Altro che odore di mafia, puzza di m …. ad Alessandria

Alessandria -

Storie di un Comando come tanti....

 

 

 

Sicuramente tutti ricorderanno un comunicato dell’RdB di qualche anno fa, che si intitolava “ad Alessandria c’è odore di mafia”; fu il comunicato pubblicato sul sito www.rdb115.org, per diverse settimane più “visitato” nella storia di questo sindacato. All’epoca, tanto clamore per le nostre denunce e poi nulla di fatto; ovviamente. Ai giorni nostri la storia non è cambiata più di tanto, e altri documenti “riservati” e odg non ancora pubblicati escono fuori al tramonto, abbandonano gli uffici e ricompaiono miracolosamente su questa o quella scrivania, combinazione sempre nelle mani dei soli personaggi all’alba del giorno dopo. Certo all’epoca di quel comunicato, tutti gli uffici erano aperti la notte e il giorno; oggi è tutto cambiato, tutto è blindato, ma certe cose riescono comunque sempre ad uscire ugualmente. Bè certo, se questa fuga di documenti preoccupasse il locale dirigente, una indagine amministrativa ci sarebbe, evidentemente a qualcuno va bene così; tranquilli colleghi, quel che non deve uscire non esce, conflitti d’interesse, preventivi o fatture di pagamenti a questa o a quella ditta, magari anche di pochi euro di colore; questi doc non li vedrete mai girare, gira solo quello che si vuol far girare e quello che fa divertire quelli sulle scalinate che stanno a guardare noi poveri pirla che ci scanniamo nell’arena. E’ già…, la mafia questa sconosciuta al nord. Tranquillo ingegnere non corra subito dal suo avvocato per querelarci, sappiamo bene che Lei non è un “picciotto” nulla di tutto questo è rivolto a Lei. Ad Alessandria non è la dirigenza la mente della baracca, i dirigenti cambiano, dal sud al nord, ma la regia resta sempre la stessa, è ben radicata dentro questo Comando ed è sempre al centro del potere. Certo il clima oggi è cambiato; è cambiato in questi ultimi due anni, ma i collaboratori sono sempre gli stessi. La stampa locale risponde ad un certo regime e fa fatica a pubblicare gli articoli che gli manda un sindacato autonomo, indipendente e di base come l’RdB, e magari quando li pubblica commette anche qualche grossolano errore, ma nonostante questa reticenza di quella famosa stampa liberale ed indipendente, ogni tanto qualche giornalista bolscevico che pubblica le opinioni o ancor meglio le denuncie di questo sindacato lo si trova ancora. E poi esiste quel meraviglioso mondo parallelo del web e dei pc; nonostante il fatto che in questo Comando ci abbiano praticamente proibito di usarli e di accedervi. Il mondo cambia, un po’ come le regole che il dirigente è abituato a cambiare a suo uso e consumo per colpire quelli dell’RdB; ieri è toccato ai colleghi di Acqui Terme che hanno avuto il coraggio di segnalare per iscritto che l’APS non funzionava bene (peraltro su richiesta espressa dello stesso capo officina). Loro hanno avuto il coraggio di segnalare un sacrosanto diritto – quello della sicurezza dei mezzi – sancito dalle leggi vigenti, dal Decreto 626/94, e pochi giorni dopo per assurdo subire le ritorsioni dell’Amministrazione compiacente anche il funzionario responsabile di settore. Magari tutto questo sotto l’occhio indifferente degli altri colleghi, sia della sede centrale che degli altri distaccamenti; chissà se per ironia della sorte quel collega che ha alzato le spalle, pensando: “a me che me ne frega di quelli di Acqui”, un domani dovrà posare anche lui il…fondoschiena su un mezzo che sterza male e frena peggio !?. Cari colleghi, oggi per la mobilità interna si cambiano le regole nazionali, si cambiano le regole concordate a fine 2004, e quanto sottoscritto davanti al Direttore Regionale. Ci si inventa di tutto per colpire un capo squadra attivista dell’RdB, domani chissà cosa ci si inventerà per gli altri ?! magari per un vigile anch’egli RdB !? Ma a differenza di un amico della CGIL, comodamente seduto nel suo ufficio in funzione pubblica, che minaccia di denuncie quando apprende che il locale dirigente ha convocato gli amministrativi per una riunione, enunciando la violazione dello statuto dei lavoratori, e dopo la seconda riunione del dirigente con gli amministrativi non ha ancora mantenuto la promessa (forse aspetterà la terza riunione), a differenza di quel sindacalista per mestiere che non rispetta neppure gli accordi siglati nel suo ufficio, questa O.S. dilettante, forse lui ci ritiene sindacalista per hobby, si vanta di avere però la coscienza pulita e pertanto scrive, e scrive tanto e ancora, e prima o poi chi siede una poltrona sopra il locale dirigente di Alessandria e chi sta ancora sopra, forse si incazzerà del fatto che il Comando di Alessandria sia sempre alla ribalta della cronaca sindacale, e non solo RdB. Certo il detto “l’importante è che parlino di me” è sempre valido, ma a un Capo Dipartimento che cura tanto l’immagine e la qualità, forse certi atteggiamenti imperialisti, con tanto di ritorsioni contro quello o quel altro dell’RdB, crediamo – e speriamo - non piacciano, perché producono più danno che guadagno. E poi sarebbe proprio ora di farla sparire dal Comando, quella cartellina dei buoni e dei cattivi, o file “goodies-badies”, era già di per se illegale averci schedato, ma ora che il gruppo dei cattivi ha superato di gran lunga quello dei buoni, bè diventa proprio patetico - oltre che illegale - perseverare. Forse sarebbe ora di tirare le somme e capire - o farsi aiutare a capire - che quelli sbagliati non sono sempre quelli che la pensano diversamente dalla Dirigenza; c’era già uno che si affacciava da piazza Venezia a Roma che la pensava un po’ così, e a dire il vero ci sembra che non abbia fatto tanta strada, lui bruciava i libri ad Alessandria si blindano i pc. Una cosa però, per onestà, dobbiamo ammetterla: nessun dirigente prima dell’attuale era riuscito qui ad Alessandria a spaccare il sindacato confederale; si, solo l’attuale amministrazione è riuscito a rompere quel legame molecolare tra cisl-cgil-uil da sempre presso questo Comando cementato. Solo l’attuale dirigente, con questa sua strategia, con questa politica della “regia” che governa questo Comando, è riuscito a tanto; persino a far dialogare RdB e con i colleghi vigili del fuoco della CGIL e a dire il vero anche un po’ l’RdB con la UIL. Di questo gli dobbiamo renderne atto a chi di dovere, è stata una cosa non da poco per questa amministrazione essere riuscita ad isolare la cisl come è stato in grado di fare. Certo, oggi un impiegato dello stato italiano, un collega ha le porte chiuse negli uffici dell’Amministrazione; un sindacalista per avere un’informazione sull’organico secondo le sue direttive dovrebbe far richiesta per iscritto; sacrosanto, bè certo quelli della cisl i doc li ricevono direttamente (come quelli sulla mobilità vero) altro che far richiesta; poi quotidianamente i funzionari di questo Comando accompagnano i liberi professionisti, i tecnici dentro l’ufficio prevenzione oltre il bancone, ma certo dentro l’ufficio prevenzione non ci sono dati sensibili ce lo aveva già detto quando ci mise una discontinua a lavorare al posto delle tre impiegate in malattia; certo và bene chi, comparire sui giornali a rappresentare il Comando e atteggiarsi a dirigente di quel o quel altro settore, commentano gli interventi svolti dai colleghi con vere e proprie perizie giornalistiche, degne del migliore ingegnere del corpo nazionale, usando la famosa frase “cause elettriche”. Ma si, se questo Comando va male è colpa di Maccarino e di Alpa, di quell’RdB! Com’è fortunato questo Comando ad avere l’RdB così attiva, in altre realtà non sono così fortunati da avere l’RdB a cui addossare tutte le colpe di quello che non funziona e non va o di tutti quei famosi autogol che siamo abituati ad assistere qui ad Alessandria; gli Altri si devono assumere le proprie responsabilità, e non si dilettano come qui a farla pagare a tizio o a caio con quella o quell’altra ritorsione. Questa è una politica vincente che porterà a farà tanta carriera; sicuramente di questo dirigente se ne è già parlato e tanto si parlerà ancora con o senza l’RdB.

 

 

 

 

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