SAXA GRESTONE S.p.A.: I LAVORATORI TORNANO IN PIAZZA. BASTA SILENZI, SERVONO VERITÀ E RESPONSABILITÀ

Frosinone -

Questa mattina, 23 luglio 2026, si è svolto il presidio organizzato da USB Lavoro Privato insieme ai lavoratori della Saxa Grestone S.p.A. davanti allo stabilimento di Roccasecca e, successivamente, sotto il Palazzo Comunale.La partecipazione dei lavoratori è stata importante e dimostra che, dopo circa nove anni di cassa integrazione e con oltre 200 lavoratori ancora senza una prospettiva concreta, la vertenza è tutt'altro che conclusa.

 

Davanti alla fabbrica è stata denunciata una situazione che desta forte preoccupazione. Da settimane si assiste a un continuo via vai di mezzi pesanti che trasportano all'esterno dello stabilimento materiali prodotti. USB chiede che venga accertato dagli organi competenti se tali produzioni siano state realizzate nel pieno rispetto dei permessi e delle autorizzazioni previste dalla normativa vigente. È necessario fare piena luce su questa vicenda, nell'interesse dei lavoratori e della collettività.

USB ha inoltre sollecitato la Procura della Repubblica e ARPA Lazio a dare immediato seguito agli esposti presentati dalla nostra Organizzazione Sindacale, effettuando gli accertamenti richiesti sia sulla gestione dello stabilimento sia sulle gravi questioni ambientali denunciate, affinché venga fatta piena luce sui fatti.

 

Il presidio si è poi spostato davanti al Comune di Roccasecca, dove abbiamo chiesto all'Amministrazione comunale di assumere un ruolo attivo e di sostenere le richieste avanzate nell'esposto relativo alla vicenda ambientale, oltre a farsi portavoce delle preoccupazioni di un territorio ormai sempre più colpito dalla desertificazione industriale.

Abbiamo invitato il Sindaco e la maggioranza ad uscire dal Palazzo Comunale per confrontarsi con i lavoratori e con le loro famiglie, ma la maggioranza ha scelto di non incontrare chi da nove anni vive nell'incertezza del proprio futuro occupazionale, voltando le spalle a una protesta composta ma determinata. USB continuerà a battersi affinché emergano tutte le responsabilità, sia sul piano industriale che su quello dell'utilizzo delle risorse pubbliche destinate al rilancio dello stabilimento. I lavoratori hanno diritto alla verità e meritano rispetto, non promesse.

 

Infine, guardiamo con estrema preoccupazione al tavolo convocato per il 30 luglio al MIMIT. Se non produrrà decisioni concrete e immediate, rischierà di essere l'ennesima presa in giro nei confronti di oltre 200 lavoratori che da nove anni vivono tra cassa integrazione, promesse mai mantenute e continui rinvii. I lavoratori non accetteranno altri annunci o altre passerelle istituzionali: è arrivato il momento che ciascuno si assuma fino in fondo le proprie responsabilità e dia risposte vere sul futuro dello stabilimento e dell'occupazione.

 

USB Lavoro Privato – Federazione di Frosinone

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