SEVEL/FCA: Non si può morire schiacciati dai carichi sul (di) lavoro

Roma -

Venerdì 3 gennaio, nel reparto " lastratura" della Sevel di Atessa, un giovane operaio Cristian Terilli di soli 29 anni è morto schiacciato dalla caduta di una parte dell'impianto robotico, per il sollevamento delle fiancate della "scocca" del furgone Ducato, sul quale stava  effettuando operazioni  di manutenzione straordinaria. Non conosciamo la dinamica precisa dei fatti, ma siamo convinti che "non si può morire casualmente mentre si lavora". "Non si può morire schiacciati sul lavoro" se si rispettano le norme per la sicurezza previste nelle operazioni di manutenzione delle attrezzature per il sollevamento dei carichi: verifica preventiva della stabilità strutturale dell'attrezzatura robotica ( per escludere casi di crollo-caduta di parti della stessa); elaborazione di una procedura di sicurezza adeguata ( per definire le modalità operative "sicure"  nelle operazioni " molto rischiose" di manutenzione straordinaria; sostituzione di funi, tiranti ecc);  garantire la formazione e l’ addestramento adeguati per i lavoratori addetti, se impongono e sorvegliano le ditte in appalto al rispetto delle norme di sicurezza e prevenzione. 

Ma, al di là del rispetto formale di questi obblighi da parte delle aziende ,è fondamentale che la loro organizzazione del lavoro permetta l'attuazione concreta delle misure di sicurezza. Cristian Perilli lavorava per la Sinergia srl di Cassino che operava in sub-appalto per conto della Comau che, a sua volta, aveva ricevuto l'appalto dalla Sevel ( il committente finale dei lavori). 

La manutenzione della linea robotizzata doveva concludersi in tempo utile per consentire la ripresa della produzione il 7 di gennaio. E’ il secondo operaio manutentore che muore sulle linee FCA , in dinamiche simili il 1 ottobre nello stabilimento di Cassino perdeva la vita Fabrizio Greco. Queste morti, insieme all’aumento dei lavoratori RCL (Ridotte Capacità Lavorative), rendono  evidente le condizioni di lavoro che quotidianamente mettono a rischio la salute e la vita dei lavoratori, nelle aziende del gruppo e nella miriade di aziende in appalto.

A questo punto ci sentiamo di formulare le seguenti "domande-ipotesi" sulle cause e responsabilità della morte di Cristian Perilli.

A. Sinergia srl  ha attuato  le norme di sicurezza previste per queste operazioni di manutenzione? 

B. Le imprese "committenti"hanno verificato il rispetto, da parte dell'impresa "esecutrice", delle norme di sicurezza previste per queste operazioni di manutenzione?

C. Le imprese "committenti" hanno garantito le condizioni adeguate, a livello di organizzazione e tempi di consegna, per l'effettuazione in sicurezza  dei lavori di manutenzione?

Chiediamo un incontro urgente alla Sevel. Chiediamo che gli enti preposti avviino una verifica delle condizioni di lavoro nelle aziende del gruppo e dell’indotto e che i risultati siano valutati da esperti di garanzia sindacale.

Da subito annunciamo che siamo pronti a farci parte attiva in ogni sede così come previsto dall’art.61 del Dlgs 81/800 .

Le morti sul lavoro non sono  tragici incidenti, ma omicidi quasi sempre causati da interessi economici .

L’USB dichiara sin da subito  lo stato di agitazione e invita le sue strutture del Gruppo FCA e dell’indotto ad organizzare alla riapertura degli stabilimenti 2 ore di sciopero con assemblee e presidi .

 

Roma 4/1/2020

                        USB Lavoro Privato Nazionale – Coordinamento nazionale USB in CNHI FCA 

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