CODE E DISAGI ALL’AEROPORTO DI TORINO-CASELLE: LA REALTÀ SMENTISCE LA NARRAZIONE DELL’EFFICIENZA C’E’ UN PROBLEMA STRUTTURALE DELL’ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO.

Torino -

A meno di 24 ore dall’apertura dello stato di agitazione proclamato dal nostro sindacato a tutela del personale della sicurezza dello scalo torinese, si registrano già disagi sia per i lavoratori sia per l’utenza.

La gestione dei filtri continua a essere terreno di “sperimentazioni” finalizzate esclusivamente a un risparmio economico ossessivo da parte del gestore SAGAT. Un risparmio che si traduce sistematicamente in un aumento dei carichi di lavoro, dello stress operativo e della pressione sulle lavoratrici e sui lavoratori degli appalti.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: due operatori hanno accusato un malore a causa del sovraccarico di lavoro e dell’impossibilità di usufruire di pause adeguate, rendendo necessario il ricorso al pronto soccorso dello scalo.

Questa non è un’eccezione, ma la conseguenza diretta di un modello organizzativo che denunciamo da anni e che oggi ha portato alla proclamazione dello stato di agitazione. SAGAT continua a scaricare responsabilità e carichi sulle società appaltatrici e, di fatto, sui lavoratori.

A questo si aggiungono “soluzioni” improprie e pericolose, come l’accelerazione forzata dei passaggi ai filtri attraverso la spinta delle vaschette degli effetti personali dei passeggeri. Pratiche che, oltre a essere discutibili sotto il profilo operativo, appaiono in evidente contrasto con la normativa ENAC sui controlli di sicurezza.

Le code non si risolvono comprimendo i tempi di lavoro e mettendo sotto pressione il personale, ma attraverso una reale riorganizzazione del lavoro che garantisca sicurezza, attenzione e condizioni operative dignitose. Elementi che, ad oggi, la società di gestione continua a ignorare.

L’unico parametro che sembra interessare a SAGAT è quello della performance statistica, utile a scalare classifiche di presunta efficienza aeroportuale. Strumenti come il “through-put”, che misura il numero medio di passeggeri transitati ogni ora ai filtri di sicurezza, finiscono per trasformarsi in leve di pressione sui lavoratori, in aperto contrasto con la natura stessa dei controlli di sicurezza, che richiederebbero invece accuratezza e non velocità forzata.

Questo sistema di appalto è ormai insostenibile e va radicalmente ripensato. Le lavoratrici e i lavoratori non sono ingranaggi da spremere per raggiungere indicatori di produttività.

Lo stato di agitazione è aperto. Attiveremo tutti i passaggi previsti dalla normativa “bavaglio” sui servizi essenziali (Legge 146/1990). In assenza di risposte concrete e di un cambio reale di impostazione da parte del gestore, si andrà inevitabilmente verso lo sciopero.

USB Unione Sindacale di Base
ALI Vigilanza – confederato USB Unione Sindacale di Base