21 febbraio 2014 si avvia la vertenza sul Trasporto Aereo

Nazionale -

Sciopero generale del personale navigante e di quello operante in tutti gli ambiti degli aeroporti, dalle ore 13.00 alle ore 17.00

Il 21 febbraio è il giorno di avvio concreto della vertenza che USB ha lanciato sulla crisi dell'intero Trasporto Aereo nazionale e sul futuro di tutti i suoi lavoratori, naviganti, di terra, aeroportuali e dell'indotto.

Primo sciopero generale del personale navigante e di quello operante in tutti gli ambiti degli aeroporti, dalle ore 13.00 alle ore 17.00


I lavoratori del settore hanno pagato un prezzo altissimo alla crisi che ha investito il settore, nel quale i i vettori nazionali sono scesi nel 2012 ad una quota di appena il 38% del trasporto aereo italiano, grazie a piani industriali fallimentari, avallati dalle sigle confederali, all’aggressione da parte delle Low Cost, alla politica degli appalti e all'assenza di qualsiasi politica di tutela e controllo da parte dello Stato.


Anche i gestori aeroportuali si trovano in difficoltà, mentre gli Handlers sono coinvolti tutti i giorni in gare di appalto al ribasso che mettono in discussione occupazione e salari, anche in settori particolarmente sensibili, come la Security, oltre che nei Duty Free e nel Cargo.


Pur mantenendo le quote di traffico, ogni aeroporto in Italia è coinvolto in processi di “liberalizzazione” falsati e spesso non necessari: Fiumicino, Malpensa, Linate, Venezia, Bologna, Genova, Firenze, Lamezia, Napoli, Cagliari.


Ciò ha generato un disastro di migliaia di posti di lavoro persi, con 12.094 lavoratori registrati al Fondo di Sostegno del Trasporto Aereo, il dato in percentuale probabilmente peggiore del paese, mentre le condizioni contrattuali sono precipitate fino ad arrivare a contratti vergognosi.


In questo momento le superstiti compagnie aeree nazionali stanno affrontando ulteriori fasi di ristrutturazione, tra l'altro caratterizzate da dinamiche sindacali impazzite e contraddittorie tra di loro, mentre è in discussione un contratto nazionale ostinatamente portato avanti con modalità discutibili, esclusive e discriminatorie da Cgil, Cisl, Uil e Ugl.


Tutti i lavoratori devono essere consapevoli che le problematiche generali legate alla mancanza di una politica di sistema, a un tasso di disoccupazione letale e alla distruzione delle condizioni contrattuali stanno ipotecando il futuro di tutti, nessuno escluso, a prescindere dall'azienda di appartenenza.

USB ribadisce le tre macro tematiche sulle quali intervenire contenute nella proposta inviata al Governo nel gennaio scorso:


a) Intervento strategico dello Stato nel Trasporto Aereo attraverso:

Intervento diretto dello Stato con un Sistema di regole valide per tutti gli operatori che operano stabilmente in Italia e la Riorganizzazione del sistema di controlli finora inefficace attraverso l’Istituzione di una Authority, un dipartimento del Ministero dei Trasporti, dotata di poteri reali di controllo, verifica e sanzione.

Riordino del sistema aeroportuale italiano finora cresciuto seguendo logiche localistiche e dannose per l’intero sistema.


b) Tutela e recupero occupazionale:

Riconferma della validità della clausola sociale come strumento per tutelare l’occupazione all’interno degli aeroporti e dell’intero settore, con regole chiare e non opinabili, in un ambito di confronto triangolare, Enac-Azienda-Sindacato.

Creazione di bacini del personale posto in Cigs o in Mobilità e del personale precario attualmente impiegato. Tali bacini dovranno essere ordinati per categorie e sedimi aeroportuali di riferimento e regolati con il criterio dell'anzianità aziendale, diventando il riferimento per le assunzioni nelle varie aziende del T.A. che operano stabilmente in Italia.


C)Tutela condizioni di lavoro e Contrattazione

Richiesta di moratoria sugli interventi di carattere strutturale nei contratti vigenti nelle situazioni di crisi aperte nel settore, onde evitare un ulteriore aggressione salariale e sulle normative d’impiego già provate dalle ultime ristrutturazioni;


Limitazione progressiva del numero dei contratti applicati nei sedimi aeroportuali, andando verso un contratto collettivo che tenga conto delle varie specificità per far cessare il far west contrattuale.

Questo percorso dovrà essere accompagnato da una politica complessiva del T.A. anche tenendo conto della situazione delle aziende del paese;


Queste proposte hanno un respiro ampio e chiedono alle Istituzioni un coraggio e una visione finora del tutto negati, ma siamo consapevoli che senza scelte coraggiose è difficile ipotizzare un futuro per chiunque lavori in questo settore.


I lavoratori hanno pagato un prezzo altissimo alla crisi degli ultimi anni e si trovano a un punto di non ritorno. Per questo è necessario allargare i propri orizzonti e costruire una vertenza nazionale partendo dal fatto che essere solidali oggi è un bisogno impellente, il miglior modo per avere un'assicurazione sul proprio lavoro.


Invertire la rotta

Per salvaguardare il futuro del trasporto aereo