Il TESTO UNICO DELLA VERGOGNA

Roma -

Nel pieno della calura estiva, e nel silenzio più assordante dei mezzi di comunicazione, dopo l'emanazione del "pacchetto sicurezza" il Governo ha “ritrascritto” anche il Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, il famoso d.lgs. 81/08.

Infatti, nella Gazzetta Ufficiale n. 180 del 5 agosto 2009, S.O. 142, è stato pubblicato il decreto correttivo del Testo Unico 81: si tratta del d.lgs. 106/2009 entrato in vigore il 20 agosto 2009.

Il testo è, inequivocabilmente, un favore fatto ai padroni di Confindustria, tutto teso solo a rafforzare i poteri del padronato e a indebolire quelli dei lavoratori e dei loro rappresentanti.

Basta citare, per esempio, l'obbligo della visita preassuntiva (vietata fino ad oggi dallo Statuto dei lavoratori), l’irrisorietà della tutela dei lavoratori in appalto e subappalto e, nello stesso tempo, il dimezzamento delle sanzioni a carico delle aziende.

Ma non solo: si riduce la tutela sanitaria delle lavoratrici e dei lavoratori, superando la cartella sanitaria di rischio e la relazione del medico competente alle Asl; un modo, questo, per cancellare la tutela dalle malattie di origine professionale.

Si può proseguire, poi, evidenziando il controllo della funzionalità dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (Rls) agli enti bilaterali così come il compito di verificare l’efficace attuazione in azienda dei modelli di organizzazione e gestione della sicurezza. I Rls si troveranno, pertanto, a pianificare la propria attività sulla base delle decisioni dell’organismo paritetico.

Con il nuovo testo il governo raggiunge, quindi, anche un altro obiettivo, ossia quello di ridurre il potere di controllo e d’intervento dei delegati alla sicurezza spostando molte competenze verso i famosi enti bilaterali (formati da padroni e CGIL, CISL, UIL) che potranno certificare i documenti di rischio per conto delle imprese.

In questo modo, viene meno ogni ruolo di controllo e di opposizione in quanto sindacati cogestori e padronato diventano la stessa cosa.

Inoltre, a questo va aggiunto la scelta di ridurre la valutazione dei rischi da interferenza negli appalti e di vincolare l’Rls all’esame del Dvr (Documento di Valutazione dei Rischi) solo all’interno dell’azienda.

Proprio il documento di valutazione sui rischi per la salute e la sicurezza non dovrà essere depositato dal notaio, né ci sarà una posta certificata per stabilirne la data. Così facendo si aggira l'obbligo della valutazione del rischio da parte delle aziende e si potrà predisporre il documento dei rischi a incidenti avvenuti (meno obblighi per le imprese, meno soldi spesi per il padrone).

Anche le sanzioni sono state ampiamente ridotte (si passa dalla sanzione penale a quella amministrativa), insieme al preventivo depotenziamento delle attività di vigilanza e ispezione.

Infine, la ciliegina sulla torta: la “salva manager”, che tanto ha fatto gridare allo scandalo, non è stata cancellata ma, semplicemente, spalmata in modo ambiguo, nei vari articoli.

Il datore di lavoro, infatti, non risponderà della morte o dell’infortunio se l’evento è riconducibile alla responsabilità di un qualsiasi altro soggetto operante nel contesto produttivo (preposto, progettista, medico competente, lavoratore).

Così, le responsabilità saranno scaricate sui tecnici e non su chi viola le regole e taglia risorse solo per accrescere i propri profitti.

 

Con la scusa di porre rimedio a errori materiali e tecnici, di superare le difficoltà operative, le criticità e le lacune evidenziate dai primi mesi di applicazione del Testo Unico 81, il Governo ha predisposto, invece, una veracontroriforma che riduce la tutela della salute dei lavoratori per salvare quella dei padroni e i loro profitti.

Ma non ci stancheremo mai di ribadire che i morti sul lavoro, gli infortuni non sono mai una fatalità: è il costo che si paga per la realizzazione del profitto, sono il frutto della degenerazione di un sistema che ha elevato il denaro a valore assoluto, senza badare ai nomi e alle storie, al sangue e alla carne, al sudore e alla fatica di chi viene sacrificato ogni giorno sull'altare del dio profitto.

 

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