Continua l'assalto al fondo del salario accessorio del personale regionale, USB non ci sta

Roma -

A seguito della delegazione trattante del 22 giugno scorso saranno sottratti dal fondo del salario accessorio anno 2026 del personale del comparto le somme erogate per i gruppi di lavoro tra il 2007 e il 2011.

Ma USB non ci sta: il prelievo è vietato anche dal decreto Salva Roma!

Ormai è ufficiale: c’è un accordo tra amministrazione e sigle sindacali per recuperare dal fondo del salario accessorio del personale del comparto per l’anno 2026 somme illegittimamente utilizzate, tra il 2007 e il 2011, distratte dai vari capitoli dal bilancio regionale per remunerare i gruppi di lavoro in spregio alle più elementari norme di contabilità pubblica e alle successive disposizioni, concordate tra i vari protagonisti dell’epoca (M.E.F. e OO.SS.), riportate nella deliberazione di Giunta regionale del Lazio del 28 luglio 2015, n. 379.

È quanto è emerso in sede di delegazione trattante del 22 giugno 2026, riunitasi con il direttore regionale del personale Luigi Ferdinando Nazzaro, a sei mesi dall’approvazione della Legge di stabilità regionale 2026, con cui si autorizzano gli uffici del personale di Giunta e Consiglio a recuperare dal fondo del salario accessorio del personale del comparto somme illegittimamente prelevate dal bilancio regionale.

Nel corso della riunione, sono stati prospettati risparmi derivanti da piani di razionalizzazione della spesa che dovrebbero in parte confluire nel fondo del salario accessorio del personale e quindi compensare il recupero delle somme a suo tempo illegittimamente erogate per i gruppi di lavoro.

Spalleggiato dagli sgherri della Cisl, Nazzaro neppure ha dato la parola al Coordinatore USB Regione Lazio, Domenico Farina, il quale, in quella sede, avrebbe voluto far notare che, al momento, agli atti non risulta per quest’anno alcun piano di razionalizzazione della spesa (art. 16, commi 4-6 del D.L. 98/2011) che consentirebbe di poter destinare fino al 50% delle economie alla contrattazione integrativa e che il decreto Salva Roma non consente il prelievo di somme dal fondo del salario accessorio per recuperare somme a suo tempo illegittimamente sottratte dal bilancio regionale e non dal fondo del salario accessorio del personale per pagare i componenti dei gruppi di lavoro.

I rappresentanti di CGIL, CISL, UIL e CSA, diversamente da USB, hanno manifestato notevole entusiasmo, tanto da salutare l’accordo con toni trionfalistici.

La CGIL FP ha affermato che “per quanto riguarda il recupero dei contributi relativi ai gruppi di lavoro, le economie disponibili consentiranno la liquidazione dell’intero importo in un’unica soluzione. Il successivo recupero delle somme sarà garantito attraverso i piani di razionalizzazione, per i quali risultano già stanziate risorse sufficienti a coprire integralmente l’importo erogato”.

Per la CISL FP si tratta di “una soluzione che garantisce certezza ai lavoratori coinvolti e permette di chiudere definitivamente una situazione rimasta aperta, senza penalizzazioni individuali” grazie alle “economie derivanti dai piani di razionalizzazione delle sedi regionali”.

Secondo la UIL PA “l’amministrazione si è impegnata a versare sul fondo i risparmi dai piani di razionalizzazione della spesa in corso di predisposizione … che permetteranno di evitare i recuperi individuali sui gruppi di lavoro, chiudendo un’annosa vicenda senza gravare sul fondo”.

E, infine, il CSA che ha evidenziato come “grazie ad un’attenta attività di verifica e alle soluzioni condivise nel corso della trattativa, è stato possibile recuperare le somme necessarie senza alcun recupero economico nei confronti dei colleghi e senza alcuna riduzione del Fondo del personale”.

Il dato di fatto è che il fondo del salario accessorio del personale regionale per l’anno 2026 non è stato rimpinguato dai risparmi dei piani di razionalizzazione della spesa e non si ha nemmeno contezza se e in quale misura ciò avverrà nei prossimi anni mentre l’accordo tra Amministrazione regionale e sindacati firmatari prevede di distrarre dal fondo del salario accessorio anno 2026 per il personale del comparto della Giunta regionale la somma complessiva di euro 3.487.387,33.

USB conferma: non possono essere utilizzate impropriamente somme dal fondo del salario accessorio minandone la sua legalità, neppure se il fondo fosse alimentato dai risparmi di spesa prospettati dall’amministrazione, che comunque dovrebbero andare ad incrementare le risorse per le P.E.O., per la produttività del personale appartenente alle ex categorie A, B e C, per gli incarichi di specifica responsabilità e di elevata qualificazione.

USB non ci sta: abbiamo già ripreso l’interlocuzione con il M.E.F. (Ministero dell’Economia e delle Finanze), vedi allegato, cui avevamo già presentato l’accesso agli atti in relazione alla richiesta al Governo di impugnare innanzi alla Corte costituzionale l’articolo 22, commi 82 e 83, della legge di stabilità regionale 2026, con cui si autorizzano, appunto, gli uffici del personale di Giunta e Consiglio a recuperare dal fondo del salario accessorio del personale somme illegittimamente utilizzate dal bilancio regionale.

USB ribadisce: tali norme travalicano le competenze statali e violano i principi costituzionali di legalità, uguaglianza e riparto di competenze tra Stato e Regioni. Il prelievo inoltre avverrebbe in spregio alla soluzione individuata per il recupero di tali somme, ai sensi dell’art. 4 del decreto-legge n. 16/2014, cosiddetto Salva Roma Ter, nella deliberazione di Giunta regionale del Lazio del 28 luglio 2015, n. 379.

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