Regione Lazio - Bene Così: il fondo 2026 non è stato toccato, ora il consiglio cancelli le norme contestate
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Come richiesto da Usb, non è avvenuto alcun prelievo dal fondo del salario accessorio del personale 2026, così come invece prevede la legge di stabilità regionale per recuperare le somme prelevate dal bilancio regionale e illegalmente spese tra il 2007 e il 2011.
“Prendiamo atto che il fondo provvisorio del personale del comparto del 2026 non presenta alcuna decurtazione (All.1). E’ sicuramente un risultato importante, ascrivibile all’azione di USB che aveva chiesto l’intervento del Governo e poi della Corte dei Conti. Adesso però il Consiglio regionale del Lazio provveda a modificare la normativa contestata”. Così il Coordinatore USB Regione Lazio, Domenico Farina, in vista della delegazione trattante del comparto, convocata per il prossimo 22 luglio (All.2), per discutere dell’ipotesi di accordo di contrattazione decentrata integrativa della Giunta regionale.
USB aveva chiesto al Governo di impugnare innanzi alla Corte costituzionale l’articolo 22, commi 82 e 83, della legge regionale del Lazio 2025 (Legge di stabilità regionale 2026), con cui si autorizzano gli uffici del personale di Giunta e Consiglio a recuperare dal fondo del salario accessorio del personale del comparto somme illegalmente spese tra il 2007 e il 2011 prelevate dal bilancio regionale.
Appreso della mancata impugnativa da parte del Governo, USB aveva inoltre presentato alla Corte dei Conti del Lazio una richiesta di sollevare in via incidentale la questione di legittimità costituzionale, confidando nel contempo sulle previsioni dalla direttiva del presidente del Consiglio dei ministri del 23 ottobre 2023, che permette di evitare l’impugnazione, a condizione che le regioni si impegnino a modificare le leggi non conformi nel più breve tempo possibile, per evitare effetti contrari alla Costituzione.
USB ribadisce: tali norme, che autorizzano il recupero di somme indebitamente erogate ai dipendenti regionali attraverso riassorbimento sul fondo del salario accessorio, travalicano le competenze statali e violano i principi costituzionali di legalità, uguaglianza e riparto di competenze tra Stato e Regioni.
Pertanto, USB, chiede che il Consiglio regionale provveda a cancellarle dall’ordinamento, togliendo così tale spada di Damocle ingiustamente posta sulla testa dei lavoratori.