IL SALARIO ACCESSORIO... E IL DOMANI DEL MEF

Roma -

Si è tenuta in data odierna la riunione concernente la ridefinizione, nell’ambito del CCNI di Amministrazione, degli istituti contrattuali finanziati dal FUA.

L’Amministrazione ha presentato una bozza di criteri generali finalizzati a rideterminare solo alcuni di detti istituti senza peraltro fornire i necessari allegati relativi alla quantificazione dei costi corrispondenti.

La USB MEF, in un’ottica di equità e trasparenza, ha ancora una volta proposto preliminarmente la riproporzionalizzazione dei costi di tutti gli istituti finanziati dal FUA rispetto all’attuale consistenza dello stesso e, più nel dettaglio, ha richiesto:

 

·          l’inserimento, nel citato accordo, di una nuova regolamentazione del fondo destinato agli Uffici di diretta collaborazione del Ministro che ponga fine all’iniqua e vergognosa assegnazione di risorse pari ad euro 1.371.409  solo da parte del settore Finanze;

·           il mantenimento dell’indennità per i centralinisti non vedenti, così come quantificata dall’accordo per le posizioni indennitarie del settore ex Finanze, in considerazione del notevole importo ad essa destinata nella consistenza del FUA;

·           il ricalcolo dei turni e delle reperibilità in base al suddetto criterio di riproporzionalizzazione e conseguente diminuzione di disponibilità delle risorse.

 

Questa Organizzazione Sindacale ha chiesto, inoltre, che nell’accordo in questione venga finalmente disciplinata la materia della mobilità e sia assunto un impegno più stringente finalizzato al completamento degli sviluppi economici per tutti coloro che ne sono rimasti esclusi.

 

La riunione è stata aggiornata al 18/7 p.v.

 

La USB MEF continuerà questa battaglia, iniziata da tempo, sul salario accessorio ma ha ben presente che, comunque, il futuro dei lavoratori del nostro dicastero sarà inesorabilmente segnato dai provvedimenti conseguenti ai D.L. 87/2012 (decreto taglia MEF) e 95/2012 (spending review) che comporteranno:

 

·          il taglio del 10% delle dotazioni organiche del personale non dirigenziale. Si tratta del quinto taglio delle dotazioni organiche negli ultimi anni che, inesorabilmente, determinerà, nella migliore delle ipotesi, l’azzeramento definitivo della vacanza d’organico nelle aree o, peggio ancora, i primi esuberi, la conseguente mobilità senza speranza di ricollocazione e persino il licenziamento dei lavoratori del MEF;

·           il taglio, non inferiore al 20%, degli uffici dirigenziali con le ricadute sulla ricollocazione professionale del personale delle aree appartenente a dette strutture organizzative;

·           la chiusura delle RTS attuata in base alla popolosità della provincia d’appartenenza (nelle province con meno di 300.000 abitanti si chiude!), al numero dei dipendenti in servizio (negli uffici con meno di 30 unità lavorative in servizio si chiude!) e alla locazione passiva degli stabili che ospitano gli uffici in questione. Per comprendere la portata di questa operazione, basti pensare che solo il secondo criterio (numero dei presenti in servizio) comporterebbe la chiusura di 49 RTS!  

 

A questo punto non c’è alternativa al conflitto e ad un ampio dissenso organizzato che la USB sta già praticando da anni.

 

Chi è disponibile batta un colpo!

 

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