Decreti attuativi: si allarga il fronte contro la riforma

Roma -

L’amministrazione abbandonando il tavolo della trattativa dimostra anche ai più scettici quali relazioni sindacali appartengano al comparto pubblici

Lavoratori,

si allarga la platea dei sindacati contrari ai decreti, oltre alla Cgil anche la Uil e la Dirstat rigettano il progetto dell’amministrazione. Le modalità arroganti attuate dal Capo dipartimento in occasione della discussione avuta ieri sui decreti attuativi, hanno stizzito anche una parte dei sostenitori della legge. Quanto denunciato dalla RdB-Cub in questi lunghi mesi di lotta, sta venendo a galla. La democrazia e i diritti sindacali non rientrano nella252/04.

Dopo un’introduzione puramente informale e vuota di contenuti del Capo dipartimento, che ha evidenziato per l’ennesima volta la volontà di andare avanti nelle sue determinazioni sempre e comunque, si è passati al giro di tavolo per le opinioni delle OO.SS.. Dal primo intervento all’ultimo, si è registrato un susseguirsi di pareri negativi e di rigetto sui decreti attuativi;l’impressione è stata quella che tutte le organizzazioni avessero acquisito l’indirizzo politico della RdB-Cub. Mai un’opinione favorevole; la stessa Uil, organizzazione sindacale sostenitrice della legge,ha dichiarato il rigetto totale dei decreti confermando tra l’altro quanto espresso nelle note inviate al Ministro nei giorni scorsi. In questa trattativa quindi diritti e tutele hanno preso il sopravvento su gerarchia e subordinazione sostenute fino ad oggi da governo e amministrazione.

La RdB-Cub, che si è trovata in una posizione di favore grazie anche alle posizioni esternate dalle altre OO.SS., non ha fatto altro che riconfermare la propria contrarietà a questo progetto, puntando il dito sulla riduzione dei diritti sindacali e personali e sulle difficoltà che tutti i lavoratori del Corpo troveranno nello sviluppo delle carriere, SATI, operativi o dirigenti che siano. Inoltre, sull’aspetto economico, tanto esaltato dai sostenitori della legge come panacea di tutti i problemi, la RdB-Cub ha preso atto che il Capo dipartimento abbia dichiarato inadeguate le risorse confermando quanto rappresentato dalle tabelle da noi redatte e pubblicate sul sitowww.rdb115.org.

Ciò non fa altro che confermare quanto anticipato dalla RdB negli anni passati attraverso un’analisi politica all’avanguardia che sviscerava attentamente tutte le scelleratezze di questo impianto pubblicistico.

Il rifiuto dell’amministrazione di aprire immediatamente la discussione relativa al Fondo Unico nonché la mancata applicazione del CCNL, sono il chiaro tentativo di voler addolcire la pillola dei decreti utilizzando fondi dei lavoratori già esigibili.

Al termine della riunione, dopo aver cercato di “accontentare” qualcuno apportando piccolissime modifiche nella futura bozza, l’amministrazione ha reagito nel modo più consono alle proprie caratteristiche, abbandonando il tavolo senza dare la possibilità di continuare il confronto, concretizzando metodologie che nulla hanno a che vedere con l’attuale impianto contrattuale. Tale atteggiamento, esprime al meglio tutte le difficoltà politiche dell’amministrazione nell’affrontare serenamente una discussione che coinvolge la categoria in una trasformazione epocale. Nessun diritto sindacale e personale potrà rivendicarsi nel prossimo futuro. Nel confermare la posizione di contrarietà a questa riforma, la RdB-Cub invita tutta la categoria ad attivarsi concretamente contro questi decreti nonché ad alzare il livello d’attenzione su questo tema che ricordiamo essere di vitale importanza per il nostro futuro.

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