STMicroelectronics: il denaro pubblico deve garantire occupazione, salario e sviluppo dei nostri stabilimenti.
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Durante il tavolo del 28 luglio al MIMIT, STMicroelectronics ha illustrato un aggiornamento del progetto di ristrutturazione che interesserà Agrate, Catania e l’implementazione della missione di Castelletto.
Nel corso dell’incontro, l’azienda ha indicato la necessità di avviare, a partire da settembre 2026, un confronto finalizzato a raggiungere un accordo sindacale che convalidi l’intero progetto di ristrutturazione, compresi gli aspetti occupazionali, i percorsi formativi e le politiche incentivanti.
Sollecitata sul tema la direzione STM ha confermato che il perimetro occupazionale nei numeri resta invariato, questo per l’intera delegazione sindacale, comprende anche il personale attualmente in somministrazione.
Il piano aziendale è di complessivi 12 miliardi di euro, provenienti da fondi UE e da finanziamenti aziendali degli azionisti pubblici, una somma che copre le spese già sostenute e quelle future fino al 2034.
Una ristrutturazione che conferma scelte che non condividiamo, come la chiusura di EWS e AG200, e un cronoprogramma condizionato sia dai fondi pubblici destinati agli investimenti sui 12 pollici ad Agrate, sia dalla realizzazione della fornitura di acqua industriale per Catania.
La ristrutturazione stessa del sito di Agrate comporta dei vuoti di lavoro e una riconfigurazione delle competenze richieste. In merito, STM ha posticipato ai primi mesi del 2029 la chiusura di AG8 ed EWS, prevedendo percorsi di reskilling e upskilling per il personale ricollocabile.
Di fronte a un percorso di questa portata, non possiamo sciogliere le nostre riserve e condividiamo la proposta di un processo fondato su verifiche puntuali.
STM è un esempio concreto della fase di trasformazione industriale e tecnologica in corso. Per questo chiediamo alla politica e all’azienda un cambio di direzione, che preveda la riduzione dell’orario di lavoro senza perdita di salario e l’introduzione di un salario di transizione in grado di garantire piena tutela a tutti i lavoratori, compresi quelli impiegati da anni in staff leasing.
Senza impegni chiari, verificabili e vincolanti da parte dell'azienda e del Governo, non ci sarebbero le condizioni per la sottoscrizione di un accordo quadro. I finanziamenti pubblici devono servire a creare buona occupazione e sviluppo industriale, non a scaricare sui lavoratori il costo della transizione tecnologica.
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