SOVRANITÀ SOCIALE E BENI COMUNI

Salerno -

 

 

SOVRANITÀ SOCIALE E BENI COMUNI

 

USB SALERNO partecipa a

“verso SALERNO BENE (I) COMUNE (I)”

 

Venerdì sera, 8 luglio 2011, fino alle ore 21, a Salerno nella Piazza Caduti di Brescia del quartiere Pastena, si è svolta la prima  ASSEMBLEA PUBBLICA per la costruzione di un movimento di base a difesa dei BENI COMUNI di Salerno e della sua Provincia. Tanti i cittadini, molti i militanti sociali e sindacali, che hanno preso la parola e che hanno affrontato i tanti diritti depredati al bene comune. A cominciare dal trasporto pubblico locale è intervenuto il collettivo di cittadini e studenti che in questi mesi si sono organizzati e mobilitati per denunciare i tagli alle corse in città e in provincia, tagli che mettono a rischio centinaia posti di lavoro.

 

“Giù le mani dal trasporto pubblico è il grido che è stato portato al Prefetto di Salerno il primo luglio e che il 4 luglio ha accompagnato la protesta degli autisti del CSTP e della SITA, ancora in lotta in queste ore per difendere occupazione, qualità e quantità dei servizi. La sanità, la gestione e il trattamento dei rifiuti, l’istruzione, la casa, il reddito, il lavoro e il non lavoro, la precarietà e la disoccupazione, la solidarietà al popolo palestinese e ai militanti di FREEDOM FLOTILLA, la difesa e la vigilanza del grandioso risultato dei referendum per la ripubblicizzazione dell’acqua e di tutti i servizi pubblici locali. Questi sono stati alcumi temi affrontati nella discussione pubblica.

 

Eppoi la manovra economica (contro cui USB Pubblico Impiego ha indetto uno sciopero nazionale il 15 luglio) che in modo irresponsabile ipoteca il futuro di tutto il paese, non prevedendo un euro per sviluppo e crescita, per i giovani contro la precarietà ma invece fa pagare i dictat “economici” dell’Unione Europea a soliti cittadini, quelli più deboli e già fortemente tartassati: lavoratori e pensionati.

Ispirandosi ad altre esperienze militanti, si è confermata la volontà comune di proseguire nella costruzione di questo movimento che provvisoriamente si chiama “verso Salerno Bene Comune” affinchè si possa concretizzare un soggetto sociale capace di aprire vertenze reali con le istituzioni locali quali i comuni, a partire da quello capoluogo (giunta de Luca), la  Provincia di Salerno (giunta Cirielli) e la regione Campania (giunta Caldoro).

 

Con questa prima assemblea pubblica abbiamo voluto esercitare sovranità su una piazza per dare voce ai cittadini che fuori dale campagne elettorali smettono di essere chiamati dai politici e dai partiti. La difesa dei beni comuni passa proprio attraverso pratiche di azioni sociali dirette, pratiche comuni dalla Val di Susa alla Sicilia, che hanno avuto nei milioni di si referendari la rappresentazione cristallina di un sentire maggioritario.

 

Per condividere i temi dell’assemblea e per proseguire nell’allargamento dello spazio pubblico di “verso Salerno Bene Comune”, rilanciamo confronto e discussione per decidere come costruire una contrattazione generalizzata delle decine di vertenze/resistenze esistenti in città e in provincia. Uno spazio pubblico indipendente che sappia mettere al centro i beni comuni e il diritto al reddito per tutti e tutte. Pertanto invitiamo le associazioni, le reti sociali e studentesche, le realtà sindacali, i comitati di quartiere, i movimenti territoriali che hanno sostenuto la battaglia per l’acqua pubblica e contro il nucleare, ad un confronto pubblico anche con gli amministratori locali che intendono ascoltare e non decidere sulla testa di sudditi disponibili.


10 luglio 2011 - Corriere del Mezzogiorno

Cstp e Sita, domani servizio a rischio
di Umberto Adinolfi

SALERNO - Gli autisti di Cstp e Sita di nuovo sul piede di guerra: se domani non arriveranno notizie positive dal tavolo in Regione Campania sono pronti a bloccare ancora il servizio. I collegamenti da e per Salerno sono nuovamente a rischio e le possibilità che domani possa riprendere braccio di ferro dei lavoratori del trasporto pubblico locale sono elevatissime. Già nel documento, sottoscritto in Provincia lo scorso 4 luglio, nel quale veniva ratificato l'impegno a revocare tutti i licenziamenti, era stato indicato l' 11 luglio quale prima importante verifica -su base regionale -per capire se da Palazzo Santa Lucia possano giungere a Salerno nuove risorse per consentire il normale svolgimento del servizio urbano ed extraurbano. Per domani infatti l'assessore regionale al Lavoro Severino Nappi metterà sullo stesso tavolo di concertazione tutte le emergenze lavorative esistenti in Campania, compreso la vertenza del settore trasporti. L'unica possibilità di bloccare il nuovo sciopero dei mezzi pubblici è quella di poter recuperare risorse dal fondo di solidarietà regionale per sostenere i costi del chilometraggio aggiuntivo, visto che la Regione garantisce unicamente i servizi minimi. Senza contare il fatto che lo stesso accordo sottoscritto a Palazzo Sant'Agostino resta comunque fumoso e pieno di incognite in quanto non fa assolutamente riferimento a voci di bilancio certe da cui attingere risorse per il settore. «I lavoratori hanno bocciato un accordo che fa fare un passo indietro alla vertenza, rimandando ogni risultato concreto al prossimo incontro istituzionale a Napoli -scrive l'Usb di Salerno dopo la riunione di venerdì sera -mentre viene comunque dichiarato lo stato di crisi del settore e dunque segnata la strada che porterà i lavoratori alla cassa integrazione in deroga» . Intanto la situazione resta drammatica sia in città che in provincia, con le pensiline di attesa stracolme di anziani e ragazzi che poi prendono d'assalto i pochi mezzi in circolazione. Oggi, giorno festivo, azzerati i collegamenti pubblici.


10 luglio 2010 – Cronaca di Salerno

 

LE INIZIATIVE: IN PREFETTURA PER LA CHIAREZZA SULLE PRATICHE DI REGOLAZIZZAZIONE. IN PIAZZA CADUTI DI BRESCIA A TUTELA DEL CSTP

 

USb difende immigrati e beni comuni

 

Chiarezza nella gestione delle pratiche per la regolarizzazione degli immigrati. Questo è quanto l'Usb a Salerno ha chiesto, lo scorso 6 luglio, nel Consiglio territoriale per l'immigrazione tenutosi in Prefettura. «Riteniamo prioritario affrontare la questione delle centinaia di lavoratori in attesa di regolarizzazion nella nostra provincia. Per questi c'è un peso di sofferenza e di angoscia esistenziale che col passare del tempo si va facendo sempre più insopportabile. L'attesa di regolarizzazione è un purgatorio in cui la dignità dell'individuo è esposta ad ogni umiliazione ed angheria, sul lavoro - dove deve accettare qualsiasi condizione gli venga posta, salariale e di sicurezza - non può avere un contratto di affitto, della energia elettrica, dell'acqua, con maggiori difficoltà accede ai servizi sanitari. Riteniamo che la trasparenza nella gestione delle pratiche di regolarizzazione sia indice di civiltà democratica» perciò il Consiglio territoriale e le istituzioni preposte devono porsi da subito quali interlocutori delle prassi di regolarizzazione facilitando e semplificando l'incontro, l'ascolto, il dialogo con i migranti. Conoscere lo modalità con cui verrà applicato il Decreto che finalmente sblocca i permessi per coloro i quali avevano e ingiustamente avuto l'espulsione ci sembra un momento importante di relazioni democratiche. L'universo dei lavoratori immigrati, le migrazioni contemporanee, nel nostro Paese, sul nostro territorio provinciale, vero regno della necessità - ha dichiarato in sede prefettizia Nicolò Quagliata dell'Usb immigrazione - presentano una ricchezza di bisogni tali da costituire una sfida di civiltà e "sviluppo" per il nostro sistema sociale. La risposta a questi bisogni indica e traccia processi sociali, culturali, economici che sono nello stesso tempo processi di innovazione di sistema e comportano vere trasformazioni strutturali e degli assetti costituiti (politici, istituzionali, culturali). Compito e naturale dell'Usb è quello di costruire organizzazione e rappresentanza diretta e dal basso coi lavoratori immigrati, mentre compito delle istituzioni democratiche è quello di sapere ascoltare, interloquire, negoziare, costruire risposte. «E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, impediscono lo sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale de paese». Intanto, nella serata di venerdì, in piazza Caduti di Brescia, si è tenuta la prima assemblea pubblica dell'Usb sul tema Salerno bene comune, a difesa dei beni della città e della sua provincia. Tanti militanti, ma soprattutto tanti cittadini sono intevenuti all'incontro che hanno affrontato i tema del vero e proprio atto predatorio a cui sono sottoposti i beni comuni di Salerno. In primo luogo e, inevitabilmente, è stato toccato il tema del trasporto pubblico locale: è interventuo anche il collettivo di cittadini e studenti che in questi mesi si sono organizzati e mobilitati per denunciare i tagli alle corse in città e in provincia, tagli che mettono a rischio centinaia posti di lavoro. Altro argomento di discussione è stato quello della manovra economica nei confronti della quale, proprio Usb ha indetto uno sciopero per il prossimo 15 luglio: una manovra che, secondo l'Unione sindacale di base, «ipoteca in modo irresponsabile il futuro di tutto il paese, non prevedendo un euro per sviluppo e crescita, per i giovani contro la precarietà ma invece fa pagare i dictat "economici" dell'Unione Europea a soliti cittadini, quelli più deboli e già fortemente tartassati: lavoratori e pensionati. Ispirandosi ad altre esperienze militanti, si è confermata la volontà comune di proseguire nella costruzione di questo movimento che provvisoriamente si chiama "verso Salerno Bene Comune" affinchè si possa concretizzare un soggetto sociale capace di aprire vertenze reali con le istituzioni locali quali i comuni, a partire da quello capoluogo (giunta De Luca), la Provincia di Salerno (giunta Cirielli) e la regione Campania (giunta Caldoro). Con questa prima assemblea pubblica abbiamo voluto esercitare sovranità su una piazza per dare voce ai cittadini che fuori dalle campagne elettorali smettono di essere chiamati dai politici e dai partiti. Per condividere i temi dell'assemblea e per proseguire nell'allargamento dello spazio pubblico di “verso Salerno Bene Comune", rilanciamo confronto e discussione per decidere come costruire una contrattazione generalizzata delle decine di vertenze/resistenze esistenti in città e in provincia. Uno spazio pubblico indipendente che sappia mettere al centro i beni comuni e il diritto al reddito per tutti e tutte».

 

 

 


 

10 luglio 2011 - Metropolis

 

In Regione si decide sui fondi per la mobilità. L'Usb difende il trasporto pubblico

 

Cstp: domani giornata cruciale

 

 

Salerno. Vertenza trasporti quella di domani si preannuncia come una giornata cruciale per conoscere le future strategie delle aziende locali della provinciale di Salerno. E' previsto, infatti, in Regione Campania un ennesimo incontro al quale dovrebbe prendere parte anche il Governatore Stefano Caldoro che insieme all'assessore ai trasporti Sergio Vetrella incontrerà i rappresentanti delle organizzazioni sindacali di categoria per decidere in merito all'accesso ai fondi per la mobilità dei lavoratori del comparto. Da quanto emergerà a Napoli dipenderanno anche le scelte future della dirigenza del Cstp. Il Consorzio Salernitano di Trasporto Pubblico, infatti, ha congelato le decisioni in merito al nuovo piano industriale proprio nell'attesa di conoscere quelle che saranno le scelte della Regione. Un piano, quello del Cstp, che prevede 130 esuberi tra il personale e che intende però salvaguardare il reddito di tutti i suoi dipendenti mettendo a frutto una serie di prepensionamenti ed agevolazioni per il personale avanti con l'età e che ha maturato i requisiti necessari per essere collocato a riposo.

Una scelta che al momento non trova d'accordo gli esponenti dell'Usb. Per i sindacalisti dell'unione di base "i prepensionamenti agevolati vengono ritenuti dei licenziamenti mascherati, perché sono a turnover zero", mentre l'accettazione 'politica' della dichiarazione dello stato di crisi del Trasporto Pubblico Locale dell'area salernitana, è vista come "la legittimazione dei tagli di servizio pubblico ai salernitani, inoltre il ticorso alla cassa integrazione in deroga, attraverso il riconoscimento dello stato di crisi, si abbatterà sui lavoratori riducendo salario e introducendo la mobilità, quindi l'espulsione dal lavoro, per gli esuberi previsti". Una posizione che hanno ribadito anche nella serata di venerdì quando in Piazza Caduti di Brescia del quartiere Pastena, si è svolta la prima assemblea pubblica per la costituzione di un movimento di base a difesa dei beni comuni di Salerno e della sua Provincia. Tanti i cittadini, molti i militanti sociali e sindacali, che hanno preso la parola e che hanno affrontato i tanti diritti depredati al bene comune. A cominciare dal trasporto pubblico locale è intervenuto il collettivo di cittadini e studenti che in questi mesi si sono organizzati e mobilitati per denunciare i tagli alle corse in città e in provincia, tagli che mettono a rischio centinaia posti di lavoro. "Giù le mani dal trasporto pubblico è il grido che è stato portato al Prefetto di Salerno il primo luglio e che il 4 luglio ha accompagnato la protesta degli autisti del Cstp e della Sita, ancora in lotta in queste ore per difendere occupazione, qualità e quantità dei servizi" - questo il grido d'allarme dell'Usb ribadito anche nella serata di venerdì. Ma si è discusso anche di sanità, rifiuti, istruzione, casa, reddito, precarietà, senza dimenticare la manovra economica. Inoltre si è confermata la volontà comune di proseguire nella costituzione di un movimento che provvisoriamente si chiama "verso Salerno Bene Comune" affinchè "si possa concretizzare - si legge nella nota - un soggetto sociale capace di aprire vertenze reali con le istituzioni locali". Con questa prima assemblea - fanno sapere gli organizzatori - "abbiamo voluto esercitare sovranità su una piazza per dare voce ai cittadini che fuori dalle campagne elettorali smettono di essere chiamati dai politici e dai partiti".