ArcelorMittal, incontro al Mise: mentre i sindacati parlano Lucia Morselli legge il giornale. USB abbandona il tavolo

Roma -

Non ci sono più assolutamente le condizioni per portare avanti questa storia. Inaccettabile la mancanza di rispetto da parte dell’amministratore delegato di ArcelorMittal, Lucia Morselli, che legge il giornale mentre i rappresentanti dei lavoratori cercano di illustrare l’attuale gravissimo stato di una fabbrica diventata ormai pericolosissima.

Pochi minuti al Mise sono bastati per arrivare alla solita conclusione: non vi è da parte della multinazionale la minima considerazione. Lo Stato inoltre continua ad assecondare questo inammissibile atteggiamento di totale strafottenza.

Ribadiamo le numerose mancanze:

  • disattesi tutti gli impegni sotto ogni punto di vista;
  • scelta del personale da assumere fatta in maniera unilaterale (si ricordi la condotta antisindacale riconosciuta dal giudice del lavoro);
  • numero unità lavorative assunte inferiore a quello stabilito;
  • assenza di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria con le ovvie conseguenze per quel che riguarda la sicurezza in fabbrica;
  • pesante clima di paura e precarietà che serpeggia tra i lavoratori;
  • abuso della cassa integrazione.

In particolare va detto che, per quel che riguarda la pericolosità degli impianti, gli stessi commissari hanno verificato quanto da noi denunciato. Anche per l’appalto, ArcelorMittal utilizza il ricatto nei confronti delle aziende con vere e proprie black lists, pesanti ritardi nei pagamenti, minacce nei confronti delle ditte che si lamentano, alle quali viene chiaramente detto che con facilità le stesse possono essere sostituite. A questo si aggiunge la totale mancanza di relazioni sindacali.

Crediamo che sia stato superato di gran lunga il limite. ArcelorMittal deve andare via. Non ci sono piú canali di comunicazione. Il Governo cacci questo gruppo e riparta mettendo in sicurezza gli impianti.

 

Franco Rizzo

Coordinatore USB Taranto

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