Trasferimento dei 110 - Acea Roma

Roma -

L’ACEA SpA con decisione unilaterale ha "scelto" di mobilitare 110 lavoratori da ACEA spa e ACEA Distribuzione spa verso la società Marco Polo spa partecipata al 51% da AMA e al 49% da ACEA.
Una Società che come per la telefonia non segue le indicazioni date dal Consiglio Comunale l’anno scorso, stando completamente fuori dal core business aziendale ovvero acqua e luce.
Attualmente i 110 lavoratori sono stati inviati a fare un corso di "autostima" e quindi a nostro avviso di dubbia serietà per un costo di circa 900 mila euro.
Tale "scelta" è stata fatta in modo totalmente soggettivo, dettata quindi da simpatie e antipatie, senza mai confrontarsi con le OO.SS. presenti in ACEA, in assenza di un piano industriale di tutto il Gruppo che faccia capire dove realmente vuole arrivare questo vertice.
L’ assemblea generale organizzata da tutte le OO.SS. presenti in ACEA, nessuna esclusa, a cui hanno partecipato oltre 2000 lavoratori, ha approvato all’unanimità un ordine del giorno che chiede il ritiro immediato dei 110 provvedimenti, la riapertura di corrette trattative sindacali e la proclamazione di uno stato di agitazione.
L’assemblea dei lavoratori ha deciso, altresì, a supporto dell’ iniziativa, di indire uno sciopero generale del Gruppo ACEA, martedì 24 maggio p.v., e manifestare nella stessa giornata a piazza del Campidoglio dalle 9,30.
A sostegno di quanto sopra, alcuni Consiglieri del Comune di Roma di maggioranza e di opposizione hanno dato concreto appoggio alla vertenza, dichiarandosi disposti ad intervenire, come segno di solidarietà concreta alla manifestazione del 24 p.v. e di porre in essere ogni iniziativa utile a supporto della vertenza nell’ ambito del Consiglio Comunale.

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In relazione allo sciopero generale dei lavoratori del Gruppo ACEA per domani, martedì 24 maggio, durante la manifestazione che si terrà in Campidoglio a partire dalle 9.30, è stato deciso di rafforzare l’iniziativa di protesta utilizzando un aereo che metterà a conoscenza i cittadini romani delle problematiche relative ai lavoratori oltre che a confermare quelli che da anni sono i "normali" disservizi alla cittadinanza.

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