Lettera aperta al Ministro Pisanu

Roma -

Egr. onorevole, e ministro pro-tempore, noi con tutti gli sforzi mentali possibili non siamo riusciti a trovare nulla di sufficiente nel suo lavoro

On. Ministro,

nonostante siano passati più di due anni dal suo insediamento e la RdB-Cub abbia più volte richiesto di incontrarla, lei ha inteso eludere qualsiasi incontro politico con le Organizzazioni Sindacali del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco in un periodo dove sono stati definiti importanti cambiamenti strutturali ed ordinamentali che ne sconvolgono il ruolo.

La RdB-Cub nei suoi documenti politici ha da sempre sostenuto che il ruolo del Corpo Nazionale debba comprendere prioritariamente la Protezione Civile, contrariamente a quanto oggi sta facendo il governo che, "bypassando" le leggi, emana ordinanze di Protezione Civile e finanzia solo i grandi eventi.

Abbiamo avuto modo di avere in copia, non dal suo ufficio, la nota inviata ai prefetti a sua firma del 24 ottobre 2005, (prot. 1849) dove li informa che con la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale ha trovato attuazione la nuova disciplina del rapporto di impiego del personale, ripristinando un sistema di diritto pubblico.

Tale riforma a suo dire, completa un ciclo di importanti novità normative necessarie al rilancio del Corpo Nazionale nonché ad una ritrovata "identità" nel contesto della sicurezza per garantire servizi all'altezza degli standards europei. Inoltre introduce una ricostruzione delle carriere che risultano parallele e culturalmente omogenee ad altre istituzioni dello Stato che svolgono ordine pubblico sempre nel contesto della sicurezza civile.

Dopodiché disquisisce sul reclutamento della componente volontaria che, sempre più pregnante nel Corpo Nazionale dovrebbe dare delle risposte sul piano dell'organizzazione del soccorso.

L'altro argomento che tratta con esaltazione è l'emanazione di un testo unico di semplificazione amministrativa di tutte le disposizioni che regolamentano il Corpo Nazionale, per dare più incisività e responsabilità dello Stato in materia di soccorso pubblico, disegnando tutte quelle attività di difesa civile.

Infine oltre ad esprimere le sue sole soddisfazioni è convinto che tali riforme siano utili ai sigg. Prefetti nei vari territori.

Ora egregio Ministro, non per essere polemici con lei anche in considerazione della fine del suo mandato, ma per onor di cronaca, ci pregiamo con la presente di soffermarci e riflettere sulle questioni da lei avanzate ritenendo ancora oggi che lo strumento per addivenite ad alcune riforme sia sempre quello di coinvolgere i rappresentanti del personale, cosa che nessuno, né lei né i suoi sottoposti ha avuto l'accortezza di fare.

La prima questione è sicuramente la sua riforma a cui la maggioranza delle Organizzazioni Sindacali si è contrapposta, chiedendo un tavolo di confronto per capire in quale direzione questo governo, per sua mano, ci volesse condurre. Esprimendole che il Corpo Nazionale non ha bisogno di una nuova identità, se a lei fosse sfuggito qualcosa è opportuno rammentarle che i Vigili del Fuoco nel Paese hanno una storia ed un'identità ben definita, cosa questa che probabilmente con l'avvento delle sue riforme da oggi in poi sarà snaturata. Il Corpo quindi farà "massa" insieme ad altri

enti dello Stato che si occupano di sicurezza nel senso stretto del termine e non assicurerà più un soccorso tecnico urgente di qualità alla popolazione perdendo la propria storia ricca di eventi e la sua identità.

 

 

Grazie proprio ad un sistema di relazioni sindacali civili e non irrigidite come da lei impacchettate, fino ad oggi possiamo rassicurala, siamo stati all'avanguardia nel Paese e fuori dal Paese in termini di attività generali di Protezione Civile, cercando di trovare la giusta dimensione di intervento secondo le necessità dell'evento, inoltre chi è entrato a far parte del Corpo lo ha fatto specificatamente per come era composta l'organizzazione in un sistema di rapporti alla pari e non subordinati o meglio gerarchicamente retti.

In merito alle carriere riteniamo che le siano state riportate in modo non corretto le determinazioni scaturite da mancati incontri con il suo dipartimento oppure anche lei é corresponsabile, infatti a partire dai dirigenti proseguendo per i funzionari per finire agli amministrativi ed operativi, riteniamo che più che carriere parallele ad altri, il Corpo abbia avuto una dequalificazione generale, in sintesi un vero arretramento anche culturale.

A tal proposito fortunatamente alcune sentenze riguardanti dirigenti e Organizzazioni Sindacali hanno dato riscontri positivi sulle "malefatte" del suo dipartimento, ed ora siamo in attesa di sapere se le spese dovute ad una cattiva gestione dell'amministrazione pubblica saranno a carico della collettività oppure pagherà chi ha voluto fare del dipartimento una "cosa privata".

Sul volontariato crediamo che la strada che questo ministero sta perseguendo non è certo il massimo della salvaguardia del territorio né tanto meno pensiamo che ci possano essere zone del Paese con strutture adeguate che danno un servizio di soccorso ed altre che devono essere soggette alla buona volontà dei singoli cittadini, peraltro senza un benché minimo coordinamento con la componente permanente, forse è solo un modo come un altro per indebolire il Corpo Nazionale.

Non ultimo il testo unico di assemblamento delle leggi che regolamentano le attività del Corpo, con il pretesto di uno strumento di snellimento si è voluto reintrodurre leggi ormai superate da nuove norme e riproporre regolamenti del "regio decreto" trasformando il soccorso tecnico urgente in "sicurezza" al fine di attribuire un lavoro di manovalanza anche in questo senso al Corpo.

Per concludere senza tediarla troppo, capiamo che i suoi impegni siano tanti e gravosi, da un'analisi sintetica i concetti che traiamo dalle sue univoche determinazioni sono, in termini di ordinamento professionale senza timore di smentite, di un completo arretramento di tutta la categoria. In materia di Protezione Civile le competenze sono passate ad altri dicasteri, fermo restando che la gestione non è del Corpo pur essendo questi la struttura portante. In materia di difesa civile la gestione spetta ad altri ed al Corpo rimane solo la caratteristica di essere i "canarini" dell'emergenza. Il testo unico di nuova emanazione sarà un ulteriore strumento di crescente utilizzo dei Vigili del Fuoco in attività di ordine pubblico e manovalanza di altri enti e delle locali prefetture come giustamente ha richiamato lei nella sua nota.

Evitiamo di entrare nel merito delle risorse destinate nella prossima finanziaria per i contratti di lavoro o per l'ordinamento professionale, stessa cosa dicasi per le assunzioni di personale ormai ridotto all'osso ed impossibilitato a dare una risposta alle richieste di soccorso.

 

Per quanto sopra Egr. onorevole, e ministro pro-tempore, noi con tutti gli sforzi mentali possibili non siamo riusciti a trovare nulla di sufficiente nel suo lavoro in questo periodo di sua gestione, nel ringraziala dell'elemosina che ci ha voluto concedere con le risorse messe a disposizione del nuovo ordinamento, le auguriamo nuovi e possibili incarichi in altri dicasteri.

In allegato a questa lettera nel sito internet RdB-Cub vigili del fuoco la nota del ministro indirizzata ai Prefetti.

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