LETTERA APERTA AL MINISTRO DELLA SANITA'

Cagliari -

...in occasione della odierna visita del ministro alla nostra regione

LETTERA APERTA AL MINISTRO DELLA SANITA’

 

e,  p. c.

 

All’assessore alla Sanità della R.A.S. Sardegna

Agli organi di stampa.

Ai cittadini

 

 

 

 

Signor ministro,

 

 

non abbiamo intenzione di rovinare a Lei, e a coloro che questo evento hanno preparato, la festa. Non è nelle nostre intenzioni. Desideriamo che Lei prenda conoscenza, di alcuni particolari che riguardano la Sanità in generale e quella sarda in particolare.

Non abbiamo intenzione di stilare un registro di lagnanze (e forse sarebbe il caso di farlo), ma visti i tempi ristretti di cui Lei dispone ci limitiamo a sottoporre alla Sua attenzione alcuni elementi che ci stanno particolarmente a cuore. Abbiamo avuto modo di interloquire col Suo predecessore (dottor Fazio) ci aveva rassicurato, ci aveva detto che “avrebbe preso in considerazione il nostro caso ecc…” insomma le solite frasi fatte per non sfigurare davanti le televisioni salvo poi ricordarsi di essere in altre faccende affaccendato. E adesso, pur non nutrendo eccessive speranze di avere risposte, un paio di domande vogliamo rivolgerglieLe ugualmente:

 

1.    Pensa Lei sia normale che il patrimonio pubblico venga dilapidato? Pensa che sia normale gestire la sanità (cioè il bene primario cui i cittadini hanno diritto) come roba propria?

2.    Pensa che non sia il caso di domandarLe quanto si spende in Sardegna per consulenze? E quante di queste sono inutili?

3.    E’ a conoscenza di quanti siano i macchinari e gli strumenti inutilizzati che giacciono nei vari reparti ospedalieri?

4.    E’ a conoscenza la  S.V. di quanto  si spende in Sardegna per la prevenzione?

5.    Perché si pensa ad un nuovo concorso (questa volta MAXI)  per operatori socio sanitari nel momento in cui le graduatorie pullulano di idonei inoccupati o occupati a tempo determinato?

6.    Le è noto il fatto che la Regione Sardegna ha già speso 7 milioni di euro per organizzare i corsi per formare queste figure professionali?

7.    Perché alcune aziende ospedaliere ricorrono al lavoro interinale (18 milioni di euro) pur sapendo che questa tipologia di lavoro è più costosa (il 20% circa) piuttosto che ricorrere alle graduatorie?

 

Signor Ministro, non Le chiediamo l’impossibile, chiediamo a Lei tecnico di un governo di tecnici, se vuole rispondere a queste semplicissime domande.

 

Il Suo predecessore ha preferito ignorare queste domande, ha preferito ascoltare solo quanto gli veniva narrato, facendo finta di ignorare quanto qualsiasi cittadino sardo avrebbe potuto testimoniare.

 

I Ministri passano, (ed anche gli assessori) quello che ci rimane è il peggioramento delle condizioni della sanità e delle condizioni di vita e lavorative degli operatori della sanità stessa.

 

PURTROPPO AL PEGGIO NON C’ E’  FINE.

 

Dobbiamo rassegnarci?  Noi la pensiamo diversamente ed è per questo che siamo qui e lo saremo tutte le volte che lo riterremo opportuno.

 

Cordiali saluti

 

Cagliari, 19 giugno 2012

 

 

USB SARDEGNA - COMITATO ART. 97 

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