SANITÀ: OGGI GIORNATA DI MOBILITAZIONE CONTRO LA SPENDING REVIEW

Roma -

INIZIATIVE IN TUTTE LE PRINCIPALI CITTÀ ITALIANE

"NON PAGHEREMO IL VOSTRO DEBITO CON LA NOSTRA SALUTE!”, è lo slogan della giornata nazionale di mobilitazione indetta da USB contro la spending review, che taglia in modo drastico gli investimenti sulla sanità pubblica e cede ulteriori servizi ai privati aprendo anche la strada ad esuberi e licenziamenti per migliaia di lavoratrici e lavoratori.

 

In tutte le regioni e nelle principali città italiane, da Verona a Cosenza, USB ha dato vita a decine di assemblee, presidi, volantinaggi, sit-in e blocchi stradali per denunciare che dietro una operazione di apparente revisione degli sprechi si nasconde una delle più pesanti manovre finanziarie, l'ennesima fatta di soli tagli lineari al servizio sanitario pubblico, che comprometterà definitivamente il diritto alla salute nel nostro Paese e cancellerà migliaia di posti di lavoro.

 

Emblematica l'iniziativa romana, che si è svolta presso il Ministero della Salute in concomitanza con il tavolo negoziale sulle sorti della Croce Rossa Italiana. "Su quel tavolo si riassume la drammatica condizione di migliaia di persone che rischiano il posto di lavoro e attendono una risposta che ancora non arriva circa il loro futuro, mentre si affida alla sorte la gestione di importanti servizi sanitari”, spiega Licia Pera, dell'esecutivo nazionale USB Pubblico Impiego. “A quel tavolo USB ha chiesto al Ministro la reinternalizzazione nel servizio sanitario nazionale delle funzioni svolto dalla Croce Rossa e di tutto il suo personale, precario e non".

 

Nella stessa piazza della capitale hanno manifestato anche le lavoratrici e i lavoratori dell'Istituto Superiore di Sanità, ente di ricerca vigilato dal Ministro della Salute, contro il taglio di 13 milioni di euro in tre anni che mette in pericolo centinaia di lavoratrici e lavoratori precari e le stesse funzioni dell'ente. Inoltre più di cento tra ricercatori e tecnici specializzati attendono di essere assunti a tempo indeterminato da più di otto mesi.

 

"Contro i tagli che affossano il welfare e i servizi pubblici, e che mettono a rischio migliaia di posti di lavoro, continueremo in tutte le sedi e in tutti i territori, la nostra mobilitazione", conclude Licia Pera.

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