REFERENDUM CITTADINO CONTRO LA ESTERNALIZZAZIONE DEI SERVIZI PUBBLICI E SOCIALI

Civitavecchia -

 Con determina N° 232 del 02/11/2005 il Commissario Straordinario del Comune di Civitavecchia Dr. Angelo Di Caprio ha indetto ufficialmente per i giorni 5 e 6 Febbraio 2006 la consultazione referendaria tendente ad abrogare alcune parti della Delibera Consiliare n°19 del 09/03/2005 "Riorganizzazione dei servizi pubblici comunali - approvazione provvedimenti di attuazione" che prevedeva:
1) l’affidamento ad Etruria spa (Multiservizi già esistente e ora al 100% comunale) dell’intero ciclo del servizio igiene urbana e rifiuti, del trading gas e energia e del servizio calore;
2) la costituzione di una società al 100% comunale a cui affidare la gestione del trasporto pubblico locale, servizio parcheggi, servizio ausiliari della sosta, servizi legati alla mobilità urbana ed extraurbana, trasporto scuolabus e disabili;
3) la costituzione di una società al 100% comunale a cui conferire la proprietà e la gestione del servizio Farmacie Comunali.
I due quesiti referendari chiedono:
a) lo scorporo del servizio Trasporto Scuolabus e Disabili dalla società per il trasporto pubblico per rimanere in gestione all’Area Pubblica Istruzione e all’Area Servizi Sociali del Comune;
b) che le Farmacie, in grosso attivo di bilancio, in concorrenza con 11 privati e in funzione dei vari servizi pubblici e sociali che offrono alla città (fra tutti la distribuzione di farmaci gratuiti per alcune gravi patologie e lo sconto su alcuni medicinali da banco), rimangano gestite dal Comune.
Qualcuno sicuramente obietterà sul perché il Comitato Referendario ha posto due quesiti soltanto anziché contrastare tutta la delibera, due i motivi:
il primo perché la multiservizi Etruria spa aveva già la raccolta dei rifiuti urbani e del verde e andava a gestire anche la discarica e poi anche perché la parte riguardante l’energia non è stata ancora decisa;
il secondo perché non costituendo la società in house per i trasporti si rischiava l’affidamento del servizio con bando a gara europea.
Sulle contestazioni all’ex amministrazione comunale di centro destra da parte dei membri R.S.U. appartenenti alla RdB-CUB Flavio Zeppa e Silvia Salvatori, subito seguite dagli altri colleghi R.S.U. e territoriali della CGIL fp e della CISL fps unitamente ai consiglieri comunali della minoranza, si è formato il Comitato Referendario comprendente la FEDERAZIONE RDB-CUB, la CGIL, la CISL FPS, tutti i partiti dell’UNIONE, le Liste civiche di centrosinistra PER CIVITAVECCHIA e AMBIENTE E LAVORO e addirittura l’UDC (uscita già dalla maggioranza) oltre ad associazioni politco-culturali presenti nel territorio.
Come prevede il regolamento comunale sui referendum (2000 firme) il Comitato ha raccolto, autenticato e depositato per ciascun quesito circa 2500 firme di cittadini contrari alla Esternalizzazione bloccando di fatto per sei mesi l’iter amministrativo in corso e consentendo di fatto al Commissario Straordinario di indire la consultazione referendaria il 5 e 6 Febbraio 2006, DATA CHE PERO’ E’ STATA FORTEMENTE CONTESTATA DA TUTTO IL COMITATO PER LA VICINANZA ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE E AMMINISTRATIVE E SOPRATTUTTO PER LA SOTTRAZIONE ALL’ANNO SCOLASTICO 2005-06 DI ALTRI TRE GIORNI NON PREVISTI NEL CALENDARIO SCOLASTICO APPROVATO DALLA REGIONE LAZIO.
Ai cittadini di Civitavecchia è stata quindi data la possibilità di esprimere democraticamente la propria convinzione sulla utilità di affidare servizi pubblici e sociali a S.P.A., costituite con denaro pubblico e di proprietà comunale al 100% , che hanno soltanto fini politici dai costi esorbitanti per la città con servizi sicuramente scadenti vista la logica aziendale e non più sociale e pubblica
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Tutto nacque nel mese di Luglio 2003 per un Verbale tra Amministrazione Comunale e i Sindacati Confederali che stabiliva un percorso di lavoro per la riorganizzazione e gestione dei servizi pubblici locali:
la ex Giunta di Centrodestra, considerando valido il verbale firmato tre mesi prima, adotta la Delibera di Consiglio 98 del 13/10/2003 " LINEE GUIDA PER UN PROGETTO DI SVILUPPO E RIORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI PUBBLICI LOCALI " e affida successivamente la progettazione ad una società privata denominata "DEADALA Srl" con notevoli spese per il lavoro e per convegni naturalmente pagati dalla collettività.
la RDB-CUB, la RSU del comune e tutte le altre organizzazioni sindacali territoriali misero in atto forme di lotta compreso lo sciopero dei dipendenti nel Novembre 2003 con motivazioni diverse.
L’amministrazione comunale continuò imperterrita per la sua strada e a Giugno 2004, convoca le Organizzazioni Sindacali di categoria e non più i Confederali per un verbale di concertazione, escludendo la R.S.U. del comune e quindi anche i rappresentanti della RdB-CUB .
Tale verbale fu firmato solo dai territoriali CISL FPS e UIL FPL; la CISL FPS in seguito ritirò la firma da quel verbale mentre la UIL FPL, rimasta sola confermò l’accordo rimangiandosi tutte le lotte e lo sciopero soltanto perché due sindacalisti firmatari erano i funzionari del servizio trasporti che si trasferivano nella società privata con funzione dirigenziale a contratto autoferrotranviari.
Quel verbale di concertazione diede il via alla discussione consiliare e alla approvazione con maggioranza risicata di 14 consiglieri su 31 della delibera n° 19 del 09 Marzo 2005 , molto travagliata e sofferta anche per i 17 emendamenti di cui 11 della minoranza ( 10 bocciati e 1 approvato quello proposto dalla RDB-CUB sulla mancanza di concertazione della RSU e 6 della maggioranza approvati).
L’Amministrazione Comunale inizia l’iter burocratico per la costituzione delle società e presenta alla città e alle Organizzazioni Sindacali tutte, copie dei Piani Industriali e fac-simili in bianco degli statuti e dei contratti di servizio inasprendo ancor di più le Organizzazioni Sindacali e i Consiglieri di minoranza per la presa in giro.
SI COSTITUISCE IL COMITATO REFERENDARIO e il giorno 19 Maggio 2005 inizia ufficialmente la raccolta delle 2000 firme previste dal regolamento comunale.
Il giorno Lunedì 23 Maggio alle ore 8,00 avviene IL COLPO DI SCENA, IL SINDACO DE SIO DI FORZA ITALIA VIENE SFIDUCIATO e quindi rimane senza più potere ma la società ETRURIA TRASPORTI MOBILITA’ spa per la gestione del trasporto pubblico si costituisce lo stesso giorno dal Notaio con un atto di delega del Sindaco stesso al Dirigente Area Economia e Finanze.
Divampano le proteste e le denuncie sulla stampa da parte dei delegati RDB-CUB che contrastano i metodi carbonari di questi pseudo politici e la costituzione del Consiglio di Amministrazione della ETM spa nominato dal Sindaco e formato da:
Presidente, l’ex assessore alle finanze che ha gestito tutto l’iter amministrativo;
Consiglieri, a) l’ex direttore generale che ha fatto tutti gli accordi sindacali con i sindacalisti autoferrotranviari garantendogli i migliori favori; b) l’ex segretario dell’assessore assunto con l’art. 90 dal sindaco.
Non è ancora finita, il servizio verrà gestito dai segretari della UIL FPL firmatari del famoso verbale di concertazione, prima dipendenti comunali ora con inquadramento dirigenziale autoferrotranviari senza titoli, concorsi e al posto di altri che ne avevano pieno diritto; gli altri sindacalisti firmatari degli accordi autoferrotranviari invece beneficeranno di aumento di categoria per alcuni ordini di servizio scandalosi fatti dal sindacalista-funzionario-ora dirigente.
Sicuramente tutte le nostre rimostranze hanno contribuito alla positiva raccolta delle firme da parte dei cittadini che hanno partecipato entusiasti ma anche stanchi di assistere a questi giochi politici e logiche clientelari.
La consegna delle firme raccolte avviene il 19 Agosto 2005 e il Commissario Straordinario, con determina n° 232 del 02 Novembre 2005, ha indetto la consultazione elettorale per i 2 referendum abrogativi nei giorni di 5 e 6 Febbraio 2006.
Il Comitato Referendario, da circa un mese impegnato con i partiti politici contrari alla esternalizzazione, con le 4 Circoscrizioni e con tutte le Associazioni culturali-sportive-ricreative, ora dovrà spostare il tiro sui circa 43.000 elettori e convincerli a recarsi a votare perché per rendere valido il referendum occorrono almeno 21.500 votanti cioè il 50% più 1.
Tante le iniziative messe in atto, conferenze stampa, spot televisivi, manifesti, volantinaggio in tutte le abitazioni e nei luoghi più affollati, auto con altoparlanti e manifestazione conclusiva.
Il lavoro è enorme ma con tanti volontari a disposizione e con la volontà positiva di riuscire nell’intento crediamo sia giusto provare e vincere consentendo alla città di Civitavecchia di lanciare un messaggio forte e concreto alla nazione e a TUTTI i politici che continuano imperterriti a privatizzare ed esternalizzare servizi pubblici e sociali che di aziendale non hanno nulla ma sono di primaria importanza per i cittadini utenti.

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