Croce Rossa non paga, occupate tutte le sedi

Roma -

Il 26 sciopero, il 16 manifestazione a Roma

Da tre mesi in stato di agitazione, i lavoratori della Croce Rossa Italiana hanno occupato ieri, in forma permanente, le 170 sedi regionali e provinciali dell’organizzazione per protestare contro il mancato pagamento delle competenze accessorie in busta paga. Si tratta degli incentivi e degli arretrati per i passaggi di livello, una cifra media per dipendente che va da 8 mila a 15 mila euro. A sostegno della vertenza, le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil, Rdb, Ugl, Finadi hanno indetto per il 26 maggio uno sciopero nazionale che sarà preceduto da una manifestazione organizzata per il 16 maggio a Roma. I circa 1700 dipendenti della Cri chiedono, al più presto, la regolarizzazione di quanto loro dovuto ed attribuiscono il mancato pagamento al direttore generale, Tommaso Longhi, «che - accusa Angelo Cosentino, responsabile aziendale della Cgil - non si assume le responsabilità». Alla mobilitazione partecipano anche i lavoratori a tempo determinato, circa 2.500 persone, e che chiedono la regolarizzazione della loro situazione.
Tra le assemblee che si sono svolte ieri, quella di Torino. «In Piemonte - sottolineano i sindacati - i lavoratori della Croce Rossa sono 250 e di questi ben il 70% ha un contratto precario che viene rinnovato di anno in anno con uno stipendio mensile, quando sono conteggiate festività, straordinari e lavoro notturno, che si aggira sui 1.200 euro. Tramite il 118, poi, la Croce Rossa torinese effettua 2 mila interventi l’anno coprendo ogni tipo di emergenza. Ci auguriamo dunque - concludono - che il nuovo governo abbia una attenzione maggiore verso questa Croce Rossa che è stata molto trascurata».

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