TPL: 6 giorni di sciopero traditi con un accordo che ipoteca il futuro di lavoratori e cittadini

Salerno -

 

6 giorni di sciopero traditi con un accordo che ipoteca il futuro di lavoratori e cittadini

USB: la lotta continua  per fermare lo smantellamento di tutti i servizi pubblici

 

Dopo una lotta durissima che per 6 giorni ha bloccato il trasporto pubblico locale a Salerno e in provincia, dopo un corteo imponente e un vibrante presidio di protesta al palazzo della Provincia, i lavoratori bocciano un accordo che fa fare un passo indietro alla vertenza, rimandando ogni risultato concreto ad un prossimo incontro istituzionale. Intanto si prende tempo ma tutti sono d’accordo nel dichiarare lo stato di crisi del TPL dell’area salernitana e quindi distribuire ai lavoratori la velenosa cassa integrazione in deroga che andrà a legittimare il taglio drastico ai servizi pubblici che i cittadini stanno già subendo da vari mesi !

 

All'incontro in Provincia erano presenti le associazioni di categoria (Asstra, Anav, Fai, Confindustria trasporti), il consigliere regionale Alberico Gambino, il dirigente Sabatino D’Alessio, il presidente del Cstp Mario Santocchio, l’assessore provinciale Romano Ciccone, l’assessore comunale Luca Cascone e il presidente della Sita, Simone Spinosa. Se queste sono le richieste avanzate alla Regione: stato di crisi del settore; attuazione ammortizzatori sociali cassa integrazione in deroga; attuazione del deliberato n. 964 Regione Campania del 30/ 12/ 2010 ed infine lo stop temporaneo ai licenziamenti di CSTP e SITA, ci chiediamo cosa hanno firmato CGIL, CISL, UIL, UGL e Faisa Cisal ?  L’accordo non è affatto fumoso: i prepensionamenti agevolati sono licenziamenti perchè sono a turnover zero, l’accettazione “politica” della dichiarazione dello stato di crisi del Trasporto Pubblico Locale dell’area salernitana è la legittimazione dei tagli di servizio pubblico ai salernitani, inoltre il ricorso alla cassa integrazione in deroga, attraverso il riconoscimento dello stato di crisi, si abbatterà sui lavoratori riducendo salario e introducendo la mobilità, quindi l’espulsione dal lavoro, per gli esuberi previsti. Addirittura l’ultimo punto, il settimo, è volgarmente vile e servilista da parte dei rappresentanti dei lavoratori che dichiarano con l’accordo di cessare la conflittualità in cambio di una palese minaccia di provvedimenti disciplinari ai singoli lavoratori ! Inaudito: 6 giorni di sciopero svenduti ad un chiaro disegno “politico” di smantellamento del TPL salernitano, 6 giorni di sciopero svenduti con un accordo che legittima il governo Provinciale e Regionale a danno di cittadini e lavoratori. USB rifiuta e condanna questo accordo. USB raccoglie la protesta di chi continua ad organizzarsi per lottare contro i ladri di futuro e i ladri di democrazia che da Roma a Salerno stanno pianificando, giorno dopo giorno, il pagamento dei costi della crisi a lavoratori, pensionati, migranti, disoccupati e studenti!

 

Appuntamento: GIU' LE MANI DAL TRASPORTO PUBBLICO

ASSEMBLEA PUBBLICA : venerdì 8 Luglio - ore 19.00

piazza caduti di Brescia – Pastena - SALERNO

 


TESTO ACCORDO 4 LUGLIO 2011 - PROVINCIA DI SALERNO

Questa mattina a Palazzo Sant’Agostino si sono riuniti: Provincia di Salerno, Regione Campania, Comune di Salerno, OO.SS, ASSTRA, Sita, Cstp, Fai, Cgil, Cisl, Uil Ugl, Faisa Cisal. Le parti  dopo un’ampia ed articolata discussione hanno stabilito quanto segue:

1)   Revoca di tutti i licenziamenti annunciati;

2)   far dichiarare lo stato di crisi del TPL dell’area salernitana;

3)  Trasferimenti delle mensilità arretrate da parte della Regione Campania;

4)   Adeguamenti contrattuali dell’anno 2010 non corrisposti;

5)  richiesta di trasferimento fondi di due milioni  e mezzo di euro per esodo incentivante;

6)   uniformare corrispettivi tra le province;

7)   definizione certa del budget triennale della gara.I suddetti punti saranno sostenuti da tutte le parti in causa. Considerato che l’accordo sottoscritto cessa le conflittualità e ripristina un clima sereno, le aziende hanno chiesto di far rientrare la legittima e civile protesta dei lavoratori. Le Istituzioni, ognuno competente per la propria parte, si sono impegnate, affinché non ci sia nessun  provvedimento disciplinare nei confronti di nessun lavoratore ed al fine di dare concreta esecutività all’accordo sottoscritto, le parti hanno concordato di richiedere un incontro in Prefettura con S.E. il Prefetto Sabatino Marchione.


5 luglio 2011 - Cronaca di Salerno

L'USB SI SCAGLIA CONTRO L'INTESA:
"LEGITTIMA PALAZZO S. AGOSTINO E REGIONE AI DANNI DEI LAVORATORI E DEI CITTADINI"
L'Unione dei sindacati di base non ci sta: "Svenduto lo sciopero"

Salerno - All'USB questo accordo non piace proprio. E' questo che emerge dal comunicato che l'Unione dei sindacati di base di Salerno ha diramato dopo la movimentata mattinata di ieri conclusasi con la sottoscrizione dell'accordo tra le parti. "Dopo una lotta durissima che per 6 giorni ha bloccato il trasporto pubblico locale a Salerno e in provincia - si legge nella nota - dopo un corteo imponente e un vibrante presidio di protesta al palazzo della Provincia, i lavoratori bocciano un accordo che fa fare un passo indietro alla vertenza, rimandando ogni risultato concreto ad un prossimo incontro istituzionale. Intanto si prende tempo ma tutti sono d’accordo nel dichiarare lo stato di crisi del TPL dell’area salernitana e quindi distribuire ai lavoratori la velenosa cassa integrazione in deroga che andrà a legittimare il taglio drastico ai servizi pubblici che i cittadini stanno già subendo da vari mesi. L’accordo non è affatto fumoso: i prepensionamenti agevolati sono licenziamenti perchè sono a turnover zero, l’accettazione "politica" della dichiarazione dello stato di crisi del Trasporto Pubblico Locale dell’area salernitana è la legittimazione dei tagli di servizio pubblico ai salernitani, inoltre il ricorso alla cassa integrazione in deroga, attraverso il riconoscimento dello stato di crisi, si abbatterà sui lavoratori riducendo salario e introducendo la mobilità, quindi l’espulsione dal lavoro, per gli esuberi previsti. Addirittura l’ultimo punto, il settimo, è volgarmente vile e servilista da parte dei rappresentanti dei lavoratori che dichiarano con l’accordo di cessare la conflittualità in cambio di una palese minaccia di provvedimenti disciplinari ai singoli lavoratori !Inaudito: 6 giorni di sciopero svenduti ad un chiaro disegno "politico" di smantellamento del TPL salernitano, 6 giorni di sciopero svenduti con un accordo che legittima il governo Provinciale e Regionale a danno di cittadini e lavoratori.USB rifiuta e condanna questo accordo."


5 luglio 2011 - La Città


Stop allo sciopero, ripartono i bus

Comune, Provincia e sindacati chiedono la revoca dei licenziamenti

di Diletta Turco

Finisce dopo sei giorni di sciopero selvaggio la protesta dei lavoratori del trasporto pubblico e privato in provincia di Salerno. E finisce con una imponente manifestazione che, ieri mattina, ha invaso le strade della città. Dalla stazione a piazza Cavour, in cinquecento hanno camminato con fischietti, striscioni e megafoni, in attesa dell'esito dell'incontro in programma in Provincia.
La decisione di far ripartire i bus proprio oggi, quando è in programma la giornata di sciopero regionale indetta dalla categoria, è arrivata ieri durante un'assemblea straordinaria convocata sul lungomare cittadino al termine del vertice a palazzo Sant'Agostino. La riunione, infatti, ha portato ad una prima intesa di massima tra istituzioni, sindacati ed aziende. Sette i punti dell'accordo sottoscritto dalla Provincia, dal Comune di Salerno, dall'Asstra e dall'Anav (le associazioni che uniscono le aziende pubbliche e private) e dai segretari di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugi Trasporti e Faisa Cisal. L'accordo raggiunto sarà presentato il prossimo il luglio, durante l'incontro regionale con l'assessore al Lavoro, Severino Nappi. Tra le richieste formalizzate, innanzitutto, c'è la revoca immediata di tutti i licenziamenti annunciati, la dichiarazione dello stato di crisi del trasporto pubblico locale, l'uniformazione delle tariffe che la Regione versa alle Province per i servizi (al momento il rimborso per un chilometro percorso dai mezzi a Napoli è superiore a quello previsto per Salerno), e la richiesta di due milioni e mezzo di euro destinati all'esodo incentivato dei lavoratori che stanno maturando i requisiti per la pensione.
La marcia di protesta di ieri è partita alle 9.30 da piazza Ferrovia. Il corteo ha poi proseguito percorrendo corso Vittorio Emanuele fino a piazza Portanova. Dopodiché è sceso lungo via Roma, fino a fermarsi davanti al portone di Palazzo Sant'Agostino, presidiato dalle forze dell'ordine in assetto antisommossa. I vigili urbani, durante il corteo, hanno dovuto deviare il traffico all'altezza di piazza Portanova. Inevitabili le ripercussioni sul traffico cittadino: rallentamenti nella circolazione si sono registrati fino al termine della manifestazione.
Sulla testa dei lavoratori in sciopero ieri sembrava aleggiare già il pericolo precettazione: dal Cstp, infatti, erano arrivate voci circa il presunto "monito" della Prefettura. Ma le istituzioni presenti ieri in Provincia, nel chiedere nuovamente un incontro urgente al prefetto Sabatino Marchione, si sono impegnate ad impedire ogni provvedimento disciplinare. Rispetto alle conseguenze del blocco dei mezzi pubblici, si sono espresse varie organizzazioni. La Cgil funzione pubblica, attraverso la segretaria Margaret Cittadino, nella mattinata di ieri, pur esprimendo solidarietà ai lavoratori impegnati nella vertenza, aveva chiesto il ripristino immediato del servizio di mobilità collettiva per mettere fine ai disagi che hanno riguardato i lavoratori dell'azienda ospedaliera e gli utenti dei servizi pubblici e sanitari. Dal mondo produttivo è arrivato, invece, l'appello del coordinatore cittadino della Cidec, Matteo Caputo, che ha espresso la sue
preoccupazioni per «i tagli, il La protesta ridimensionamento delle davanti alla corse e la paralisi del traffico sede della che danneggiano commercio Provincia e turismo». Fuori dal coro l'Unità sindacale di base, che parla di accordo che ipoteca il futuro di lavoratori e cittadini».


5 luglio 2011 - Dentro Salerno

Salerno: Usb, la lotta continua per fermare smantellamento servizi pubblici

Salerno - Dopo una lotta durissima che per 6 giorni ha bloccato il trasporto pubblico locale a Salerno e in provincia, dopo un corteo imponente e un vibrante presidio di protesta al palazzo della Provincia, i lavoratori bocciano un accordo che fa fare un passo indietro alla vertenza, rimandando ogni risultato concreto ad un prossimo incontro istituzionale. Intanto si prende tempo ma tutti sono d’accordo nel dichiarare lo stato di crisi del TPL dell’area salernitana e quindi distribuire ai lavoratori la velenosa cassa integrazione in deroga che andrà a legittimare il taglio drastico ai servizi pubblici che i cittadini stanno già subendo da vari mesi ! All’incontro in Provincia erano presenti le associazioni di categoria (Asstra, Anav, Fai, Confindustria trasporti), il consigliere regionale Alberico Gambino, il dirigente Sabatino D’Alessio, il presidente del Cstp Mario Santocchio, l’assessore provinciale Romano Ciccone, l’assessore comunale Luca Cascone e il presidente della Sita, Simone Spinosa. Se queste sono le richieste avanzate alla Regione: stato di crisi del settore; attuazione ammortizzatori sociali cassa integrazione in deroga; attuazione del deliberato n. 964 Regione Campania del 30/ 12/ 2010 ed infine lo stop temporaneo ai licenziamenti di CSTP e SITA, ci chiediamo cosa hanno firmato CGIL, CISL, UIL, UGL e Faisa Cisal ? L’accordo non è affatto fumoso: i prepensionamenti agevolati sono licenziamenti perchè sono a turnover zero, l’accettazione "politica" della dichiarazione dello stato di crisi del Trasporto Pubblico Locale dell’area salernitana è la legittimazione dei tagli di servizio pubblico ai salernitani, inoltre il ricorso alla cassa integrazione in deroga, attraverso il riconoscimento dello stato di crisi, si abbatterà sui lavoratori riducendo salario e introducendo la mobilità, quindi l’espulsione dal lavoro, per gli esuberi previsti. Addirittura l’ultimo punto, il settimo, è volgarmente vile e servilista da parte dei rappresentanti dei lavoratori che dichiarano con l’accordo di cessare la conflittualità in cambio di una palese minaccia di provvedimenti disciplinari ai singoli lavoratori ! Inaudito: 6 giorni di sciopero svenduti ad un chiaro disegno "politico" di smantellamento del TPL salernitano, 6 giorni di sciopero svenduti con un accordo che legittima il governo Provinciale e Regionale a danno di cittadini e lavoratori. USB rifiuta e condanna questo accordo. USB raccoglie la protesta di chi continua ad organizzarsi per lottare contro i ladri di futuro e i ladri di democrazia che da Roma a Salerno stanno pianificando, giorno dopo giorno, il pagamento dei costi della crisi a lavoratori, pensionati, migranti, disoccupati e studenti!


5 luglio 2011 - TargatoSA.it

Trasporti pubblici, USB: "La lotta continua per fermare lo smantellamento dei servizi"
di Anna Mollo

Salerno - Dopo una lotta durissima che per 6 giorni ha bloccato il trasporto pubblico locale a Salerno e in provincia, dopo un corteo imponente e un vibrante presidio di protesta al palazzo della Provincia, i lavoratori bocciano un accordo che fa fare un passo indietro alla vertenza, rimandando ogni risultato concreto ad un prossimo incontro istituzionale. Intanto si prende tempo ma tutti sono d'accordo nel dichiarare lo stato di crisi del TPL dell'area salernitana e quindi distribuire ai lavoratori la velenosa cassa integrazione in deroga che andrà a legittimare il taglio drastico ai servizi pubblici che i cittadini stanno già subendo da vari mesi.All'incontro in Provincia erano presenti le associazioni di categoria, il consigliere regionale Alberico Gambino, il dirigente Sabatino D'Alessio, il presidente del Cstp Mario Santocchio, l'assessore provinciale Romano Ciccone, l'assessore comunale Luca Cascone e il presidente della Sita, Simone Spinosa. "Se queste sono le richieste avanzate alla Regione: stato di crisi del settore; attuazione ammortizzatori sociali cassa integrazione in deroga; attuazione del deliberato n. 964 Regione Campania del 30/ 12/ 2010 ed infine lo stop temporaneo ai licenziamenti di CSTP e SITA, ci chiediamo cosa hanno firmato CGIL, CISL, UIL, UGL e Faisa Cisal?". Lo dichiarano i rappresentanti di Usb Salerno, che proseguono: "L'accordo non è affatto fumoso: i prepensionamenti agevolati sono licenziamenti perchè sono a turnover zero, l'accettazione politica della dichiarazione dello stato di crisi del trasporto pubblico locale dell'area salernitana è la legittimazione dei tagli di servizio pubblico ai salernitani, inoltre il ricorso alla cassa integrazione in deroga, attraverso il riconoscimento dello stato di crisi, si abbatterà sui lavoratori riducendo salario e introducendo la mobilità, quindi l'espulsione dal lavoro, per gli esuberi previsti. Addirittura l'ultimo punto, il settimo, è volgarmente vile e servilista da parte dei rappresentanti dei lavoratori che dichiarano con l'accordo di cessare la conflittualità in cambio di una palese minaccia di provvedimenti disciplinari ai singoli lavoratori". "Inaudito-aggiungono- 6 giorni di sciopero svenduti ad un chiaro disegno politico di smantellamento del TPL salernitano, 6 giorni di sciopero svenduti con un accordo che legittima il governo Provinciale e Regionale a danno di cittadini e lavoratori. USB rifiuta e condanna questo accordo. USB raccoglie la protesta di chi continua ad organizzarsi per lottare contro i ladri di futuro e i ladri di democrazia che da Roma a Salerno stanno pianificando, giorno dopo giorno, il pagamento dei costi della crisi a lavoratori, pensionati, migranti, disoccupati e studenti".


5 luglio 2011 - Corriere del Mezzogiorno

Stop licenziamenti, da oggi riprendono le corse dei bus Lavoratori Aser solidali col Cstp
Corteo degli autisti, traffico in tilt Ieri il doppio presidio
di Umberto Adinolfi

SALERNO - Il pugno di ferro dei lavoratori del trasporto pubblico locale la spunta dopo sette giorni di blocco totale dei collegamenti in provincia di Salerno: revocati tutti i licenziamenti annunciati da Cstp, Sita e Buonotourist, da oggi tornano a circolare i bus del servizio pubblico. Quella di ieri passerà alla storia come la più grande manifestazione di categoria che Salerno ricordi. La rabbia in corteo L'appuntamento era per le 9.30 a piazza Vittorio Veneto, capolinea Cstp e simbolo del sistema della mobilità pubblica a Salerno. Da qui, «armati» di tamburi, vuvuzelas e fischietti in cinquecento hanno sfilato lungo corso Vittorio Emanuele al grido «Stiamo arrivando» . Momenti di tensione si sono registrati all'altezza dell'incrocio su via Diaz e su via dei Principati, dove alcuni automobilisti insofferenti per passaggio del corteo, hanno tentato di forzare il blocco. presidio Alle undici il corteo è giunto sotto la sede dell'amministrazione provinciale. Ad attendere i dipendenti di Cstp e Sita oltre quaranta tra poliziotti e carabinieri in assetto antisommossa, oltre ad una decina di agenti Digos in borghese. Cori pieni di rabbia contro il presidente della Provincia Cirielli e l'assessore provinciale Lello Ciccone, ma la protesta non è andata oltre, restando pacifica non violenta. Ovviamente traffico in tilt, sia lungo l'asse di via Roma che su Lungomare Trieste, in quanto i lavoratori hanno iniziato ad attraversare continuamente la strada. Incontro a porte chiuse L'incontro decisivo nella sala giunta di Palazzo Sant'Agostino, alla presenza del dirigente della Regione Campania D'Alessio, dell'assessore provinciale Lello Ciccone e dell'assessore comunale Luca Cascone, dei presidenti delle aziende di trasporto Cstp, Sita e Buonotourist, dei rappresentanti delle associazioni di categoria, delle sigle sindacali Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Fai, Faisa e Cisal. Una riunione -svoltasi con la presenza della Digos all'interno della sala -che ha visto contrapposte le versioni delle aziende e quelle dei sindacati dei lavoratori alla posizione assunta dalla Regione Campania, che ha ribadito la propria decisione di tagliare il servizio pubblico locale di Salerno, garantendo unicamente i servizi minimi e delegando gli altri servizi alla responsabilità e copertura economica degli enti locali. L'accordo Alle 14.10 e dieci è stato sottoscritto all'unanimità il documento della riunione. Le parti hanno stabilito la revoca di tutti i licenziamenti, l'impegno a far dichiarare lo stato di crisi del settore, l'impegno della Regione Campania a provvedere ai trasferimenti delle mensilità arretrate, l'adeguamento contrattuale dell'anno 2010 non ancora corrisposto, la richiesta di trasferimento fondi di due milioni e mezzo di euro per l'esodo incentivante (prepensionamenti) e l'uniformità dei corrispettivi tra le province campane. In linea di massima soddisfatti i sindacati. «Da domani (oggi per chi legge, ndr) -ha sottolineato il segretario della Filt Cgil Vito Luciano -riprendono tutti i servizi per un segno di rispetto verso l'utenza. La speranza è che questo accordo possa trovare materiale realizzazione, altrimenti sarà servito solo a gettare altra benzina sul fuoco» . «Un segnale positivo -ribadisce anche l'Usb -l'aver garantito tutti i posti di lavoro e le spettanze dei dipendenti» . Più critica la posizione dell'assessore comunale Cascone: «Non era questa la sede idonea, occorre portare la vertenza in Prefettura, l'unico soggetto capace di interloquire direttamente con Governo» . Polemico l'assessore Ciccone: «Mentre la Provincia fa la sua parte, il Comune di Salerno continua ad essere moroso» . Intanto questa mattina a Napoli nuovo incontro tra l'assessore Vetrella e i sindacati regionali.



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