CROCE ROSSA COME ALITALIA

CROCE ROSSA COME ALITALIA: SOCIALIZZAZIONE DELLE PERDITE,

PRIVATIZZAZIONE DEI PROFITTI E LAVORATORI CARNE DA MACELLO

CROCE ROSSA COME ALITALIA: SOCIALIZZAZIONE DELLE PERDITE,

PRIVATIZZAZIONE DEI PROFITTI E LAVORATORI CARNE DA MACELLO

Senza entrare nel merito del decreto ed in assenza di un quadro definitivo sul riordino della CRI, il Ministero

della Salute vuole già discutere come mettere in liquidazione i lavoratori e le lavoratrici.

Questo il sunto della discussione avvenuta ieri al tavolo del Ministero dove il Dott. Pandolfelli – in

rappresentanza del Ministro - ha trattato come una pratica burocratica il destino di migliaia di lavoratori della

CRI, parlando di possibile mobilità coatta verso l’istituenda associazione; di ipotetica possibilità di passaggio

per un numero limitatissimo di lavoratori alle Regioni; di determinazione dell’organico da parte del futuro

presidente dell’associazione.

Nessuna garanzia occupazionale per i lavoratori a tempo indeterminato e ancor meno per quelli precari,

abbandonati alle sorti del tavolo sul precariato aperto in funzione pubblica sugli oltre 200.000 lavoratori

precari di tutta la pubblica amministrazione.

Ma se il futuro dei lavoratori e delle lavoratrici è sicuramente incerto, certissimo è invece il quadro che si sta

delineando: una chiara operazione di privatizzazione di un pezzo importante del welfare del nostro Paese,

che sicuramente risente di una gestione non certo trasparente ed improntata a criteri di efficacia ma che deve

continuare a rimanere pubblico.

E, come sempre accade in questo Paese e come insegna l’esperienza Alitalia, l’operazione ha come obiettivo

la creazione temporanea di un ente pubblico (Ente CRI) esclusivamente finalizzato al pagamento dei

numerosi debiti contratti e di un’associazione privata (Associazione CRI) con finalità pubbliche in mano ai

volontari alla quale vengono trasferite tutte le risorse, comprese quelle relative all’enorme patrimonio

immobiliare, innescando un forte processo di speculazione.

Tutti i servizi sanitari gestiti sui territori dalla CRI passano di fatto nelle mani dell’associazione privata e dei

volontari – fino a termine delle convenzioni con il servizio sanitario - con serie ripercussioni sulla qualità dei

servizi erogati alla cittadinanza.

Questo vale anche per la convenzione che si vorrebbe stipulare entro fine giugno con l’ARES 118: 45

ambulanze del servizio pubblico cedute per 6 anni a 20 milioni di euro ad un Ente attualmente pubblico ma

che dal 1 gennaio 2014 sarà privato e gestito dal volontariato.

Un’operazione che mette a rischio il 118 pubblico, che non salvaguarda gli oltre 100 lavoratori ex interinali

che dovrebbero transitare in CRI con la convenzione e che “truffa” i cittadini con i soldi dei quali oggi si fa una

convenzione che prevede professionisti del soccorso e domani si ritrovano i volontari in ambulanza!

Contrasteremo con ogni mezzo possibile questo disegno che si inserisce in un quadro già apocalittico in cui

versa la sanità pubblica, a tutela dei lavoratori precari e non, dei servizi forniti dalla CRI in tutta Italia, ma

anche del patrimonio immobiliare, pubblico, che non può finire nelle mani di speculatori e palazzinari.

USB INDICE UN’ASSEMBLEA NAZIONALE PER IL GIORNO 14 GIUGNO 2012

PRESSO LA SALA SOLFERINO, VIA B. RAMAZZINI 31 (INTERNO AL

COMPRENSORIO CRI DI ROMA) DALLE ORE 13.30 ALLE ORE 16 PER DECIDERE

CON I LAVORATORI LE INIZIATIVE DI LOTTA.

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