SAXA GRESTONE: NOVE ANNI DI PROMESSE TRADITE. ORA SERVONO VERITÀ, TRASPARENZA E LAVORO.
Frosinone, 30 luglio 2026 – Si è svolto oggi presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy il tavolo convocato a seguito della liquidazione giudiziale del Gruppo Saxa. Il Ministero ha ribadito la volontà di individuare un nuovo soggetto industriale in grado di garantire la continuità produttiva e la salvaguardia di tutti i posti di lavoro.
USB prende atto di questo impegno, ma dopo quasi nove anni di cassa integrazione non sono più sufficienti le dichiarazioni di intenti.
Oltre 200 lavoratrici e lavoratori continuano a vivere con un reddito insufficiente, mentre chiedono una sola cosa: tornare a lavorare. A questi lavoratori fu chiesto di rinunciare all'incentivo all'esodo previsto da Ideal Standard, perché venne garantita la continuità occupazionale. Oggi, dopo quasi un decennio, quella promessa non è stata mantenuta e centinaia di famiglie continuano a pagarne il prezzo.
In tutto questo tempo USB è stata esclusa dai tavoli istituzionali, pur denunciando fin dall'inizio le criticità del progetto industriale. Ancora più grave è il fatto che la RSU risulti scaduta da circa nove anni, privando i lavoratori del diritto di rinnovare democraticamente la propria rappresentanza.
USB non si è limitata alla denuncia politica. Abbiamo presentato due esposti alla Procura della Repubblica chiedendo di fare piena luce sulla vicenda. Il primo riguarda l'utilizzo delle ingenti risorse destinate al progetto: circa 10 milioni di euro di Invitalia, circa 12 milioni della Regione Lazio e circa 10 milioni lasciati da Ideal Standard, destinati anche agli incentivi all'esodo e alla bonifica di coperture in amianto. Oggi riteniamo doveroso capire come siano state utilizzate queste risorse, considerato che il progetto è fallito e che, da quanto risulta a USB, alcune coperture contenenti amianto sarebbero ancora presenti.
Il secondo esposto riguarda presunti sversamenti di materiali sul terreno ed è stato trasmesso, oltre che alla Procura, anche ad ARPA Lazio, al Comune di Roccasecca e ai Carabinieri Forestali, affinché vengano effettuati tutti gli accertamenti del caso.
USB non emette sentenze e rispetta il lavoro della magistratura, ma ritiene che, quando sono in gioco decine di milioni di euro, risorse pubbliche e il futuro di oltre 200 lavoratori, trasparenza e verità siano un dovere.
Per USB esiste una sola priorità: salvare tutti i posti di lavoro, riportare la produzione negli stabilimenti e restituire dignità ai lavoratori che da quasi nove anni attendono risposte concrete.
Basta promesse. È arrivato il momento della verità, della trasparenza e del lavoro.