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            <title>Rss Feed lavoroprivato.usb.it</title>
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            <description>Le ultime notizie di lavoroprivato.usb.it</description>
            <language>it-it</language>
            
                <copyright>Unione Sindacale di Base</copyright>
            
            <pubDate>Thu, 09 Jul 2026 16:48:59 +0200</pubDate>
            <lastBuildDate>Thu, 09 Jul 2026 16:48:59 +0200</lastBuildDate>
            
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                        <pubDate>Wed, 08 Jul 2026 10:25:57 +0200</pubDate>
                        <title>Kappa FuturFestival: quando un&#039;ora di lavoro vale meno di una birra</title>
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                        <description>Torino Oggi del 7/7/2026 di Daniele Caponnetto</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi anni&nbsp;Torino&nbsp;ha costruito una parte importante della propria identità sulla capacità di ospitare grandi eventi internazionali. Concerti, festival e manifestazioni culturali richiamano centinaia di migliaia di persone e producono ricadute economiche che vengono giustamente celebrate da istituzioni e organizzatori. Il&nbsp;Kappa FuturFestival&nbsp;ne rappresenta uno degli esempi più significativi: oltre 125.000 partecipanti provenienti da 152 Paesi e decine di milioni di euro di impatto economico sul territorio. È un successo che appartiene alla città.</p>
<p>Dietro ogni palco, ogni ingresso, ogni area VIP e ogni servizio perfettamente funzionante esiste un esercito di lavoratrici e lavoratori di cui quasi nessuno parla. Hostess, steward, addetti all'accoglienza, operatori della sicurezza, personale logistico&nbsp;e dei servizi garantiscono che migliaia di persone possano vivere il festival in condizioni di ordine e sicurezza. Senza il loro lavoro nessun grande evento potrebbe svolgersi.</p>
<p>Eppure, sono proprio loro a rappresentare&nbsp;l'anello più debole dell'intera filiera.</p>
<p>Se l'annuncio di selezione pubblicato nei giorni precedenti al festival, che prevedeva una retribuzione di&nbsp;circa 6,50 euro lordi l'ora&nbsp;per hostess e steward, corrisponde alle condizioni effettivamente offerte, il problema non riguarda soltanto quella singola selezione. Riguarda un intero modello economico che continua a considerare il costo del lavoro come la principale voce sulla quale comprimere i margini.</p>
<p>Non è una questione di legalità. È una questione di dignità del lavoro.</p>
<p>I contratti collettivi applicati nei&nbsp;servizi di accoglienza, negli eventi, nella&nbsp;vigilanza privata&nbsp;e nei&nbsp;servizi fiduciari&nbsp;consentono&nbsp;oggi&nbsp;retribuzioni che, pur essendo formalmente legittime, risultano sempre più lontane dal costo reale della vita. È la fotografia della&nbsp;povertà contrattuale: contratti nazionali che esistono, ma che non garantiscono un salario dignitoso.</p>
<p>C'è però un'immagine che racconta questa realtà meglio di qualsiasi statistica.</p>
<p>All'interno del festival una birra Tuborg viene venduta a&nbsp;8 euro. Nello stesso evento, secondo l'annuncio di selezione, la paga prevista per hostess e steward era di&nbsp;6,50 euro lordi all'ora.</p>
<p><em>Questo significa che chi lavora per rendere possibile il festival, dopo un'ora di lavoro, non guadagna nemmeno quanto costa una birra venduta all'interno della manifestazione.</em></p>
<p>Questa è la rappresentazione del valore che&nbsp;oggi&nbsp;viene attribuito al lavoro.</p>
<p>Se una consumazione vale più di un'ora di lavoro di chi controlla gli accessi, gestisce migliaia di persone, fornisce assistenza al pubblico e contribuisce alla sicurezza dell'evento, significa che qualcosa nel modello di distribuzione della ricchezza non funziona.</p>
<p>Il problema nasce anche dalla struttura stessa degli&nbsp;appalti.</p>
<p>Chi organizza il festival affida numerosi servizi a società esterne. Queste, a loro volta, possono ricorrere ad altre imprese specializzate oppure ad&nbsp;agenzie di somministrazione&nbsp;per reperire il personale necessario. Così prende forma una lunga filiera composta da organizzatore, appaltatori, fornitori e intermediari.</p>
<p>Ogni passaggio trattiene una quota del valore economico prodotto. Ogni passaggio riduce il margine disponibile per chi, materialmente, svolge il lavoro.</p>
<p>Alla fine della catena resta il lavoratore: l'unico che garantisce concretamente il servizio, ma anche quello che percepisce la quota più bassa della ricchezza generata.</p>
<p>È un meccanismo che come USB denunciamo da anni nei grandi eventi, nella vigilanza privata, nei servizi fiduciari, nella logistica e in molti altri settori.</p>
<p>Più lunga diventa la catena degli&nbsp;appalti&nbsp;e delle&nbsp;esternalizzazioni, più il lavoro perde valore.</p>
<p>Il paradosso è evidente. Da una parte si celebrano eventi che producono decine di milioni di euro di ricadute economiche, attirano turismo internazionale e valorizzano il territorio.</p>
<p>Dall'altra continuano a esistere lavoratrici e lavoratori che, pur operando all'interno di eventi economicamente ricchissimi, percepiscono compensi che li collocano nella fascia dei&nbsp;lavoratori poveri.</p>
<p>Il successo di un grande evento non dovrebbe essere misurato soltanto dal numero dei biglietti venduti, dalle presenze internazionali o dall'impatto economico. Dovrebbe essere misurato anche dalla qualità del lavoro che lo rende possibile.</p>
<p>Chi organizza manifestazioni che generano ricchezza deve assumersi anche una responsabilità sociale, pretendendo condizioni economiche e contrattuali più dignitose lungo tutta la filiera.</p>
<p>Le istituzioni, quando sostengono o promuovono questi eventi, dovrebbero introdurre clausole sociali che impediscano una competizione costruita esclusivamente sul ribasso del costo del lavoro.</p>
<p>E’ altrettanto urgente aprire il confronto sul rinnovo dei contratti nazionali della vigilanza privata, dei servizi fiduciari e dei servizi di accoglienza, ormai incapaci di garantire retribuzioni adeguate al costo della vita. Le parti chiamate a discutere il rinnovo del CCNL sono giunte già al 7° incontro senza aver prodotto un vero avanzamento sulla negoziazione. Si discutono grandi temi, senza mai centrare gli obbiettivi: salario, orario di lavoro, tutela nei cambi d’appalto, sicurezza degli operatori.</p>
<p>Il vero successo di un festival non si misura soltanto dal numero di spettatori o dai milioni di euro prodotti. Si misura anche dal valore riconosciuto a chi quel successo lo costruisce ogni giorno con il proprio lavoro. E in un evento capace di generare decine di milioni di euro di ricchezza non può essere normale che un'ora di lavoro valga meno di una birra.</p>
<p><strong>Torino, 7/7/2026, fonte: Daniele Caponnetto, Torino Oggi</strong></p>
<p><br /> USB Unione Sindacale di Base - Lavoro Privato<br /> Vigilanza Privata e Servizi di Sicurezza</p>
<p>Torino&nbsp;Oggi&nbsp;del&nbsp;7/7/2026&nbsp;di Daniele Caponnetto</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 06 Jul 2026 11:34:25 +0200</pubDate>
                        <title>CERCASI SCHIAVI - Per servizi educativi, di assistenza e cura </title>
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		                        		https://lavoroprivato.usb.it/leggi-notizia/cercasi-schiavi-per-servizi-educativi-di-assistenza-e-cura-1135.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Con la chiusura delle scuole migliaia di educatrici ed educatori, OEPAC e ASACOM, che ogni giorno garantiscono il diritto allo studio degli alunni con disabilità vengono abbandonati a causa del part time ciclico verticale: un contratto che resta in piedi, ma senza stipendio e senza alcuna tutela economica.</p>
<p>Su questa condizione di ricatto sociale prosperano associazioni, cooperative ed enti del terzo settore che, consapevoli della disperazione di questi lavoratori, propongono nei centri estivi e nei servizi diurni paghe da fame, finte partite IVA, false collaborazioni e, nei casi più gravi, lavoro nero.</p>
<p>Uno sfruttamento indegno di un Paese civile, ignorato da Governo, Regioni e Comuni, nonostante le ripetute denunce di USB. È necessario intervenire subito con misure strutturali: ammortizzatori sociali e percorsi di formazione-lavoro retribuiti per garantire continuità di reddito e dignità a chi svolge un lavoro essenziale.</p>
<p>Non si può continuare a chiedere cura, professionalità e responsabilità a chi viene trattato come manodopera usa e getta.</p>
<p>ORGANIZZIAMOCI PER DIFENDERE LAVORO E DIGNITÀ</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 25 Jun 2026 10:07:10 +0200</pubDate>
                        <title>CRISI DEL CINEMA IN PUGLIA: EMERGENZA OCCUPAZIONALE E CULTURALE. USB CINEMA CONVOCATA IL 02/07/2026 ALLE ORE 13.00 IN VI^ COMMISSIONE CONSILIARE DELLA REGIONE PUGLIA. </title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>CRISI DEL CINEMA IN PUGLIA: EMERGENZA OCCUPAZIONALE E CULTURALE.</p>
<p>USB CINEMA CONVOCATA IL 02/07/2026 ALLE ORE 13.00 IN VI^ COMMISSIONE CONSILIARE DELLA REGIONE PUGLIA.</p>
<p>Taranto, 25/06/2026 – La crisi dell'industria cinematografica e audiovisiva in Puglia entra ufficialmente nell'agenda politica regionale. L'Unione Sindacale di Base (USB) Cinema e Audiovisivo annuncia di essere stata convocata in Sesta Commissione Consiliare della Regione Puglia per discutere la drammatica situazione lavorativa delle maestranze locali e tracciare le linee guida per un rilancio necessario del comparto cinematografico regionale.</p>
<p>Durante l’audizione verranno esposti i risultati della recente indagine statistica curata da USB Cinema (aggiornata a maggio 2026). I dati raccolti su un campione di professionisti pugliesi (operanti in reparti chiave come produzione, regia, trucco, scenografia, fotografia ed elettricisti e macchinisti) fotografano un settore letteralmente in ginocchio, minacciato da una vera e propria desertificazione occupazionale e culturale.</p>
<p>I dati del collasso: un lavoratore su tre a &quot;zero giornate&quot; nel 2026</p>
<p>Il dossier che USB presenterà alla Commissione evidenzia cifre allarmanti che certificano il crollo verticale dei contratti sul territorio negli ultimi tre anni:</p><ul> 	<li> 	<p><br> 	Disoccupazione dilagante: Ben il 75,6% dei professionisti cinematografici intervistati dichiara di non stare lavorando al momento. Tra questi, il 48,4% è fermo da almeno 3 mesi, mentre ben il 26,6% subisce un blocco totale delle attività che supera i 12 mesi.</p> 	</li> 	<li> 	<p>Azzeramento dei contratti: Il calo delle giornate lavorative in Puglia è vertiginoso. Se nel 2024 la quota di chi registrava zero giornate era del 19,2%, nel 2026 la percentuale di lavoratori rimasti totalmente a secco di contratti sul territorio regionale è schizzata al 35,9%.</p> 	</li> 	<li> 	<p>Perdita dell'anno contributivo: Se nel 2024 e 2025 circa un quinto dei lavoratori (20,5%) riusciva a superare la soglia minima delle 90 giornate contributive totali per maturare l'anno pensionistico, nel 2026 ci è riuscito appena il 6,4% del campione.</p> 	</li> 	<li> 	<p>Vulnerabilità economica: La discontinuità strutturale del settore non trova un paracadute adeguato. Solo il 32,1% ha potuto usufruire della NASPI nel 2026, mentre l’88,5% non ha accesso ad alcun altro ammortizzatore sociale o strumento di sostegno al reddito.</p> 	</li> 	<li> 	<p>Fuga dal settore: A causa di questa crisi, pur di sopravvivere, il 59% delle maestranze ha dovuto svolgere lavoretti secondari (ristorazione, commercio, turismo) , e il 67% sta valutando seriamente di abbandonare definitivamente il mondo del cinema.</p> 	<p>L'indagine di USB solleva anche un grave problema legato alle tutele e al clima sui set. Il 100% degli intervistati dichiara che l'industria del cinema pugliese non gode di buona salute, e il 97,4% giudica del tutto insufficienti gli attuali strumenti finanziari messi in campo dalla Regione.</p> 	<p>A ciò si aggiunge un forte deficit democratico e sindacale: il 63,8% dei lavoratori non si sente tutelato quando lavora con società di produzione locali, e ben l'87% denuncia l'esistenza del fenomeno del <em>blacklisting informale</em>, confermando che chi si espone per far valere i propri diritti viene sistematicamente penalizzato o escluso dalle chiamate successive.</p> 	<p>Le richieste di USB al tavolo regionale</p> 	<p>Di fronte a questo scenario d'emergenza, aggravato a livello nazionale anche dal taglio del Tax Credit governative, USB Cinema chiederà alla Regione Puglia e alla Fondazione Apulia Film Commission un intervento immediato, strutturato e di ampie vedute, presentando proposte concrete formulate con le lavoratrici e i lavoratori coinvolti.</p> 	<p>Nella stessa giornata USB Cinema convoca la prima assemblea regionale delle maestranze e delle lavoratrici e lavoratori troupe pugliesi.</p> 	<p>L’appuntamento è alle ore 18.00 nella sede di USB Confederazione Puglia in Via Papa Giovanni Paolo I', 6/F.</p> 	<p>Contatti per la stampa:</p> 	</li> 	<li> 	<p>Luigi Piepoli (Referente delegato USB Cinema Puglia) – Cell: 3930000964 | Email: gigipiepoli@gmail.com</p> 	</li> </ul>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 25 Jun 2026 09:09:23 +0200</pubDate>
                        <title>Incontro Occhiuto-Uber: la Regione Calabria svende il territorio a chi ignora le regole fiscali </title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">USB Lavoro Privato-Taxi esprime la propria preoccupazione e sdegno per la partecipazione all’incontro presso l’American Chamber of commerce in Italy a Roma tra il Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, e i vertici di Uber, ma soprattutto sulle affermazioni che ha rilasciato.</p>
<p class="text-justify">È inaccettabile che il massimo rappresentante delle istituzioni calabresi decida di “applaudire” una multinazionale nota a livello globale per le sue politiche aggressive e, soprattutto, per una prassi consolidata di elusione fiscale.&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Forse al Presidente Occhiuto sarebbe utile un interprete per comprendere a pieno concetti come “<strong>Disregard”</strong></p>
<p class="text-justify">(ignorare le regole) “<strong>Legislative Capture”</strong> (dinamica con la quale prende il controllo del processo decisionale) “<strong>Too big to ban”</strong> (obbligare la politica a inseguire l’azienda per regolarizzare le sue azioni) per giungere alla sintesi, <strong>“Lawbreaking as lawmaking”</strong> (infrangere la legge per creare la legge). Concetti che potrebbe trovare pienamente esposti nei famosi UBERFILES pubblicati nel 2022 dai quali emergevano una serie di esempi concreti sull’utilizzo di questi concetti.&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Ecco perché ci sembra assurdo e sconfortante che mentre i lavoratori del comparto taxi operano quotidianamente nel pieno rispetto delle norme, versando tra l’altro regolarmente le tasse allo Stato e sostenendo a proprie spese i costi del servizio pubblico, il Presidente Occhiuto fa briefing con un interlocutore i cui bilanci, ampiamente documentati anche da inchieste internazionali, sono definiti “astrusi” rispetto alla mole di fatturato &nbsp;e ai profitti dichiarati.iii Ci chiediamo: quali sono le priorità del Governo regionale? La Calabria sta vivendo una crisi sistemica drammatica. La sanità è al collasso, il trasporto pubblico locale intercomunale è un servizio fantasma che isola le comunità e la situazione sociale, tra precariato e povertà dilagante, richiede risposte urgenti e concrete.&nbsp;<br /> Invece di concentrarsi sul rafforzamento dei servizi pubblici essenziali e sulla tutela dei lavoratori locali, il Presidente Occhiuto preferisce inseguire una visione miope, orientata esclusivamente a una concezione &quot;turistica&quot; della regione:&nbsp;una Calabria ridotta a parco giochi per multinazionali, dove le regole si piegano agli interessi dei grandi player digitali a scapito delle reali esigenze del territorio e del tessuto economico del territorio.&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Promuovere Uber in Calabria non significa innovare, ma significa importare un modello di frazionamento dell’utenza che penalizza sia i lavoratori del servizio taxi che l’utenza che si rivolge a questo SERVIZIO PUBBLICO ESSENZIALE. &nbsp;</p>
<p class="text-justify"><strong>Un drenaggio di risorse e un attacco alle regole di cui la Calabria non ha sicuramente la necessità.&nbsp;</strong><br /> USB Taxi chiede chiarezza immediata su quali siano stati i passaggi presentati nell’incontro e vogliamo verificare fino in fondo la piena e corretta applicazione della normativa vigente. Sentir parlare Tony West di volere un “quadro normativo” chiaro e flessibile di innovazione e liberalizzazioni per generare nuova occupazione, ci sembra come mettere una volpe a guardia del pollaio. Si tratta di capire se il “contadino” è complice della volpe o invece se intende difendere gli interessi della “fattoria”. Il territorio calabrese non ha bisogno di scorciatoie che bypassano il rispetto delle regole sia fiscali che quelle volte alla tutela dei lavoratori, ma di un sistema di trasporti pubblico, efficiente e dignitoso e rivolto a tutti, universale con tariffa amministrata e non con algoritmi orientati dal censo.&nbsp;<br /> Il presidente Occhiuto la smetta di cercare &quot;sponsor&quot; stranieri per nascondere i propri fallimenti e torni a occuparsi dei problemi reali dei cittadini.&nbsp;<br /> &nbsp;<br /> <strong>Quando l’ingiustizia diventa “legge”ribellarsi è un dovere.&nbsp;</strong></p>
<p class="text-justify"><em>USB Lavoro Privato -TAXI&nbsp;</em></p><table class="contenttable"> 	<tbody> 		<tr> 			<td style="height:0px; width:24px">&nbsp;</td> 		</tr> 		<tr> 			<td>&nbsp;</td> 			<td>&nbsp;</td> 		</tr> 	</tbody> </table><div><div><p>&nbsp;</p></div></div>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 24 Jun 2026 16:26:09 +0200</pubDate>
                        <title>Rinnovo CCNL Autoferrotranvieri 2027 – 2029; USB presenta la piattaforma contrattuale e chiede l’apertura immediata del tavolo negoziale. </title>
                        <link>
                        	
                        			
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Il Coordinamento Nazionale TPL, USB Lavoro Privato, ha trasmesso oggi a mezzo PEC, la propria proposta di rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro degli Autoferrotranvieri e degli Internavigatori per il triennio 2027-2029. La piattaforma è stata inviata alle associazioni datoriali del settore – ASSTRA, ANAV e AGENS – nonché alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e al Ministero del Lavoro e parti sociali.</p>
<p class="text-justify">Venerdì 12 giugno 2026, a Roma, i delegati USB del Trasporto Pubblico Locale provenienti da ogni regione d'Italia si sono riuniti in assemblea nazionale per discutere e votare la nuova piattaforma; il risultato è stato netto: approvazione all'unanimità. Una piattaforma costruita con e dai lavoratori del settore, traducendo in richieste concrete ciò che ogni giorno conducenti, operatori e addetti vivono su strada, in deposito, a bordo.</p>
<p class="text-justify">Il contratto attualmente in vigore scade il 31 dicembre 2026; USB LP ritiene indispensabile avviare il confronto negoziale con congruo anticipo, per scongiurare i ritardi e i vuoti contrattuali che hanno già colpito i lavoratori nelle precedenti tornate.</p>
<p class="text-justify">Negli ultimi tre anni l'inflazione ha eroso in misura dura il potere d'acquisto dei lavoratori, a ciò si aggiunge la scelta politica guerrafondaia del governo Meloni: ogni miliardo destinato agli armamenti è un miliardo sottratto ai salari, ai servizi pubblici, ai trasporti, alla sanità, all'istruzione.</p>
<p class="text-justify"><strong>La proposta di USB LP non si limita ad affrontare la questione economica e clausole normative, con determinazione si inserisce in un quadro più ampio rivendicando:</strong></p><ul> 	<li class="text-justify"><strong>la gestione pubblica del servizio come regola e non come eccezione;</strong></li> 	<li class="text-justify"><strong>il diritto alla mobilità come diritto fondamentale della persona, non come merce soggetta alle logiche di mercato;</strong></li> 	<li class="text-justify"><strong>il ricorso alla concorrenza e all'esternalizzazione come misura eccezionale, da motivare e circoscrivere.</strong></li> </ul><p class="text-justify">Una piattaforma contrattuale che affronta con decisione: aumenti retributivi congrui rispetto all'erosione del potere d'acquisto degli ultimi anni; introduzione di un meccanismo economico di adeguamento automatico dei salari al costo della vita, una nuova scala mobile capace di difendere stabilmente il potere d'acquisto delle retribuzioni; rafforzamento delle norme su malattia, malattie professionali e lavori usuranti; tutele concrete per il personale inidoneo; regolamentazione stringente delle esternalizzazioni e dei sub-affidamenti; potenziamento dei diritti sindacali e dell'agibilità delle RSU; misure efficaci contro le aggressioni al personale e per la sicurezza sul lavoro</p>
<p class="text-justify">Ai sensi dell'art. 3, comma 2 del CCNL 28 novembre 2015, USB LP ha richiesto formalmente l'apertura del tavolo negoziale per il rinnovo del CCNL Autoferrotranvieri-Internavigatori 2027-2029..</p>
<p class="text-justify"><strong>Il trasporto pubblico locale è un servizio pubblico essenziale: le lavoratrici e i lavoratori che lo tengono in piedi meritano un contratto all'altezza, firmato in tempo, senza compromessi al ribasso.</strong></p>
<p><em>USB Lavoro Privato, Coordinamento Nazionale settore TPL </em></p>
<p><em>*<u><strong> Piattaforma inviata&nbsp;e sua sintesi - parti qualificanti - in allegato</strong></u></em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <guid isPermaLink="false">news-155892</guid>
                        <pubDate>Fri, 19 Jun 2026 16:49:16 +0200</pubDate>
                        <title>Sentenza storica del Tribunale di Roma: COTRAL condannata. Bocciato l&#039;accordo OO.SS. firmatarie sulle ferie</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://lavoroprivato.usb.it/leggi-notizia/sentenza-storica-del-tribunale-di-roma-cotral-condannata-bocciato-laccordo-ooss-firmatarie-sulle-ferie-1655-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Con sentenza n. 7116/2026 (RG 16484/2025, pubblicata il 17 giugno 2026), il Tribunale di Roma – Sezione Lavoro ha condannato COTRAL S.p.A. al pagamento in favore di 6 conducenti, riconoscendogli tutte le indennità nella retribuzione delle ferie, specificando le mansioni da includere: turni avvicendati, lavoro notturno e domenicale, indennità di nastro, presenza, ristrutturazione, agente unico, premio mancati sinistri, diaria e aggio autisti.</p>
<p class="text-justify">Il giudice richiama la giurisprudenza costante della Corte di Giustizia UE (art. 7 Direttiva 2003/88/CE): durante le ferie il lavoratore deve trovarsi in una condizione economica paragonabile a quella dei periodi di lavoro, perché qualsiasi decurtazione anche solo potenzialmente dissuasiva rispetto al godimento delle ferie è incompatibile con il diritto dell'Unione.</p>
<p class="text-justify">La sentenza non si limita ad accogliere il ricorso: boccia espressamente l'accordo nazionale firmato il 10 maggio 2022 dalle OO.SS. firmatarie del CCNL autoferrotranvieri, che ha introdotto un'indennità ferie forfettaria di soli € 8,00 giornalieri dal 01 luglio 20222. Il Tribunale lo definisce testualmente una <strong>&quot;misura forfettaria non correlata alle effettive componenti della retribuzione individuale&quot;, inidonea a garantire il mantenimento della retribuzione ordinaria.</strong></p>
<p class="text-justify"><strong>Per essere chiari l’accordo, anziché applicare un principio di diritto ormai consolidato, lo ha penalizzato scaricando sui singoli lavoratori l'onere di rivolgersi al giudice per ottenere ciò che la contrattazione avrebbe dovuto già garantire.</strong></p>
<p class="text-justify">Non è un caso isolato. Si tratta dell'ennesima sentenza, dopo numerose pronunce di legittimità e di merito in tutta Italia, che conferma il principio della retribuzione feriale piena. USB Lavoro Privato ha promosso e sta promuovendo numerose cause su questo terreno, con esito largamente favorevole ai lavoratori.</p>
<p class="text-justify"><strong>Una contraddizione che non è nuova.</strong> La logica con cui le confederazioni firmatarie hanno negoziato questo accordo ricorda da vicino un'altra vicenda: quella della legge 146/90 sul diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali, su cui il Comitato Europeo dei Diritti Sociali (CEDS), a seguito di ricorso USB, ha già censurato non solo il legislatore e la Commissione di Garanzia, ma l'intero sistema di relazioni industriali che ha costruito e progressivamente irrigidito quelle restrizioni — con il concorso esplicito o implicito di CGIL, CISL e UIL.</p>
<p class="text-justify"><strong>Due vicende diverse, una stessa dinamica: diritti costituzionali, non comprimibili dalla contrattazione, che le confederazioni firmatarie mediano al ribasso — salvo essere smentite, di volta in volta, da un giudice o da un organo di garanzia internazionale.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>USB Lavoro Privato, Coordinamento Nazionale settore TPL</em></p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 16 Jun 2026 14:15:49 +0200</pubDate>
                        <title>RSU IIT: basta numeri in libertà, investimenti sul Personale subito</title>
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		                        		https://lavoroprivato.usb.it/leggi-notizia/rsu-iit-basta-numeri-in-liberta-investimenti-sul-personale-subito-1420.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Giovedì 11 giugno si è svolta l'Assemblea del Personale Dipendente di IIT che ha discusso l'ultima proposta di rinnovo economico presentata dalla Fondazione che prevede un ritocco della paga base irrisorio rispetto alla piattaforma presentata dalla RSU e dalle OO.SS. maggiormente rappresentative.</p>
<p>L'Assemblea si è espressa in modo univoco: la proposta è stata considerata del tutto insufficiente al fine del recupero salariale che ha visto un incremento dei minimi tabellari negli ultimi 7 anni di appena il 2,2% a fronte di una perdita del potere di acquisto, nei medesimi 7 anni, di almeno il 20%.</p>
<p>Le Lavoratrici e i Lavoratori non sono più disponibili a tollerare la doppia narrazione che la Fondazione porta avanti oramai da troppi anni: a microfoni accesi assistiamo al racconto di un Istituto che gode di ottima salute, tanto da essere indenne anche al taglio strutturale del finanziamento dello Stato da 100 a 85 milioni annuali; a microfoni spenti, invece, la richiesta del Personale di vedere riconosciuta in pieno la rivalutazione economica del proprio salario è giudicata &quot;insostenibile&quot;.</p>
<p>Non è più rinviabile un confronto diretto tra RSU, OO.SS. e gli Organi di Governo della Fondazione: Comitato Esecutivo e Presidente.</p>
<p>Le modalità di confronto portate avanti fino ad oggi, infatti, sono state del tutto infruttuose: a fronte del riuscitissimo sciopero del 24 marzo che ha portato in piazza 400 lavoratori, IIT con l’ultima proposta ha stanziato appena 100mila € di budget in più da “investire” sul personale.</p>
<p>È una cifra inaccettabile considerando che, dalla sua nascita, IIT ha fatto registrare sistematicamente cospicui avanzi di bilancio (per il 2025 4,8 milioni di €, per il 2024 10,3 milioni) e, a oggi, il Personale Dipendente pesa sul finanziamento statale per appena 35 milioni su 85 complessivi, quindi ben al di sotto della media degli istituti pubblici di riferimento (CNR e Università, dove per altro la giornata lavorativa non è di 40 ore settimanali).</p>
<p>Sulla base di questi numeri, rivendichiamo che lo spazio economico per una rivalutazione dei salari adeguata ai tempi e alle professionalità di Lavoratrici e Lavoratori esista e vada finalmente mobilitato.</p>
<p>Chiediamo pertanto al Presidente, e ai membri del Comitato Esecutivo di rendersi disponibili a calendarizzare a strettissimo giro un incontro da tenersi non oltre martedì 30 giugno.</p>
<p>Lo stato di agitazione continua, Lavoratrici e Lavoratori sono determinati a far valere le proprie ragioni in tutte le sedi opportune!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>RSU IIT<br /> FLC-CGIL<br /> USB Lavoro Privato</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 15 Jun 2026 16:50:47 +0200</pubDate>
                        <title>ELECTROLUX, USB AL MIMIT: PRENDIAMO ATTO DEL CAMBIO DI TONO DELL’AZIENDA, MA NON CI FIDIAMO. FUORI DAL TAVOLO ESUBERI E CHIUSURE</title>
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		                        		https://lavoroprivato.usb.it/leggi-notizia/electrolux-usb-al-mimit-prendiamo-atto-del-cambio-di-tono-dellazienda-ma-non-ci-fidiamo-fuori-dal-tavolo-esuberi-e-chiusure-1652.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolto&nbsp;oggi&nbsp;al MIMIT il tavolo ministeriale sulla crisi Electrolux, alla presenza del Ministro Urso, delle Regioni, dei Comuni coinvolti e delle organizzazioni sindacali, dopo la presentazione del drammatico piano annunciato dalla multinazionale.</p>
<p>L’incontro si è aperto nel solco del precedente confronto, con il Ministro che ha illustrato le iniziative assunte dal Governo in ambito europeo per ricercare strumenti di salvaguardia del settore dell’elettrodomestico,&nbsp;oggi&nbsp;investito da una competizione internazionale pesantissima, in particolare da Paesi come la Cina, fondata su un divario profondo nei costi dell’energia, del lavoro e delle condizioni produttive.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Ministro ha richiamato i temi posti alla Commissione europea, dalla revisione del CBAM al sistema ETS, fino all’Industrial Act, ribadendo la disponibilità ad avviare confronti tecnici solo a partire da un passo indietro dell’azienda sul piano presentato, giudicato ancora una volta irricevibile e inaccettabile. È stata inoltre ribadita la richiesta a Electrolux di non procedere ad azioni unilaterali o forzature di alcun tipo.</p>
<p>Rispetto al tavolo precedente, l’azienda, per voce del proprio amministratore delegato, ha parzialmente modificato il tono della propria posizione, dichiarandosi disponibile a proseguire il confronto con l’obiettivo di individuare misure alternative. Electrolux ha tuttavia confermato la gravità del contesto di mercato, sostenendo che le condizioni generali continuano a remare contro l’azienda, e ha posto al centro della discussione europea in corso la necessità di strumenti a sostegno dei nuovi prodotti, misure per minimizzare l’impatto dei costi fissi e soluzioni urgenti per ridurre un gap competitivo che continua a crescere.</p>
<p>Come USB abbiamo preso atto delle dichiarazioni dell’azienda, che segnano un cambio di tono rispetto alla rigidità iniziale. Ma lo abbiamo detto con altrettanta chiarezza al tavolo: non ci fidiamo.</p>
<p>Non ci fidiamo perché Electrolux, negli ultimi anni, ha già prodotto accordi, piani di riorganizzazione e percorsi di fuoriuscita, spesso presentati come strumenti necessari per evitare scenari peggiori. Scelte che USB ha contrastato e non condiviso.&nbsp;Oggi&nbsp;l’azienda torna al tavolo raccontando ancora una volta la necessità di intervenire sul perimetro occupazionale, senza assumersi fino in fondo la responsabilità di avere disatteso gli impegni e le tutele che avrebbero dovuto accompagnare le precedenti ristrutturazioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per USB qualsiasi discussione deve partire da un presupposto netto: esuberi e chiusure di stabilimenti devono essere tolti dal tavolo. Non può esistere un confronto serio se resta anche solo sullo sfondo l’idea che a pagare la crisi siano ancora una volta lavoratrici, lavoratori e territori.</p>
<p>Abbiamo inoltre chiesto al Governo e al Ministero di esercitare un ruolo più assertivo nella definizione di un piano alternativo. È finito il tempo in cui le politiche industriali e di settore vengono lasciate alle aziende private, perché sappiamo bene come va a finire: le imprese arrivano ai tavoli istituzionali portando richieste, vincoli, urgenze e condizioni, mentre i lavoratori vengono chiamati a pagare il conto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Serve invece che questa vertenza diventi il punto di partenza per una discussione più ampia sugli strumenti straordinari necessari a difendere il settore del bianco, dentro un quadro di complessità elevatissimo che non può essere governato solo dal mercato o dalle convenienze delle multinazionali.</p>
<p>L’elettrodomestico deve essere riconosciuto come settore strategico per il Paese. Servono politiche industriali, investimenti, vincoli occupazionali, difesa delle produzioni, tutela dell’indotto, sostegno all’innovazione, alla ricerca e allo sviluppo di nuovi prodotti. Qualsiasi intervento pubblico deve essere legato a condizioni precise: mantenimento dell’occupazione, salvaguardia dei siti, investimenti reali e permanenza delle competenze in Italia.</p>
<p>Al tavolo, il Ministro ha risposto direttamente alle sollecitazioni poste, sostenendo che il Governo è pronto a intervenire anche con strumenti di carattere ordinario e straordinario. Con il Ministero si è inoltre concordato l’avvio di un percorso strutturato, fatto di tavoli tecnici e politici, da calendarizzare già a partire dalla prossima settimana.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per USB questa disponibilità deve ora tradursi in atti concreti, verificabili e vincolanti. I prossimi tavoli dovranno servire a costruire una reale alternativa al piano dell’azienda, non a gestire esuberi, chiusure o riduzioni del perimetro industriale.</p>
<p>La crisi Electrolux non può essere affrontata come una normale trattativa aziendale. Qui è in discussione il futuro di un pezzo importante dell’industria italiana. Per questo continueremo a chiedere il ritiro del piano, nessuna chiusura, nessun esubero, nessuna azione unilaterale e l’apertura di una vera discussione su un piano industriale alternativo, costruito dentro una regia pubblica forte.</p>
<p>USB non accompagnerà un percorso di riduzione progressiva della capacità produttiva del Paese. Le lavoratrici e i lavoratori hanno già pagato troppo. Ora tocca all’azienda e al Governo assumersi le proprie responsabilità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Lavoro Privato – Categoria Operaia dell’Industria Nazionale</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:38:05 +0200</pubDate>
                        <title>Regione Lazio - Bene Così: il fondo 2026 non è stato toccato, ora il consiglio cancelli le norme contestate</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://lavoroprivato.usb.it/leggi-notizia/regione-lazio-bene-cosi-il-fondo-2026-non-e-stato-toccato-ora-il-consiglio-cancelli-le-norme-contestate-1043.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p><em>Immagine originale da Wikimedia Commons, qua il link alla fonte originale:</em>&nbsp;<a href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/85/Sede_Regione_Lazio.jpg/330px-Sede_Regione_Lazio.jpg" target="_blank" rel="noreferrer">https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/85/Sede_Regione_Lazio.jpg/330px-Sede_Regione_Lazio.jpg</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come richiesto da Usb, non è avvenuto alcun prelievo dal fondo del salario accessorio del personale 2026, così come invece prevede la legge di stabilità regionale per recuperare le somme prelevate dal bilancio regionale e illegalmente spese tra il 2007 e il 2011.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Prendiamo atto che il fondo provvisorio del personale del comparto del 2026 non presenta alcuna decurtazione (All.1). E’ sicuramente un risultato importante, ascrivibile all’azione di USB che aveva chiesto l’intervento del Governo e poi della Corte dei Conti. Adesso però il Consiglio regionale del Lazio provveda a modificare la normativa contestata”. Così il Coordinatore USB Regione Lazio, Domenico Farina, in vista della delegazione trattante del comparto, convocata per il prossimo 22 luglio (All.2), per discutere dell’ipotesi di accordo di contrattazione decentrata integrativa della Giunta regionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB aveva chiesto al Governo di impugnare innanzi alla Corte costituzionale l’articolo 22, commi 82 e 83, della legge regionale del Lazio 2025 (Legge di stabilità regionale 2026), con cui si autorizzano gli uffici del personale di Giunta e Consiglio a recuperare dal fondo del salario accessorio del personale del comparto somme illegalmente spese tra il 2007 e il 2011 prelevate dal bilancio regionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Appreso della mancata impugnativa da parte del Governo, USB aveva inoltre presentato alla Corte dei Conti del Lazio una richiesta di sollevare in via incidentale la questione di legittimità costituzionale, confidando nel contempo sulle previsioni dalla direttiva del presidente del Consiglio dei ministri del 23 ottobre 2023, che permette di evitare l’impugnazione, a condizione che le regioni si impegnino a modificare le leggi non conformi nel più breve tempo possibile, per evitare effetti contrari alla Costituzione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB ribadisce: tali norme, che autorizzano il recupero di somme indebitamente erogate ai dipendenti regionali attraverso riassorbimento sul fondo del salario accessorio, travalicano le competenze statali e violano i principi costituzionali di legalità, uguaglianza e riparto di competenze tra Stato e Regioni.</p>
<p>Pertanto, USB, chiede che il Consiglio regionale provveda a cancellarle dall’ordinamento, togliendo così tale spada di Damocle ingiustamente posta sulla testa dei lavoratori.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sat, 13 Jun 2026 20:30:13 +0200</pubDate>
                        <title>Grande partecipazione all&#039;assemblea nazionale del Trasporto Pubblico Locale dei Delegati USB</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://lavoroprivato.usb.it/leggi-notizia/grande-partecipazione-allassemblea-nazionale-del-trasporto-pubblico-locale-dei-delegati-usb-2039-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify"><strong>Roma, 12 giugno 2026. Sono venuti da tutte le regioni d'Italia i Delegati USB del Trasporto Pubblico Locale per partecipare all'assemblea nazionale organizzata per presentare la piattaforma di rinnovo contrattuale nazionale di settore 2027/2029.</strong></p>
<p class="text-justify">La piattaforma, votata all'unanimità dai Delegati USB, nasce in un momento in cui il paese è attraversato da una&nbsp;crisi strutturale e politica che i lavoratori del Trasporto Pubblico Locale vivono ogni giorno, quella della compressione dei salari e del peggioramento delle condizioni di lavoro.</p>
<p class="text-justify">Negli ultimi tre anni l’inflazione ha eroso in misura strutturale il potere d’acquisto dei salari, mentre guerre e genocidi in corso continuano a scaricare sui bilanci familiari dei lavoratori costi che non dipendono dalle loro scelte ma dalle scelte politiche del governo Meloni, in cui ogni miliardo speso in armamenti è un miliardo sottratto ai salari, ai servizi pubblici essenziali, ai trasporti, alla sanità ed all'istruzione.&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Il Trasporto Pubblico Locale è un servizio essenziale, di interesse economico generale, e la sua gestione deve essere orientata all’universalità ed alla coesione, non al profitto, e questa piattaforma contrattuale è la traduzione di questo principio proiettato nella vita quotidiana di tutti gli addetti al settore che, ognuno attraverso la propria specifica mansione, garantiscono ogni giorno la mobilità di milioni di cittadini.</p>
<p class="text-justify"><strong>Si articola su queste basi la piattaforma contrattuale 2027/2029 nata oggi e sintetizzata attorno a sei obiettivi irrinunciabili:&nbsp;</strong></p>
<p class="text-justify"><strong>- Recupero salariale reale;<br /> - Riduzione dell'orario di lavoro;<br /> - Sicurezza come priorità non negoziabile;<br /> - Contrasto al dumping contrattuale;<br /> - Piano straordinario di assunzioni stabili;<br /> - Democrazia sui luoghi di lavoro.</strong></p>
<p class="text-center"><strong>Una proposta politica concreta, tecnicamente fondata, coerente con l’obiettivo di raggiungere migliori condizioni di&nbsp;contrattazione nel settore del Trasporto Pubblico Locale.</strong></p>
<p class="text-center">&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><em>USB Lavoro Privato, Coordinamento Nazionale settore TPL</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <guid isPermaLink="false">news-155812</guid>
                        <pubDate>Fri, 12 Jun 2026 10:02:51 +0200</pubDate>
                        <title>SCHOTT ITALVETRO: L&#039;AZIENDA ATTACCA I DIRITTI, I LAVORATORI RISPONDONO CON LO SCIOPERO</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Fonte immagine: Wikipedia, qua il link all'immagine originale -&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Schott_AG#/media/File:Schott_AG_Logo_2022.svg" target="_blank" rel="noreferrer">https://it.wikipedia.org/wiki/Schott_AG#/media/File:Schott_AG_Logo_2022.svg</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB esprime il proprio pieno sostegno allo sciopero proclamato dalle RSU di Schott Italvetro contro la decisione unilaterale dell'azienda di eliminare la ROL del venerdì, un istituto consolidato e applicato da anni all'interno dello stabilimento. Ancora una volta assistiamo a una scelta imposta dall'alto, senza accordi sindacali, senza un confronto reale con i rappresentanti dei lavoratori e senza alcun rispetto delle relazioni industriali. Un metodo inaccettabile che scarica sui lavoratori il peso delle scelte aziendali e mette in discussione diritti e condizioni che nel tempo sono diventati parte integrante dell'organizzazione del lavoro. La questione non riguarda soltanto la ROL del venerdì. È in gioco un principio fondamentale: nessuna azienda può pensare di modificare unilateralmente condizioni consolidate senza un percorso di confronto e senza il consenso delle lavoratrici e dei lavoratori. La decisione di Schott Italvetro rappresenta un grave precedente. Se passa il principio che un'azienda può cancellare unilateralmente un diritto consolidato, domani nessuna conquista collettiva sarà più al sicuro. Per questo la risposta delle lavoratrici e dei lavoratori è necessaria e merita il sostegno di tutto il mondo del lavoro. USB ritiene giusta e legittima la mobilitazione avviata dalle RSU e condivide la richiesta di ripristino immediato della ROL del venerdì e di riapertura di un tavolo di confronto serio sulle condizioni di lavoro, sulla sicurezza e sul rispetto degli accordi e delle prassi consolidate. Di fronte all'arroganza aziendale, la risposta non può che essere la solidarietà e la mobilitazione collettiva. Nessun diritto è stato regalato, ogni conquista è frutto delle lotte dei lavoratori e delle lavoratrici. USB sarà al fianco di chi oggi difende non solo una ROL, ma il rispetto della dignità del lavoro e dei diritti conquistati negli anni. La ROL non si tocca. I diritti non si cancellano con una comunicazione aziendale.</p>
<p>Coordinamento USB Schott Italvetro USB Industria Nazionale – Categoria Operaia</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 10 Jun 2026 09:29:00 +0200</pubDate>
                        <title>LA FORZA DEI LAVORATORI BOCCIA L&#039;ACCORDO DEL 15 APRILE: NO A DOMENICHE E FESTIVI LAVORATI IN ORDINARIO</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>L'Unione Sindacale di Base esprime soddisfazione per il risultato della consultazione che ha definitivamente&nbsp;<strong>respinto l'ipotesi di Accordo</strong>&nbsp;sottoscritta il&nbsp;15 &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;aprile 2026.</p>
<p>Fin dal primo momento avevamo giudicato quell'accordo&nbsp;<strong>irricevibile</strong>, denunciando pubblicamente come la sua sottoscrizione rappresentasse&nbsp;<strong>uno scollamento evidente tra le RSU firmatarie e la reale volontà delle lavoratrici e dei lavoratori</strong>.&nbsp;Oggi&nbsp;il voto espresso nelle assemblee conferma senza possibilità di equivoci la correttezza della posizione che abbiamo sostenuto in questi mesi:&nbsp;<strong>I LAVORATORI HANNO DETTO NO ALL'ESTENSIONE ORDINARIA DEL LAVORO DOMENICALE E FESTIVO E NO A UN MODELLO ORGANIZZATIVO COSTRUITO ESCLUSIVAMENTE SULLE ESIGENZE AZIENDALI</strong>.</p>
<p>Una firma, quella apposta dalle RSU di CGIL, CISL, UIL e FIADEL, che era apparsa da subito inaccettabile perché completamente sbilanciata a favore delle richieste dell'azienda e che si è rivelata essere la traduzione operativa di una precisa volontà politica dell'Amministrazione Capitolina.&nbsp;<strong>Il Sindaco Gualtieri ha tentato di costruire la propria propaganda elettorale sulla pelle dei lavoratori di AMA</strong>, provando a imporre una riorganizzazione che avrebbe inciso gravemente sui tempi di vita, sui carichi di lavoro e sui diritti del personale.</p>
<p>Questo risultato non è arrivato per caso. È stato conquistato&nbsp;<strong>grazie alle assemblee, alla mobilitazione e al lavoro quotidiano di tanti delegati e lavoratori che hanno saputo mantenere una posizione coerente e determinata</strong>&nbsp;anche quando attorno a loro si era formato uno schieramento compatto a sostegno dell'accordo. Una battaglia portata avanti nonostante l'improvviso allontanamento dalle posizioni iniziali del cosiddetto&nbsp;<em>comitato spontaneo&nbsp;</em>e nonostante il mancato coinvolgimento attivo dell'UGL nella seconda fase della mobilitazione.</p>
<p><strong>I lavoratori hanno dimostrato che la partecipazione e la democrazia sindacale valgono più di qualsiasi accordo calato dall'alto</strong>. Hanno respinto un attacco ai propri diritti che si voleva realizzare attraverso un'intesa sottoscritta senza il necessario consenso della base.</p>
<p>La consultazione ha parlato con chiarezza. Ora quella volontà va rispettata senza ambiguità e senza tentativi di riproporre dalla finestra ciò che i lavoratori hanno già respinto dalla porta.</p>
<p>Continueremo ad opporci con determinazione a qualsiasi accordo che produca un peggioramento delle condizioni di lavoro, dell'organizzazione dei turni e dell'equilibrio tra vita e lavoro.&nbsp;<strong>Non ci faremo incantare da indennità, ticket o compensazioni economiche utilizzate come merce di scambio per svendere la salute, il tempo di vita e i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori</strong>.</p>
<p><strong>ANDIAMO AVANTI CON LA LOTTA PER LA DIFESA DEI NOSTRI DIRITTI<br /> PERCHE’ SOLO CON LA LOTTA SI VINCE.</strong></p>
<p><br /> <strong>USB Unione Sindacale di Base – Igiene Ambientale AMA</strong></p>
<p>---</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 09 Jun 2026 16:23:06 +0200</pubDate>
                        <title>Rai. Su procedura &quot;Tracciamento movimentazioni materiale di Teca&quot;</title>
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		                        		https://lavoroprivato.usb.it/leggi-notizia/rai-su-procedura-tracciamento-movimentazioni-materiale-di-teca-1624.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Siamo costretti a contestare l'introduzione della procedura in oggetto, la cui adozione mostra un importante difetto nel metodo: non è stata infatti preceduta da una discussione tra tutti i reparti interessati. Diversamente, allargare il confronto sia alla Produzione che alla Redazione, avrebbe evitato le criticità sul merito esposte di seguito. Al personale di Produzione e Redazione viene imposto di assumersi la responsabilità delle sorti dei supporti analogici da digitalizzare, un bene aziendale, con tanto di firma apposta su modulo dedicato, sia in presenza di personale addetto alle Teche sia al di fuori degli orari di presenza del suddetto personale. Ebbene, premesso che la responsabilità del bene in questione è già contemplata in quanto dipendenti Rai, questa si esaurisce per i tecnici con la sola fase di digitalizzazione e eventuale invio del materiale audiovisivo, mentre per il personale di redazione con la movimentazione dei supporti su richiesta dei redattori o da parte dei redattori stessi. Per come viene illustrata, la procedura presentata diverse criticità: Non è chiaro in base a quale criterio il &quot;richiedente&quot; possa essere individuato nel Tecnico della Produzione o nell' Assistente di Redazione, non è chiaro chi debba custodire il modulo da firmare, così come non è chiaro lo scenario con l'avvicendamento nel tempo e nello spazio di personale, soprattutto nel caso in cui &quot;le lavorazioni terminassero oltre l'orario di funzionamento dell'UƯicio Teche&quot;. Inoltre non sembrano esserci le condizioni aƯinché il singolo tecnico o il personale di redazione possa assumersi la responsabilità della custodia di un bene che transita e giace, in attesa di essere lavorato, in aree comuni accessibili anche a personale esterno, senza una formale e puntuale procedura di consegna, senza la possibilità di custodirlo in aree ad accesso esclusivo o tracciato, tenuto conto, inoltre, che non è per nulla contemplata la figura dell'operaio che periodicamente movimenta i supporti. L'iniziativa quindi sembra voler mettere in atto un artificioso e scomposto rimedio a evidenti falle organizzative e realizzare un trasferimento di responsabilità su personale che di sicuro non attiva il recupero dei nastri, che non è nelle condizioni di seguire tutta la filiera, che è già impegnato nella realizzazione dei contenuti da trasmettere e che COLLABORA in specifiche fasi con l'UƯicio Teche, il quale resta il gestore primario del bene aziendale in questione. Chiediamo quindi che si ritiri la procedura e rimaniamo disponibili ad un reale confronto sul tema, con l'obiettivo di esplorare l'eventuale problematica che la procedura, al momento non applicabile, punta a risolvere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB coordinamento Rai - Bari</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 08 Jun 2026 16:50:40 +0200</pubDate>
                        <title>RINNOVO CCNL ANIA: UN METODO SBAGLIATO PORTA A UN CONTRATTO SBAGLIATO! USB CHIEDE TRASPARENZA E VERA PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://lavoroprivato.usb.it/leggi-notizia/rinnovo-ccnl-ania-un-metodo-sbagliato-porta-a-un-contratto-sbagliato-usb-chiede-trasparenza-e-vera-partecipazione-democratica-1651.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p><em>Nasce la struttura di USB Lavoro Privato anche in Generali! E in vista dell’incontro convocato per il&nbsp;9 giugno 2026&nbsp;dalle sigle sindacali firmatarie, riteniamo doveroso condividere la nostra forte preoccupazione sul percorso che ci viene proposto.</em><br /> <em>Siamo chiamati a votare il rinnovo del CCNL ANIA, scaduto nel 2024, senza aver potuto leggere preventivamente un testo completo, senza la possibilità di approfondirne i contenuti e senza poter porre domande. La modalità scelta – una convocazione esclusivamente online e priva di confronto – non consente una partecipazione reale.</em></p>
<p><br /> <em>A noi, colleghe e colleghi, viene chiesto di esprimere un voto senza gli strumenti minimi per farlo in modo consapevole.</em><br /> <em>Questo non è solo un limite organizzativo: è una questione di metodo e di rispetto. Senza informazione non può esserci partecipazione, e senza partecipazione non può esserci reale democrazia.</em><br /> <em>Entrando nel merito, i contenuti della proposta non appaiono all’altezza delle aspettative e dei bisogni delle lavoratrici e dei lavoratori del settore.</em><br /> <em>L’aumento economico previsto – pari a 280 euro lordi mensili per un 4° livello 7ª classe – è insufficiente a recuperare la perdita di potere d’acquisto maturata negli ultimi anni. Dopo 18 mesi di mancato rinnovo contrattuale, questo incremento non rappresenta una risposta adeguata all’inflazione e risulta persino inferiore ad altre proposte già considerate al ribasso.</em><br /> <em>Anche il riconoscimento economico per il periodo senza rinnovo è debole: 550 euro di una tantum, a cui si aggiungono 450 euro in welfare. Una soluzione che non rafforza la retribuzione delle lavoratrici e dei lavoratori e che, nella componente welfare, non prevede contribuzione, determinando un vantaggio per le imprese senza un reale beneficio strutturale.</em><br /> <em>Sul piano professionale, colleghe e colleghi, non possiamo non evidenziare come le nostre richieste di valorizzazione non siano state ascoltate. La proposta va nella direzione opposta: introduce maggiore flessibilità negli inquadramenti, come nel caso del 6° livello quadro, senza rispondere alle esigenze reali di riconoscimento delle competenze e dei percorsi professionali che più volte abbiamo espresso.</em><br /> <em>&nbsp;</em><br /> <em>Restano inoltre invariate criticità rilevanti sul piano dei diritti: le coperture sanitarie continuano a essere previste contrattualmente solo per i funzionari, escludendo gran parte delle lavoratrici e dei lavoratori. Allo stesso modo, non è prevista alcuna forma di partecipazione agli utili o di premialità, nonostante i risultati economici estremamente positivi del settore e del Gruppo Generali.</em><br /> <em>Il quadro complessivo è quello di una proposta che appare debole nei contenuti e carente nel metodo.</em><br /> <em>Per questo riteniamo fondamentale ribadire che un rinnovo contrattuale deve essere il risultato di un percorso trasparente, partecipato e realmente condiviso.</em><br /> <em>A noi, colleghe e colleghi, deve essere garantito il diritto di conoscere, comprendere e discutere ciò su cui siamo chiamati a esprimerci.</em></p>
<p><br /> <em>CHIEDIAMO QUINDI CHE VENGA CONCESSO A TUTTI/E NOI IL TEMPO NECESSARIO A PRENDERE CONTEZZA DELLA PROPOSTA CHE CI VIENE SOTTOPOSTA, PER PROPORRE CORREZIONI E MODIFICHE CHE, AD&nbsp;OGGI, APPAIONO EVIDENTI E NECESSARIE.</em><br /> <em>IN CASO CONTRARIO, LA SCELTA PIÙ CORRETTA È NON ACCETTARE LA PROPOSTA E RIPARTIRE CON UNA CONTRATTAZIONE CHE METTA AL CENTRO CHI CONSENTE A QUESTO GRUPPO DI ESSERE LEADER NEL SETTORE ASSICURATIVO.</em><br /> <em>OVVERO NOI TUTTI/E.</em><br /> <br /> <strong>RSA USB Generali Assicurazioni</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 08 Jun 2026 11:52:49 +0200</pubDate>
                        <title>Amazon, Fisco e territorio: i sindaci non possono rimanere in silenzio</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://lavoroprivato.usb.it/leggi-notizia/amazon-fisco-e-territorio-i-sindaci-non-possono-rimanere-in-silenzio-1200.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p><em>Fonte immagine: Wikimedia commons, qua il link alla fonte:</em>&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/File:Amazon_icon.png" target="_blank" rel="noreferrer">https://it.wikipedia.org/wiki/File:Amazon_icon.png</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Lavoro Privato Ancona ritiene doveroso aprire una riflessione pubblica sul rapporto tra grandi multinazionali, fiscalità, lavoro e territorio. Negli ultimi anni Amazon è stata interessata da rilevanti contestazioni fiscali in Italia che hanno portato alla definizione di importanti accordi con l'Agenzia delle Entrate. Nel 2017 Amazon ha chiuso un primo contenzioso fiscale relativo agli anni 2011-2015 con un versamento di circa 100 milioni di euro. Successivamente è emerso un nuovo e ben più rilevante contenzioso relativo al mancato versamento dell'IVA sulle vendite effettuate attraverso il marketplace da operatori extraeuropei. Secondo le ricostruzioni investigative, l'imposta contestata era pari a circa 1,2 miliardi di euro. Considerando interessi e sanzioni, la pretesa complessiva avrebbe potuto raggiungere circa 3 miliardi di euro. Nel dicembre 2025 la vicenda è stata definita attraverso un accordo con l'Agenzia delle Entrate che ha previsto:</p>
<p>• 511 milioni di euro versati direttamente da Amazon;</p>
<p>• 212 milioni di euro versati dalle società Amazon Logistica e Amazon Italia Transport;</p>
<p>• un importo complessivo di circa 723 milioni di euro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Pur trattandosi di una procedura prevista dalla normativa fiscale, resta aperta una domanda di natura politica e sociale: chi paga la differenza tra le somme inizialmente contestate e quelle effettivamente incassate? Per USB la questione è semplice. Se una multinazionale riesce a ridurre in maniera significativa il proprio carico fiscale attraverso accordi e definizioni agevolate, le risorse che mancano ai bilanci pubblici non scompaiono nel nulla. Quelle risorse vengono pagate dalla collettività. Le pagano i lavoratori attraverso salari sempre più poveri. Le pagano i pensionati. Le pagano i cittadini che vedono ridursi i servizi pubblici. Le pagano i Comuni costretti a fare i conti con bilanci sempre più difficili. Le pagano gli educatori scolastici ai quali vengono ridotte le ore di lavoro. Le pagano le famiglie che attendono servizi per la disabilità, per gli anziani e per le fragilità sociali. Ed è altrettanto legittimo domandarsi se sia giusto che le infrastrutture necessarie all'insediamento e allo sviluppo dei grandi poli logistici vengano spesso realizzate o sostenute con investimenti pubblici, mentre i benefici economici vengono concentrati prevalentemente nelle mani di soggetti privati. Le strade vengono costruite con risorse pubbliche. Gli svincoli vengono finanziati con risorse pubbliche. Le opere di urbanizzazione vengono sostenute con risorse pubbliche. I servizi pubblici che rendono possibile l'attività economica vengono finanziati dai contribuenti.</p>
<p>Se i costi vengono socializzati e i profitti privatizzati, allora non siamo di fronte a un modello di sviluppo equilibrato. Siamo di fronte a un modello che trasferisce ricchezza dal basso verso l'alto. I Sindaci dei territori interessati dalla presenza di Amazon hanno il dovere di interrogarsi su questa situazione. Non basta rivendicare il numero degli occupati. Occorre chiedersi quale sia il ritorno reale per la comunità. Occorre chiedersi se la ricchezza prodotta sul territorio rimanga sul territorio. Occorre chiedersi se quel modello contribuisca realmente al rafforzamento dei servizi pubblici e della coesione sociale. UNA QUESTIONE DI GIUSTIZIA SOCIALE La giustizia sociale non consiste nel chiedere sempre nuovi sacrifici a chi vive del proprio lavoro. La giustizia sociale significa che chi trae maggiori benefici dal sistema economico contribuisca in misura proporzionata al benessere collettivo.</p>
<p>Significa che le grandi multinazionali paghino fino all'ultimo euro dovuto. Significa che le risorse recuperate vengano destinate alla sanità, alla scuola, al trasporto pubblico, ai servizi sociali e al sostegno delle persone più fragili. Significa che non siano sempre gli stessi a pagare il prezzo delle crisi economiche. Un Paese nel quale si trovano rapidamente miliardi per sostenere gli interessi dei grandi gruppi economici ma si dichiarano insufficienti le risorse per gli educatori, per gli OSS, per il trasporto pubblico, per la disabilità e per il welfare è un Paese che deve interrogarsi sulle proprie priorità. USB Lavoro Privato Ancona continuerà a sostenere una fiscalità equa, la difesa dei servizi pubblici e una diversa distribuzione della ricchezza prodotta dal lavoro. Perché senza giustizia fiscale non può esistere giustizia sociale.</p>
<p>USB Lavoro Privato Ancona Ancona,08/06/2026</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 08 Jun 2026 09:36:59 +0200</pubDate>
                        <title>EDUCATRICI ED EDUCATORI SCOLASTICI: IMPORTANTE TAVOLO IN REGIONE MARCHE. USB: &quot;BASTA SCARICARE SUI LAVORATORI LE INEFFICIENZE DEL SISTEMA&quot;</title>
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		                        		https://lavoroprivato.usb.it/leggi-notizia/educatrici-ed-educatori-scolastici-importante-tavolo-in-regione-marche-usb-basta-scaricare-sui-lavoratori-le-inefficienze-del-sistema-0939.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>USB Lavoro Privato Marche esprime soddisfazione per l'importante incontro svoltosi presso la Regione Marche sulla situazione delle educatrici e degli educatori scolastici impiegati nei servizi di assistenza all'autonomia e alla comunicazione. Un confronto che rappresenta il risultato di un percorso sindacale avviato da USB Marche già dallo scorso anno, fatto di mobilitazioni, assemblee, iniziative pubbliche, richieste formali di intervento e denuncia delle criticità che da troppo tempo caratterizzano il settore. Al tavolo, convocato dalla Regione Marche a seguito della richiesta avanzata da USB, erano presenti le associazioni datoriali della cooperazione sociale, le altre organizzazioni sindacali e una rappresentanza significativa delle educatrici e degli educatori provenienti da diversi territori della regione, a testimonianza di una condizione di disagio diffusa e non più sostenibile.</p>
<p>Nel corso dell'incontro USB ha denunciato con forza le condizioni di lavoro sempre più difficili che caratterizzano il settore: salari insufficienti, part-time involontario, frammentazione degli interventi, continui periodi di sospensione lavorativa, perdita di continuità educativa e crescente precarizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori. USB ha inoltre evidenziato il rischio sempre più concreto di uno svilimento della professione educativa attraverso percorsi che puntano a ridurre il livello di qualificazione professionale e il valore del lavoro educativo, con inevitabili ricadute negative sulla qualità dei servizi e sui diritti degli alunni e delle famiglie. L'organizzazione sindacale ha ribadito la necessità di un intervento concreto della Regione Marche, per quanto di propria competenza, finalizzato ad un radicale cambiamento dell'attuale modello organizzativo e gestionale del servizio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Durante il confronto USB ha richiamato alcuni principi fondamentali che dovranno guidare ogni futura scelta istituzionale:</p>
<p>• continuità educativa e continuità salariale;</p>
<p>• valorizzazione delle professionalità educative;</p>
<p>• contrasto alla precarietà;</p>
<p>• pianificazione regionale dei servizi;</p>
<p>• regole uniformi per tutti i territori;</p>
<p>• adeguamento delle risorse all'aumento costante delle certificazioni di disabilità e dei bisogni educativi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB LAVORO PRIVATO MARCHE Cooperative Sociali USB ha inoltre ribadito che lavoratrici e lavoratori non sono più disponibili a tollerare il mancato rispetto dei contratti, delle norme e della propria dignità professionale, né ad essere le vittime sacrificali di un sistema che continua a scaricare sugli educatori tutte le proprie inefficienze organizzative e finanziarie. Da parte della Regione Marche, l'Assessore Avv. Tiziano Consoli ha manifestato la volontà di approfondire le problematiche emerse e di verificare, con il coinvolgimento dell'ANCI Marche e in sinergia con i diversi assessorati regionali competenti, quali interventi possano essere concretamente attivati per migliorare la situazione. Un primo ambito sul quale è stata manifestata la disponibilità ad intervenire direttamente riguarda la formazione professionale, attraverso la costruzione di percorsi formativi da realizzare durante il periodo estivo, con l'obiettivo di valorizzare le competenze professionali e offrire opportunità concrete alle lavoratrici e ai lavoratori del settore. Per USB Marche il confronto avviato rappresenta un primo passo importante, ma non conclusivo. Il sindacato continuerà a monitorare gli sviluppi del tavolo regionale e a sostenere le rivendicazioni delle educatrici e degli educatori, affinché alle parole seguano atti concreti e misure capaci di restituire dignità al lavoro educativo e garantire servizi di qualità alle persone più fragili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Lavoro Privato Marche Coordinamento Regionale Cooperative Sociali</p>]]></content:encoded>
			
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                        <guid isPermaLink="false">news-155763</guid>
                        <pubDate>Fri, 05 Jun 2026 09:35:56 +0200</pubDate>
                        <title>LOTTOMATICA: QUANDO IL COLOSSO DEL BETTING DIMENTICA LE REGOLE PIÙ ELEMENTARI SULLA PRIVACY DEI LAVORATORI</title>
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		                        		https://lavoroprivato.usb.it/leggi-notizia/lottomatica-quando-il-colosso-del-betting-dimentica-le-regole-piu-elementari-sulla-privacy-dei-lavoratori-0944.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<div class="WordSection1" style="text-align:start"><p>USB&nbsp;denuncia&nbsp;una&nbsp;gravissima&nbsp;violazione&nbsp;della&nbsp;riservatezza&nbsp;dei&nbsp;lavoratori&nbsp;e interviene&nbsp;per&nbsp;fermare&nbsp;una&nbsp;pratica&nbsp;aziendale&nbsp;incompatibile&nbsp;con&nbsp;la&nbsp;normativa&nbsp;sulla protezione dei dati personali.</p>
<p>Apprendiamo che all'interno di Lottomatica, uno dei principali operatori europei del&nbsp;settore&nbsp;del&nbsp;gaming&nbsp;e&nbsp;delle&nbsp;piattaforme&nbsp;digitali&nbsp;di&nbsp;betting,&nbsp;verrebbero&nbsp;diffuse informazioni&nbsp;dalle&nbsp;quali&nbsp;è&nbsp;possibile&nbsp;individuare&nbsp;lavoratori&nbsp;assenti&nbsp;per&nbsp;malattia&nbsp;o in permesso ai sensi della Legge 104/1992.</p>
<p>Una&nbsp;circostanza&nbsp;che&nbsp;rappresenta&nbsp;una&nbsp;violazione&nbsp;evidente&nbsp;dei&nbsp;principi&nbsp;sanciti&nbsp;dal&nbsp;GDPR&nbsp;e&nbsp;dal&nbsp;Codice&nbsp;Privacy,&nbsp;oltre&nbsp;che&nbsp;un&nbsp;grave&nbsp;vulnus&nbsp;alla&nbsp;dignità&nbsp;delle&nbsp;lavoratrici&nbsp;e dei lavoratori coinvolti.</p>
<p>La vicenda appare ancora più&nbsp;paradossale se si considera il profilo dell'azienda. Stiamo parlando di una multinazionale che basa una parte rilevante del proprio business sulla gestione di enormi quantità di dati, transazioni digitali e sistemi informatici complessi. Un soggetto che dovrebbe rappresentare un modello di eccellenza nella gestione delle informazioni e nella protezione dei dati.</p>
<p>Eppure,&nbsp;mentre&nbsp;all'esterno&nbsp;si&nbsp;propone&nbsp;come&nbsp;leader&nbsp;dell'innovazione&nbsp;tecnologica, all'interno sembrerebbe operare con modalità che ricordano realtà aziendali prive delle più elementari procedure di tutela della riservatezza.</p>
<h4>La&nbsp;normativa&nbsp;è&nbsp;chiarissima.&nbsp;Le&nbsp;informazioni&nbsp;relative&nbsp;alla&nbsp;malattia,&nbsp;allo&nbsp;stato&nbsp;di salute&nbsp;e&nbsp;alla&nbsp;fruizione&nbsp;dei&nbsp;permessi&nbsp;previsti&nbsp;dalla&nbsp;Legge&nbsp;104&nbsp;rientrano&nbsp;tra&nbsp;le categorie&nbsp;particolari&nbsp;di&nbsp;dati&nbsp;personali&nbsp;e&nbsp;sono&nbsp;soggette&nbsp;a&nbsp;una&nbsp;protezione&nbsp;rafforzata. Nessuna esigenza organizzativa può giustificare la loro diffusione indiscriminata tra colleghi di lavoro.</h4></div><h4>Non&nbsp;esiste&nbsp;alcuna&nbsp;ragione&nbsp;per&nbsp;cui&nbsp;un&nbsp;lavoratore&nbsp;debba&nbsp;conoscere&nbsp;la&nbsp;motivazione dell'assenza di un altro lavoratore.</h4>
<p>La condotta segnalata appare in contrasto con i principi di minimizzazione dei dati, limitazione delle finalità, integrità e riservatezza previsti dal Regolamento Europeo 2016/679, nonché con il divieto di diffusione dei dati idonei a rivelare lo stato di salute previsto dalla normativa nazionale.</p>
<p>Come USB siamo immediatamente intervenuti per chiedere la cessazione della pratica&nbsp;contestata,&nbsp;la&nbsp;rimozione&nbsp;di&nbsp;ogni&nbsp;sistema&nbsp;di&nbsp;condivisione&nbsp;impropria&nbsp;dei&nbsp;dati personali e l'adozione di misure organizzative e tecniche idonee a garantire il rispetto della normativa vigente.</p>
<p>Abbiamo&nbsp;inoltre&nbsp;richiesto&nbsp;che&nbsp;venga&nbsp;fatta&nbsp;piena&nbsp;chiarezza&nbsp;sulle&nbsp;responsabilità&nbsp;che hanno determinato questa situazione e che siano adottate tutte le misure&nbsp;necessarie&nbsp;per&nbsp;impedire&nbsp;il&nbsp;ripetersi&nbsp;di&nbsp;analoghi&nbsp;episodi.</p>
<p>La tutela della privacy non è un adempimento burocratico e non può essere considerata&nbsp;una&nbsp;formalità&nbsp;da&nbsp;rispettare&nbsp;solo&nbsp;nei&nbsp;confronti&nbsp;dei&nbsp;clienti&nbsp;o&nbsp;degli&nbsp;utenti dei servizi. È un diritto fondamentale che appartiene anche ai lavoratori e alle&nbsp;lavoratrici.</p>
<p>USB continuerà a vigilare affinché in&nbsp;Lottomatica siano garantiti il rispetto della dignità&nbsp;delle&nbsp;persone,&nbsp;la&nbsp;protezione&nbsp;dei&nbsp;dati&nbsp;personali&nbsp;e&nbsp;il&nbsp;pieno&nbsp;esercizio&nbsp;dei&nbsp;diritti previsti dalla legge.</p>
<p>I diritti dei lavoratori non&nbsp;possono essere messi&nbsp;in&nbsp;pausa quando si entra&nbsp;in&nbsp;azienda.&nbsp;Nemmeno&nbsp;in&nbsp;una&nbsp;multinazionale che&nbsp;fonda&nbsp;il&nbsp;proprio&nbsp;successo&nbsp;proprio sulla gestione dei dati.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 17:27:00 +0200</pubDate>
                        <title>DIFENDERE I DIRITTI DEL LAVORO CULTURALE, OLTRE LA CONCERTAZIONE E LE STRUMENTALIZZAZIONI</title>
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		                        		https://lavoroprivato.usb.it/leggi-notizia/difendere-i-diritti-del-lavoro-culturale-oltre-la-concertazione-e-le-strumentalizzazioni-1729.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Come organizzazione sindacale di base guardiamo con attenzione e rispetto allo sciopero generale della cultura indetto da sindacati di base e CGIL per il 12 giugno.</p>
<p>Riteniamo che ogni iniziativa capace di riportare al centro del dibattito pubblico le condizioni materiali di chi lavora nel settore culturale rappresenti un elemento positivo. Da troppo tempo il lavoro della cultura vive una contraddizione profonda: un settore considerato essenziale per la vita sociale e democratica del Paese continua a essere sostenuto da salari insufficienti, precarietà diffusa, esternalizzazioni, appalti al massimo ribasso e una crescente frammentazione delle figure professionali.</p>
<p>Per questo esprimiamo solidarietà e vicinanza a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori che sceglieranno di aderire allo sciopero. Un riconoscimento particolare va a quelle professioni atipiche e discontinue che popolano il mondo della cultura: lavoratrici e lavoratori degli appalti, collaboratori, partite IVA economicamente dipendenti, operatori e operatrici che spesso non dispongono nemmeno degli strumenti tradizionali della rappresentanza sindacale. In questi contesti scioperare richiede un costo personale ed economico molto più elevato e la semplice scelta di partecipare a una mobilitazione assume un valore significativo.</p>
<p>Allo stesso tempo non possiamo ignorare alcuni elementi dirimenti della fase che stiamo attraversando. Per molte lavoratrici e molti lavoratori impiegati negli appalti e nelle aziende che applicano il contratto Federculture, l'adesione allo sciopero si colloca nel pieno dei tavoli di rinnovo contrattuale. Un rinnovo che, già nella fase del preaccordo, ha evidenziato elementi di forte criticità.</p>
<p>Tra questi desta particolare preoccupazione la revisione dei mansionari, che rischia di produrre ulteriore flessibilità organizzativa a vantaggio delle aziende senza offrire adeguate garanzie economiche e professionali ai lavoratori. Una scelta che non risponde alle aspettative di chi da anni chiede un reale riconoscimento delle competenze e che colpisce chi da anni lotta per il contratto di settore. A una grande platea di lavoratori sono ancora applicati contratti poveri e sottopagati come il ccnl multiservizi o il ccnl servizi fiduciari, sottoscritti da Cgil-Cisl-Uil.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Posta la fiducia in chi fin dall'inizio ha promosso l'esigenza di questa mobilitazione, in primis l'associazione &quot;Mi riconosci?&quot; con cui abbiamo condiviso diverse battaglie, diventa particolarmente complesso lottare al fianco di chi ha firmato e sta contrattando dei salari non adeguati senza che i lavoratori ne siano informati e di chi nei fatti ha contribuito a definire il contesto contro cui oggi si chiama allo sciopero (tra cui il grande tema della legge 146/90).</p>
<p>È quindi comprensibile che nel settore convivano sensibilità e valutazioni differenti sulle forme di mobilitazione più efficaci in questo momento. Riteniamo che tali differenze non debbano trasformarsi in contrapposizioni tra lavoratori.</p>
<p>La sfida principale resta quella di costruire una mobilitazione che non sia solo capace di unire le diverse figure che operano nel settore culturale ma che si mobiliti su posizionamenti chiari, soprattutto in una fase delicata come quella del rinnovo contrattuale.</p>
<p>Al di là delle differenti valutazioni sindacali e delle difficoltà oggettive che attraversano questa fase, è fondamentale che il tema della cultura e del lavoro culturale torni a occupare lo spazio che gli spetta nel dibattito pubblico e nelle priorità delle istituzioni.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 14:33:27 +0200</pubDate>
                        <title>Un&#039;altra vittoria di USB in tribunale: Mediohospes deve riconoscere il D1 per le lavoratrici e i lavoratori di Ardea</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Un altro passo avanti per i lavoratori OEPAC che da anni chiedono il riconoscimento dei livello adeguato. In data&nbsp;28 maggio 2026, il tribunale del lavoro di Velletri ha riconosciuto l'errato inquadramento contrattuale applicato dalla cooperativa Medihospes per i lavoratori del comune di Ardea.</p>
<p><br /> La sentenza riguarda soltanto una lavoratrice, ma apre la strada al riconoscimento del livello anche per tutte e tutti gli altri.<br /> Un risultato che restituisce dignità a questa categoria, troppo spesso denigrata attraverso meccanismi di precariato che partono dalla mal applicazione del contratto nazionale.</p>
<p><br /> Difatti la lavoratrice era stata collocata al livello C1 del CCNL Cooperative Sociali, mentre il Tribunale ha stabilito che tali mansioni devono essere inquadrate al livello D1. Non può infatti costituire alcuna giustificazione il fatto che la committenza pubblica non lo preveda, poiché è il contratto collettivo nazionale a definire in modo chiaro i livelli di inquadramento.<br /> &nbsp;</p>
<p>Si tratta di una vittoria importante che si configura nel conflitto che USB, rappresentato in tribunale dall'avvocato Bartolo Mancuso, porta avanti, affinché la logica degli appalti in cui le cooperative gareggiano, promettendo l'alta qualità del servizio, mentre abbassano la qualità del lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori, sia tenuta sotto stretta sorviglianza, auspicando la sua totale abolizione.<br /> &nbsp;</p>
<p>&nbsp;Solo la lotta paga!</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 01 Jun 2026 14:49:11 +0200</pubDate>
                        <title>USB RAI - NO propaganda di guerra sui nostri figli, Bimbo Rai: i luoghi di lavoro non siano vetrine per la militarizzazione dell’infanzia</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Fonte immagine Wikimedia Commons, qua il link all'opera originale:&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Centro_di_produzione_TV_Raffaella_Carrà#/media/File:RAI_Roma_via_Teulada_fronte.jpg" target="_blank" rel="noreferrer">https://it.wikipedia.org/wiki/Centro_di_produzione_TV_Raffaella_Carrà#/media/File:RAI_Roma_via_Teulada_fronte.jpg</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB esprime forte contrarietà alla scelta di prevedere, nell’ambito dell’iniziativa “Bimbo Rai”, la presenza di Forze Armate e Forze dell’Ordine con mezzi, attrezzature e dimostrazioni operative rivolte ai bambini e alle bambine che visiteranno gli spazi di lavoro dei propri genitori.</p>
<p>“Bimbo Rai” nasce come una giornata dedicata alle lavoratrici e ai lavoratori dell’azienda e alle loro famiglie, con l’obiettivo di far conoscere ai più piccoli i luoghi e le attività professionali dei propri genitori. Per questo riteniamo del tutto fuori luogo trasformare un’occasione di incontro tra famiglie e mondo del lavoro in una vetrina per apparati militari e di sicurezza.</p>
<p>La presenza di mezzi militari, equipaggiamenti e dimostrazioni operative nella più grande azienda culturale italiana, per di più in un contesto destinato all’infanzia, contribuisce a diffondere la cultura della guerra e a rendere ordinaria e positiva l’immagine della dimensione militare, presentandola come elemento di intrattenimento e curiosità. Si tratta di una scelta che non può essere considerata neutrale e che si inserisce nel contesto più generale di crescente militarizzazione della società e dello spazio pubblico.</p>
<p>Come USB riteniamo che un servizio pubblico radiotelevisivo debba promuovere valori di pace, cooperazione, inclusione, solidarietà e convivenza democratica. Iniziative rivolte ai bambini e alle bambine dovrebbero valorizzare il lavoro, la cultura, la creatività, la ricerca, la tutela dell’ambiente e i diritti sociali, non la spettacolarizzazione di strumenti e attività legate all’esercizio della forza, della distruzione e della repressione.</p>
<p>Per queste ragioni diffidiamo la Rai dal proseguire sulla strada della militarizzazione per riportare l’iniziativa alle sue finalità originarie: consentire ai figli e alle figlie delle lavoratrici e dei lavoratori di conoscere l’azienda, le professionalità che vi operano e il valore sociale del servizio pubblico.</p>
<p>USB continuerà a sostenere una cultura della pace e a contrastare ogni tentativo di normalizzare, soprattutto nei confronti delle nuove generazioni, la presenza degli apparati militari negli spazi educativi, culturali e sociali.</p>
<p>Non avrete i nostri figli.<br /> &nbsp;</p>
<p>USB Lavoro Privato</p>
<p>Coordinamento RAI</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 28 May 2026 12:34:35 +0200</pubDate>
                        <title>Piombino: due velocità sul polo siderurgico, mentre i lavoratori aspettano ancora risposte</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://lavoroprivato.usb.it/leggi-notizia/piombino-due-velocita-sul-polo-siderurgico-mentre-i-lavoratori-aspettano-ancora-risposte-1237.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p><br /> Sul polo siderurgico di Piombino la convivenza tra i progetti di Metinvest Adria e JSW Steel Italy diventa ogni giorno più difficile. I due piani industriali avrebbero dovuto procedere di pari passo, garantendo sviluppo, occupazione e rilancio industriale del territorio.&nbsp;Oggi&nbsp;invece assistiamo a due situazioni completamente diverse.<br /> <br /> Metinvest Adria ha già firmato l’accordo di programma, ha avviato oltre 380 colloqui con i lavoratori inattivi, ha ripresentato il piano industriale alla Regione Toscana con la rinuncia a 9 ettari di aree e si prepara all’avvio delle demolizioni nell’autunno 2026. A questo si aggiunge lo sblocco dell’investimento sulla banchina da parte del MIT, passaggio fondamentale per la realizzazione del progetto.<br /> <br /> Dall’altra parte, JSW continua a rappresentare l’ennesima incompiuta industriale. Dopo mesi non è stato ancora firmato l’accordo di programma, non esistono certezze sui tempi e il progetto industriale. Nel frattempo Governo e Regione Toscana continuano a latitare su una vertenza che viene definita strategica a livello nazionale, ma che nei fatti non riceve alcuna accelerazione concreta.<br /> <br /> È inaccettabile che ad&nbsp;oggi&nbsp;non sia stato ancora nominato un commissario straordinario capace di velocizzare gli iter autorizzativi e coordinare realmente l’avvio del comitato esecutivo. Ancora più grave è il continuo credito politico dato a JSW, un gruppo che dal 2018 non ha mantenuto gli impegni assunti né verso i lavoratori né verso la città.<br /> <br /> Le tensioni internazionali, dalle guerre in Medio Oriente fino al conflitto in Ucraina, rendono ancora più evidente quanto sia fragile affidare il futuro di un settore strategico come la siderurgia alle logiche del mercato e della speculazione internazionale.<br /> <br /> Come USB lo diciamo da tempo: servono garanzie immediate per tutti i lavoratori fino al completamento delle opere e alla piena ripartenza produttiva. Nessuno deve pagare sulla propria pelle i ritardi industriali, politici e burocratici accumulati in questi anni.<br /> <br /> Per USB la questione è ormai chiara: senza un forte intervento pubblico non esiste alcuna garanzia per il futuro del polo siderurgico di Piombino. Per questo continuiamo a chiedere la nazionalizzazione della siderurgia e un controllo pubblico reale di un settore strategico per il Paese, per difendere occupazione, salario, diritti e prospettive industriali.<br /> <br /> &nbsp;<br /> <br /> USB Piombino<br /> USB Nazionale Industria – Categoria Operaia</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 28 May 2026 12:05:25 +0200</pubDate>
                        <title>Ipotesi di accordo rinnovo CCNL ANIA:  tanta esaltazione da parte dei firmatari ma anche tante omissioni</title>
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		                        		https://lavoroprivato.usb.it/leggi-notizia/ipotesi-di-accordo-rinnovo-ccnl-ania-tanta-esaltazione-da-parte-dei-firmatari-ma-anche-tante-omissioni-1206.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Un'intesa deludente che non fornisce risposte adeguate ai bisogni delle lavoratrici e lavoratori. Ristretti ulteriormente gli spazi di democrazia sindacale ed il diritto alla rappresentanza delle lavoratrici e lavoratori del settore. Incrementato di 6 ore l'istituto permessi art.39 ma nient’altro dal punto di vista dell’orario e della conciliazione tempi vita-lavoro: non è stato introdotto nessun vincolo per le aziende in materia di smart working, tema molto sentito in Unipol e nessun accenno alla possibilità di ridurre l'orario di lavoro a parità di salario, nonostante la volontà esplicita di ricorrere in maniera sempre più massiccia all'intelligenza artificiale, a conferma che l'innovazione tecnologica viene intesa solo come servizio alle esigenze per le imprese senza prevedere nessun beneficio in termini di riduzione delle ore per chi lavora. Solo un fumoso impegno a garantire il diritto alla disconnessione. Altra nota dolente riguarda la parte economica. Avevamo già giudicato insufficiente la richiesta di 330 euro lordi presente in piattaforma, in quanto insufficiente a recuperare quanto eroso dall'andamento dell'inflazione, in particolare nel triennio 2022-24, a fronte anche della contrazione del salario fisso attraverso la contrattazione aziendale, come avvenuto ad esempio in Unipol fermo ormai dal 2021. Si è ottenuto un aumento di 280 euro lordi a decorrere dal 1° gennaio 2026 in 3 trance col solito meccanismo a perdere dell'Ipca-Nei depurato dei costi dell'energia importata (ricordiamo quanto ad esempio sia energivora la AI), con l'allungamento della vigenza contrattuale di 1 anno (contratto scaduto il 31/12/2024) e una vacanza contrattuale di 1 anno compensata da Una Tantum di 1.000 euro, di cui 450 in Welfare, largamente insufficiente anche solo per un parziale recupero dell'assenza della contrattazione per 1 anno e a fronte dell'andamento dell'inflazione degli anni precedenti. In sostanza, si redistribuiscono le briciole a fronte di un settore che macina utili stratosferici e una redditività delle imprese in forte crescita. Una dinamica salariale opposta, anche ad esempio rispetto a quanto avvenuto nel settore del credito.&nbsp; Inoltre ci risulta che gli aumenti siano assorbibili e quindi la maggior parte della popolazione lavorativa di Unipol rischia di non riceverli per la presenza di Assegni ad Personam individuali che, fino alla concorrenza, verrebbero assorbiti dagli aumenti contrattuali. Nulla di fatto anche dal punto di vista di una possibile evoluzione e correttezza degli inquadramenti che attualmente non valorizzano le professionalità presenti: ci si è concentrati solo sull’esigenza delle imprese di avere una quasi piena fungibilità fra i livelli d’inquadramento che nei fatti blinda i lavoratori in una condizione di perenne sotto inquadramento.&nbsp; È stata poi scritta l'ennesima pagina nera per quanto riguarda la democrazia sindacale, con il trionfo della peggiore tradizione del sindacalismo corporativo: si rafforza il fortino inespugnabile dei sindacati firmatari e delle loro rendite di posizione e s'impedisce alle lavoratrici e lavoratori di scegliere liberamente da chi farsi rappresentare, con molti aspetti a nostro avviso di incostituzionalità. Un sistema di relazioni sindacali finalizzato a salvaguardare le esigenze e le compatibilità delle imprese, come d'altronde dichiarato a mezzo stampa dal presidente di Ania Giovanni Liverani. In conclusione, siamo in presenza di un rinnovo di contratto largamente insufficiente in un settore con un andamento economico positivo in totale controtendenza rispetto alle difficoltà di altri comparti. Bologna,&nbsp;28 maggio 2026&nbsp;RSA USB GRUPPO UNIPOL&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<br /> <br /> Apri il documento condiviso:&nbsp;<a href="https://acrobat.adobe.com/id/urn:aaid:sc:EU:46de790a-cbcd-4a15-93c9-034ebbc4d052" target="_blank" rel="noreferrer">https://acrobat.adobe.com/id/urn:aaid:sc:EU:46de790a-cbcd-4a15-93c9-034ebbc4d052</a><br /> <br /> Scarica l’app Adobe Acrobat Reader:&nbsp;<a href="https://adobeacrobat.app.link/Ole5Urxru3b" target="_blank" rel="noreferrer">https://adobeacrobat.app.link/Ole5Urxru3b</a></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 25 May 2026 10:50:15 +0200</pubDate>
                        <title>Bilancio RAI 2025: i soldi ci sono, ma non per chi lavora!</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p><em>Foto in concessione di Wikimedia Commons, fonte:</em>&nbsp;<a href="https://commons.wikimedia.org/wiki/File:RAI_Roma_via_Teulada_fronte.jpg" target="_blank" rel="noreferrer">https://commons.wikimedia.org/wiki/File:RAI_Roma_via_Teulada_fronte.jpg</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Consiglio di Amministrazione&nbsp; ha approvato il Bilancio RAI 2025, registrando un utile di 9,3 milioni di euro. Immediatamente si sono susseguite le dichiarazioni entusiastiche della dirigenza, pronte a celebrare il risultato come il frutto di <em>“una gestione economico-finanziaria rigorosa”</em>.</p>
<p>Noi questo &quot;rigore&quot; lo conosciamo bene, perché lo subiamo ogni giorno sulla nostra pelle. Dietro quel segno positivo c'è una realtà fatta di rinunce, tagli e sacrifici imposti esclusivamente a chi lavora. I 9,3 milioni di utile non sono un successo da festeggiare, ma la prova schiacciante delle contraddizioni di questa azienda, tanto sul fronte della carenza d’organico quanto su quello del salario. Il personale è ridotto all'osso in tutti i settori. Si va avanti solo grazie a straordinari strutturali per coprire i vuoti d'organico e alimentare un aumento di produzioni che, troppo spesso, non portano alcun valore aggiunto né al Servizio Pubblico né alla valorizzazione dei lavoratori coinvolti.</p>
<p>Nell’ultimo rinnovo contrattuale ci sono stati concessi aumenti dei minimi vergognosi, ampiamente al di sotto dell'inflazione e del reale aumento del costo della vita. Ci era stato detto che l'azienda era in affanno e che chiedere di più sarebbe stato &quot;irresponsabile&quot;. Oggi i fatti ci danno ragione: le risorse per migliorare le nostre condizioni c'erano, semplicemente non c'era la volontà politica di usarle.</p>
<p>Se a questo ci aggiungiamo il piano immobiliare che prevede la dismissione di ben 15 immobili in tutta Italia (i casi più eclatanti e dolorosi sono il Teatro delle Vittorie a Roma e Palazzo Labia a Venezi) è evidente il tentativo di fare cassa nell'immediato e ridurre progressivamente gli spazi e gli organici nei Centri di Produzione e nelle Sedi Regionali. Questo utile ha ben poco valore. Dimostra solo che la Rai si comporta come una qualsiasi azienda privata che considera il lavoro un mero costo da tagliare e snellire il più possibile, guardandosi bene dal toccare i reali privilegi e i veri sprechi.</p>
<p>Se questo è il modello che la governance vuole portare avanti, troverà la nostra totale e ferma opposizione, la nostra rabbia e la nostra mobilitazione.</p>
<p>Unione Sindacale di Base</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 20 May 2026 11:03:00 +0200</pubDate>
                        <title>AMA S.p.A. – È il momento di dire NO!  Respingiamo l’accordo del 15 Aprile 2026 - Raccolta Firme in tutti gli stabilimenti AMA di Roma</title>
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		                        		https://lavoroprivato.usb.it/leggi-notizia/ama-spa-e-il-momento-di-dire-no-respingiamo-laccordo-del-15-aprile-2026-raccolta-firme-in-tutti-gli-stabilimenti-ama-di-roma-1105.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>L’enorme adesione allo sciopero del’11&nbsp;maggio&nbsp;ha mandato un messaggio chiaro e inequivocabile:&nbsp;i lavoratori AMA non accettano l’ipotesi di accordo&nbsp;sottoscritta il&nbsp;15 aprile 2026&nbsp;da CGIL, CISL, UIL e FIADEL insieme all’azienda.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un accordo vergognoso&nbsp;che punta a rendere ordinarie le domeniche e i giorni festivi lavorati, cancellando diritti, peggiorando le condizioni di vita e aprendo l’ennesima stagione di sacrifici imposti ai lavoratori in nome delle esigenze aziendali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I lavoratori hanno già risposto con la lotta.</p>
<p>Ora&nbsp;è il momento di certificare quel dissenso&nbsp;nero su bianco.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per questo&nbsp;avviamo una grande raccolta firme in tutti gli stabilimenti AMA di Roma&nbsp;per:</p><ul> 	<li> 	<p><em>respingere l’accordo del&nbsp;15 aprile 2026;</em></p> 	</li> 	<li> 	<p><em>dichiarare apertamente la contrarietà dei lavoratori a questo peggioramento;</em></p> 	</li> 	<li> 	<p><em>sfiduciare le RSU che hanno sottoscritto l’accordo con l’azienda ignorando la volontà reale dei lavoratori.</em></p> 	<p>&nbsp;</p> 	</li> </ul><p>Non si può&nbsp;firmare contro chi ogni giorno manda avanti il servizio.</p>
<p>Non si può&nbsp;trasformare il lavoro festivo e domenicale in normalità.</p>
<p>Non si può&nbsp;continuare a scaricare sui lavoratori il peso delle inefficienze aziendali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Chi ha firmato questo accordo si è assunto&nbsp;una responsabilità politica e sindacale gravissima.</p>
<p>USB sarà in tutti gli impianti per raccogliere le firme e costruire una mobilitazione ancora più forte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dimostriamo che i lavoratori AMA non sono disposti ad abbassare la testa!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>PARTECIPA ALL’ASSEMBLEA ON-LINE: 21&nbsp;MAGGIO&nbsp;ORE 17.00&nbsp;– 18.00<br /> SEGUI IL LINK PER PARTECIPARE:&nbsp;<a href="https://meet.goto.com/354266589" target="_blank" rel="noreferrer nofollow noopener">https://meet.goto.com/354266589</a></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sat, 16 May 2026 09:39:33 +0200</pubDate>
                        <title>USB Lavoro Privato: Sciopero generale 18 Maggio 2026</title>
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		                        		https://lavoroprivato.usb.it/leggi-notizia/usb-lavoro-privato-sciopero-generale-18-maggio-2026-0950.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>L'Unione Sindacale di Base Lavoro Privato aderisce allo sciopero generale lanciato dalla nostra sigla, sostenendo la Flotilla nel suo percorso, difendendo l'incolumità degli attivisti a bordo delle navi, e schierandosi contro guerra, riarmo e il genocidio del popolo Palestinese. Come categoria non possiamo non prendere atto della situazione attuale, economica, sociale e politica. Già il 22 settembre 2025 siamo scesi in strada in sciopero generale al grido di &quot;blocchiamo tutto&quot;; bloccheremo tutto di nuovo, al fianco della Flotilla e del popolo palestinese, e verso la manifestaznione nazionale del 23 Maggio, che rimette al centro il nostro ruolo di operai e lavoratori come produttori di ricchezza, al fronte di un'economia di guerra e profitti, e carovita generato anche dai conflitti internazioni più recenti.</p>
<p>Lunedì 18 Maggio in tutta Italia si terrà lo sciopero generale; a Roma saranna con noi gli attivisti Saif, già rapito detenuto illegalmente da Israele nelle scorse settimane e rilasciato da breve tempo, e Maria Elena della Global Sumud Flotilla. Gli altri appuntamenti sono visualizzabili nelle grafiche e sul sito nazionale dell' USB.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Contro guerra e genocidio, carovita e sfruttamento, Sciopero Generale il 18 Maggio, Manifestazione Nazionale Operaia il 23 Maggio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Usb Lavoro Privato</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 14 May 2026 10:57:41 +0200</pubDate>
                        <title>Lettera al neo insediato presidente della fondazione IIT</title>
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		                        		https://lavoroprivato.usb.it/leggi-notizia/lettera-al-neo-insediato-presidente-della-fondazione-iit-2202-2.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Al neo insediato Presidente della Fondazione</p>
<p>Gentile Presidente,</p>
<p>Con la presente vogliamo richiamare la sua attenzione sulla trattativa attualmente in corso tra Fondazione e Dipendenti per il rinnovo della parte economica del CCAL. La piattaforma presentata dalla RSU ha come scopo il recupero del potere di acquisto perso dai lavoratori non soltanto negli anni più recenti. La Fondazione IIT è nata nel 2003 e fino al 2024 non ha ritenuto opportuno formalizzare i rapporti di lavoro all’interno di un contratto concordato con lavoratori e OO.SS.</p>
<p>La conquista del CCAL – che per la RSU è un passo tanto dovuto quanto ancora insufficiente per la sopra citata formalizzazione dei rapporti di lavoro – ha visto momenti di contrasto del tutto simili a quelli che in questi mesi hanno condotto il Personale a dichiarare lo stato di agitazione, a proclamare la giornata di sciopero il 24 marzo e a chiedere ed ottenere il sostegno unanime delle Istituzioni locali.</p>
<p>Alla firma del CCAL avevamo sostenuto che la rivalutazione dei salari fosse del tutto insufficiente (+2,2% sulla paga base) e che sarebbe stato necessario maggiore impegno da parte della Fondazione su questo tema a partire dal primo rinnovo della parte economica, previsto per il febbraio di quest’anno.</p>
<p>Lavoratrici e Lavoratori, coerentemente con il percorso fatto fino ad oggi, hanno presentato una richiesta di aumento della paga base del 12%, alla quale hanno fatto seguito due proposte della Fondazione assolutamente insufficienti.</p>
<p>L’ultimo bilancio della Fondazione, il “migliore di sempre” come sottolineato dal nostro Direttore Scientifico in una recente intervista che ufficializzava anche la sua nomina, rende evidente come per il Personale dipendente si spendano circa 50 degli 86 Milioni del contributo dello Stato. Allargando, circa 90 dei 196 Milioni complessivi sono spesi per tutto il Personale se includiamo anche quello precario afferente in prevalenza alla ricerca.</p>
<p>La conferma di quello che interpretiamo come un sotto investimento strutturale sul Personale da parte della Fondazione, ci arriva anche dal sempre consistente avanzo di bilancio, quest’anno vicino ai 5 Milioni di euro.</p>
<p>Pertanto, lo spazio economico per una politica salariale che vada, al contempo, a compensare quanto perso da Lavoratrici e Lavoratori e a riconoscere loro i risultati che IIT ha raggiunto e pubblicizza esiste, e crediamo debba finalmente diventare la prima preoccupazione per chi dirige l’Istituto.</p>
<p>Per questo ci auguriamo – e ci aspettiamo – che su questi temi il suo mandato manifesti una discontinuità netta con chi lo ha preceduto.</p>
<p>Genova 14/05/2026</p>
<p><strong>RSU IIT</strong></p>
<p><strong>USB Lavoro Privato</strong></p>
<p><strong>FLC-CGIL</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 14 May 2026 09:32:27 +0200</pubDate>
                        <title>AMA SPA: 1640 lavoratori dicono “NO” agli accordi al ribasso</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://lavoroprivato.usb.it/leggi-notizia/ama-spa-1640-lavoratori-dicono-no-agli-accordi-al-ribasso-0934.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Sono stati&nbsp;1640 i lavoratori e le lavoratrici di AMA che nella giornata dell’11&nbsp;maggio&nbsp;hanno aderito allo sciopero proclamato da USB per dire NO all’accordo peggiorativo&nbsp;che imporrebbe domeniche e festività lavorate in regime ordinario.</p>
<p>Un numero che assume un valore importantissimo e che rappresenta un messaggio chiaro e inequivocabile:&nbsp;i lavoratori e le lavoratrici respingono gli accordi al ribasso sottoscritti dalle organizzazioni sindacali e dalle RSU di CGIL, CISL, UIL e FIADEL.</p>
<p>La massiccia partecipazione allo sciopero apre&nbsp;una nuova fase&nbsp;all’interno della società e certifica una realtà che non può più essere ignorata:&nbsp;le RSU firmatarie non godono della piena fiducia dei lavoratori. Migliaia di persone sono scese in strada per affermare con forza un concetto semplice ma fondamentale:&nbsp;non ci sentiamo più rappresentati da chi continua a firmare accordi a perdere sulle spalle dei lavoratori.</p>
<p>La mobilitazione e la protesta continueranno finché le RSU delle sigle sindacali firmatarie non&nbsp;prenderanno atto della sfiducia ricevuta dai lavoratori e non ritireranno le firme dall’ipotesi di accordo.</p>
<p>USB continuerà a stare al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici di AMA, dentro e fuori i posti di lavoro, per difendere diritti, dignità e condizioni di lavoro contro ogni tentativo di peggioramento.</p>
<p>USB Unione Sindacale di Base – Igiene Ambientale AMA</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 12 May 2026 14:19:06 +0200</pubDate>
                        <title>A chi serve il ‘nuovo’ IIT? </title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Due premesse.</p>
<p>Pur condividendo le critiche che provengono da più parti del mondo accademico sulla nascita e sull’attuale conduzione dell’Istituto Italiano di Tecnologia, riteniamo che un ente di ricerca pubblico – compreso IIT e tutti gli enti finanziati prevalentemente dallo Stato – abbia sempre motivo di esistere.</p>
<p>E riteniamo, soprattutto, che il Personale che vi lavora rappresenti un insieme di professionalità che la ricerca italiana non deve perdere. Anzi, potrebbe e dovrebbe transitarle nell’alveo Pubblico portando alte professionalità nelle università e negli enti di ricerca.</p>
<p>Definito questo perimetro, ci chiediamo se l’IIT, per come sta evolvendo, sia veramente necessario al Paese. Ci poniamo il quesito a partire dallo stato generale della ricerca in Italia e in Europa in raffronto al resto del Mondo.</p>
<p>Appare chiaro che la Cina ha rapidamente recuperato l’arretratezza che scontava un trentennio fa e lo ha fatto con un modello organizzativo nazionale (i piani quinquennali) che hanno previsto e portato a compimento, a partire da una assoluta preminenza della ricerca e dell’innovazione, la predominanza nel settore energetico verde e la competizione nell’intelligenza artificiale e nella robotica con gli Stati Uniti, o meglio la ridotta oligarchia dei <em>big tech</em>, che attualmente detengono le chiavi del settore attraverso sistemi proprietari e sempre meno “<em>open source”. </em></p>
<p>La domanda che poniamo sorge nel momento in cui, in brevissimo tempo, sono nate due nuove realtà: la prima – AI4I – è una Fondazione “dedicata” all’IA apparentemente indipendente (sebbene il lavoro tuttora compiuto nell’alveo IIT sia evidentissimo); la seconda – Generative Bionics – è una start-up che di fatto ha “assorbito” proprietà intellettuale, <em>know-how</em> e personale di IIT.</p>
<p>Quindi, due vere e proprie strutture in competizione con IIT su temi, lo abbiamo accennato, che meriterebbero ben altra attenzione e ben altri strumenti, di livello europeo non nazionale. Chiaro che AI4I e Generative Bionics abbiano direttamente ed indirettamente <strong><u>drenato anche fondi dall’ambito di IIT</u></strong>. Infatti, mentre per Human Technopole, i precedenti governi non avevano eroso finanziamenti a IIT, in questi due casi il Governo ha usato la Fondazione con sede a Genova come uno sfascia carrozze farebbe con un'auto incidentata.</p>
<p>La cosa è particolarmente evidente osservando Generative Bionics, che ambisce alla leadership – italiana e non solo – nella progettazione e produzione di robot umanoidi AI-driven. Nella start-up sono confluite quasi per intero alcune linee di ricerca e personale tecnico/amministrativo originariamente in forze a IIT, includendo diversi Dirigenti di ricerca e, come ovvia conseguenza, una quantità considerevole di <em>know-how</em> realizzato in oltre 20 anni di attività interna a IIT.</p>
<p>La portata di queste perdite, a nostro avviso, è tale da poter essere identificata al pari di una cessione di ramo d'azienda, e come tale avrebbe dovuto essere riconosciuta, in primo luogo dalla governance della Fondazione.</p>
<p><strong>MA UNA FONDAZIONE PUBBLICA, FINANZIATA DAL PUBBLICO, per giunta rivolta alla ricerca e alla disseminazione, HA LA LEGITTIMITÀ DI ‘CEDERE’ A SUE SPESE PROPRIETÀ INTELETTUALE E PROFESSIONALITÀ?</strong></p>
<p>Quello che ad oggi riscontriamo, è una gestione che lascia in estrema incertezza e sofferenza ciò che rimane dei reparti attivi nella robotica umanoide. L'impressione che ricaviamo è quella di un’operazione poco trasparente, che potenzialmente può portare alla scomparsa delle linee di ricerca in questione. Infatti, i processi di sostituzione del personale sono stati caratterizzati da notevole lentezza e riduzione dell’organico rispetto ai numeri precedenti la nascita della start-up. <strong><u>Di conseguenza non è stato possibile attuare un adeguato passaggio di consegne per preservare quella conoscenza che noi consideriamo un asset pubblico.</u></strong></p>
<p>Quindi, anche al di là delle considerazioni sulla presunta utilità di fondare due nuove aziende su tematiche complementari a quelle storicamente sviluppate in IIT, ci chiediamo: <strong><u>il “modello” di trasferimento di conoscenza previsto per IIT era veramente questo? Verso soggetti concorrenti creati anche su nuove figure dirigenti? O era piuttosto l’impresa privata “vera” e non un intermediario ulteriore, come ci pare stia avvenendo per entrambe le strutture in questione?</u></strong></p>
<p><strong><u>E allora questo IIT “liberato” da ambiti di ricerca ritenuti di punta, riuscirà a sopravvivere alla compressione dei fondi statali? Saprà reagire in maniera diversa da come la dirigenza scientifica ha fatto nell’ultima finanziaria, quando il taglio di 15 milioni è stato assunto passivamente dai vertici mentre il personale entrava in mobilitazione?</u></strong> Taglio che, peraltro, sembra correlato con l’investimento di 15 milioni nel centro di calcolo di AI4I…</p>
<p>Va registrato che nel frattempo IIT ha cambiato narrazione. È passata dalla questua prima della legge di Bilancio, che ha indotto il personale a “scendere in campo” per chiedere interventi sia al Comune di Genova che alla Regione Liguria, alla recentissima e assolutamente contraddittoria proclamazione a mezzo stampa della grande capacità di attrazione di finanziamenti che caratterizzerebbe la Fondazione.</p>
<p>È in questo contesto che il 24 marzo scorso, IIT è stata oggetto di uno sciopero con livelli di adesione che non si riscontrano spesso nel settore e superiori al 50% del personale, che ha scioperato perché l’Istituto sostiene di non essere economicamente in grado di offrire condizioni salariali dignitose ai lavoratori, mentre le ha offerte ai dirigenti, come si evince analizzando l’andamento del costo del lavoro dettagliato nelle relazioni della Corte dei Conti degli ultimi anni.</p>
<p>Successivamente, durante una trattativa in cui l’ente si dichiarava ancora ‘nullatenente’, tanto da non poter approvare nemmeno aumenti in grado di coprire l’inflazione galoppante, sempre il personale riceveva l’invito ad una festa aziendale il primo luglio prossimo...</p>
<p>Delle due l’una, o l’IIT gode di un bilancio sanissimo tanto che lo devia su nuove iniziative imprenditoriali oppure è stressato dai tagli e, come tutta la ricerca italiana, sopravvive. Di questa mancanza di chiarezza la vittima è chiaramente il Personale.</p>
<p>Dunque, rispondere alla domanda sull’effettiva funzione di IIT è, ora, più che mai necessario e indissolubilmente legato alle richieste del Personale tecnico-amministrativo. Senza dimenticare il Personale di ricerca contraddistinto quasi per intero dall’essere in formazione o consulente para-subordinato. E anche su questo è ora di cominciare ad indagare meglio se sia lecito avere centinaia di autonomi in un ente di ricerca.</p>
<p>Ci auguriamo che siano gli stessi organi di controllo a porsi questi quesiti.</p>
<p><strong>Come USB continueremo a sorvegliare attentamente l’ente, impedendo che a essere sacrificati siano ancora una volta i dipendenti e i precari!</strong></p>
<p><strong>USB PI Ricerca&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;USB Privato</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 12 May 2026 09:11:08 +0200</pubDate>
                        <title>AMA SPA: riuscito lo sciopero del 11 Maggio. I lavoratori alzano la testa contro l&#039;arroganza della società e le scelte sindacali calate dall&#039;alto</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Esprimiamo piena soddisfazione per l’ottima riuscita dello&nbsp;<strong>sciopero del 11 maggio</strong>&nbsp;<strong>dei lavoratori AMA&nbsp;</strong><strong>SPA</strong>, che hanno aderito in massa alla mobilitazione concentrandosi sotto la sede aziendale.</p>
<p>Una giornata che ha certificato in maniera inequivocabile il profondo malcontento dei lavoratori nei confronti delle scelte aziendali, orientate ad intensificare le turnazioni di lavoro per sopperire alla cronica disorganizzazione interna che AMA continua a scaricare sulle spalle del personale.</p>
<p>Allo stesso tempo, l<strong>a partecipazione massiccia allo sciopero ha rappresentato un chiaro segnale di dissenso verso le sigle sindacali CGIL, CISL, UIL e FIADEL, firmatarie dell’ipotesi di accordo del 15&nbsp;aprile&nbsp;scorso</strong>, un accordo che aprirebbe la strada all’introduzione del lavoro domenicale e festivo in regime ordinario.</p>
<p>La presenza di centinaia di lavoratori e l’adesione diffusa alla protesta hanno lasciato diversi&nbsp;<strong>stabilimenti privi di personale e numerose zone della città senza servizio</strong>, dimostrando quanto forte sia ormai la determinazione dei dipendenti AMA nel respingere scelte imposte dall’alto e completamente scollegate dalle reali condizioni di lavoro.</p>
<p>Con la consueta arroganza aziendale – o forse convinta, erroneamente, di poter continuare a controllare il malcontento dei lavoratori – AMA non ha neppure provveduto a precettare il personale necessario alla copertura dei servizi minimi.</p>
<p>La giornata del 11&nbsp;maggio&nbsp;segna un evidente cambio di passo:&nbsp;<strong>i lavoratori non sono più disposti a rimanere imbrigliati nelle logiche delle RSU delle sigle concertative</strong>, troppo spesso pronte ad assecondare la dirigenza aziendale attraverso “ipotesi” di accordo favorevoli esclusivamente ad AMA.&nbsp;Oggi&nbsp;i lavoratori scelgono la mobilitazione, scelgono di organizzarsi e di bloccare le attività per difendere dignità, diritti e condizioni di vita.</p>
<p>Di contro, l’azienda ha confermato il proprio totale disinteresse verso le condizioni dei dipendenti, sottraendosi ad ogni reale confronto sia con i lavoratori sia con le rappresentanze sindacali che hanno promosso la mobilitazione.</p>
<p><strong>Il percorso di lotta non si ferma.</strong></p>
<p>Per&nbsp;<strong>giovedì 14&nbsp;maggio&nbsp;alle ore 12.30&nbsp;</strong><strong>abbiamo</strong><strong>&nbsp;chiesto ed ottenuto un confronto con le istituzioni capitoline</strong>. Saremo ricevuti dai gruppi consiliari per discutere della vertenza AMA e delle scelte che ricadono direttamente sui lavoratori, sulle loro famiglie e, di conseguenza, sull’intera cittadinanza.</p>
<p><strong>È necessario invertire immediatamente questa pericolosa rotta, perseguita con miopia e ostinazione dalla dirigenza AMA</strong>.</p>
<p>Continuiamo il percorso di agitazione e mobilitazione insieme ai lavoratori, fino al ritiro di scelte organizzative inaccettabili e di accordi che peggiorano ulteriormente le condizioni di lavoro.</p>
<p><strong>USB Unione Sindacale di Base – Igiene Ambientale AMA S.p.A.</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 11 May 2026 09:14:05 +0200</pubDate>
                        <title>Vittoria di USB sui canili di Roma: annunciata finalmente l&#039;internalizzazione!</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>La lunga storia dei canili di Roma Capitale, che USB ha sempre seguito da vicino, esce finalmente dalla narrazione degli appalti. Negli ultimi tempi, e soprattutto nell'ultimo anno, USB ha più volte rappresentato l'urgenza di un approccio diverso al servizio che il canile offre alla città e al benessere degli animali; e lo abbiamo fatto evidenziando il ruolo fondamentale svolto dagli operatori specializzati dei canili e cercando il più possibile di creare una sinergia con le realtà presenti, ivi comprese le associazioni di volontari.</p>
<p>Oggi quindi comunichiamo con immensa soddisfazione l’approvazione, da parte della Giunta Capitolina, della memoria che avvia il percorso tecnico-amministrativo verso l’internalizzazione della gestione dei canili comunali di Muratella e Ponte Marconi, mediante un affidamento in house.</p>
<p>Si tratta di un passaggio importante e necessario, che arriva dopo anni in cui lavoratrici, lavoratori e USB hanno portato all’attenzione dell’amministrazione le difficoltà e le criticità di un servizio che troppo spesso ha dovuto reggersi sull’emergenza e sull’impegno quotidiano del personale.</p>
<p>È positivo che oggi venga riconosciuta la necessità di rafforzare il controllo pubblico del servizio, migliorare la qualità della gestione e valorizzare le professionalità presenti all’interno delle strutture, offrendo maggiori certezze ai circa 50 lavoratori oggi impiegati nei canili comunali.</p>
<p>Parliamo di lavoratrici e lavoratori che in questi anni hanno continuato a garantire il servizio nonostante carenze di organico, aumento dei carichi di lavoro e condizioni spesso complesse. Senza il loro contributo quotidiano sarebbe stato difficile mantenere la continuità e la qualità del servizio pubblico.</p>
<p>Per questo ci prepariamo ad affiancare - come sempre fatto - ogni passo del percorso annunciato dall’amministrazione, sapendo che ora si apre una fase delicata, che dovrà necessariamente essere accompagnata da confronto, chiarezza e attenzione concreta verso chi lavora nelle strutture.</p>
<p>Per USB restano centrali alcuni temi:</p><ul> 	<li> 	<p>la tutela occupazionale del personale attualmente impiegato nelle due strutture di Ponte Marconi e Muratella.</p> 	</li> 	<li> 	<p>la definizione chiara delle modalità della transizione verso il modello in house.</p> 	</li> 	<li> 	<p>il rafforzamento di risorse e organici nella fase di passaggio.</p> 	</li> 	<li> 	<p>la costruzione di un modello organizzativo stabile, trasparente e sostenibile.</p> 	</li> </ul><p>Crediamo che questo percorso possa rappresentare un’occasione importante per migliorare il servizio pubblico dei canili comunali, valorizzando l’esperienza e le competenze costruite in questi anni da lavoratrici e lavoratori.</p>
<p>USB continuerà a seguire con attenzione questa fase, mantenendo aperto il confronto con l’amministrazione a tutela dei lavoratori e delle lavoratrici e nell’interesse del servizio e del benessere animale.</p>]]></content:encoded>
			
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