Teatrini e lacrime di coccodrillo - Mandiamo a casa pupi e pupari

Roma -

22 marzo 2006. Il Comitato di Settore “blocca” il Contratto Enti Locali

… un Contratto, figlio dell’Accordo di Maggio 2005… contenente un "pugno di euro" (61 € medi netti a regime), divisi su tre decorrenze (di cui una fuori vigenza contrattuale) e ancora una parte nel salario accessorio, ovvero soldi non per tutti.

Pochi, maledetti e subito? Nemmeno per idea…

Dopo una firma sulla preintesa arrivata a contratto già scaduto (8 febbraio), ora scopriamo che, nonostante (lo ricordate?) i firmatari dell’Accordo di Maggio 2005 ci avessero assicurato "100 € entro l’autunno 2005", dopo un anno ancora non sappiamo se e quando potremo avere i miseri arretrati (meno di mille euro medi netti) di una tornata contrattuale che, è bene ricordarlo, è già scaduta nuovamente il 31 dicembre scorso.
I sindacati concertativi fanno –di nuovo- la parte degli arrabbiati, rullano i tamburi e parte lo stato di agitazione del personale.
…poi assisteremo al gioco delle parti e, magari tra qualche giorno o settimana, scopriremo che, grazie a "loro" e a qualche ulteriore "taglio" e sacrificio (nostro), il contratto "finalmente" potrà essere firmato definitivamente… un’ennesima "vittoria" sindacale… per la stampa, altri cento euro di aumento (e per la terza volta esulteranno per gli stessi 100 euro). Che ci stiano prendendo per il naso?

BASTA CON QUESTO TEATRINO!
Il copione è vecchio e le battute non fanno più ridere

 

Vorremmo sapere quanto dobbiamo ancora sottostare al ricatto continuo in cui ci hanno messo con la soppressione della scala mobile e con gli accordi di luglio (1992 e 1993) secondo i quali l’adeguamento dei nostri salari deve sottostare ad una contrattazione che resti nell’ambito dell’inflazione programmata; ormai si va a contrattare su cifre sempre inferiori e non per veri aumenti.
Se quattordici anni fa ci hanno raccontato la favoletta di un sistema che rafforzava sindacati e lavoratori, a cui avrebbe garantito, con il salario di secondo livello, di beneficiare di parte dei maggiori utili delle imprese, OGGI E’ TEMPO DI BILANCI!
Ed il bilancio è semplice: stipendi con cui non si arriva a fine mese, salario accessorio non per tutti che serve solo per dividere i lavoratori, riduzione di diritti e spazi di democrazia, svilimento della dignità del dipendente, sempre maggiore precariato, sempre più privatizzazioni, un servizio pubblico che viene sempre più definito come un costo piuttosto che come una risorsa.
E’ ora di smetterla di rincorrere improbabili rinnovi contrattuali senza spazi di trattativa e che sanciscono solamente la perdita del potere d’acquisto del salario e dei diritti.
OGGI SOLO CHI E’ CIECO, O IN MALAFEDE, PUO’ DIFENDERE ANCORA QUELLE SCELTE SCELLERATE. OGGI NON HA ALCUN SENSO PROTESTARE CONTRO GLI EFFETTI DI UN SISTEMA CHE, INVECE, SI VUOLE LASCIARE INVARIATO.

OGGI DOBBIAMO CONCENTRARCI SULLE CAUSE E NON SUGLI EFFETTI
Il 31 marzo, le RdB CUB hanno indetto una giornata nazionale di protesta dei dipendenti pubblici. Scendere in piazza con le RdB CUB significa darsi una prospettiva.

 

NO alle politiche salariali che affamano e dividono i lavoratori

SI a meccanismi automatici di riallineamento dei salari (SCALA MOBILE)

NO alla privatizzazione e alla precarizzazione

SI a politiche aziendali di investimento e valorizzazione del personale

NO alla privazione del diritto al dissenso

SI alla democrazia reale nei posti di lavoro (diritto di assemblea e informazione per tutti, referendum confermativi sui contratti…)

Il allegato il volantino impaginato

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