....ANCORA NON CURRICULATI.......

Roma -

La scorsa settimana l’Amministrazione ha comunicato alle OO.SS. il numero delle domande complessive che sono state presentate per ogni singola procedura concorsuale, evidenziando anche il numero di quelle  non accolte per carenza dei  requisiti previsti dai bandi, siano quelli relativi all’anzianità, siano quelli relativi ai titoli di studio. Il dato delle domande respinte per carenza di titoli di studio è un dato veramente molto alto, che interessa in particolare la procedura per il passaggio dall’area B all’area C, destinato  probabilmente a salire dopo che l’Amministrazione scioglierà la riserva su molti titoli presentati  e che non tiene conto tra l’altro del numero di tutti coloro i quali  non hanno proprio presentato domanda.

Un simile fenomeno, conosciuto dall’Amministrazione e dai sindacati, ma emerso con particolare evidenza in occasione dell’emanazione di questi bandi, impone  a tutti una riflessione complessiva, a partire dall’esigenza di fare chiarezza su come mai un lavoratore, seppur carente di titolo di studio, possa svolgere con capacità  funzioni superiori alla qualifica di appartenenza ma non possa poi di fatto partecipare ad un concorso che gli consenta, se vincitore, di svolgere quelle stesse funzioni.

Il problema si era già evidenziato nel corso dei bandi del 1999 quando, con il CIE 1998-2001, per ovviare alla carenza dei titoli di studio Amministrazione e sindacati  avevano previsto un percorso selettivo di qualificazione professionale: tale percorso riguardava i lavoratori inquadrati nelle qualifiche funzionali non destinatarie della sperimentazione e consentiva a tutti i lavoratori dell’Ente di poter effettuare nel corso di quella “tornata”  concorsuale, almeno un passaggio di livello. Le cose non sono andate proprio nel modo auspicato  perché mentre la procedura per  C3 si è conclusa, consentendo l’inquadramento di questi colleghi e di tutti i ricorrenti in possesso del diploma di laurea, la stessa cosa non è avvenuta per quanto riguarda la procedura per C1 che, visto l’alto numero di ricorrenti e l’esiguità dei posti  a concorso, è stata alla fine, dopo anni di “impasse” dell’Amministrazione, annullata. Oggi con i nuovi bandi, tra le priorità c’era quella di dare una risposta concreta a quei lavoratori fermi da troppi anni, che avevano superato l’esame  al termine del percorso formativo e fatto domanda per partecipare ad una procedura poi annullata, riparando così ad un torto compiuto in passato.  

      Oggi è però necessario affrontare questo problema in modo generalizzato per cercare di trovare una soluzione condivisa. La RdB aveva individuato nella Commissione per la revisione dell’ordinamento professionale del Parastato, istituita all’Aran, l’occasione adatta ad affrontare questo ed altri  problemi. Ma i lavori della Commissione si sono inspiegabilmente interrotti e questo, non avendo certezza rispetto ai tempi di ripresa, ci porta a considerare la necessità di affrontare il problema all’interno dell’Ente, prevedendo ad esempio  la partecipazione di tutti i colleghi sprovvisti di titolo di studio ad un percorso formativo apposito che costituisca una sorta di credito formativo, spendibile come requisito e come titolo nelle prossime procedure concorsuali: in sostanza una rivisitazione della procedura già fatta, ma destinata a tutti.

 Del resto se la professionalità acquisita nella pubblica Amministrazione viene riconosciuta dalla legge  come credito formativo per l’acquisizione di laurea triennale a maggior ragione tale professionalità deve essere riconosciuta come sostitutiva del diploma.

Auspichiamo che su tale questione si apra al più presto un confronto con l’Amministrazione e con le altre  OO.SS. al fine di evitare in futuro discriminazioni non giustificabili che penalizzano lavoratori che da anni operano all’interno del nostro Istituto, a differenza di quanto è accaduto in altri Enti del Comparto.

 

Roma, 17 febbraio 2006

RdB-CUB INAIL

Coord. Naz. P.I.

Daniela Mencarelli

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