Agghiacciante tragedia in Calabria sei lavoratori migranti sono stati travolti da un treno in corsa

Cosenza -

Sei lavoratori, braccianti agricoli, sono morti, ieri sera, mentre facevano ritorno alle proprie case dopo una dura giornata di lavoro nei campi, travolti da un treno in corsa tra Rossano e Mirto Crosia. L’auto sulla quale viaggiavano i lavoratori era in procinto di attraversare i binari a un passaggio a livello affidato e gestito da privati che dovrebbero assicurare una adeguata vigilanza a garanzia dell’incolumità di quei cittadini che attraversano giornalmente quel tratto.

 

Una immane tragedia che ancora una volta si abbatte sul mondo del lavoro per cause indipendenti dalla volontà di chi la mattina si sveglia e lascia le proprie case e famiglie per recarsi al lavoro e che puntualmente, come molto spesso , purtroppo avviene in Italia, non vi fa più ritorno. Non si deve più tollerare l’elevato prezzo che la classe lavoratrice paga ogni giorno direttamente per il profitto di qualcuno o per l’eliminazione di servizi fondamentali per ridurre i costi di gestione, come presumibilmente può essere avvenuto in questo caso.


E’ necessario pensare in modo più assiduo e determinato a costruire rapporti di forza adeguati affinché si contrastino tutti quei meccanismi che vengono introdotti da padroni e istituzioni volti a distruggere i diritti dei lavoratori per fare cassa ed eliminano i servizi, come in questo caso, dove un servizio pubblico che dovrebbe essere costante e sicuro è soggetto ad un funzionamento a dir poco anomalo.


E’ sconcertante la dichiarazione riportata nella nota ufficiale delle ferrovie dello stato, indipendentemente dalle indagini che saranno approfondite dalle autorità competenti; infatti, con un cinismo della peggiore specie, le FS ritengono che sei lavoratori hanno perso la vita per “indebita occupazione del binario ferroviario” - una nota a dir poco irrispettosa per quanto successo, e, nel tentativo di giustificare la propria posizione l’azienda utilizza, senza ritegno, un linguaggio deplorevole.


L’USB esprime solidarietà e cordoglio alle famiglie dei lavoratori e ritiene che le responsabilità siano di chi taglia i servizi per fare cassa, come puntualmente le FS fanno da anni, eliminandoli, quasi totalmente sulla tratta ionica, ma in modo rilevante anche nel resto della Calabria, in un territorio dove i servizi sono già devastati per una sorte di commistione tra mafia e politica.


E’ necessario costruire tra lavoratori e i cittadini momenti di mobilitazione e di lotta per ripristinare tutti i servizi che ci stanno togliendo giorno dopo giorno come i trasporti, la sanità, la scuola, per riprenderci la dignità e i nostri diritti e ridare alle nuove generazioni un futuro e una prospettiva di lavoro.


Crediamo che tutte le soggettività impegnate nel territorio nelle diverse vertenze debbano avviare un percorso, negli interessi della classe, per riprenderci tutto ciò che ci hanno tolto in termini di servizi, diritti, salario e dignità.