Emergenza Emilia - pianificazione procedure

Al Capo Dipartimento del Corpo Nazione V.V.F

Prefetto P. Francesco TRONCA

 

 

Alla Direzione centrale per l’emergenza

Ing. P. Mistretta

 

Oggetto: emergenza Emilia – pianificazione procedure

 

Egregio Capo Dipartimento,

siamo con la presente a riportarLe quanto di più assurdo, di ordinaria stravaganza, continua a perpetrarsi nelle zone terremotate, in attesa di un Suo cenno di riscontro prima di rendere pubblica la comunicazione tramite gli organi di stampa.

Le evidenziamo un solo caso, tanto per rendere l’idea della “babilonia” che accade in quei luoghi; ci viene segnalato che la pianificazione, le procedure, le standardizzazioni di alcuni interventi non esistano più, tutto lasciato in mano di esperti dell’ultimo momento, che giorno per giorno inventano come si procede a verifiche e come si organizzano le attività di sopralluogo.

Il personale inviato nelle zone terremotate che, fortunatamente nelle attività ordinarie è già formato a verifiche e sopralluoghi, viene convocato prima della partenza presso le Direzioni Regionali per un corso “aedes” di una ora (1 ora), dopodiché diventa “verificatore”.

Capo Dipartimento, su questo paragrafo non ci soffermiamo per evitare di trascendere.

Le prime cose che emergono quando il personale arriva ad uno dei campi base (es. San. Prospero) sono le condizioni igieniche e sanitarie delle tende, bagni e docce sono peggiori di ogni altro posto dove stazionano altri operatori.

Nel campo base non c'è un posto all'ombra, sembra un deserto, la mensa e' affidata ai ragazzi della scuola alberghiera, e forse a qualche permanente, armati di buona volontà ma solo di quella, perché le derrate alimentari e l’apporto necessario a svolgere il soccorso non esistono. Potrebbe essere anche comprensibile vista l’emergenza, ci diamo noi una giustificazione!

Da questo momento Egregio Capo Dipartimento, comincia il lavoro dei “verificatori” quelli diplomati con un’ora di corso, ed emergono immediatamente le difficoltà nella compilazione delle schede “aedes”.

Le verifiche, Le facciamo notare, vengono svolte da nostri funzionari, capi squadra e vigili coordinatori!! Le verifiche o sopralluoghi vengono attuate nelle abitazioni o capannoni, dove prima sono intervenuti addetti alla Protezione Civile, poi responsabili dei comuni, ancora dopo da qualche tecnico privato, poi ancora dal nostro personale, il quale si reca più volte nello stesso sito!!

Poichè gli affari complicati spettano al corpo nazionale, da subito emerge che le schede “aedes” sono state compilate in modo errato e quindi vengono ritirate, i funzionari V.F. sono invitati a presentarsi presso gli uffici della regione Emilia Romagna, dove un responsabile della protezione civile dopo aver corretto le schede insegna come vanno compilati!! (loro a noi).

Egregio Capo Dipartimento, ci limitiamo solamente ai fatti, i commenti le nostre considerazioni ci riserviamo di farle successivamente per evitare di demoralizzarci (momentaneamente per evitare).

Chi ha avuto un minimo di dignità professionale nell’evidenziare queste procedure anomale, Egregio Capo Dipartimento, il “comandante delle ferriere V.F.” che in quel momento dirigeva il nostro personale, ha pensato bene di mandare senza indugio a casa i “cattivi” !!

 

 

Capo Dipartimento, vogliamo chiudere la presente senza entrare ancora di più nel merito di quanto stà accadendo con l’auspicio di un suo immediato e urgente cenno di riscontro, riservandoci di fornirgli qualsiasi dettaglio su quanto accaduto e sopra riportato.

 

In attesa distinti saluti.

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