Pisa, i lavoratori dell'igiene ambientale si fermano e la Cgil attacca loro e USB

Nazionale -

Giovedì 19 i lavoratori di Geofor hanno incrociato le braccia e non sono usciti con i mezzi a svolgere il servizio, denunciando l'assenza delle condizioni minime di sicurezza, vista la situazione di emergenza sanitaria che stiamo attraversando e l'aumento dei rischi di contagio. In particolare sono state messe in evidenza la mancanza di guanti monouso, di mascherine in numero adeguato e a norma, la mancata igienizzazione dei mezzi dopo ogni ciclo di lavoro, l'assenza di lavaggio delle divise, e una mancata riorganizzazione delle presenze dei lavoratori. Si tratta di richieste sacrosante a tutela dei lavoratori, delle loro famiglie e di tutta la cittadinanza, che per di più sono espressamente indicate anche dal gruppo di lavoro ISS Ambiente e Gestione dei Rifiuti, "Indicazioni ad interim per la gestione dei rifiuti urbani in relazione alla trasmissione dell'infenzione di virus sars-cov-2" (Rapporto ISS Covid19-19, n.3/2020).


Anche per oggi giustamente, visto il permanere di queste criticità, le proteste continueranno. Riteniamo urgente che i comuni intervengano nei confronti dell'azienda e si definiscano tutte le azioni per risolvere queste carenze, tutelando così la salute in primo luogo di tutte e tutti e lo svolgimento di un servizio così delicato ed importante, ma sempre più a rischio in un momento come questo.  


In merito alle richieste dei lavoratori Geofor, registriamo in queste ore una vergognosa dichiarazione del segretario della Cgil di Pisa che, intervistato da una radio locale, accusa USB di strumentalizzare i lavoratori.
Non ci stupiamo di queste dichiarazioni, dato che la Cgil, insieme a Cisl e Uil,  si è piegata ai voleri di Confindustria, come dimostra il cosiddetto protocollo sicurezza firmato sotto l’egida del governo Conte, pomposamente definito “protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del COVID 19 negli ambienti di lavoro”,  trasformato il 16 marzo in Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM).


Un protocollo che  lascia mano libera ai padroni di continuare a produrre cose inutili in questo momento, con tanto di deroghe ufficiali ai precedenti decreti governativi. Un vero e proprio atto di tradimento dei lavoratori. Le produzioni e le attività non essenziali devono fermarsi subito, garantendo salute, salario ed occupazione.


Non siamo solo noi ad evidenziare queste scelte criminali, ma anche l’insospettabile sindaco di Brescia (PD), che alcuni giorni fa in una intervista pubblicata dal Giornale di Brescia ha denunciato i proprietari delle aziende come maggiori responsabili della attuale moria di esseri umani in quella città e nella regione più industrializzata d’Italia.


Per quanto riguarda i lavoratori dell'igiene ambientale invitiamo Geofor e i comuni che l'amministrano a leggere bene le indicazioni dell'Istituto Superiore di Sanità in merito alla gestione dei rifiuti in questa fase in cui il contenimento della diffusione del virus è fondamentale.


La Cgil si legga invece le recenti indicazioni della Commissione di garanzia sugli scioperi, che conferma il diritto allo sciopero anche in fasi di emergenza, se i lavoratori non sono tutelati in termini di sicurezza personale e di garanzia per la collettività.


Unione Sindacale di Base – Federazione di Pisa

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