I DATI SUGLI SFRATTI A ROMA. ALLARME DEI MOVIMENTI E DEI SINDACATI

Roma -

Vengono resi noti i dati dall'"ufficio stampa" del Ministero dell'Interno, rigorosamente in anteprima, sul numero degli sfratti nel nostro paese, ma non vengono resi noti i responsabili di questa situazione, tra questi i sindacati concertativi che firmano gli accordi con le proprietà.

DIRITTO ALL'ABITARE: allarme di movimenti e sindacati

Sfratti, emergenza Capitale: ogni giorno dieci famiglie romane perdono la casa

A Roma il 70% dei 60 mila nuclei a rischio lo sgombero. L'80% cacciati per morosità. Alemanno a Fornero: bloccare le dismissioni degli enti, congelare le esecuzioni

DAL CORRIERE DELLA SERA DI ROMA: http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/12_giugno_22/sfratti-proteste-sciopero-fame-dati-201720608439.shtml

ROMA - Nella Capitale scoppia l'emergenza casa. Dopo la protesta di giovedì a piazza Santi Apostoli - organizzata dai comitati degli inquilini riuniti nelle siglie Asia, Usb e Coordinamento comitati inquilini - per l'aumento degli affitti e le dismissioni negli immobili degli ex enti pubblici e privatizzati, continua lo sciopero della fame di un gruppo di affittuari residenti in case di enti. Sindacati e movimenti per la casa sottolineano il rischio che miglia di romani finiscano sfrattati, in mezzo a una strada: la proroga concessa a dicembre dal governo riguarda gli indigenti ma non si applica a chi non paga.
«Eppure sono ormai 4 anni che le sentenze di sfratto per morosità sono oltre l'80% delle ordinanze di rilascio a Roma, e che ogni giorno vengono emesse oltre 25 ordinanze», spiega Guido Lanciano, segretario dell'Unione inquilini laziale.

«SPECULAZIONI DEGLI ENTI» - «Nel silenzio generale ogni giorno, a Roma, 10 famiglie vengono cacciate di casa con l'ufficiale giudiziario». Nella Capitale vive infatti il 70% delle 60 mila famiglia italiane che rischiano di perdere la casa «per via delle speculazioni messe in atto dagli enti gestori - dicono i sindacati -, intenzionati in questo momento a fare cassa». La situazione è così tesa che perfino Gianni Alemanno ha sentito il bisogno di incontrare i cittadini in sciopero della fame.

ALEMANNO: «SCRIVERO' A FORNERO» - «Il motivo della protesta - spiega una nota del Campidoglio - è la dismissione degli immobili degli ex enti previdenziali pubblici, oggi privatizzati, che fa correre seri rischi di perdere l’alloggio in cui vivono a circa 60 mila famiglie in Italia di cui oltre il 70% solo a Roma». Con loro il sindaco ha preso l’impegno «di sollecitare il ministro Fornero per la convocazione di un tavolo, già chiesto alcune settimane fa, con cui affrontare i problemi tecnici legati alla normativa vigente».
Alemanno inviterà il ministro a presentare in Parlamento una mozione unitaria che consenta di bloccare le dismissioni, congelare il rinnovo dei contratti e l’esecuzione sfratti, per avere modo in questo anno di cambiare la normativa vigente che non tutela in maniera adeguata gli inquilini».

I TRIBUNALI: 7625 VIA NEL 2011 - Sono 7625 i provvedimenti di sfratto emessi dai tribunali del Lazio nel periodo gennaio-dicembre 2011. I dati ufficiali del ministero dell'Interno consentono di leggere la crisi economica in atto offrendo ulteriori conferme: aumenta infatti il numero di persone che resta in mezzo ad una strada perché non può più pagare l'affitto. Boom di sfratti eseguiti a Rieti, mentre a Roma, pur essendo il fenomeno in calo, le famiglie allontanate con la forza da un appartamento occupato per troppo tempo a danno del locatore sono state 2343, a fronte di 6686 provvedimenti emessi dal tribunale.

I DATI DEL LAZIO PER PROVINCIA - Sono essenzialmente due gli indicatori da tenere in considerazione: le citazioni per lo sfratto e quelli effettivamente eseguiti con l'ufficiale giudiziario. In ogni caso ci troviamo al culmine di situazioni personali o familiari esasperate, come testimonia l'alto tasso di morosità. Per quanto attiene i provvedimenti emessi dal tribunale, si scopre che nel Lazio sono in aumento dell'1.2%, con un picco preoccupante a Frosinone. Qui gli sfratti richiesti sono stati 149 con un aumento del 115 %; segue Latina con 433 richieste(+12.1%), poi Roma con 6686 provvedimenti ( -0.36), Rieti con 106 citazioni ( -2,75%) e infine Viterbo con 251 provvedimenti con un calo pari a -3%. In tutti i casi il prolungato mancato pagamento degli affitti ha innescato la miccia. Nella Capitale, per esempio, gli inquilini morosi nel 2011 sono stati ben 4678.

3 MILA ESEGUITI CON LA FORZA - La classifica muta parzialmente se si guarda agli sfratti effettivamente eseguiti con la forza. Nel Lazio, complessivamente, si contano 3008 sfrattati reali(-2.9%) così ripartiti: 91 a Rieti che guida la classifica con un aumento del 78,4%. Segue Viterbo con 149( +24%), poi Frosinone con 115 sfratti eseguiti ( +10,58% rispetto al periodo precedente). Con il segno meno le province di Latina e Roma, anche se questo non deve trarre in inganno rispetto alla gravità del fenomeno.
Le famiglie sfrattate in terra pontina sono state 310 ( -2.5%) mentre nella Capitale e dintorni si contano 2343 sfratti forzosi ( pari a -6,4%). In questo clima c'è chi si organizza come può: a Latina, per esempio, dieci appartamenti di uno stabile in via Respighi sono stati occupati da una sessantina di persone tra sfrattati, disoccupati, giovani coppie con figli ma senza un lavoro. Per gli occupanti è scattata la denuncia anche se nessuno, al momento, li ha sgomberati.

IL CASO ROMA - Povertà dilagante, politica della casa poco orientata ai bisogni delle fasce deboli, circa 250mila case sfitte: è il ritratto dell'emergenza abitativa a Roma. Le associazioni degli inquilini chiedono che almeno chi si trova in stato di necessità non venga toccato. «L'abbandono delle famiglie in difficoltà da parte di questa amministrazione Comunale è evidente», l'Unione Inquilini ricorda, infatti, che il Comune di Roma «non ha ancora pubblicato il bando per le case popolari promesso dall' ex assessore Antoniozzi nel Luglio del 2011. Chiediamo l'immediato sospensione di tutti gli sfratti per morosità incolpevole».

AFFITTI NON PAGATI - Spiega invece la segreteria nazionale dell'Unione inquilini: «I dati complessivi del 2011, ancora incompleti, disegnano una condizione di sofferenza sociale acuta: quasi 64 mila nuove sentenze emesse, di cui quasi 56mila per morosità, e 124 mila richieste di esecuzione forzata. Non tragga in inganno, quindi, il meno 2,3% sul totale degli sfratti emessi nel 2010. Sono incompleti i dati di grandi città, per fare un esempio Milano, Napoli e Bari e di numerose medie e piccole città italiane». Il dato degli sfratti sarebbe dunque ancora in forte aumento in tutta Italia e crescerebbero di oltre l'11% le richieste di esecuzione forzosa con ufficiale giudiziario.
«Nel 2011 - spiega il sindacato - gli sfratti per morosità sfiorano il 90% del totale delle nuove sentenze emesse (contro l'85% dello scorso anno). A questi dati agghiaccianti, vanno aggiunte le conseguenze inevitabili derivanti dai tagli sociali effettuati dal governo con l'azzeramento del fondo sociale per gli affitti che riguardava circa 300 mila famiglie sul territorio nazionale con redditi bassi».

CASE POPOLARI - Aggiunge ancora il sindacato: «Dallo scoppio della crisi, l'andamento degli sfratti segnala l'acuirsi di una irrisolta questione sociale legata al diritto alla casa negato. Senza iniziative adeguate di contrasto, calcoliamo 250.000 nuovi sfratti nei prossimi 3 anni, di cui 225.000 per morosità incolpevole. Serve una sospensione immediata dell'esecuzione di tutti gli sfratti compresa la morosità incolpevole e uno stanziamento straordinario per ripristinare un fondo sociale per gli affitti adeguato alle esigenze delle famiglie in difficoltà».
Servirebbe, aggiungono gli esperti, «un piano straordinario per gli alloggi popolari, utilizzando con priorità il patrimonio pubblico e le aree pubbliche: una "valorizzazione sociale" dei beni pubblici anziché la dismissione speculativa che il governo prepara. Sarebbe una grande opera pubblica, un investimento per il lavoro e la giustizia sociale».

Michele Marangon


22 giugno 2012 | 20:34

 


Crisi

Casa, a Roma è record di sfratti quasi 4700 quelli per morosità

 

DA PAESE SERA ON-LINE:

www.paesesera.it/Economia/Casa-a-Roma-e-record-di-sfratti-quasi-4700-quelli-per-morosita

Nel Lazio nel 2011 sono stati registrati 7.625 provvedimenti di sfratto, di cui 5.056 per morosità. Sono i dati del Ministero dell'Interno commentati dall'Unione Inquilini che lancia delle proposte: sospensione immediata degli sfratti, piano per gli alloggi popolari e "no" alla svendita del patrimonio pubblico. Asia-Usb ancora in sciopero della fame a piazza Santi Apostoli

CASA Piazza Santi Apostoli, da 7 giorni in sciopero della fame
L'IMU Arriva la stangata, sciopero della fame dell'Usb
CASA L'appello: "Una moratoria contro gli sfratti"
LA MOZIONE Udc: "Stop agli sfratti, moratoria sugli aumenti"

“Non chiamatela emergenza casa”. Così l’Unione Inquilini rivolge un appello a politica e mondo dell’informazione, perché si interessino e meglio di un “problema strutturale”. Anche alla luce dei dati (fonte Ministero dell’Interno) sugli sfratti per morosità in Italia, anticipati proprio dall’Unione Inquilini. Il record è di Roma. Nel Lazio nel 2011 sono stati registrati 7.625 provvedimenti di sfratto, di cui 5.056 per morosità. Sul totale dei provvedimento di sfratto per morosità del Lazio (4.678 solo a Roma).

Seguono Torino (2.523 sfratti per morosità), Napoli (1.557 in città e 1.255 nel resto della provincia) e Milano (1.115 nel capoluogo ma ben 3.244 nel resto della provincia). I dati comunque sono parziali e le previsioni non possono che essere negative, come spiega l’Unione inquilini: “Il dato degli sfratti è pertanto ancora in aumento pesante su tutto il territorio nazionale e crescono di oltre l’11% le richieste di esecuzione forzosa degli sfratti con l’Ufficiale Giudiziario. Malgrado l’aumento clamoroso degli ultimi anni, la morosità riesce a crescere ulteriormente. Nel 2011, gli sfratti per morosità sfiorano il 90% del totale delle nuove sentenze emesse,contro l’85% dello scorso anno”.

LE PROPOSTE DELL’UNIONE INQUILINI - “A questi dati agghiaccianti, vanno aggiunte le conseguenze inevitabili derivanti dai tagli sociali effettuati dal governo con l’azzeramento del fondo sociale per gli affitti che riguardava circa 300mila famiglie sul territorio nazionale con redditi bassi – continua l’Unione Inquilini leggendo il fenomeno a livello nazionale - Dallo scoppio della crisi, l’andamento degli sfratti segnala con evidenza l’acuirsi di una irrisolta questione sociale legata al diritto alla casa negato”. “Senza iniziative adeguate di contrasto, calcoliamo 250.000 nuovi sfratti nei prossimi 3 anni, di cui 225.000 per morosità incolpevole” avverte l’Unione Inquilini che poi lancia delle proposte: “Una sospensione immediata dell'esecuzione di tutti gli sfratti, compresa la morosità incolpevole e uno stanziamento straordinario per ripristinare un fondo sociale per gli affitti adeguato alle esigenze delle famiglie in difficoltà; serve un piano straordinario per gli alloggi popolari, utilizzando con priorità il patrimonio pubblico e le aree pubbliche. Questa sarebbe una valorizzazione sociale dei beni pubblici e non la dismissione speculativa che il governo prepara. Sarebbe una grande opera pubblica, un investimento per il lavoro e la giustizia sociale”.

ASIA-USB: "DA 8 GIORNI IN DIGIUNO PER DIFESA DIRITTO" - "Di fronte ai dati diffusi dal Viminale ora molti gridano allo scandalo e chiedono provvedimenti. Eppure da otto giorni ci sono degli inquilini in sciopero della fame in piazza SS Apostoli che domandano una moratoria immediata dei provvedimenti di sfratto che stanno raggiungendo un numero sempre più alto di persone". Così una nota Asia-Usb. "Da otto giorni, con visite di Alemanno e Zingaretti, la questione viene posta al centro del dibattito locale e nazionale, dalle inquiline degli alloggi Enasarco in dismissione, degli alloggi Enpaia e delle Casse dove gli aumenti d’affitto che vanno dall’80% fino ad arrivare al 300% stanno producendo veri e propri drammi familiari e centinaia di sfratti per finita locazione e morosità - prosegue la nota - Ben venga la pubblicazione di questi dati. Forse aiuteranno tutti ad ascoltare di più il grido di dolore che arriva da chi è in emergenza abitativa e resiste con dignità agli sfratti, agli aumenti, ai pignoramenti. È arrivato il momento che una moratoria generalizzata intervenga a fermare una prossima devastazione sociale, un blocco che consenta di costituire quel tavolo interistituzionale necessario alla definizione di politiche abitative pubbliche in grado di rappresentare tutele e organizzare risorse. Oggi pomeriggio in piazza SS Apostoli l’inquilinato resistente e AS.I.A./USB promuovono una riunione cittadina dei comitati e degli abitanti che lottano contro la precarietà abitativa. Appuntamento per tutti e tutte è alle 18.30 presso il presidio che ospita da otto giorni chi sta digiunando per la difesa del diritto alla casa e contro gli sfratti".

LE REAZIONI - Il consigliere capitolino Athos de Luca (Pd) ha presentato una interrogazione urgente al sindaco Alemanno e all’assessore alla casa, per sapere “quali misure urgenti sono state adottate e si intendono assumere per fronteggiare un fenomeno sociale di questa gravità,dove gli sfratti sono dovuti a in capienza finanziaria delle famiglie costrette alla morosità” fa sapere in una nota del gruppo consiliare del Pd. "De Luca - prosegue la nota - denuncia il bilancio fallimentare di questi quattro anni della giunta Alemanno che dopo aver assegnato qualche centinaio di alloggi approntati dalla precedente amministrazione non ha sostanzialmente fatto più nulla neppure sul fronte della rassegnazione delle case popolari rese libere dagli inquilini che vengono puntualmente occupate abusivamente dando anche vita al vergognoso fenomeno della cessione da parte degli occupanti al mercato nero chiedendo fino a 40/50 mila euro”. “Mentre non si sono portate avanti le delibere sulla 167 e la edilizia convenzionata, sul piano della nuova edilizia si sono fatti bandi aprendo la strada alla cementificazione anche dell’agro romano” conclude la nota.

Lunedì, 25 Giugno 2012

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