Agenzia Dogane. PER SCOPRIRE I BLUFF, ANDREMO A VEDERE

Roma -

Per spiegare perché non abbiamo firmato l’accordo del 15/12 sul budget indennitario non possiamo non rischiare di essere ripetitivi, giacché sono gli stessi motivi che ci hanno portato a criticare la distribuzione di questa parte del Fondo negli anni precedenti.

Sono appunto anni che in quel tavolo si prendono impegni a rivedere il sistema indennitario e puntualmente ci si ritrova a fine anno a dover confermare l’impianto precedente perché si sono create aspettative nei lavoratori che hanno svolto le attività “particolari”.

Il ragionamento è anche accettabile, ma fino a quando? E giustifica un aumento del numero delle attività e degli importi?

BUDGET DI SEDE

Per noi tutte le attività sono degne di essere remunerate meglio, per questo con convinzione abbiamo intrapreso la strada degli sviluppi economici come strumento di riconoscimento della professionalità. Se, poi, c’è bisogno o meno di incentivare alcune particolari attività sono  i lavoratori  che vivono quotidianamente quella realtà a doverlo stabilire nell’ambito della contrattazione sul posto di lavoro.

Era questo lo spirito che ci animava chiedendo l’istituzione di un budget di sede, quello di offrire uno strumento flessibile in mano ai lavoratori e alle Rsu, mentre stabilire a priori le attività da remunerare, che sono quelle degli altri anni, e stanziare le somme sullo storico significa sostanzialmente non cambiare nulla,  bluffare sulla reale possibilità che la contrattazione di posto di lavoro modifichi la distribuzione di quelle somme.

Di positivo c’è…………………. l’ennesimo impegno a modificare il sistema indennitario dal 2006!

INDENNITA’ DI  PRODUTTIVITA’

Qui il discorso si fa più ampio, dovremmo parlare di un Governo che inserisce in Finanziaria l’ennesimo concordato fiscale e di  Agenzie Fiscali che sfidano se stesse sui numeri di controlli da effettuare, di dipendenti con carichi di lavoro sempre più pesanti che sono costretti a scordarsi della qualità del loro lavoro perché una parte del loro salario è legato a dei numeri (obiettivi) che sono considerati valori in sé, quando in sé non dicono nulla…… ma, parlando ai vertici delle Agenzie,  preferiamo usare lo slogan che le assemblee dei lavoratori di Fiumicino si sono date in questi giorni di stato di agitazione:

I VOSTRI OBIETTIVI NON SONO PIU’ I NOSTRI

i nostri sono

DIGNITA’- DIRITTI - SALARIO

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