Vigilanza Privata, Servizi Fiduciari, Multiservizi, Agenzie di Sicurezza: alla Camera la denuncia della nuova frontiera del lavoro povero

Nazionale -

L’onorevole Jessica Costanzo ha dato voce questa mattina alla Camera dei Deputati alla denuncia USB sulle condizioni di lavoro nel settore della vigilanza privata, che riportiamo a seguire.

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Il settore della vigilanza, soprattutto nell’ultimo ventennio, ha visto una forte espansione e crescita economica alle quali non ha corrisposto un adeguato incremento delle tutele per i lavoratori e le lavoratrici. Un settore caratterizzato da un accentramento degli introiti nelle mani di pochi colossi, come gli istituti di vigilanza, ma anche di aziende e cooperative multiutility che negli anni hanno formato un nuovo esercito di sfruttati, impiegati in attività multiservizi di safety, segreteria, portierato, accoglienza, indagini commerciali, antitaccheggio etc. 

Un salario che in molti casi non raggiunge neppure i 700 euro netti a fronte di una media di 173 ore mensili, tra i più bassi in Italia e che per questo motivo in alcuni tribunali è stato dichiarato incostituzionale. Questo scempio, vale la pena ricordarlo, è frutto di una contrattazione collettiva con Cgil Cisl Uil e Ugl non solo ferma da anni, ma che negli ultimi rinnovi ha portato a sottoscrivere intese che favoriscono le imprese a danno della dignità dei lavoratori, come ad esempio nella scelta vergognosa di bloccare gli aumenti contrattuali ai neo assunti per i primi due anni di servizio. Una chiara determinazione a far stagnare i lavoratori in una condizione di perenne povertà e precarietà, visto che molti di essi subiscono anche la ghigliottina dei cambi appalto al ribasso e che pertanto difficilmente maturano un’anzianità di servizio tale da fargli maturare scatti di anzianità, oltre che i pochi aumenti contrattuali previsti.

Per non parlare della figura giuridica di Incaricato di Pubblico Servizio che non garantisce alcuna tutela in attività sempre più complesse e che sempre più frequentemente vengono impiegate al posto delle Forze dell’Ordine, perché costano meno. Come nel caso degli operatori che svolgono attività sensibili negli aeroporti e nei porti, costretti a lavorare anche per 20 ore e su più appalti in un’unica giornata. Un lavoro dove è richiesta la massima attenzione e lucidità, soprattutto se svolto in aree ad alto rischio, che si trasforma in una vera e propria trincea, in barba alle più elementari norme sulla sicurezza e la salute e dove per di più gli straordinari vengono forfettizzati, perché diversamente costerebbero troppo alle aziende.

Il disinteresse delle istituzioni, della politica, unitamente alla resa incondizionata dei sindacati firmatari, ha permesso alle associazioni datoriali e alle imprese di disapplicare le leggi e di andare in deroga alle poche norme di tutela esistenti.

Per questo riteniamo necessario e non più rimandabile un nostro intervento nel settore, che non si limiti a registrare le problematiche, ma che dia vita ad una piattaforma di rivendicazione, come primo strumento utile di organizzazione e prospettiva in tutti i posti di lavoro, per rimettere al centro della lotta salari e condizioni di vita dignitosi per tutti i lavoratori del settore della Vigilanza.

  • introduzione di un salario minimo garantito di settore, contro i continui rinnovi contrattuali al ribasso;
  • istituzione dell’anzianità di settore, per contrastare lo stato di perenne precarietà dei lavoratori e delle lavoratrici in appalto;
  • superamento della flessibilita oraria e rispetto dei riposi settimanali;
  • trasformazione dello statusgiuridico da ips (incaricato di pubblico servizio) ad ausiliario di pubblica sicurezza.

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USB Lavoro Privato

29-10-2021

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