Torino: doppio carpiato fra Olimpiadi e Militarizzazione

Torino -

Nei primi giorni del mese di luglio, compariva nelle bacheche di una O.S. di Torino, un editoriale di un noto esponente della segreteria provinciale d

Nel documento in questione si affrontavano tematiche che hanno tenuto e continuano a tenere banco soprattutto presso il Comando di Torino, poiché da sempre la scrivente ritiene che una pluralità di voci ed opinioni non possa che fare del bene ed aiutare alla crescita di tutti coloro che vogliono tenersi informati, riteniamo opportuno affrontare anche noi queste tematiche, premettendo però che è pur vero che, spesso, il cambiamento di idea sia un’indicazione di intelligenza, non possiamo, però, non evidenziare come lo stesso estensore del succitato editoriale sino a pochi mesi fa aveva opinioni del tutto divergenti a quelle esposte, come possiamo dimostrare a tutti coloro che ne fossero interessati, ma non volendo proseguire in sterili polemiche, come detto prima vorremmo fare conoscere la nostra opinione in merito alle due tematiche affrontate.

Il nostro “NO” al nuovo(?) ordinamento

Per quanto riguarda il passaggio ad un nuovo ordinamento, ci piace sottolineare che nessuno ha la sfera di cristallo per prevedere il futuro e che quindi tutte le varie opinioni e soluzioni hanno diritto di cittadinanza e solo una volta che avremo intrapreso una determinata strada potremmo capire quali saranno gli eventuali benefici o danni che ne avremo in cambio; certo una cosa che ci preme evidenziare è il fatto che è del tutto sbagliato parlare di contrattazione pubblicistica o contratto di diritto pubblico, in quanto sia nella legge istitutiva che nei decreti attuativi le uniche voci che riguardano la contrattazione sono quelle relative alla citazioni del precedente C.C.N.L., in quanto nell’ordinamento di diritto pubblico non si contratta alcunché, per quanto riguarda la parte economica viene emanato un D.P.R. dal Governo nel quale vengono stabiliti i benefici economici e quindi non viene contrattato proprio nulla.

Per quanto riguarda il mantenimento delle prerogative sindacali e delle RSU, questo “formalmente” è vero, ma a che servono “prerogative sindacali” ed RSU se poi in pratica diventerebbero organismi meramente consultivi con poteri decisionali quasi nulli?

E che dire poi dell’art 35 dei decreti attuativi, nel quale si precisa che: …in attesa della cui entrata in vigore il decreto del Ministro per la funzione pubblica tiene conto del solo dato associativo, non ci sembra di aver sentito alcuna sollevazione di popolo per questo che è, un pesante attacco alla partecipazione democratica del personale.

Ci piace soffermarci su questo punto poiché le obiezioni ed il no a questo nuovo ordinamento non giungono solo da questa O.S., ma anche da altre che nella loro totalità alle ultime RSU hanno raccolto la maggioranza dei voti; ora poiché è molto facile predicare la democrazia ma è molto difficile praticarla riteniamo che proprio le elezioni RSU rappresentino il vero polso dell’opinione del personale, poiché nelle democrazie occidentali si eleggono i governi in base ai voti ottenuti e non in base agli iscritti ai vari partiti; per cui in questi mesi abbiamo scioperato non solo per un capriccio o un puntiglio ma soprattutto per la ripresa di un dialogo tra le varie parti in gioco.

Questa stessa O.S. ritiene assolutamente necessario mettere mano ad un nuovo ordinamento del C.N.VV.F. ma essendo una riforma che segnerà il nostro futuro per molto tempo riteniamo che sarebbe stato necessario condividerne la maggior parte e non, come è accaduto, farlo piovere dall’alto e soprattutto elaborato da persone che nulla hanno a che vedere con i VV.F.

A proposito, qualcuno è in grado di spiegarci per quale motivo, siamo rimasti l’unico ente che non è diretto da un proprio tecnico ma da un prefetto?

Un altro fatto eclatante della situazione in cui ci stiamo muovendo è apparso sull’ultimo numero di “obiettivo sicurezza” l’house organ del dipartimento, nel cui editoriale il Capo Dipartimento derideva pesantemente due rappresentanti nazionali delle OO.SS. e soprattutto concludeva dicendo che avrebbe tolto il disturbo una volta raggiunto il suo obbiettivo riguardante l’ordinamento; ma il capitano non era l’ultimo ad abbandonare la nave che affonda?

Altra cosa che ci lascia alquanto stupefatti, ma se i tifosi di questo nuovo ordinamento sono così convinti del fatto che la maggioranza del personale sia con loro per quale motivo si sono così spesi in occasione degli ultimi scioperi messi in atto dalle altre OO.SS.?

Ritornando all’editoriale, dal quale scaturisce questa riflessione, questa O.S. ha più volte espresso la propria opinione e le conseguenti proposte su come dovrebbero essere ordinati i VV.F., ma ci preme affrontare il discorso relativo al principale motivo che sembra spingere i fautori di questo nuovo ordinamento e cioè i fantastici benefici economici che ne deriverebbero alla categoria, ci permettiamo di sottolineare solo alcuni aspetti: innanzitutto questi benefici economici variano in percentuali comprese tra il 1,51 e il 5,95 per cento di aumento, per quanto riguarda le figure del VP, CS e CR ; se poi le forze dell’ordine stanno così bene, tant’è che noi vogliamo equiparaci a loro, per quale motivo, per quello che è loro permesso, si lamentano delle nostre stesse carenze, mancanza di personale e mezzi, difficoltà nelle carriere e aumenti economici ridicoli, oltre che della eccessiva rigidità gerarchica (!), come riportato in un articolo su “la Stampa” del 07 Luglio 2005, relativo ad una denuncia del Cocer dei Carabinieri; per quanto riguarda il riconoscimento della “differenza di esperienza lavorativa”, questo è gia presente nel contratto integrativo, con modalità di applicazione che ci hanno trovato profondamente critici, ma sarebbe stato sufficiente finanziarlo ed attuarlo; ma tutto era fermo per questo ordinamento.

Un’ulteriore riflessione, non è che dopo quasi 65 anni nel Ministero dell’Interno sarebbe ora di cercarsi qualcosa di meglio o perlomeno diverso, visto le condizioni in cui siamo ridotti?

In conclusione possiamo ritenere che il vero motivo del tanto agognato nuovo ordinamento, non essendo, evidentemente, quello economico, siano in realtà uno di tipo politico: mettere nelle mani del governo l’unica componente della quale attualmente non può disporre direttamente, quella tecnica; ed un altro di carattere sindacale: la scomparsa delle poche voci non allineate con chi comanda a livello centrale.

OLIMPIADI TORINO 2006

Anche qua una precisazione all’editoriale, per quanto riguarda la convocazione alle riunione con la commissione olimpica, sempre per rimarcare il tema della democrazia praticata e non solo predicata, questa O.S. ha avuto la possibilità di partecipare a detto incontro solo perché ad una precedente riunione della quale non eravamo stati informati, forse perché le convocazione le ha fatte un rappresentante di una nota O.S.?, il rappresentante della UIL ha evidenziato la nostra mancanza dovuta alla non convocazione e quindi alcuni esponenti della commissione hanno chiesto, ed ottenuto, che fossero presenti tutte le rappresentanze del personale.

In questa audizione è emerso che a pochi mesi dall’inizio delle manifestazioni olimpiche la parte riguardante i VV.F è assolutamente in alto mare, poiché la nostra amministrazione ha come unica soluzione quella della turnazione del personale a 24 ore.

Questa O.S., nell’esprime la propria contrarietà a questo tipo di soluzione, come peraltro ribadito in più comunicati, evidenzia come non sia possibile dopo sette anni presentarci come unica soluzione il raddoppio dei turni e l’acquisto di abbigliamento da montagna, e non possiamo neppure accontentarci del presunto incremento di personale, il tutto stimabile in poche unità, da permettere l’apertura di un paio di distaccamenti, certo non possiamo fare finta di non vedere che per molti lavoratori anche pochi euro di straordinario rappresentano la possibilità di arrivare alla fine del mese, ma come O.S. il nostro obiettivo non può esaurirsi con soluzioni straordinarie ed estemporanee, che permetterebbero solo all’amministrazione di fare bella figura, ma deve volgere al conseguimento di soluzioni durature e stabili sia per quanto riguarda le condizioni economiche che per le carenze di organico.

Certo è che come più volte ribadito, esprimeremo la nostra opposizione al raddoppio dei turni ma, se ciò venisse attuato, chiederemo che sia su base assolutamente volontaria.

 

 

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