Trattative per il contratto nazionale TLC. ASSTEL e i Confederali cacciano i lavoratori!

Oggi 5 dicembre 2016 era previsto un nuovo incontro tra l’ASSTEL, l’associazione padronale di Confindustria che rappresenta le aziende delle Telecomunicazioni, e CGIL-CISL-UIL.
Gli autoconvocati, le cosiddette “giubbe rosse”, in collaborazione con i sindacati di base, avevano chiesto alla Questura di poter svolgere un presidio di fronte al luogo dell’incontro.
La Questura, evidentemente consigliata da una delle parti convocate all’incontro, l’ha negato e ha consentito un presidio ben distante, perché i lavoratori non disturbassero le trattative.
Già questo basterebbe per denunciare il clima perverso che si è creato tra il padrone, che fa il suo mestiere, e i sindacati confederali che in realtà non vogliono che i lavoratori ricordino loro quale dovrebbe essere il loro ruolo.
Ma non basta.
Al presidio c’è stata una lunga trattativa con le forze dell’ordine perché almeno una delegazione potesse portare all’incontro il messaggio degli autoconvocati che, lo ricordiamo,  diceva cose molto semplici:
•    no all’introduzione del jobs act nei contratti;
•    no al depotenziamento del contratto nazionale a favore dei contratti aziendali;
•    recupero salariale stabile e non indicizzato alla produttività
•    no alla decurtazione di ferie e indennità

La delegazione è quindi riuscita a passare, e si è trasformata in un presidio rumoroso che ha
ha chiesto con forza ad Asstel  un incontro per consegnare le richieste dei lavoratori.
Il sindacato padronale, spalleggiato dai  Confederali, si è rifiutato di incontrare la delegazione e ha
ha fatto riferire, tramite la polizia, che “non si potevano disturbare le trattative”.
In caso ce ne fosse bisogno, questo episodio dimostra ancora una volta la distanza siderale tra le rappresentanze confederali della triplice, i lavoratori e le loro reali esigenze.
Ma le mobilitazioni di questi mesi, cresciute di giorno in giorno, hanno detto chiaro e forte che i lavoratori non ci stanno più a farsi rappresentare da coloro che pensano solo a conservarsi posti e prebende in fantomatiche “commissioni bilaterali”, facendo per il resto strame di diritti conquistati con anni di lotte.
Diventa quindi ancora più importante la partecipazione massiccia allo sciopero del 13 dicembre e alla manifestazione che si terrà in piazza Barberini a partire dalle 10,00.

Diciamo tutti insieme un no convinto all’attacco ai nostri diritti, alla nostra vita, al nostro futuro.
Mobilitati in prima persona in questi giorni per convincere tutti i colleghi che nessuno è al sicuro.
Ingegneri, tecnici, informatici, amministrativi, legali: siamo tutti lavoratori e il nostro futuro dipende da noi.
BASTA DELEGHE! RIPRENDIAMO IL FUTURO!

USB Lavoro Privato - Telecom Italia