Piano industriale STMicroelectronics 2024-2034: promesse ridimensionate e futuro incerto a Catania
Il Piano Industriale di STMicroelectronics per il sito di Catania, presentato come strategico e accompagnato negli ultimi anni da annunci di circa 3000 assunzioni anche da parte del ministro Adolfo Urso, mostra oggi evidenti criticità.
Durante l’incontro del 1° aprile presso la Regione Siciliana, alla presenza delle istituzioni e delle organizzazioni sindacali, l’azienda ha dichiarato che gli investimenti non potranno partire senza una soluzione concreta al problema dell’approvvigionamento idrico, alla purezza dell’acqua richiesta e allo smaltimento tramite accordi con le partecipate comunali.
Sul Piano Industriale pesa anche il cambiamento del mercato di riferimento: il settore dell’auto elettrica, inizialmente considerato trainante, è oggi ritenuto saturo e non in espansione, fortemente condizionato dalla concorrenza cinese e dalla produzione locale di semiconduttori in carburo di silicio. L’azienda sta valutando nuovi filoni di sviluppo, rinviati però alle fasi successive al 2028.
Gli obiettivi produttivi vengono ridimensionati e posticipati: il traguardo dei 15000 Wafer a settimana slitta di due anni e non viene fornita una chiara curva di crescita occupazionale. Restano quindi incerte anche le prospettive sulle nuove assunzioni, indicate genericamente tra 2000 e 3000 unità senza tempistiche definite.
Le uniche certezze riguardano la chiusura degli stabilimenti CT6 ed EWS entro il secondo trimestre 2027, con la previsione di ricollocare gli esuberi nelle nuove linee produttive del campus SiC e in altri impianti.
Il quadro complessivo evidenzia forti contraddizioni tra le dichiarazioni passate e la situazione attuale, con prospettive ancora incerte e problemi strutturali non risolti, a partire dalle risorse idriche. Sul tema è previsto un possibile accordo con il Comune entro giugno, ma al momento mancano tempistiche certe per una soluzione definitiva.
È necessario un cambio di passo immediato: servono impegni chiari, vincolanti e verificabili su investimenti, tempi e occupazione. Non sono più accettabili annunci senza copertura né continui rinvii. Le lavoratrici e i lavoratori hanno diritto a certezze concrete, a un piano industriale credibile e a garanzie reali sul futuro del sito di Catania. In assenza di risposte adeguate, sarà inevitabile mettere in campo tutte le iniziative necessarie a tutela dell’occupazione e del territorio.
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