Piombino, firmato l'accordo di programma JSW: per USB la partita è tutt'altro che chiusa. Lo stato doveva assumersi la responsabilità del rilancio della siderurgia

Piombino -

Con la firma dell'Accordo di Programma da parte di JSW si conclude, a distanza di un anno dalla sottoscrizione dell'Accordo Quadro, un passaggio istituzionale atteso per il futuro del polo siderurgico di Piombino.
Nell'accordo è stata recepita la clausola di salvaguardia occupazionale, così come richiesto da USB e già prevista nell'Accordo di Programma del 2018. Si tratta di un elemento importante, che tutela i lavoratori nella fase di transizione, ma che da solo non è sufficiente a garantire il rilancio del polo.
Nel corso dell'incontro tutte le istituzioni, a partire dal Ministro Adolfo Urso, hanno parlato dell'avvio di una nuova fase per Piombino, sostenendo che il rilancio dello stabilimento possa rappresentare un punto di ripartenza anche per l'intera siderurgia nazionale.
USB ritiene però che sia necessario mantenere grande prudenza. Non diciamo gatto finché non è nel sacco. La storia degli ultimi anni impone di giudicare i risultati sui fatti e non sugli annunci.
JSW, infatti, ha già dimostrato dal 2018 di non aver rispettato gli impegni assunti in materia di investimenti e rilancio produttivo. Allo stesso tempo rimangono forti incognite sul progetto Metinvest, che continua a scontare i ritardi legati al contesto internazionale e alla guerra in Ucraina, con la ricerca ancora aperta di un terzo investitore e un cronoprogramma che sta già accumulando ritardi, anche rispetto agli impegni occupazionali previsti dall'Accordo Quadro.
Per questo sarà determinante l'incontro convocato al Ministero per il prossimo 15 luglio, dedicato all'Accordo di Programma di Metinvest e alla verifica dello stato di attuazione dell'Accordo Quadro sottoscritto lo scorso anno.
Come USB riconosciamo l'importanza della clausola di salvaguardia occupazionale, ma riteniamo che quella di oggi sia anche un'occasione mancata.
A Piombino esistevano tutte le condizioni per un intervento diretto dello Stato. Gli investimenti riguardano aree pubbliche e demaniali e nello stabilimento si produce l'unica rotaia ferroviaria italiana, una produzione strategica per la sicurezza, l'autonomia industriale e lo sviluppo della rete ferroviaria nazionale. Un asset di questo valore non può continuare a essere lasciato nelle mani di gruppi privati che hanno già dimostrato di non mantenere gli impegni assunti.
Dopo anni di finanziamenti pubblici concessi senza risultati concreti, era il momento di cambiare strada. Lo Stato avrebbe dovuto assumere un ruolo diretto nel rilancio del polo siderurgico, garantendo investimenti, occupazione e una vera politica industriale. Continuare a inseguire le promesse delle multinazionali significa esporre ancora una volta lavoratrici, lavoratori e un intero territorio al rischio di nuovi ritardi
e nuove delusioni.
USB continuerà a vigilare affinché gli impegni sottoscritti diventino investimenti reali, occupazione stabile e rilancio produttivo. Per noi la siderurgia è un settore strategico per il Paese e deve tornare sotto un forte controllo pubblico. Solo così sarà possibile garantire il futuro di Piombino e costruire una vera politica industriale nazionale, fondata sull'interesse collettivo e non sulle convenienze dei grandi gruppi privati.

Usb Piombino
Usb Nazionale Industria – Categoria Operia

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