Diciamoci tutto: a proposito dell'iniziativa del Ministero sugli anziani

Roma -

Riportiamo l’articolo di Enzo Biagi pubblicato alcuni giorni or sono sul Corriere della Sera

 

Carcere per chi abbandona i cani. I vecchi mandiamoli dai pompieri

Mi pare una legge sacrosanta: condanna atre anni di carcere chi abbandona un cane. Considero la decisione giusta: anche senza essere animalisti, ci hanno sempre insegnato, per esempio, che il cane è “il fedele amico dell’uomo”.

Ma anche lui qualche volta ha la disgrazia di finire in una cattiva compagnia: scelta già difficile anche per chi ha solo due gambe ma dovrebbe usufruire della testa.

Mi ha fatto, lo debbo ammettere, una penosa impressione l’idea di quel ministro che suggeriva, perché affrontino meglio l’insopportabile calura estiva di portare i vecchi dai pompieri, non so se per rinfrescarli con il getto delle pompe, dato che i vigili del fuoco non risulta soggiornino in ambienti dotati di aria condizionata. Magari una spruzzatina, e poi lasciare che se la spassino con le sirene o rispondendo alle chiamate per gli incendi o, uno alla volta, vadano con quei bravi ragazzi che corrono, anche con questo caldo, a spegnere le fiamme.

In questi giorni mi è venuta anche in mente quella vecchietta che i familiari, in partenza per la spiaggia, avevano parcheggiato su una panchina della stazione. Si sa che quelli della “terza età” (come se ce ne fosse una quarta) sono un impegno, e per qualcuno anche un fastidio, però l’altra unica e crudele prospettiva è quella di andarsene giovani.

Come corre in fretta la nostra storia: tutto era ieri, il sorriso di una donna, il profumo delle stagioni, la speranza.

Anche dante, pensavo, anche Leonardo hanno vissuto queste ere, provando lo sgomento della resa, proprio come i poveri bacucchi abbandonati nei ricoveri.

Sono diventato vecchio senza accorgermene, e senza alcuna fatica, ieri avevo vent’anni. Ho sottolineato nel suo libro di memorie una frase di Guy de Rothschild: “La vecchiaia è una disfatta. Bisogna proibirsi di essere vecchi”.

Ci provo

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