Lavoratori Reali e Campagne Mediatiche

Bologna -

Migliaia di lavoratori hanno partecipato in queste ultime settimane alle iniziative messe in campo su tutto il territorio nazionale dalle Rappresentanze di Base.

 

Anche a Bologna, assemblee, volantinaggi, presidi sotto le Prefetture hanno visto protagonisti i lavoratori di questa Amministrazione coscienti, oramai, del fatto che il disegno politico, orchestrato all’inizio degli anni ’80 e a cui il governo di centro-destra ha voluto imprimere un’accelerazione feroce, ha trovato nelle ultime Leggi Finanziarie una quasi naturale conclusione, propedeutica allo smantellamento di una parte dello stato sociale ed in particolar modo a quella che compete direttamente le tutele dovute sui posti di lavoro.

 

A partire dal 28 febbraio, per due settimane, culminando con il presidio sotto la Prefettura del 9 marzo, tutti i lavoratori del Ministero del Lavoro, ispettivi ed amministrativi, si sono fermati dalle 11.00 in poi per protestare contro la paralisi cui sono stati ridotti gli uffici periferici del Ministero.

 

Scopriamo invece, dai mezzi di informazione, che gli stessi saranno addirittura in “sciopero davanti alla prefettura” coi colleghi di Inps, Inail ed Agenzie Fiscali. Eppure, negli uffici interessati, gli stessi delegati di CGIL, CISL ed UIL non ne hanno conoscenza.

 

La grande volontà e capacità di mobilitazione dimostrata con la generalizzata ed unitaria partecipazione alle iniziative intraprese in tanti posti di lavoro a partire dal 28 febbraio non va ora dispersa e divisa né utilizzata per campagne mediatiche.

 

Per questo saremo presenti anche noi, assieme a CGIL, CISL e UIL, a quella che si preannuncia essere una grande manifestazione nazionale, a Roma il 24 marzo, perché il momento storico e le condizioni in cui versa il Ministero necessitano una mobilitazione generale che superi le diverse anime sindacali, troppo grave è la situazione!!!. Ciò però non ci fa dimenticare che poco si è fatto in questi anni da parte di molte sigle sindacali per arrestare questo progressivo e ineluttabile smantellamento, né vogliamo che  questo momento di protesta  diventi l’ennesima  strumentalizzazione in  periodo elettorale, ma che si realizzi come un  vero e proprio grido di accusa dei lavoratori di questo ministero  contro le politiche governative di questi ultimi dieci anni .

 

La manifestazione nazionale sarà soltanto una tappa importante all’interno di quel percorso di lotta avviato il 28 febbraio, affinché sia chiaro che i dipendenti di questa amministrazione continueranno le loro iniziative, prima e dopo le elezioni:

 

per riprendersi la loro dignità di lavoratori e i loro diritti;

per un Ministero del Lavoro al servizio dei cittadini e non delle imprese;

per un aumento consistente della vigilanza che garantisca condizioni di lavoro sicure e dignitose a tutti i lavoratori;

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