I lavoratori della Direzione Lazio respingono con lo sciopero l'idea del trasferimento sede.

Roma -

Lavoratori,

con un risultato sorprendente il personale della Direzione Lazio ha concretamente manifestato il proprio disappunto nei confronti dell’iniziativa dell’amministrazione di trasferire la sede presso il magazzino della Pisana.

Le adesioni si sono attestate attorno al 40%, percentuale che per un territorio più che complesso come quello romano, rappresenta un risultato di portata epocale.

Esprimiamo il nostro convinto apprezzamento nei confronti dei lavoratori che stanno duramente portando avanti questa non facile battaglia, sostenendone i relativi costi non solo economici ma anche dialettici nel confronto con le varie controparti. L’auspicio è che possano, avendo loro posto la prima pietra, essere esempio per l’altra metà, una parte della quale, crediamo, sia semplicemente ebra delle ideologie della passività, dalla noncuranza o dell’appartenenza a questa o a quella tifoseria.

Non disprezziamo l’altra parte, quella che, più o meno consapevolmente, si prodiga per il fallimento della lotta sopperendo a quelle funzioni che vengono naturalmente a mancare alla macchina amministrativa in caso di sciopero; è davvero difficile comprendere quali danni possano pensare di ricevere nel caso in cui si riesca ad affermare quegli stessi diritti, sanciti attraverso le contese e di cui loro stessi oggi godono. Alle due componenti diciamo che non è mai tardi per passare dalla propria parte!

Sul versante opposto le determinazioni dell’amministrazione, assente il titolare, ci sono apparse coloritamente variopinte ma non preparate ad affrontare la situazione, un insolito, altalenante, sottile nervosismo, ha caratterizzato quelle poche battute intercorse nei tempi che sono trascorsi tra il volantinaggio, effettuato di buon mattino all’ingresso dei lavoratori fino al rilevamento dei dati dello sciopero. La scarsa chiarezza delle affermazioni non ci ha permesso di afferrare se si vogliano scaricare le responsabilità della propria sottovalutazione degli eventi, su organizzatori e personale che hanno agito nel rispetto delle leggi e di quanto costituzionalmente garantito. In attesa di chiarire vigileremo.

Il nostro delegato è stato invitato, infine, a lasciare la sede e ci arrendiamo di fronte alla tracotanza.

Sono i lavoratori che comunque hanno sancito un indelebile successo.

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