Ipotesi di accordo rinnovo CCNL ANIA: tanta esaltazione da parte dei firmatari ma anche tante omissioni

Bologna -

Un'intesa deludente che non fornisce risposte adeguate ai bisogni delle lavoratrici e lavoratori. Ristretti ulteriormente gli spazi di democrazia sindacale ed il diritto alla rappresentanza delle lavoratrici e lavoratori del settore. Incrementato di 6 ore l'istituto permessi art.39 ma nient’altro dal punto di vista dell’orario e della conciliazione tempi vita-lavoro: non è stato introdotto nessun vincolo per le aziende in materia di smart working, tema molto sentito in Unipol e nessun accenno alla possibilità di ridurre l'orario di lavoro a parità di salario, nonostante la volontà esplicita di ricorrere in maniera sempre più massiccia all'intelligenza artificiale, a conferma che l'innovazione tecnologica viene intesa solo come servizio alle esigenze per le imprese senza prevedere nessun beneficio in termini di riduzione delle ore per chi lavora. Solo un fumoso impegno a garantire il diritto alla disconnessione. Altra nota dolente riguarda la parte economica. Avevamo già giudicato insufficiente la richiesta di 330 euro lordi presente in piattaforma, in quanto insufficiente a recuperare quanto eroso dall'andamento dell'inflazione, in particolare nel triennio 2022-24, a fronte anche della contrazione del salario fisso attraverso la contrattazione aziendale, come avvenuto ad esempio in Unipol fermo ormai dal 2021. Si è ottenuto un aumento di 280 euro lordi a decorrere dal 1° gennaio 2026 in 3 trance col solito meccanismo a perdere dell'Ipca-Nei depurato dei costi dell'energia importata (ricordiamo quanto ad esempio sia energivora la AI), con l'allungamento della vigenza contrattuale di 1 anno (contratto scaduto il 31/12/2024) e una vacanza contrattuale di 1 anno compensata da Una Tantum di 1.000 euro, di cui 450 in Welfare, largamente insufficiente anche solo per un parziale recupero dell'assenza della contrattazione per 1 anno e a fronte dell'andamento dell'inflazione degli anni precedenti. In sostanza, si redistribuiscono le briciole a fronte di un settore che macina utili stratosferici e una redditività delle imprese in forte crescita. Una dinamica salariale opposta, anche ad esempio rispetto a quanto avvenuto nel settore del credito.  Inoltre ci risulta che gli aumenti siano assorbibili e quindi la maggior parte della popolazione lavorativa di Unipol rischia di non riceverli per la presenza di Assegni ad Personam individuali che, fino alla concorrenza, verrebbero assorbiti dagli aumenti contrattuali. Nulla di fatto anche dal punto di vista di una possibile evoluzione e correttezza degli inquadramenti che attualmente non valorizzano le professionalità presenti: ci si è concentrati solo sull’esigenza delle imprese di avere una quasi piena fungibilità fra i livelli d’inquadramento che nei fatti blinda i lavoratori in una condizione di perenne sotto inquadramento.  È stata poi scritta l'ennesima pagina nera per quanto riguarda la democrazia sindacale, con il trionfo della peggiore tradizione del sindacalismo corporativo: si rafforza il fortino inespugnabile dei sindacati firmatari e delle loro rendite di posizione e s'impedisce alle lavoratrici e lavoratori di scegliere liberamente da chi farsi rappresentare, con molti aspetti a nostro avviso di incostituzionalità. Un sistema di relazioni sindacali finalizzato a salvaguardare le esigenze e le compatibilità delle imprese, come d'altronde dichiarato a mezzo stampa dal presidente di Ania Giovanni Liverani. In conclusione, siamo in presenza di un rinnovo di contratto largamente insufficiente in un settore con un andamento economico positivo in totale controtendenza rispetto alle difficoltà di altri comparti. Bologna, 28 maggio 2026 RSA USB GRUPPO UNIPOL           

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