Ospedale San Martino: Promosso dal "palazzo"… bocciato dalle corsie!

Genova -

 

Genova. 12 aprile 2006. Il Dottor Cosenza, in una recente intervista al Secolo XIX: "Abbiamo fatto uno studio comparativo con altri ospedali simili e siamo risultati nettamente in testa. Facciamo lo stesso lavoro ma con molto personale in meno."

Era ora che parlasse chiaro!!!!

Sino ad oggi i lavoratori del San Martino erano convinti che la carenza di personale dipendesse da condizioni contingenti, transitorie ed emergenziali. Da parte dell’azienda e dall’apparato (DAPS e CORDINATORI) mai sono mancati gli inviti a "pazientare e capire".
Le promesse ufficiali di adeguamento degli organici sono state una costante delle relazioni sindacali. I Confederali (CGL – CISL – UIL) hanno sempre avvallato e garantito i buoni propositi dell’azienda.

Oggi scopriamo di essere stati presi in giro!!!

Tagliare gli organici non era una evenienza ma un obiettivo voluto e ricercato. Averlo conseguito è ora motivo di vanto e occasione per appuntarsi delle medaglie sul petto.
Finalmente si sono definiti i ruoli e le politiche: nei posti di lavoro si opera tra mille difficoltà e carenze mentre nel "palazzo" si studia come tagliare posti di lavoro. La linea politica dell’azienda è chiara, far svolgere più lavoro con meno personale.

Più sacrifici, più sfruttamento e meno soldi!!!

Se nei turni ci si ritrova in 2 anziché in 3, (ad esempio) lo scadimento dell’assistenza è solo una logica conseguenza numerica, è come far pulizia buttando la spazzatura sotto il tappeto… altra cosa è pulire a fondo, altra cosa è la cura dei nostri pazienti. Chi è lontano dalle corsie può eccellere solo nell’arte dell’apparire e dell’effimero. Ed è così che la politica dell’immagine produce gli ascensori panoramici e le porte rotanti (al monoblocco)… stile Hotel California. Si promettono pasti individualizzati e confezionati in vassoio, ma intanto manca chi li distribuisca e aiuti i degenti a consumarli.
Viene promesso un futuro all’insegna degli effetti speciali ma il grigiore per i pazienti e per gli operatori che attendono ai loro bisogni è sempre più cupo.
Per meglio promuovere l’immagine del San Martino apprendiamo, da delibera numero 535 del 16 febbraio scorso, che un giornalista del Secolo XIX curerà per l’azienda la rassegna stampa e così, ancora una volta, anziché "fare" si privilegerà il "raccontare". Tutto questo costerà all’azienda 30.000 euro all’anno.
Meglio della promozione dell’immagine sarebbe la promozione della salute e l’investimento in risorse umane utile a questo scopo.
Il plauso che il coro trasversale dei partiti non mancherà di tributare al Dottor Cosenza (visto che è stato da questi scelto e riconfermato) non potrà essere replicato nelle corsie. Qui si è più attenti alla sostanza e meno alle forme.

Il voto che merita questa politica di depotenziamento della sanità pubblica è
zero spaccato!!!

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