Regione Umbria; gare del tpl e salari: ancora una volta a pagare sono i lavoratori

Perugia -

Dopo quanto fatto dall’assessore Melasecche, la politica ci diceva che le gare non potevano essere cancellate per riaffidare i servizi a un’azienda pubblica regionale. Poi, magicamente, a maggio la nuova Giunta cancella il bando predisposto dalla precedente amministrazione e ne emana uno nuovo.

Ancora una volta si gioca sulla pelle dei lavoratori. Ancora una volta emerge l’idea che il trasporto pubblico possa essere governato esclusivamente secondo le logiche dell’economia di mercato. E ancora una volta, a pagare il prezzo delle scelte politiche saranno i conducenti, messi a gara insieme ai servizi.

Le gare, lo abbiamo denunciato da tempo, producono precarietà, compressione dei salari, aumento dei carichi di lavoro e della produttività. A questo si aggiunge il subappalto, possibile fino al 49% del servizio messo a gara, che continua a incombere sulle teste dei lavoratori come una vera e propria spada di Damocle.

Quando, durante l’ultima campagna elettorale, il centrosinistra e la FILT-CGIL, in veste di sponsor ufficiale, annunciavano un possibile cambiamento, nessuno avrebbe immaginato che alla fine sarebbe cambiato così poco…una fiducia tradita.

Tolti gli slogan elettorali, infatti, è comparso il nuovo bando di gara che, con qualche aggiustamento, sembra riproporre la possibilità di affidare i servizi ad aziende che, troppo spesso, fanno carta straccia delle regole e continuano a realizzare profitti grazie alle risorse pubbliche.

Il cambiamento promesso, dunque, si è rapidamente polverizzato.

I SALARI SI ALZANO ALZANDO I SALARI

Da anni questa categoria subisce una progressiva e indiscriminata riduzione del potere d’acquisto. Una situazione aggravata da una contrattazione nazionale e di secondo livello che, troppo spesso, offre pochi centesimi in cambio di sempre maggiore produttività. Una condizione particolarmente evidente in Busitalia Sita Nord.

Mentre l’azienda celebra i risultati di una gestione dai numeri milionari, i sindacati maggioritari e firmatari non riescono a cambiare una situazione economica che porta salari ormai prossimi, e in molti casi inferiori, alla soglia di una vita dignitosa.

La soluzione proposta ai lavoratori sembra essere sempre la stessa: lavorare di più per guadagnare qualcosa in più. Straordinari, aumento delle ore e maggiore produttività diventano così necessari per riuscire ad arrivare alla fine del mese.

È un meccanismo che non possiamo accettare.

I salari da fame si combattono andando a prendere le risorse nei milioni di euro di utili prodotti anche grazie al lavoro quotidiano di chi manda avanti l’azienda.

Non servono più ore di lavoro per sopravvivere. Servono salari più alti. I salari si alzano alzando i salari, non aumentando le ore di lavoro.

ANNULLARE LA GARA DI APPALTO, RESTITUIRE IL TPL AI CITTADINI ATTRAVERSO L’AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO ALL’AZIENDA PUBBLICA REGIONALE

Martedì 22 settembre 2026:

  • sciopero di 24 ore in tutta Busitalia Umbria;
  • presidio alle ore 9.30 sotto il Palazzo della Regione, in Piazza Italia a Perugia.

 

USB – Federazione Regionale Umbria

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