guerra.</p>
<p>La battaglia si combatte anche sul piano legale. Dopo che la Commissione di Garanzia ha tentato di limitare il diritto di sciopero, USB ha ribadito che considerare le armi un servizio essenziale è un’idea inaccettabile e contraria ai principi costituzionali. Da qui nasce la campagna “Il lavoro ripudia la guerra”, che rivendica un principio semplice: i porti italiani non devono diventare basi logistiche per i conflitti, ma restare luoghi al servizio delle comunità.</p>
<p>Lo sciopero del 5 agosto sarà un altro tassello di questa lotta e apre la strada a un obiettivo più ambizioso: l’assemblea internazionale dei portuali che si terrà a Genova il 25 settembre, preludio a un grande sciopero europeo previsto per l’autunno. “Non intendiamo essere complici della guerra – afferma USB –. Il porto è un bene comune, non una piattaforma militare”.</p>
<p><strong>Genova, 26 luglio 2025</strong></p>
<p><strong>Unione Sindacale di Base Porto di Genova</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 17 Jul 2025 14:09:07 +0200</pubDate>
                        <title>Busitalia Umbria: ancora una volta la minaccia di una precettazione; sciopero di 24 ore del 18 rinviato al giorno 26 luglio</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Nonostante una proclamazione fatta nel pieno rispetto delle leggi e norme e che la stessa commissione di garanzia non abbia avuto nulla da eccepire sulla proclamazione di 24 ore per la giornata del 18 luglio, il prefetto di Perugia a soli due giorni di distanza della mobilitazione, ha minacciato l'atto di precettazione al fine di salvaguardare il “tranquillo svolgersi” di Umbria Jazz.</p>
<p class="text-justify"><strong>Il tavolo di confronto con il Prefetto è stato vergognoso; da un lato CGIL e Faisa con la loro totale disponibilità alla rimodulazione dello sciopero, riducendolo a tre ore nella mattinata del 18, dall'altra il Prefetto che mirava a ridurre e/o ad impedire del tutto quello di 24 ore proclamato da USB Lavoro Privato.</strong></p>
<p class="text-justify">Sembrava passare inosservato il fatto che si stava consumando per l'ennesima volta, un atto illegittimo; infatti negli anni precedenti le iniziative di sciopero nel settore del TPL anche se concomitanti con “Umbria Jazz” non hanno mai messo in moto la macchina repressiva sull'esercizio del diritto di sciopero; una precettazione dal sapore amaro che tenta di sancire un'ulteriore regola non scritta che si ripresenterà ciclicamente negli anni a venire ignorando volutamente tutte le problematiche denunciate dalle lavoratrici e lavoratori del settore della regione Umbria.</p>
<p class="text-justify">È questo il contesto nel quale la nostra O.S. ha proposto lo spostamento dello sciopero alla giornata del 26 luglio uscendo dal vergognoso ed ipocrita impasse che mirava esclusivamente a vanificare la mobilitazione del settore oggi in balia di una privatizzazione che potrebbe lasciare il 49% del servizio nelle mani del mercato dei sub appalti, foraggiando il lavoro ulteriormente sottopagato e precario.&nbsp;</p>
<p class="text-center"><strong>Restituire ai lavoratori dignità e sicurezza,&nbsp;<br /> più servizi e certezze agli utenti nel trasporto pubblico locale.</strong></p>
<p class="text-center"><strong>Il 26 luglio 2025 sciopero di 24 ore in Busitalia Umbria</strong></p>
<p class="text-center"><strong>No alle gare d’appalto, subito affidamento in house dei servizi all’azienda pubblica regionale.</strong></p>
<p class="text-justify"><br /> USB Lavoro Privato, Federazione Regionale Umbria</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 09 Jul 2025 11:26:00 +0200</pubDate>
                        <title>Busitalia Umbria: Restituire ai lavoratori dignità e sicurezza, più servizi e certezze agli utenti del TPL. 18 luglio 2025 sciopero di 24 ore</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">In linea con quello che fecero nel 2015, regalando l’intero servizio umbro a Busitalia, pochi giorni fa i segretari di FILT-CGIL e FAISA- CISAL, appena fuori dalla prefettura di Perugia, annunciavano grandi azioni di lotta per <strong>rilanciare le gare d’appalto del TPL a lotto unico </strong>confermando il loro impegno di sostenere la <strong>privatizzazione del settore sperando che Busitalia possa uscirne vincitrice e lasciare il 49% del servizio nelle mani del mercato dei sub appalti, foraggiando il lavoro ulteriormente sottopagato e precario.&nbsp;</strong></p>
<p class="text-justify">Questi gli obbiettivi di CGIL e FAISA sui quali arrivano, senza provare vergogna, a proclamare 4 ore di sciopero cercando di elemosinare una adesione da parte dei lavoratori al solo fine di legittimare la loro scellerata posizione politica; uno sciopero di 4 ore articolato nella stessa giornata nella quale <strong>USB Lavoro Privato ha già proclamato uno sciopero di 24 ore con un obiettivo chiaro e determinato:</strong></p>
<p class="text-center"><strong>&nbsp;No alle gare d’appalto, subito affidamento in house dei servizi all’azienda pubblica regionale</strong></p>
<p class="text-justify">CGIL e FAISA ripiegano, praticamente, su uno sciopero “farlocco” tentando di appropriarsi della mobilitazione degli autoferrotranvieri della regione Umbria da sempre schierati contro la privatizzazione dei servizi pubblici essenziali. A testimoniarlo, le numerose iniziative di piazza e scioperi con adesioni di quasi la totalità degli addetti al settore.&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><strong>USB Lavoro Privato non fa un passo indietro;</strong> è necessario che i cittadini tornino ad essere protagonisti sulla gestione dei servizi pubblici essenziali riappropriandosi del denaro pubblico che la politica continua a deragliare verso i profitti delle varie aziende private sulla pelle dei lavoratori.</p>
<p class="text-center"><strong>Restituire ai lavoratori dignità e sicurezza,&nbsp;più servizi e certezze agli utenti nel trasporto pubblico locale.</strong></p>
<p class="text-center"><strong>Il 18 luglio 2025 sciopero di 24 ore in Busitalia Umbria<br /> Non permettiamo strumentalizzazione alcuna sulle parole d’ordine che i lavoratori hanno assunto con determinazione:<br /> No alle gare d’appalto, subito affidamento in house dei servizi all’azienda pubblica regionale</strong><br /> &nbsp;</p>
<p><em>USB Lavoro Privato, Ferazione Regionale Umbria</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 20 Jun 2025 15:09:38 +0200</pubDate>
                        <title>Grande ed importante adesione degli autoferrotranvieri allo sciopero generale del 20 giugno 2025</title>
                        <link>
                        	
                        			
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Un’adesione ampia e diffusa degli autoferrotranvieri alla mobilitazione dello sciopero generale di venerdì 20 giugno contro le enormi risorse destinate al riarmo sottratte ai salari, al reddito, ai diritti e ai servizi pubblici essenziali, contro l'atroce genocidio in Palestina che in questi giorni continua a mietere vittime in modo terrificante.</p>
<p class="text-justify"><strong>Una giornata di mobilitazione inevitabile: per fermare l'impoverimento del lavoro</strong>, rivendicare condizioni di lavoro migliori e più tutele per la salute, salvaguardare la centralità del servizio; visto il tentativo continuo di smantellare le tutele per i lavoratori della categoria, in particolare in materia di lavoro usurante con l’innalzamento dell’età per accedere alla pensione. Quello che andrebbe fatto, invece, è mettere in discussione il sistema degli appalti, che brucia miliardi a favore di padroni, cooperative e consorzi: un fenomeno che sta portando il sistema del trasporto pubblico locale al collasso, tramite la privatizzazione e la messa a profitto di un servizio essenziale.</p>
<p class="text-justify">Una giornata di mobilitazione che testimonia il rifiuto delle lavoratrici e lavoratori del TPL di farsi bendare gli occhi davanti alle barbarie del genocidio perpetrato dallo Stato di Israele nei confronti del popolo palestinese, degli spari sulla folla accalcata per accaparrarsi gli aiuti umanitari, alle continue aggressioni militari infrangendo ogni logica e legge umanitaria e di diritto internazionale.</p>
<p class="text-justify"><strong>Una giornata di mobilitazione che smaschera le barbarie del governo italiano che si rifiuta di assicurare la tenuta sociale del paese, attraverso salari dignitosi e servizi pubblici per tutti puntando, invece, sul vertiginoso aumento delle spese militari.</strong></p>
<p class="text-center"><strong>Questa la risposta degli autoferrotranvieri&nbsp;che si preparano ora alla grande manifestazione di domani 21 giugno che partirà dalle 14 da piazza Vittorio a Roma:</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Adesione sciopero settore tpl:</em></p>
<p>Bologna/Ferrara 80%</p>
<p>Puglia 70%</p>
<p>Umbria 60%</p>
<p>Treviso 65%</p>
<p>Roma 75%</p>
<p>Napoli&nbsp;&nbsp;metropolitana linea 1, &nbsp;funicolare di chiaia &nbsp;e di Montesanto servizio sospeso</p>
<p>Brescia Trasporti 70%</p>
<p>Livorno e provincia circa il 65%</p>
<p>Bolzano 40%</p>
<p>Molise 40%</p>
<p>Pesaro Urbino 20%</p>
<p>Provincia di Fermo 50%</p>
<p>ATC Capri 60%</p>
<p>Genova urbano 50% extraurbano 30%</p>
<p>Trento 40%</p>
<p>Cagliari 20</p>
<p>Torino 70%</p>
<p>SETA S.p.A. (Società Emiliana Trasporti Autofiloviari) 50%</p>
<p>Vicenza 50%</p>
<p>Padova 60%</p>
<p>Venezia navigazione e automobilistico 80%</p>
<p>APT Gorizia: Urbano Monfalcone 70% Urbano Gorizia 60% extraurbano 70%&nbsp;</p>
<p>Lombardia MOVIBUS e AUTOGUIDOVIE 50%</p>]]></content:encoded>
			
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                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-152702</guid>
                        <pubDate>Fri, 13 Jun 2025 10:49:50 +0200</pubDate>
                        <title>Gli autoferrotranvieri verso lo sciopero generale del prossimo 20 giugno e della manifestazione nazionale del 21. Contro le enormi risorse destinate al riarmo sottratte ai salari, al reddito, ai diritti e ai servizi pubblici essenziali</title>
                        <link>
                        	
                        			
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Per questo governo, per Cgil, Cisl, Uil, Faisa e UGL e per le associazioni datoriali i salari devono continuare a scendere, insieme ad essi i diritti così come le soglie della sicurezza del lavoro e del servizio reso ai cittadini lasciando ampio spazio alla precarietà, alla ricattabilità alle disuguaglianze sociali e territoriali.</p>
<p class="text-justify">La misera intesa economica per il settore, firmata in bianco, senza sapere quale sarà la contropartita della parte normativa tutta ancora da definire, <em>carichi di lavoro, organizzazione del lavoro, punte massime dei turni, turni a nastro, inidoneità alla mansione, malattia e tanto altro, </em>è la dimostrazione del completo smantellamento delle tutele e diritti per gli addetti al settore che a loro spese tentano ogni giorno di rispondere alle necessità dei cittadini.</p>
<p class="text-justify">Nonostante questo si continua ad aggredire l’esercizio del diritto di sciopero con il continuo inasprimento delle normative e delibere dell’CGSSE, spesso illegittime, al fine di rendere inefficace ogni mobilitazione anche attraverso lo strumentale utilizzo delle difficoltà quotidiane degli utenti; &nbsp;&nbsp;ma gli scioperi degli autoferrotranvieri non sono un atto di sfida verso i cittadini, bensì una manifestazione di indignazione verso una politica che, anno dopo anno, ha portato il settore in una condizione di grave difficoltà.</p><ul> 	<li class="text-justify"><strong>È necessario rimettere al centro le lavoratrici e lavoratori dei trasporti;</strong> restituire loro una reale e democratica rappresentanza sindacale ancora oggi monopolio dei firmatari di CCNL;</li> </ul><ul> 	<li class="text-justify"><strong>fermiamo l'impoverimento del lavoro</strong>, rivendichiamo condizioni di lavoro migliori e più tutelanti per la salute, lottiamo per salvaguardare la centralità del servizio, riprendiamoci lo spazio del dissenso;</li> 	<li class="text-justify"><strong>impediamo a chiunque di bendarci gi occhi</strong> e di non dare il giusto peso alle barbarie del genocidio perpetrato dallo Stato di Israele nei confronti del popolo palestinese e degli spari sulla folla accalcata per accaparrarsi gli aiuti umanitari;</li> 	<li class="text-justify"><strong>smascheriamo</strong> le barbarie di uno Stato che si rifiuta di assicurare la tenuta sociale del paese attraverso salari dignitosi e servizi pubblici per tutti puntando, invece, sul vertiginoso aumento delle spese militari.</li> </ul><p class="text-center"><strong>20 giugno 2025 sciopero generale di 24 ore</strong></p>
<p class="text-center"><strong>21 giugno 2025 manifestazione nazionale a Roma</strong></p>
<p class="text-center"><strong><em>ore 14:00 Piazza Vittorio</em></strong></p>
<p class="text-justify"><em>USB Lavoro Privato, Coordinamento Nazionale settore TPL</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sat, 07 Jun 2025 11:55:49 +0200</pubDate>
                        <title>Elezioni RSU presso START SPA di Ascoli Piceno. USB Lavoro Privato diventa il primo sindacato!</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Il sindacato USB Lavoro Privato esprime tutta la propria soddisfazione per l’eccellente risultato ottenuto alle elezioni per il rinnovo della RSU presso Start Spa di Ascoli Piceno esercente attività di Trasporto Pubblico Locale.</p>
<p class="text-justify"><strong>Con oltre il doppio dei voti ottenuti rispetto alla precedente tornata elettorale, USB Lavoro Privato ha stravolto i rapporti di forza tra le organizzazioni sindacali partecipanti.</strong></p>
<p class="text-justify">Sono stati eletti a componenti della RSU Conti Alessandro, Pica Nico e Carosi Roberto. Inoltre, il candidato che ha raccolto il maggior numero di preferenze è stato Conti Alessandro, sempre della lista USB Lavoro Privato, che andrà a ricoprire anche il ruolo di RLS.</p>
<p class="text-justify">Un risultato enorme, non affatto scontato, a dimostrazione di una costante crescita sia in termini di consensi, iscritti e delegati RSU legata anche al fatto che USB Lavoro Privato e la propria RSU hanno saputo dimostrare di saper esercitare il confronto ma anche la contrapposizione ed il conflitto, quando necessario.&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Il risultato ottenuto oggi conferma come i lavoratori sappiano riconoscere chi si adopera ogni giorno nell’esclusivo interesse di tutelare i diritti e migliorare le condizioni di lavoro di tutti i lavoratori che operano, peraltro, in un importante e strategico settore che, purtroppo, non viene più tutelato dalle politiche dei vari governi, dalle associazioni datoriali e dalle stesse aziende che continuano a minare la centralità dei Trasporti Pubblici e del ruolo degli autoferrotranvieri, anche alimentando bassi salari, sfruttamento e precarizzazione.</p>
<p class="text-justify">L’esito di questa tornata elettorale investe il sindacato ed i suoi delegati di una ancora maggiore responsabilità ma, certamente, la fiducia riposta in USB Lavoro Privato da parte dei lavoratori che hanno votato i suoi candidati, non può che dare nuova linfa e vigore all’attività sindacale.</p>
<p class="text-justify"><strong>Un ringraziamento va anche agli altri candidati non eletti ed a quanti si sono impegnati per il raggiungimento di questo eccellente risultato.</strong></p>
<p class="text-justify">Ai neoeletti RSU per la USB Lavoro Privato vanno le congratulazioni della Federazione Territoriale di Ascoli Piceno e Regionale Marche e dalla organizzazione tutta con l’augurio di buon lavoro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>USB Lavoro Privato, Federazione Regionale Marche</em></p>]]></content:encoded>
			
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