USB Vigilanza: in Calabria il gruppo aziendale Sicurtransport è all’insegna di ricatti da “caporalato” padronale
Giorni addietro abbiamo inviato una lettera al Prefetto di Catanzaro, titolare del rilascio delle licenze, denunciando la situazione lavorativa cui sono sottoposti i lavoratori della vigilanza privata armata del gruppo aziendale Sicurtransport; lavoratori soggetti a contratti truffa e aumenti di 50€ spalmati su più anni al di sotto di qualsiasi soglia di inflazione grazie alla complicità dei soliti sindacati “firmaioli”. Anche peggiore la situazione dei vigilanti non armati, che l'azienda assume con contratti che sfiorano i 5€ l’ora.
Nella nota alla prefettura di Catanzaro abbiamo sottolineato l’insofferenza di questo gruppo aziendale che opera sfruttamento quotidianamente.
I lavoratori e le lavoratrici sono schiacciati dal datore di lavoro ed i suoi accoliti locali, trattati non da dipendenti ma da schiavi, a partire dalle turnazioni irregolari: l’unica legge che vige nell'azienda è quella del ricatto, subire vessazioni o lasciare il posto di lavoro.
In una situazione di carovita che si sta attraversando anche l’andare a prendere servizio nella sede di caraffa CZ diventa un costo per le famiglie, ma alla Sicurtransport si sono superati: dopo l’arrivo alla sede di servizio i lavoratori e le lavoratrici con le loro autovetture sono costretti a recarsi nelle località dove prestare servizio a PROPRIE SPESE con la loro vetture, senza rimborso chilometrico o incentivo all’usura della vettura e se non bastasse anche fuori dalla provincia.
Inutile dire che questo atteggiamento da caporalato, i ritmi e soprattutto i rischi in cui vanno incontro i dipendenti si ripercuotono nell’ambiente familiare, la salute e nella vita privata dove non si riesce a conciliare le primarie necessità della vita di una persona con il lavoro.
Tanto è che quando parliamo di sfruttamento e/o caporalato non lo facciamo a caso. Il personale non solo viene obbligato con propri mezzi a recarsi ad oltre 50KM o 100KM a prendere servizio ma la Sicurtransport li costringe ad effettuare turnazioni spezzettate con servizi di tre ore in una località altre due o tre ore in un altro sito; turnazioni massacranti che ti obbligano a restare fuori l’intera giornata senza nemmeno fruire di un buono pasto, mentre altri lavoratori a discrezione dei “caporali “ il buono pasto è concesso - l’arte di arrangiarsi per vivere! In Sicurtransport gran parte dei lavoratori sono soggetti a più domeniche o festività di seguito continuative, mentre i caporali decidono a chi assegnare altri servizi - solo di mattina o unicamente più comodi e confacenti per gestirsi la vita privata, altri ancora esonerati dai turni notturni - una anarchia lavorativa tipica del ventennio.
Questi solo alcune delle angherie che subiamo giornalmente nella nostra provincia dove impera una povertà assoluta e soprattutto non è facile trovare lavoro, e spesso si è soggetti a subire in silenzio.
Come USB, abbiamo chiesto al prefetto un incontro per denunciare ed attivare i poteri di controllo, per evitare questo scempio sociale dei lavoratori della vigilanza armata del capoluogo. Non è più accettabile da parte della Sicurtransport giocare sulla pelle dei lavoratori e lavoratrici per incrementare i loro profitti!
In questo momento ci siamo adoperati a denunciare le problematiche, ma in seguito ci organizzeremo per azioni più incisive per mettere la parola fine al soggiogamento lavorativo.
USB Vigilanza